Sette domande a Cesetti e Offidani
15/02/09 15:45 Incluso in:elezioni provinciali 2009
dal Corriere Adriatico (edizione online) del 15 febbraio
Sette domande scomode, uno spazio ben delimitato, e soprattutto la regola più importante: nessuno sa cosa ha risposto l’altro. Ecco il primo faccia a faccia per la corsa alla presidenza della Provincia: Renzo Offidani contro Fabrizio Cesetti.
Primarie: se non parteciperà abbastanza gente?
Cesetti: “Quanto maggiore sarà l’affluenza, che dipenderà dalla capacità della coalizione di farsi percepire come soggetto unitario, più forte e legittimata risulterà l’indicazione del candidato presidente”.
Offidani: “Spesso le primarie sono state accostate a fattori di divisione. Le ritengo uno strumento democratico con cui assicurare poi un governo stabile. Sono certo che gli elettori parteciperanno numerosi”.
Non si corre il rischio di ripetere la polemica della sfida con Cesaroni, con Offidani sostenuto dall’area elpidiense?
Cesetti: “Cercherò di parlare a tutti, spiegando le nostre ragioni a prescindere dall’area geografica e dalle appartenenze. Ribadisco di sentirmi il candidato di tutto il centro sinistra e non di una parte”.
Offidani: “Con Cesaroni è stata una competizione vera e corretta. Non ha prodotto alcuna divisione nel partito. Confido nell’ulteriore sostegno dell’area elpidiense ma anche di tutto il resto del territorio”.
Perchè il popolo della sinistra dovrebbe votarla?
Cesetti: “Perchè grazie alla fiducia dei cittadini e soprattutto al popolo della sinistra ho maturato esperienze e competenze in quasi tutti i livelli istituzionali. E perchè insieme vinceremo le elezioni il 6 e 7 giugno.
Offidani: “Sapranno apprezzare il lavoro che ho svolto in questi anni, sia come sindaco che come assessore provinciale. Sanno di poter contare sulle mie competenze, sulla conoscenza dei problemi e l’esperienza”.
Perchè non dovrebbero votare il vostro ‘avversario’?
Cesetti: “Perchè hanno già elementi convincenti e concreti per votare me”
Offidani: “Io indico i motivi per cui possono e devono votare me”.
Una volta scelto il vincitore quale sarà il ruolo dell’altro?
Cesetti: “Premesso che ognuno di noi si spenderà con tutte le proprie forze, per portare il candidato del centro sinistra alla vittoria finale, se non riuscirò a superare la sfida delle primarie non ci saranno per me ipotesi subordinate. Ed ovviamente mi aspetto altrettanto”.
Offidani: “Ho lavorato sempre per unire il centro sinistra e il territorio. Questo continuerò a fare mettendomi a disposizione per contribuire a far vincere e governare il centro sinistra”.
C’è chi dice che il centro sinistra non sia davvero interessato alla Provincia, ma al Comune di Fermo una volta tolto di mezzo lo scoglio Di Ruscio è vero?
Cesetti: “Assolutamente no. Sono considerazioni cervellotiche più da gossip. La grande coalizione di centro sinistra sa bene che vincere la sfida delle provinciali è la condizione primaria per riconquistare il governo della città di Fermo”.
Offidani: “Il centro sinistra è fermamente convinto di vincere le elezioni provinciali e alla prima occasione riconquistare la città di Fermo. Di Ruscio non rappresenta uno scoglio, le tante vicende, anche recenti, ne evidenziano la crisi”.
Siete nel mondo politico da oltre 30 anni, perchè non si è pensato ad una candidatura innovativa?
Cesetti: “L’innovazione non è un dato anagrafico ma la capacità d’interpretare al meglio le esigenze del nuovo. Non credo che 30 anni di politica, senza abbandonare la mia professione di avvocato, possa essere un limite, ma una risorsa.
Offidani: “Non è stata pregiudicata mai a nessuno la possibilità di candidarsi. Le candidature sono al vaglio degli elettori. In caso di vittoria mi prefiggo di coniugare l’esperienza con un processo di rinnovamento politico e istituzionale”.
Paolo Paoletti
Sette domande scomode, uno spazio ben delimitato, e soprattutto la regola più importante: nessuno sa cosa ha risposto l’altro. Ecco il primo faccia a faccia per la corsa alla presidenza della Provincia: Renzo Offidani contro Fabrizio Cesetti.
Primarie: se non parteciperà abbastanza gente?
