Comunicato stampa
28/02/10 12:34 Incluso in:politica locale | Provincia FM
In merito a quanto apparso sulla stampa domenica 28 febbraio, abbiamo la necessità di fare luce su alcune inesattezze.
La sig.ra Licia Canigola non è un "autorevole esponente del PdCI", né si può affermare che dal PdCI abbia "preso le distanze", in quanto fu la Direzione Provinciale del Partito, riunitasi il 24 luglio scorso, ad allontanare la sig.ra Canigola. Nel documento, diffuso anche alla stampa il 25 luglio, si leggeva a chiare lettere che "Licia Canigola, prima dei non eletti subentrata in seguito alla nomina di Guglielmo Massucci ad assessore, non rappresenta il Partito dei Comunisti Italiani e quindi non ne fa più parte".
Ci risulta inoltre che lo scorso autunno la sig.ra Canigola abbia tentato (senza successo) la scalata alla direzione regionale di Sinistra e Libertà: almeno così si evince dalle lettere scambiate tra alcuni dei protagonisti della vicenda e pubblicate integralmente sul sito PUNTOFERMO, nell'edizione del 7 novembre.
Non comprendiamo quindi la sofferenza e il dolore espressi dalla Canigola, se in così pochi mesi arriva alla corte di Favia dopo un doppio salto della quaglia. Semmai ci preoccupa il rammarico di oltre 4500 elettori della lista unitaria PdCI-PRC che, nonostante il 5,24% ottenuto alle provinciali del 2009, non hanno alcuna rappresentanza in consiglio per via di quei comportamenti che evidentemente a ragione avevamo definito come "operazioni trasformistiche ed opportunistiche".
Fermo, 28 febbraio 2010
La sig.ra Licia Canigola non è un "autorevole esponente del PdCI", né si può affermare che dal PdCI abbia "preso le distanze", in quanto fu la Direzione Provinciale del Partito, riunitasi il 24 luglio scorso, ad allontanare la sig.ra Canigola. Nel documento, diffuso anche alla stampa il 25 luglio, si leggeva a chiare lettere che "Licia Canigola, prima dei non eletti subentrata in seguito alla nomina di Guglielmo Massucci ad assessore, non rappresenta il Partito dei Comunisti Italiani e quindi non ne fa più parte".
Ci risulta inoltre che lo scorso autunno la sig.ra Canigola abbia tentato (senza successo) la scalata alla direzione regionale di Sinistra e Libertà: almeno così si evince dalle lettere scambiate tra alcuni dei protagonisti della vicenda e pubblicate integralmente sul sito PUNTOFERMO, nell'edizione del 7 novembre.
Non comprendiamo quindi la sofferenza e il dolore espressi dalla Canigola, se in così pochi mesi arriva alla corte di Favia dopo un doppio salto della quaglia. Semmai ci preoccupa il rammarico di oltre 4500 elettori della lista unitaria PdCI-PRC che, nonostante il 5,24% ottenuto alle provinciali del 2009, non hanno alcuna rappresentanza in consiglio per via di quei comportamenti che evidentemente a ragione avevamo definito come "operazioni trasformistiche ed opportunistiche".
Fermo, 28 febbraio 2010
Un po' di svago...
28/02/10 11:50 Incluso in:politica locale | contributi
Il trasformismo è uno dei mali che affliggono la politica del nostro Paese. Secondo Gramsci, il trasformismo ha la funzione di far assorbire alle classi dominanti quegli elementi democratici e progressisti provenienti dalla classe operaia o comunque dal movimento democratico fino a farli diventare parte della classe dirigente stessa, anche dei settori più conservatori. Si tratta dunque di una minaccia che grava costantemente sulla sinistra, e che mina non solo il sistema stesso della democrazia, ma anche ogni reale prospettiva di cambiamento.
Ora, non vorremmo certo dare importanza di leader progressista ad alcuni voltagabbana locali, tuttavia visti i recenti cambi di casacca di alcune personalità del fermano (e non solo), prendiamo a prestito da Puntofermo l’articolo che segue. Venne pubblicato a novembre, quindi non c’è ovviamente traccia delle successive, freschissime giravolte dei protagonisti. Ma è comunque illuminante.
