Il nostro 25 Aprile

Riceviamo dal Collettivo Antifascista di Fermo e pubblichiamo:

A volte la memoria serve a disturbare il presente, a mettere a disagio coloro che vorrebbero chiuderla a chiave in un armadio, o confinarla in spazi esclusivamente cerimoniali. Opporsi al tentativo istituzionale di equiparare partigiani e repubblichini, proprio nella ricorrenza del 25 aprile, secondo alcuni offende la sacralità della commemorazione, oltre a rappresentare - dicono - un atto del tutto fuori luogo e inattuale. Se queste affermazioni provenissero dal sindaco di Fermo o da riciclati neofascisti di An, che nel frattempo ci hanno abituato a ben note iniziative di “bassa statura”, non si rimarrebbe particolarmente sorpresi.
In realtà i vergognosi episodi in cui siamo stati coinvolti nella mattinata di sabato scorso sono intollerabili e colpiscono non tanto il collettivo antifascista, bensì coloro che sono deputati a dare un esempio di tutela della memoria partigiana. E’ paradossale il fatto che mentre all’interno della Sala alcuni interventi denunciavano la gravità dell’assenza dei giovani in quella importante giornata, contemporaneamente le forze dell’ordine avessero deciso di cacciare gli unici “giovani” intervenuti. Provocazioni, minacce di arresto e identificazioni da parte della polizia nei nostri confronti sono soltanto la cornice di una escalation politica e istituzionale “bipartisan” che mira a criminalizzare ed ad impedire ogni dissenso.
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Invitiamo infine l’Anpi e i Combattenti a partecipare alle prossime iniziative del Collettivo Antifascista, con la garanzia di trovare certamente molti giovani. Questi ultimi, gli spazi in cui festeggiare il 25 aprile se li sono presi, autogestiti e autofinanziati. Oltre 400 persone hanno “invaso” la zona dell’ex stazione Girola, ballando, cantando e brindando a quel giorno di 65 anni fa. Non sono mancate alcune provocazioni di neofascisti locali, forse indispettiti per aver subito un affronto nel proprio “giorno di lutto”, ma la cornice di sabato sera erano i Malavida, i Costa Familia e i Polleggio Sound, tutta un’altra storia.

25 Aprile 2009: la Resistenza non conosce crisi!

Riceviamo dal Collettivo Antifascista di Fermo (e invitiamo i compagni a partecipare!)

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Per il sindaco di Fermo il 25 aprile è solo un’occasione per “rivolgere un riconoscente pensiero a tutti coloro che dettero il loro contributo alla rinascita del paese”. Per il collettivo antifascista fermano il 25 aprile è invece la festa della Liberazione dal nazifascismo, e ricordare la Resistenza non rappresenta soltanto una celebrazione ufficiale nella quale autorità e istituzioni offrono il loro “solenne” saluto. Quella libertà, che nel ’45 è stata ottenuta grazie alla lotta partigiana contro i fascisti italiani e i nazisti tedeschi, sabato la festeggeremo con musica, vino e iniziative politiche, senza fanfare, corone di alloro e strette di mano. Crediamo non sia tollerabile l’ipocrisia di un’amministrazione comunale che dopo aver ospitato nei mesi scorsi, fra l’altro, iniziative pubbliche tese a riabilitare la figura di Mussolini e a diffondere l’odio antislamico, pretende oggi di commemorare la Resistenza e di offrire un omaggio ai nostri partigiani. La festa, quella antifascista, assolutamente autogestita ed autofinanziata, ci sarà al tendone adiacente all’ex-stazione Girola, in zona conceria. A partire dalle 18 è in programma una conferenza sui crimini dei campi di concentramento fascisti in ex-jugoslavia, vicende che la “memoria” storica ufficiale ha completamente ignorato e di cui ancora oggi si fatica a discutere. Ospite e relatore dell’iniziativa sarà Costantino Di Sante, storico e responsabile dell’Istituto storico del movimento di liberazione di Ascoli Piceno. Seguirà la cena, aperta a vegetariani e carnivori, che sarà interrotta solamente dal rap militante dei sangiorgesi Costa Familia. Questi ultimi ci condurranno fino alla performance dei Malavida, ben nota band punk-ska-raggae di Filottrano. La musica e la festa non finiranno certo a mezzanotte e proseguirà col sound dei Polleggio.