Cesetti: “Quanto maggiore sarà l’affluenza, che dipenderà dalla capacità della coalizione di farsi percepire come soggetto unitario, più forte e legittimata risulterà l’indicazione del candidato presidente”.
Offidani: “Spesso le primarie sono state accostate a fattori di divisione. Le ritengo uno strumento democratico con cui assicurare poi un governo stabile. Sono certo che gli elettori parteciperanno numerosi”.
Non si corre il rischio di ripetere la polemica della sfida con Cesaroni, con Offidani sostenuto dall’area elpidiense?
Cesetti: “Cercherò di parlare a tutti, spiegando le nostre ragioni a prescindere dall’area geografica e dalle appartenenze. Ribadisco di sentirmi il candidato di tutto il centro sinistra e non di una parte”.
Offidani: “Con Cesaroni è stata una competizione vera e corretta. Non ha prodotto alcuna divisione nel partito. Confido nell’ulteriore sostegno dell’area elpidiense ma anche di tutto il resto del territorio”.
Perchè il popolo della sinistra dovrebbe votarla?
Cesetti: “Perchè grazie alla fiducia dei cittadini e soprattutto al popolo della sinistra ho maturato esperienze e competenze in quasi tutti i livelli istituzionali. E perchè insieme vinceremo le elezioni il 6 e 7 giugno.
Offidani: “Sapranno apprezzare il lavoro che ho svolto in questi anni, sia come sindaco che come assessore provinciale. Sanno di poter contare sulle mie competenze, sulla conoscenza dei problemi e l’esperienza”.
Perchè non dovrebbero votare il vostro ‘avversario’?
Cesetti: “Perchè hanno già elementi convincenti e concreti per votare me”
Offidani: “Io indico i motivi per cui possono e devono votare me”.
Una volta scelto il vincitore quale sarà il ruolo dell’altro?
Cesetti: “Premesso che ognuno di noi si spenderà con tutte le proprie forze, per portare il candidato del centro sinistra alla vittoria finale, se non riuscirò a superare la sfida delle primarie non ci saranno per me ipotesi subordinate. Ed ovviamente mi aspetto altrettanto”.
Offidani: “Ho lavorato sempre per unire il centro sinistra e il territorio. Questo continuerò a fare mettendomi a disposizione per contribuire a far vincere e governare il centro sinistra”.
C’è chi dice che il centro sinistra non sia davvero interessato alla Provincia, ma al Comune di Fermo una volta tolto di mezzo lo scoglio Di Ruscio è vero?
Cesetti: “Assolutamente no. Sono considerazioni cervellotiche più da gossip. La grande coalizione di centro sinistra sa bene che vincere la sfida delle provinciali è la condizione primaria per riconquistare il governo della città di Fermo”.
Offidani: “Il centro sinistra è fermamente convinto di vincere le elezioni provinciali e alla prima occasione riconquistare la città di Fermo. Di Ruscio non rappresenta uno scoglio, le tante vicende, anche recenti, ne evidenziano la crisi”.
Siete nel mondo politico da oltre 30 anni, perchè non si è pensato ad una candidatura innovativa?
Cesetti: “L’innovazione non è un dato anagrafico ma la capacità d’interpretare al meglio le esigenze del nuovo. Non credo che 30 anni di politica, senza abbandonare la mia professione di avvocato, possa essere un limite, ma una risorsa.
Offidani: “Non è stata pregiudicata mai a nessuno la possibilità di candidarsi. Le candidature sono al vaglio degli elettori. In caso di vittoria mi prefiggo di coniugare l’esperienza con un processo di rinnovamento politico e istituzionale”.
Paolo Paoletti
a Licia e Guglielmo: grazie!

A conclusione della legislatura provinciale, la Segreteria di Federazione del P.d.C.I. ringrazia per il grande lavoro svolto l'assessore Licia Canigola e il consigliere capogruppo Guglielmo Massucci.
In una legislatura non facile in cui ha pesato, soprattutto nell'ultima fase, la divisione della provincia che ha generato problemi, tensioni e dispute anche molto al di là del lecito e del buon senso, il nostro assessore e il nostro capogruppo hanno profuso un impegno totale per raggiungere gli obiettivi programmatici che la coalizione aveva sottoscritto e che gli elettori avevano premiato facendoci vincere le elezioni.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti e noi comunisti con i nostri due rappresentanti nell'amministrazione provinciale siamo orgogliosi del grande lavoro svolto dall'amministrazione guidata dal Presidente Massimo Rossi.