Buona lettura.
NEL FERMANO, NELLA COSIDDETTA VITA POLITICA, SI DELINEA UN CARTEGGIO SINISTRO. ED E’ ANCORA UNA VOLTA IL TRAGICO SPECCHIO DI UNA REALTA’ CARICA DI NEBBIE, FAIDE E CONSORTERIE, FAMIGLI E CARICHE SCARICHE. LEGGERE PER CREDERE. PUR SE A CAPIRE SARANNO I SOLITI QUATTRO GATTI ADDETTI AI LAVORI. IN QUESTO CASO NOI CI TRASFORMIAMO (CON UN PO’ DI SANA VERGOGNA) IN UNA MERA CASELLA POSTALE.
© Ad essere sinceri noi di “puntofermo” (che di informazione e di tecnica della comunicazione ne comprendiamo un po’) in questo caso non abbiamo capito un bel cavolo. Comunque sia ecco una prima, sintetica, ricostruzione degli eventi del tempo libero fermano. E’ il 24 ottobre e c’è l’assemblea regionale di SeL (che vuol dire “Sinistra e libertà”). Ed ecco una Licia Canigola la quale comunica all'assemblea che sostituirà il marito Lello Saggese, di Unire la Sinistra, come componente del comitato regionale provvisorio di SeL.
I compagni di Fermo non accettano tale imposizione e dopo una discussione molto accesa viene eletta come rappresentante di Unire la Sinistra, nel comitato regionale, Lucia Interlenghi.
Lello Saggese e moglie Licia Canigola, contrariati, debbono accettare la decisione.
Successivamente Saggese presenta una lettera di dimissioni dal coordinamento provinciale di SeL.
La Interlenghi a questo punto risponde con una lettera a Saggese. I dirigenti di Unire la Sinistra, Umberto Guidoni (noto più che altro per il suo essere cosmonauta) e Furfaro Marco contattano Lucia Interlenghi, per avere un colloquio. In modo da chiarire e valutare la situazione di Fermo. La “story” continua. Ma ecco, intanto, i cosiddetti documenti che vanno a formare il carteggio destinato ad essere studiato nei secoli a venire dagli storici della sinistra locale.
Cominciamo con la prosa del Saggese:
“Con la presente invio le mie dimissioni irrevocabili dal Coordinamento Provinciale fermano di Sinistra Ecologia e Libertà nella persona del suo coordinatore Roberto Vallascìani.
Va da se che le dimissioni riguardano anche la mia nomina a tesoriere, responsabile dell'organizzazione e coordinatore della media Val Tenna.
Tengo a precisare alcune cose riguardo il primo coordinamento regionale di SEL tenutosi in Ancona:
— la nomina della Consigliera Provinciale Licia Canigola come rappresentante dell'Associazione "Unire la Sinistra" nel comitato regionale era un passaggio nell'ambito dell'associazione in accordo con i rappresentanti nazionali dell'associazione stessa. Nulla ha a che vedere con il comitato provinciale e né ero tenuto, come coordinatore regionale di ULS, ad informare il provinciale del passaggio. D'altronde se in quella fase il coordinatore regionale di Sinistra Democratica Stelvio Antonini fosse stato sostituito da un componente del comitato provinciale fermano (Claudio Speranzini per esempio, cito lui perché ha una carica istituzionale), non credo si sarebbe sollevata alcuna protesta e nemmeno illazioni gratuite sul posto di Assessore nella giunta provinciale di Fermo, né io avrei gridato allo scandalo in quanto i rappresentanti di SD se li scelgono loro e non certo i Socialisti, il Movimento per la Sinistra o Unire la Sinistra.
Questo fa capire che oltre alla paura di perdere il posto di Assessore per qualche componente provinciale, c'è una volontà di rigetto sull'ingresso della Canigola in SEL, paura dovuta appunto alla possibilità, secondo le esternazioni di alcuni esponenti provinciali, di mettere le mani sull'Assessorato, questo atteggiamento, secondo me, è sintomo chiaro di una malattia più profonda.