Censura vera e censura immaginaria

Rispondiamo brevemente ed informalmente ad un comunicato apparso su varie testate del Fermano.
Il PdCI non intende censurare nessuno, semmai restiamo colpiti dalla disparità di trattamento che l’Amministrazione Comunale riserva da una parte agli antifascisti (ai quali è stata negata una sala comunale regolarmente concessa in precedenza poiché l’iniziativa avrebbe “smentito una legge dello Stato Italiano”) e dall’altra a gruppi che fanno aperto riferimento al fascismo o che, come accaduto in precedenza, ne invitano addirittura degli apologeti per assemblee in sale comunali (anche in questo ci sarebbero ben molte leggi ad essere “smentite”).
Ed invitiamo anche, a meno che non si tratti di refusi, a non tirare in ballo o a farsi pubblicità con le tragedie che hanno colpito le popolazioni del vicino Abruzzo e che hanno visto e vedono impegnate nei soccorsi e negli aiuti persone e organizzazioni di qualsiasi fede politica o credo religioso, com’è giusto che sia in eventi del genere.

Ultimi fuochi di Resistenza

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Il Collettivo Antifascista del Fermano organizza per sabato 18 aprile la presentazione del libro “Ultimi fuochi di Resistenza, storia di un combattente della Volante Rossa”.

Sarà presente l’autore, il compagno Massimo Recchioni, referente dell’ANPI nella Repubblica Ceca e coordinatore della Segreteria della Federazione Europea del PdCI.

L’incontro si terrà a Fermo, nella Sala Multimediale (di fronte all’ingresso del Comune), alle 21.

Comunicato stampa della Sezione di Fermo

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Apprendiamo dalla stampa, e solo da essa poiché l’evento non ha sortito nessun riscontro nell’opinione pubblica nonostante il furbo “blitz” mediatico degli organizzatori, che sabato 4 aprile sarebbe stato presentato a Fermo dai militanti del cosiddetto “Blocco Studentesco” un filmato sulla “verità” circa i fatti di Piazza Navona dello scorso ottobre.
Come andarono veramente le cose è ben noto (vedi il video), sono decine le testimonianze di quanto accaduto e nessun montaggio - per quanto sapiente - può modificare la realtà dei fatti.
Piuttosto ci chiediamo come mai l’Amministrazione Comunale ed il suo primo esponente, così pronti a lanciare moniti e divieti contro gli antifascisti, non abbiano speso una parola per la presenza a Fermo di questa organizzazione legata esplicitamente alla neofascista “Casa Pound”. Anche se la manifestazione ha avuto luogo presso un locale privato, sarebbe stato quantomeno opportuno stigmatizzare la mini-adunata, visto che senza mezzi termini i membri di questa associazione definiscono Il Blocco Studentesco come “un movimento che nasce nell’estate 2006 a Casapound, l’occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio” il cui obiettivo “è quello di portare lo stesso spirito d’avanguardia, lo stesso stile che ha contraddistinto l’esperienza delle occupazioni non conformi, nelle scuole”: magari prendendosi a cinghiate come nella loro ormai tipica “cinghiamattanza”.
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Il silenzio dell’Amministrazione Comunale è ancora più grave se consideriamo i numerosi episodi di cui si sono resi responsabili in altre parti d’Italia i personaggi di “Casa Pound”, e non vorremmo che anche a Fermo, visto il silenzioso avallo della destra al governo cittadino, questi individui possano sentirsi liberi di passare dalle scritte sui muri a fatti ben gravi (anche se già imbrattare i muri, come ha ricordato pochi giorni fa l’Assessore Romagnoli, è un reato da sanzionare... e ci auguriamo che oltre a ricordare le ordinanze l’Assessore provveda a rimuovere le scritte fasciste che ricoprono da mesi le mura del centro, del maxi parcheggio e di Piazzale Carducci).
Fermo, 11 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: solidarietà attiva dei comunisti

Ringraziamo tutti i compagni che hanno prontamente offerto la propria disponibilità per la brigata di solidarietà per le vittime del terribile sisma in Abruzzo. Alcuni compagni stanno gia operando sul posto curando vari aspetti logistici. Poichè non è possibile al momento raggiungere celermente l'area colpita dal terremoto è necessario attivare una catena di solidarietà attraverso l'invio di cibo, acqua, vestiario, tende ai punti di raccolta che il Partito ha predisposto:

CHIETI SCALO, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Scaraviglia, n. 20. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Valerio Di Ruscio cell.338.3343228, Dario Leone cell. 320.2727121

PESCARA, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Marconi, n. 109. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Silvana Palumbi cell. 335.8121927

TERAMO, presso la sede della Federazione del PdCI in corso De Michetti, 56°. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Francesco Antonini cell. 347.2791175

GIULIANOVA (TE), presso la sede della sezione del PdCI, in via Gramsci, 38. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Franco Caruso cell. 349.2161843.

Oltre alla raccolta, il PdCI abruzzese organizza anche dei volontari. Sia per la consegna delle donazioni, che per partecipare alle operazioni di soccorso, chiediamo di fare riferimento ai numeri sopra indicati per evitare disguidi.