Licia Canigola e Guglielmo Massucci saranno per noi comunisti due punti di forza nelle candidature per la tornata elettorale di giugno ed in generale saranno risorse a disposizione del territorio della nuova Provincia di Fermo per cui molto hanno già fatto e tanto altro possono, vogliono e devono fare.
Fermo, 11 febbraio 2009
Cesetti-Offidani, tra un mese il verdetto
08/02/09 17:00 Incluso in:elezioni provinciali 2009
dal Resto del Carlino dell’8 febbraio
UNITÀ, armonia, condivisione. Un percorso comune, dentro la stessa storia, con due anime diverse. E' l'autoritratto del centrosinistra, in marcia verso le primarie per la scelta del candidato, sullo sfondo in controluce le elezioni del prossimo giugno. Fondamentale in questo momento dare un'immagine di unitarietà, per chiamare di nuovo alle urne il popolo che parte da sinistra e arriva fino al centro, per convincere tutti che c'è unità d'intenti tra il Partito democratico, i Comunisti italiani, Rifondazione Comunista, i Verdi e Sinistra Democratica che va verso La Sinistra di Nichi Vendola. A parlare per tutti i due candidati che si misureranno alle primarie di coalizione l'8 marzo: Renzo Offidani per il Pd da una parte, Fabrizio Cesetti dall'altra per il "resto del mondo". Tutti e due a dire che in realtà corrono per tutti e sono i candidati di tutti. L'Italia dei Valori e i Socialisti alle primarie non ci stanno ma, si spera, saranno comunque nella coalizione che si misurerà col candidato di centrodestra. «Il nostro avversario - spiega la coordinatrice provinciale del Pd, Cinzia De Santis - sarà scelto come al solito dai partiti e dai soggetti singoli, nelle segrete stanze. Noi scegliamo di parlare con la gente, di chiedere alle persane chi vogliono che li rappresenti».
Cesetti e Offidani partono da un'origine comune, il Partito Comunista, hanno condiviso 35 anni di impegno politico, senza mai uno screzio, dicono, oggi sono pacificamente uno contro l'altro e da oggi c'è campagna elettorale. Ha spiegato Offidani: «Il programma lo stiamo mettendo a punto ma è aperto ai suggerimento e alle istanze che la gente vorrà sollevarci. Noi ci metteremo l'esperienza, la passione, la voglia di costruire un futuro pieno di innovazione, di possibilità. Questo è un territorio ricco di potenzialità tutte da sfruttare. Da quelle partiremo, pensando a uno sviluppo sostenibile che salvaguardi l'ambiente e crei posti di lavoro, puntando sul turismo». Cesetti corre per vincere, ce l'ha nel sangue la sfida e non ne fa mistero: «Poi però, se dovessi perdere, sarei comunque al servizio di questa causa, perché il centrosinistra oggi non è un'accozzaglia di partiti ma il risultato di una sintesi tra storie ed esperienze diverse. La nostra è un'alleanza forte, nata per costruire non per andare contro qualcosa o qualcuno. L'Idv e il Psi hanno condiviso il programma, oggi non condividono un metodo ma questo non porterà divisioni, sono convinto che dal 9 marzo, tutta la coalizione si stringerà intorno al candidato, perché questa provincia merita un governo di centrosinistra».
Angelica Malvatani
UNITÀ, armonia, condivisione. Un percorso comune, dentro la stessa storia, con due anime diverse. E' l'autoritratto del centrosinistra, in marcia verso le primarie per la scelta del candidato, sullo sfondo in controluce le elezioni del prossimo giugno. Fondamentale in questo momento dare un'immagine di unitarietà, per chiamare di nuovo alle urne il popolo che parte da sinistra e arriva fino al centro, per convincere tutti che c'è unità d'intenti tra il Partito democratico, i Comunisti italiani, Rifondazione Comunista, i Verdi e Sinistra Democratica che va verso La Sinistra di Nichi Vendola. A parlare per tutti i due candidati che si misureranno alle primarie di coalizione l'8 marzo: Renzo Offidani per il Pd da una parte, Fabrizio Cesetti dall'altra per il "resto del mondo". Tutti e due a dire che in realtà corrono per tutti e sono i candidati di tutti. L'Italia dei Valori e i Socialisti alle primarie non ci stanno ma, si spera, saranno comunque nella coalizione che si misurerà col candidato di centrodestra. «Il nostro avversario - spiega la coordinatrice provinciale del Pd, Cinzia De Santis - sarà scelto come al solito dai partiti e dai soggetti singoli, nelle segrete stanze. Noi scegliamo di parlare con la gente, di chiedere alle persane chi vogliono che li rappresenti».