Eppure la stessa Canigola ha più volte confermato che non ha nessuna intenzione di fare l'Assessore, ciò nonostante la diffidenza rimane, tant'è vero che durante l'assemblea regionale qualcuno ha consigliato alla Canigola di non entrare in SEL perché avrebbe sconvolto gli equilibri nel consiglio provinciale, invece a mio avviso avrebbe dovuto esultare per l'ingresso del secondo consigliere in forza SEL. Ed ancora qualcun'altra ha aggiunto che il posto di coordinatore regionale non gli spettava in quanto non aveva seguito il percorso di SEL fin dall'inizio; io mi domando da quando in qua in un partito non si accettano adesioni anche se non si è fatto parte dello stesso sin dalla nascita, se così fosse in Italia i partiti sarebbero composti sempre e solo dai fondatori e basta, assurdo. Ritengo, inoltre, che questo "veto liberale" colpisca in maniera profonda la dignità di una persona seria, corretta e preparata come la Canigola che non lo merita, e questo lo ha dimostrato in cinque anni di assessorato alla provincia di Ascoli Piceno e lo sta tutt' ora dimostrando come Consigliera nella Provincia di Fermo.
Invece alcuni componenti epifenomeni del comitato provinciale fermano hanno dimostrato sino ad oggi, e confermato al coordinamento regionale, di essere "interessati" alle posizioni strategiche che il partito, o futuro partito può offrire, e questo mi ha amareggiato molto, perché un nuovo movimento, che vuole a tutti i costi diventare partito, non può partire con questi presupposti e con certe persone che nulla hanno a che vedere con una politica sana, corretta e disinteressata come dovrebbe essere per SEL.
Non ho condiviso nemmeno il modo e il metodo con il quale è stato portato avanti "l'affondo" durante il comitato regionale, non si può richiedere un'assemblea del coordinamento provinciale durante un coordinamento regionale, specie in una situazione di voto come lo era in quel momento, la Canigola, che si è resa disponibile al dialogo, è stata accerchiata e messa alla sbarra a mò di inquisizione, vergognoso!!!
La fibrillazione e le paure di alcuni componenti hanno fatto perdere un po' la testa a tutti, tant'è vero che io personalmente ho rifiutato di partecipare a questa frettolosa e inutile assemblea , se ne poteva parlare in una situazione più tranquilla e a posteriori, ma così non è stato perché qualcuno doveva prendere in mano la situazione ma non l'ha fatto, forse per paura che rimanesse quello stato di cose.
Credo di non dover aggiungere altro se non il fatto che sono entrato in questo coordinamento provinciale con tanti buoni propositi di crescita di SEL, senza orgasmi e pacchetti precostituiti che trovavo nel mio partito di provenienza.
Mai avrei immaginato tutto questo e mai avrei immaginato che ci fossero personaggi all'interno di SEL fermana simili a quelli che ho lasciato e che non avrei mai voluto ritrovare.
Tenere certi personaggi che stanno lì solo per la fame di poltrone è veramente osceno, pensateci bene, per quanto mi riguarda e rivolgendomi a tutti quelli che la pensano come me, vi auguro tutto il bene di questo mondo, spronandovi a liberarvi quanto prima di scheletri nell'armadio...e fuori, altrimenti vi ritroverete in un cammino aspro e tortuoso che non porta da nessuna parte. A breve avrò un incontro con i delegati nazionali di Unire la Sinistra tra i quali l'On. Umberto Guidoni per definire la mia posizione all'interno di SEL a livello regionale. Nel giro di pochi giorni farò avere al coordinatore provinciale la somma che attualmente è depositata in banca e che appartiene a SEL fermana. Saluti e serenità Lello Saggese”.
Ed ecco che entra in scena il 2 novembre 2009 Lucia Interlenghi. Così si rivolge al Saggese:
“Caro Lello,
ho letto la comunicazione delle tue dimissioni e approfitto subito per chiarire il mio punto di vista in merito alla questione. Avrei voluto farlo immediatamente e a "sei occhi" (io, tu e Licia), per il rapporto di amicizia che ci lega ormai da anni, ma nei giorni scorsi non ho potuto. Lo faremo in seguito, spero. Intanto però voglio dirti alcune cose e le dico a te e a Roberto Vallasciani, attuale coordinatore provinciale di SeL, per correttezza e trasparenza.
Nulla da dire sull'accordo con i rappresentanti nazionali di U1S per la nomina di Licia al coordinamento regionale. Purtroppo finché SeL è il coacervo ibrido di associazioni, partiti, singoli aderenti (ma anche non aderenti) che è, è legittimo ritenere che tale nomina "nulla ha a che vedere con il comitato provinciale" e che tu "non sei tenuto, come coordinatore regionale di U1S, ad informare il provinciale di SeL del passaggio". Ma il punto è proprio questo.
Stiamo lavorando tanto, da mesi, per muoverci il più possibile nella chiarezza e nella trasparenza, e nel nostro territorio SeL si sta caratterizzando proprio per questo, per distinguerci, per non subire più "imposizioni dall'alto", per cambiare il modo di stare in politica e di farla, cercando tutti di rispettare il punto di vista dell'altro, sforzandoci di mediare e di smussare le asperità inevitabili in una fase di conoscenza, cercando, settimana dopo settimana, di fidarci un po' di più dei nuovi compagni che ci stanno intorno, dandoci delle regole e cercando un'etica comune che ci renda sempre più convinti e consapevoli delle scelte che ognuno di noi ha fatto in questi mesi. Non è facile, non è scontato ma se vogliamo stare con "la schiena dritta" è questo l'unico percorso da seguire, quello del confronto, del guardarsi in faccia per condividere valori, esperienze, ma anche decisioni, scelte, passaggi delicati come quello di cui stiamo discutendo.
Questo è stato il percorso seguito in questi mesi nel nostro territorio. Certamente questo è stato lo spirito del mio impegno.
Ora, è vero che la tua posizione è formalmente inattaccabile, ma proprio per esserci, noi di Fermo in particolare, interrogati più volte - essendone già stati vittime- sul cosa fare in caso di tentativi di prevaricazione, di occupazione di campo e di imposizione di condotte sgradite, adesso abbiamo tutti il nervo scoperto. Per questo sabato 24 e' è stato quello che definisci "l'affondo", unanime e deciso, da parte nostra nei confronti di Licia e tuoi.
Licia è indubbiamente una donna di valore, una brava amministratrice, una risorsa della sinistra fermana, ma è soprattutto una guerriera, una combattente che sa difendersi, anche da sola. Però, in questa fase della politica fermana, non appare come una persona qualsiasi, è una persona "scomoda" perché su di lei è stato gettato immeritatamente del fango e la cosa più grave, questa sì VERGOGNOSA!!!, è che sono stati i suoi compagni più "cari" a farlo e senza scrupolo, screditandone l'immagine e compromettendo i suoi possibili rapporti, nel tentativo di isolarla. Le è stato fatto un danno.
Tutto questo fango deve essere spazzato via, con un lavoro coerente e professionale, da parte sua, dentro il Consiglio Provinciale e con il contributo di chi può darle valido sostegno dall'esterno.
Per questa opera di ripulitura occorrono tempo, coraggio, lucidità e nervi saldi, perciò non ha senso sedersi ora ad un tavolo regionale di un partito che ancora non c'è, dai fragili equilibri e che, sabato mattina ancora non era il suo partito, ma che tuttavia sarà ben felice di accoglierla, ascoltarla e sostenerla già da ora.
Tu e Licia dovevate parlare apertamente e ufficialmente con tutti i compagni di SeL prima dell'assemblea di Ancona, per correttezza, per non dare adito a voci malevole, per avviare un processo di inserimento graduale, motivato e utile per tutti. Allora sì che avremmo tutti esultato per l'ingresso del secondo consigliere in forza SeL!