Cesetti e Offidani partono da un'origine comune, il Partito Comunista, hanno condiviso 35 anni di impegno politico, senza mai uno screzio, dicono, oggi sono pacificamente uno contro l'altro e da oggi c'è campagna elettorale. Ha spiegato Offidani: «Il programma lo stiamo mettendo a punto ma è aperto ai suggerimento e alle istanze che la gente vorrà sollevarci. Noi ci metteremo l'esperienza, la passione, la voglia di costruire un futuro pieno di innovazione, di possibilità. Questo è un territorio ricco di potenzialità tutte da sfruttare. Da quelle partiremo, pensando a uno sviluppo sostenibile che salvaguardi l'ambiente e crei posti di lavoro, puntando sul turismo». Cesetti corre per vincere, ce l'ha nel sangue la sfida e non ne fa mistero: «Poi però, se dovessi perdere, sarei comunque al servizio di questa causa, perché il centrosinistra oggi non è un'accozzaglia di partiti ma il risultato di una sintesi tra storie ed esperienze diverse. La nostra è un'alleanza forte, nata per costruire non per andare contro qualcosa o qualcuno. L'Idv e il Psi hanno condiviso il programma, oggi non condividono un metodo ma questo non porterà divisioni, sono convinto che dal 9 marzo, tutta la coalizione si stringerà intorno al candidato, perché questa provincia merita un governo di centrosinistra».
Angelica Malvatani
Primare l'8 marzo
08/02/09 14:49 Incluso in:elezioni provinciali 2009
dal Corriere Adriatico (edizione online) dell’8 febbraio
Domenica 8 marzo sarà la data in cui si terranno le elezioni primarie di coalizione per decidere quale sarà il candidato alla carica di presidente della Provincia di Fermo. In lizza sono Fabrizio Cesetti, appoggiato da Rifondazione, Pdci, Sinistra democratica e Verdi, e Renzo Offidani appoggiato dal Pd.
All’incontro di presentazione ufficiale non erano presenti i rappresentanti (mentre quelli degli altri partiti c’erano) dell’Idv che non hanno mutato la loro opposizione alle primarie di coalizione. E il partito socialista, che sta studiando una propria piattaforma programmatica: ”Da proporre agli elettori – dice il segretario provinciale del Partito socialista, Luigi Marangoni – nell’eventualità di una candidatura autonoma, anche istituzionale”. “Ora più che mai, quando si tratta di andare ad amministrare una nuova Provincia, non possiamo permetterci il lusso di non ascoltare il territorio – ha detto invece il segretario provinciale del Pd Cinzia De Santis -: quindi oltre che sentire la gente per quanto riguarda i candidati, lo abbiamo fatto anche per le questioni programmatiche in genere per poter dare delle risposte concrete ai problemi che esistono anche in questo territorio. Per quanto mi riguarda il candidato che uscirà vincente da queste primarie d'alleanza sarà il candidato alla presidenza della Provincia di Fermo”.
Nel mese che resta, prima delle primarie di coalizione, tutti i partiti del centrosinistra faranno mobilitazioni in tutto il territorio con una partecipazione massiccia di gente (anche quella non chiamata direttamente a votare). “L’8 marzo è la Festa della donna, quindi la nuova Provincia nasce simbolicamente sotto questa veste”, ha affermato Renzo Interlenghi, segretario della Federazione provinciale dei Comunisti italiani di Fermo. I due candidati, Fabrizio Cesetti e Renzo Offidani, hanno rilevato come chiunque sarà a vincere, esso riceverà l’appoggio incondizionato dell’altro. Non vi è, dunque, una lotta tra loro, anche se tutti e due sono pronti al confronto: sono molto motivati e hanno la passione e la serenità per affrontare questa fase di passaggio”.
ROLANDO CIRENEI
Domenica 8 marzo sarà la data in cui si terranno le elezioni primarie di coalizione per decidere quale sarà il candidato alla carica di presidente della Provincia di Fermo. In lizza sono Fabrizio Cesetti, appoggiato da Rifondazione, Pdci, Sinistra democratica e Verdi, e Renzo Offidani appoggiato dal Pd.