Io, Lello, non vedo malafede in Licia, ma mi è dispiaciuto vederla un po' manipolata da te. Lei era seduta al tuo posto, ci dovevi stare tu a quel tavolo in qualità di coordinatore regionale di U1S. Licia ha aderito a SeL il giorno stesso e non abbiamo capito chi dovesse rappresentare: il territorio del fermano, U1S (allora perché io non sono stata informata prima della tua decisione?), chi?
Insomma, se ne avessimo parlato prima, magari tra di noi, avremmo evitato una situazione imbarazzante per tutti. Quello era un passaggio delicato e tu, Lello, dovevi essere più cauto verso di noi ma soprattutto non avresti dovuto esporre tua moglie agli attacchi che, inevitabilmente, le sono stati fatti. Ci dovevi stare tu a quel tavolo e Licia avrebbe potuto comunicare l'intenzione di aderire a SeL magari la sera della cena a Fermo, avremmo affrontato insieme i dubbi e le perplessità che la sua posizione indubbiamente suscita, soprattutto in chi non la conosce abbastanza.
Figurati se possiamo permetterci di negare l'ingresso a qualcuno, nella posizione in cui siamo! Ma c'è modo e modo!
Se le tue dimissioni dai vari incarichi sono irrevocabili, rimangono comunque valide le adesioni tua e di Licia a SeL, pertanto spero che ci sia modo di fare ulteriore chiarezza e di superare le ambiguità e il chiacchiericcio spicciolo che, come penso saprai, non mi appartiene e mi ripugna. "Gli amici sono i fratelli che ci scegliamo" (è una frase della pubblicità, ma quanto è vera!).
Saluti sinceri e... comunisti, sempre. Lucia Interlenghi”.
Noi di “puntofermo”, a questo punto usciamo dalla scena in punta di piedi.
(In rete su http://puntofermo.livejournal.com/ 7 NOVEMBRE 2009)
Ora, non vorremmo certo dare importanza di leader progressista ad alcuni voltagabbana locali, tuttavia visti i recenti cambi di casacca di alcune personalità del fermano (e non solo), prendiamo a prestito da Puntofermo l’articolo che segue. Venne pubblicato a novembre, quindi non c’è ovviamente traccia delle successive, freschissime giravolte dei protagonisti. Ma è comunque illuminante.
Buona lettura.
NEL FERMANO, NELLA COSIDDETTA VITA POLITICA, SI DELINEA UN CARTEGGIO SINISTRO. ED E’ ANCORA UNA VOLTA IL TRAGICO SPECCHIO DI UNA REALTA’ CARICA DI NEBBIE, FAIDE E CONSORTERIE, FAMIGLI E CARICHE SCARICHE. LEGGERE PER CREDERE. PUR SE A CAPIRE SARANNO I SOLITI QUATTRO GATTI ADDETTI AI LAVORI. IN QUESTO CASO NOI CI TRASFORMIAMO (CON UN PO’ DI SANA VERGOGNA) IN UNA MERA CASELLA POSTALE.

I compagni di Fermo non accettano tale imposizione e dopo una discussione molto accesa viene eletta come rappresentante di Unire la Sinistra, nel comitato regionale, Lucia Interlenghi.
Lello Saggese e moglie Licia Canigola, contrariati, debbono accettare la decisione.
Successivamente Saggese presenta una lettera di dimissioni dal coordinamento provinciale di SeL.
La Interlenghi a questo punto risponde con una lettera a Saggese. I dirigenti di Unire la Sinistra, Umberto Guidoni (noto più che altro per il suo essere cosmonauta) e Furfaro Marco contattano Lucia Interlenghi, per avere un colloquio. In modo da chiarire e valutare la situazione di Fermo. La “story” continua. Ma ecco, intanto, i cosiddetti documenti che vanno a formare il carteggio destinato ad essere studiato nei secoli a venire dagli storici della sinistra locale.
Cominciamo con la prosa del Saggese:
“Con la presente invio le mie dimissioni irrevocabili dal Coordinamento Provinciale fermano di Sinistra Ecologia e Libertà nella persona del suo coordinatore Roberto Vallascìani.
Va da se che le dimissioni riguardano anche la mia nomina a tesoriere, responsabile dell'organizzazione e coordinatore della media Val Tenna.