All’incontro di presentazione ufficiale non erano presenti i rappresentanti (mentre quelli degli altri partiti c’erano) dell’Idv che non hanno mutato la loro opposizione alle primarie di coalizione. E il partito socialista, che sta studiando una propria piattaforma programmatica: ”Da proporre agli elettori – dice il segretario provinciale del Partito socialista, Luigi Marangoni – nell’eventualità di una candidatura autonoma, anche istituzionale”. “Ora più che mai, quando si tratta di andare ad amministrare una nuova Provincia, non possiamo permetterci il lusso di non ascoltare il territorio – ha detto invece il segretario provinciale del Pd Cinzia De Santis -: quindi oltre che sentire la gente per quanto riguarda i candidati, lo abbiamo fatto anche per le questioni programmatiche in genere per poter dare delle risposte concrete ai problemi che esistono anche in questo territorio. Per quanto mi riguarda il candidato che uscirà vincente da queste primarie d'alleanza sarà il candidato alla presidenza della Provincia di Fermo”.
Nel mese che resta, prima delle primarie di coalizione, tutti i partiti del centrosinistra faranno mobilitazioni in tutto il territorio con una partecipazione massiccia di gente (anche quella non chiamata direttamente a votare). “L’8 marzo è la Festa della donna, quindi la nuova Provincia nasce simbolicamente sotto questa veste”, ha affermato Renzo Interlenghi, segretario della Federazione provinciale dei Comunisti italiani di Fermo. I due candidati, Fabrizio Cesetti e Renzo Offidani, hanno rilevato come chiunque sarà a vincere, esso riceverà l’appoggio incondizionato dell’altro. Non vi è, dunque, una lotta tra loro, anche se tutti e due sono pronti al confronto: sono molto motivati e hanno la passione e la serenità per affrontare questa fase di passaggio”.
ROLANDO CIRENEI
Sondaggio: Cesetti in testa
08/02/09 14:48 Incluso in:elezioni provinciali 2009
dal Resto del Carlino (edizione online)
Fabrizio Cesetti è in fuga solitaria
E’ sempre Fabrizio Cesetti (1013 tagliandi), e con grande vantaggio sugli altri, a guidare la classifica delle primarie del Carlino. La competizione cresce sempre di più e in redazione arrivano continuamente tagliandi.
Molti stanno esprimendo la loro preferenza anche online sul sito internet www.ilrestodelcarlino.it/fermo.
Dopo Cesetti, al secondo posto ancora Saturnino Di Ruscio con 512 tagliandi, a seguire Licia Canigola con 435. Al quarto posto è salito Andrea Braconi con 115 voti, poi Endrio Ubaldi (76), Ubaldo Renzi (59), Luigi Vitali (53) e Alvaro Cesaroni (44), Evelina Ramadori (14), Franca Romagnoli (10), Renzo Offidani (10) e Gianni Basso (9). Tre gli eliminati di questo mese, tutti con un solo tagliando: Iacopini, Ruggeri e Ciccalè.
Fabrizio Cesetti è in fuga solitaria
E’ sempre Fabrizio Cesetti (1013 tagliandi), e con grande vantaggio sugli altri, a guidare la classifica delle primarie del Carlino. La competizione cresce sempre di più e in redazione arrivano continuamente tagliandi.
Molti stanno esprimendo la loro preferenza anche online sul sito internet www.ilrestodelcarlino.it/fermo.
Dopo Cesetti, al secondo posto ancora Saturnino Di Ruscio con 512 tagliandi, a seguire Licia Canigola con 435. Al quarto posto è salito Andrea Braconi con 115 voti, poi Endrio Ubaldi (76), Ubaldo Renzi (59), Luigi Vitali (53) e Alvaro Cesaroni (44), Evelina Ramadori (14), Franca Romagnoli (10), Renzo Offidani (10) e Gianni Basso (9). Tre gli eliminati di questo mese, tutti con un solo tagliando: Iacopini, Ruggeri e Ciccalè.
Quando si riduce la storia ad una farsa
06/02/09 13:01 Incluso in:antifascismo-resistenza
Dal sito informazione.tv apprendiamo, citando una notizia del 5 febbraio, che “alla fine della Seconda Guerra Mondiale, mentre tutta l`Italia, grazie agli anglo-americani, veniva liberata dall`occupazione nazista, a Trieste e nell`Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l`inizio di una tragedia: la “liberazione” avvenne ad opera dell`esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.
350.000 italiani - tra questi tantissime donne e bambini - abitanti dell`Istria, di Fiume e della Dalmazia, dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti, incalzati dalle bande armate slave. Decine di migliaia furono uccisi nelle foibe o nei campi di concentramento titini...”.
La ricostruzione storica della Liberazione dell’Italia lascia a dir poco a desiderare: primo perché l’Italia non è stata liberata dalla sola occupazione nazista, ma anche dal regime collaborazionista dei fascisti. Secondo, perché l’Italia venne liberata anche grazie, anzi, soprattutto grazie ai partigiani e a tutti coloro che non seguirono Mussolini nella sciagurata esperienza della RSI.
Per quanto riguarda la questione delle Foibe, dato che a noi non piacciono gli slogan e le boutades ad effetto, ci proponiamo di intervenire, seriamente, in seguito (consigliamo per ora la lettura di questa intervista rilasciata qualche tempo fa dallo storico Angelo Del Boca).
Citiamo però un paio di documenti che riguardano l’occupazione fascista dei territori jugoslavi, dato che questo aspetto viene continuamente dimenticato dagli “storici” revisionisti (o chi per loro).
“Mettiamoci bene in testa che questa gente (gli jugoslavi, ndr) non ci amerà mai. Quindi nessuno scrupolo... proseguire con l'annientamento di uomini e cose'”. Con queste parole Mussolini dettava la linea ai capi militari fascisti. In 29 mesi di occupazione della Slovenia secondo una statistica incompleta e riguardante la sola provincia di Lubiana furono uccise 12 mila persone (7 mila nei lager), 40 mila furono deportate, 10 mila le case distrutte...
“Si ammazza troppo poco”, sottolineava l'8 agosto 1942 il generale Robotti dopo aver ricevuto il fonogramma 5566 inviatogli dal comandante della divisione Cacciatori delle Alpi, Vittorio Ruggero: ``Mi pare che su 73 sospetti non trovare il modo di dare nemmeno un esempio, è un po' troppo''.
Vorremo anche citare addirittura Ciano, il quale annota nei suoi diari le direttive di Mussolini ai soldati in partenza per i Balcani: “non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori".
350.000 italiani - tra questi tantissime donne e bambini - abitanti dell`Istria, di Fiume e della Dalmazia, dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti, incalzati dalle bande armate slave. Decine di migliaia furono uccisi nelle foibe o nei campi di concentramento titini...”.
La ricostruzione storica della Liberazione dell’Italia lascia a dir poco a desiderare: primo perché l’Italia non è stata liberata dalla sola occupazione nazista, ma anche dal regime collaborazionista dei fascisti. Secondo, perché l’Italia venne liberata anche grazie, anzi, soprattutto grazie ai partigiani e a tutti coloro che non seguirono Mussolini nella sciagurata esperienza della RSI.
Per quanto riguarda la questione delle Foibe, dato che a noi non piacciono gli slogan e le boutades ad effetto, ci proponiamo di intervenire, seriamente, in seguito (consigliamo per ora la lettura di questa intervista rilasciata qualche tempo fa dallo storico Angelo Del Boca).
Citiamo però un paio di documenti che riguardano l’occupazione fascista dei territori jugoslavi, dato che questo aspetto viene continuamente dimenticato dagli “storici” revisionisti (o chi per loro).
“Mettiamoci bene in testa che questa gente (gli jugoslavi, ndr) non ci amerà mai. Quindi nessuno scrupolo... proseguire con l'annientamento di uomini e cose'”. Con queste parole Mussolini dettava la linea ai capi militari fascisti. In 29 mesi di occupazione della Slovenia secondo una statistica incompleta e riguardante la sola provincia di Lubiana furono uccise 12 mila persone (7 mila nei lager), 40 mila furono deportate, 10 mila le case distrutte...
“Si ammazza troppo poco”, sottolineava l'8 agosto 1942 il generale Robotti dopo aver ricevuto il fonogramma 5566 inviatogli dal comandante della divisione Cacciatori delle Alpi, Vittorio Ruggero: ``Mi pare che su 73 sospetti non trovare il modo di dare nemmeno un esempio, è un po' troppo''.
Vorremo anche citare addirittura Ciano, il quale annota nei suoi diari le direttive di Mussolini ai soldati in partenza per i Balcani: “non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori".
Un sindaco nazional popolare
05/02/09 14:49 Incluso in:politica locale | Fermo
dal sito informazione.tv:
(26/01/09-11:20) I sessanta ragazzi di Aries rinnovano la fiducia e la stima al sindaco Di Ruscio.