Tengo a precisare alcune cose riguardo il primo coordinamento regionale di SEL tenutosi in Ancona:
— la nomina della Consigliera Provinciale Licia Canigola come rappresentante dell'Associazione "Unire la Sinistra" nel comitato regionale era un passaggio nell'ambito dell'associazione in accordo con i rappresentanti nazionali dell'associazione stessa. Nulla ha a che vedere con il comitato provinciale e né ero tenuto, come coordinatore regionale di ULS, ad informare il provinciale del passaggio. D'altronde se in quella fase il coordinatore regionale di Sinistra Democratica Stelvio Antonini fosse stato sostituito da un componente del comitato provinciale fermano (Claudio Speranzini per esempio, cito lui perché ha una carica istituzionale), non credo si sarebbe sollevata alcuna protesta e nemmeno illazioni gratuite sul posto di Assessore nella giunta provinciale di Fermo, né io avrei gridato allo scandalo in quanto i rappresentanti di SD se li scelgono loro e non certo i Socialisti, il Movimento per la Sinistra o Unire la Sinistra.
Questo fa capire che oltre alla paura di perdere il posto di Assessore per qualche componente provinciale, c'è una volontà di rigetto sull'ingresso della Canigola in SEL, paura dovuta appunto alla possibilità, secondo le esternazioni di alcuni esponenti provinciali, di mettere le mani sull'Assessorato, questo atteggiamento, secondo me, è sintomo chiaro di una malattia più profonda.
Eppure la stessa Canigola ha più volte confermato che non ha nessuna intenzione di fare l'Assessore, ciò nonostante la diffidenza rimane, tant'è vero che durante l'assemblea regionale qualcuno ha consigliato alla Canigola di non entrare in SEL perché avrebbe sconvolto gli equilibri nel consiglio provinciale, invece a mio avviso avrebbe dovuto esultare per l'ingresso del secondo consigliere in forza SEL. Ed ancora qualcun'altra ha aggiunto che il posto di coordinatore regionale non gli spettava in quanto non aveva seguito il percorso di SEL fin dall'inizio; io mi domando da quando in qua in un partito non si accettano adesioni anche se non si è fatto parte dello stesso sin dalla nascita, se così fosse in Italia i partiti sarebbero composti sempre e solo dai fondatori e basta, assurdo. Ritengo, inoltre, che questo "veto liberale" colpisca in maniera profonda la dignità di una persona seria, corretta e preparata come la Canigola che non lo merita, e questo lo ha dimostrato in cinque anni di assessorato alla provincia di Ascoli Piceno e lo sta tutt' ora dimostrando come Consigliera nella Provincia di Fermo.
Invece alcuni componenti epifenomeni del comitato provinciale fermano hanno dimostrato sino ad oggi, e confermato al coordinamento regionale, di essere "interessati" alle posizioni strategiche che il partito, o futuro partito può offrire, e questo mi ha amareggiato molto, perché un nuovo movimento, che vuole a tutti i costi diventare partito, non può partire con questi presupposti e con certe persone che nulla hanno a che vedere con una politica sana, corretta e disinteressata come dovrebbe essere per SEL.
Non ho condiviso nemmeno il modo e il metodo con il quale è stato portato avanti "l'affondo" durante il comitato regionale, non si può richiedere un'assemblea del coordinamento provinciale durante un coordinamento regionale, specie in una situazione di voto come lo era in quel momento, la Canigola, che si è resa disponibile al dialogo, è stata accerchiata e messa alla sbarra a mò di inquisizione, vergognoso!!!
La fibrillazione e le paure di alcuni componenti hanno fatto perdere un po' la testa a tutti, tant'è vero che io personalmente ho rifiutato di partecipare a questa frettolosa e inutile assemblea , se ne poteva parlare in una situazione più tranquilla e a posteriori, ma così non è stato perché qualcuno doveva prendere in mano la situazione ma non l'ha fatto, forse per paura che rimanesse quello stato di cose.
Credo di non dover aggiungere altro se non il fatto che sono entrato in questo coordinamento provinciale con tanti buoni propositi di crescita di SEL, senza orgasmi e pacchetti precostituiti che trovavo nel mio partito di provenienza.