“Siamo con te signor sindaco – si legge in una nota diffusa stamani - quando segui il cuore e l`istinto quando senza pensarci troppo fai scelte difficili ma dovute”.
“Siamo con te perché siamo sicuri che è possibile ancora una volta vincere insieme guardando i partiti dall`alto in basso senza mai piegarsi ad essi. Noi siamo ragazzi ribelli ed idealisti ma che nella genuinità che ti caratterizza ritrovano un pezzetto di noi. Il fermento si avverte in strada nei discorsi, e nelle espressioni sincere della nostra gente. L`uomo del popolo della quinta provincia porta il tuo nome: Saturnino Di Ruscio”.
Tradotto dell’epico al linguaggio corrente:
“Caro Di Ruscio, alle provinciali non faremo mancare il nostro voto. Ceroni e compagnia alla fine si sono accodati, hai imbarcato pure l’ex socialista Basso (d’altronde gli ex socialisti hanno sempre reso grande la storia d’Italia) quindi ci risentiamo a metà giugno.
Se da sindaco ci hai dato la casa in campagna, da presidente della provincia saprai ancora una volta essere riconoscente a noi!”.
A proposito delle “scelte difficili ma dovute”: non sappiamo a cosa ci si riferisca, ma siamo certi che tra la questione dei derivati, il project financing di Piazzale Azzolino, la gestione dell’ex Sadam e tante altre “scelte difficili”... c’è proprio l’imbarazzo della “scelta”!
(26/01/09-11:20) I sessanta ragazzi di Aries rinnovano la fiducia e la stima al sindaco Di Ruscio.
“Siamo con te signor sindaco – si legge in una nota diffusa stamani - quando segui il cuore e l`istinto quando senza pensarci troppo fai scelte difficili ma dovute”.
“Siamo con te perché siamo sicuri che è possibile ancora una volta vincere insieme guardando i partiti dall`alto in basso senza mai piegarsi ad essi. Noi siamo ragazzi ribelli ed idealisti ma che nella genuinità che ti caratterizza ritrovano un pezzetto di noi. Il fermento si avverte in strada nei discorsi, e nelle espressioni sincere della nostra gente. L`uomo del popolo della quinta provincia porta il tuo nome: Saturnino Di Ruscio”.
Tradotto dell’epico al linguaggio corrente:
“Caro Di Ruscio, alle provinciali non faremo mancare il nostro voto. Ceroni e compagnia alla fine si sono accodati, hai imbarcato pure l’ex socialista Basso (d’altronde gli ex socialisti hanno sempre reso grande la storia d’Italia) quindi ci risentiamo a metà giugno.
Se da sindaco ci hai dato la casa in campagna, da presidente della provincia saprai ancora una volta essere riconoscente a noi!”.
A proposito delle “scelte difficili ma dovute”: non sappiamo a cosa ci si riferisca, ma siamo certi che tra la questione dei derivati, il project financing di Piazzale Azzolino, la gestione dell’ex Sadam e tante altre “scelte difficili”... c’è proprio l’imbarazzo della “scelta”!
Interlenghi sull'unità del centro-sinistra
02/02/09 14:07 Incluso in:politica locale
dal Corriere Adriatico (edizione online) del 2 febbraio
FERMO - La nuova formazione di sinistra presentata venerdì a Fermo? “Noi Comunisti Italiani non ne entreremo a far parte - spiega il coordinatore provinciale Renzo Interlenghi -: il nostro obiettivo è quello di arrivare ad un’unica realtà con Rifondazione”.
Il nuovo gruppo costituente che ha fatto il suo debutto pubblico lo scorso fine settimana nella sala multimediale sarà dunque composto soprattutto da esponenti provenienti dalla Sinistra democratica. A questi si aggiungono singole adesioni personali da Rifondazione e Comunisti Italiani. Scelte individuali dunque, niente fusioni ufficiali. Intanto continua il lavoro in vista delle prossime primarie. Sempre più sicura la data del 1 marzo (invece che dell’8) per la sovrapposizione con Tipicità. Proprio l’importante kermesse enogastronomica che attira ogni anno migliaia di persone potrebbe essere la prima importante vetrina pubblica per il candidato (Renzo Offidani o Fabrizio Cesetti) che uscirà vincente dalle primarie. Intanto sulla questione di una possibile rottura locale tra Pd e sinistra a seguito delle vicende nazionali sulla nuova legge elettorale Interleghi è certo: “Il rischio non c’è. Di questa cosa si sapeva da tanto tempo. La scelta nazionale fatta dal Partito democratico per stroncare i partiti della sinistra è un dato di fatto, mi sembra che a differenza delle intenzioni di Veltroni, a livello locale fermano, anche lo stesso Pd non sia favorevole a questa possibilità”.
Per Interlenghi c’è un bel divario tra le vicende nazionali e quelle locali in vista delle prossime elezioni provinciali fermane. “Non abbiamo motivi per mandare a monte il nostro progetto unitario. Stiamo lavorando compatti ad un programma forte e condiviso da tutti. La strada che proseguiremo è questa, all’insegna della coesione”. Il centrosinistra insiste dunque sulla strada dell’unità, più volte rimarcata anche dagli esponenti del Pd come carta decisiva da giocarsi al momento della sfida con il candidato di centrodestra, sia esso il sindaco di Fermo Di Ruscio o qualcun altro. Poter coagulare tutti i voti dello schieramento in un unico candidato viene considerato determinante. Per questo assume ancora più peso la scelta delle primarie di inizio marzo.
P.PA.

Il nuovo gruppo costituente che ha fatto il suo debutto pubblico lo scorso fine settimana nella sala multimediale sarà dunque composto soprattutto da esponenti provenienti dalla Sinistra democratica. A questi si aggiungono singole adesioni personali da Rifondazione e Comunisti Italiani. Scelte individuali dunque, niente fusioni ufficiali. Intanto continua il lavoro in vista delle prossime primarie. Sempre più sicura la data del 1 marzo (invece che dell’8) per la sovrapposizione con Tipicità. Proprio l’importante kermesse enogastronomica che attira ogni anno migliaia di persone potrebbe essere la prima importante vetrina pubblica per il candidato (Renzo Offidani o Fabrizio Cesetti) che uscirà vincente dalle primarie. Intanto sulla questione di una possibile rottura locale tra Pd e sinistra a seguito delle vicende nazionali sulla nuova legge elettorale Interleghi è certo: “Il rischio non c’è. Di questa cosa si sapeva da tanto tempo. La scelta nazionale fatta dal Partito democratico per stroncare i partiti della sinistra è un dato di fatto, mi sembra che a differenza delle intenzioni di Veltroni, a livello locale fermano, anche lo stesso Pd non sia favorevole a questa possibilità”.
Per Interlenghi c’è un bel divario tra le vicende nazionali e quelle locali in vista delle prossime elezioni provinciali fermane. “Non abbiamo motivi per mandare a monte il nostro progetto unitario. Stiamo lavorando compatti ad un programma forte e condiviso da tutti. La strada che proseguiremo è questa, all’insegna della coesione”. Il centrosinistra insiste dunque sulla strada dell’unità, più volte rimarcata anche dagli esponenti del Pd come carta decisiva da giocarsi al momento della sfida con il candidato di centrodestra, sia esso il sindaco di Fermo Di Ruscio o qualcun altro. Poter coagulare tutti i voti dello schieramento in un unico candidato viene considerato determinante. Per questo assume ancora più peso la scelta delle primarie di inizio marzo.
P.PA.
Coordinamento Palestina
01/02/09 13:26 Incluso in:appuntamenti
Il Coordinamento Palestina di Fermo organizza un incontro-dibattito alla presenza di:
Marco Ramazzotti Stockel (rappresentante della Rete Ebrei Contro l'Occupazione)
Shokri Hroub (esponente dell'Unione Democratica Arabo-Palestinese)
L'incontro si terrà nei locali dell'ex Stazione Contrada Conceria dalle 21.30 e data la straordinaria partecipazione di Stockel e Hroub sarà possibile avere una visione quanto mai dettagliata, oggettiva (e per questo controcorrente) di quanto è avvenuto e sta avvenendo nei territori occupati e in tutta l’area mediorientale.
Marco Ramazzotti Stockel (rappresentante della Rete Ebrei Contro l'Occupazione)
Shokri Hroub (esponente dell'Unione Democratica Arabo-Palestinese)
L'incontro si terrà nei locali dell'ex Stazione Contrada Conceria dalle 21.30 e data la straordinaria partecipazione di Stockel e Hroub sarà possibile avere una visione quanto mai dettagliata, oggettiva (e per questo controcorrente) di quanto è avvenuto e sta avvenendo nei territori occupati e in tutta l’area mediorientale.