Mai avrei immaginato tutto questo e mai avrei immaginato che ci fossero personaggi all'interno di SEL fermana simili a quelli che ho lasciato e che non avrei mai voluto ritrovare.
Tenere certi personaggi che stanno lì solo per la fame di poltrone è veramente osceno, pensateci bene, per quanto mi riguarda e rivolgendomi a tutti quelli che la pensano come me, vi auguro tutto il bene di questo mondo, spronandovi a liberarvi quanto prima di scheletri nell'armadio...e fuori, altrimenti vi ritroverete in un cammino aspro e tortuoso che non porta da nessuna parte. A breve avrò un incontro con i delegati nazionali di Unire la Sinistra tra i quali l'On. Umberto Guidoni per definire la mia posizione all'interno di SEL a livello regionale. Nel giro di pochi giorni farò avere al coordinatore provinciale la somma che attualmente è depositata in banca e che appartiene a SEL fermana. Saluti e serenità Lello Saggese”.
Ed ecco che entra in scena il 2 novembre 2009 Lucia Interlenghi. Così si rivolge al Saggese:
“Caro Lello,
ho letto la comunicazione delle tue dimissioni e approfitto subito per chiarire il mio punto di vista in merito alla questione. Avrei voluto farlo immediatamente e a "sei occhi" (io, tu e Licia), per il rapporto di amicizia che ci lega ormai da anni, ma nei giorni scorsi non ho potuto. Lo faremo in seguito, spero. Intanto però voglio dirti alcune cose e le dico a te e a Roberto Vallasciani, attuale coordinatore provinciale di SeL, per correttezza e trasparenza.
Nulla da dire sull'accordo con i rappresentanti nazionali di U1S per la nomina di Licia al coordinamento regionale. Purtroppo finché SeL è il coacervo ibrido di associazioni, partiti, singoli aderenti (ma anche non aderenti) che è, è legittimo ritenere che tale nomina "nulla ha a che vedere con il comitato provinciale" e che tu "non sei tenuto, come coordinatore regionale di U1S, ad informare il provinciale di SeL del passaggio". Ma il punto è proprio questo.
Stiamo lavorando tanto, da mesi, per muoverci il più possibile nella chiarezza e nella trasparenza, e nel nostro territorio SeL si sta caratterizzando proprio per questo, per distinguerci, per non subire più "imposizioni dall'alto", per cambiare il modo di stare in politica e di farla, cercando tutti di rispettare il punto di vista dell'altro, sforzandoci di mediare e di smussare le asperità inevitabili in una fase di conoscenza, cercando, settimana dopo settimana, di fidarci un po' di più dei nuovi compagni che ci stanno intorno, dandoci delle regole e cercando un'etica comune che ci renda sempre più convinti e consapevoli delle scelte che ognuno di noi ha fatto in questi mesi. Non è facile, non è scontato ma se vogliamo stare con "la schiena dritta" è questo l'unico percorso da seguire, quello del confronto, del guardarsi in faccia per condividere valori, esperienze, ma anche decisioni, scelte, passaggi delicati come quello di cui stiamo discutendo.
Questo è stato il percorso seguito in questi mesi nel nostro territorio. Certamente questo è stato lo spirito del mio impegno.
Ora, è vero che la tua posizione è formalmente inattaccabile, ma proprio per esserci, noi di Fermo in particolare, interrogati più volte - essendone già stati vittime- sul cosa fare in caso di tentativi di prevaricazione, di occupazione di campo e di imposizione di condotte sgradite, adesso abbiamo tutti il nervo scoperto. Per questo sabato 24 e' è stato quello che definisci "l'affondo", unanime e deciso, da parte nostra nei confronti di Licia e tuoi.
Licia è indubbiamente una donna di valore, una brava amministratrice, una risorsa della sinistra fermana, ma è soprattutto una guerriera, una combattente che sa difendersi, anche da sola. Però, in questa fase della politica fermana, non appare come una persona qualsiasi, è una persona "scomoda" perché su di lei è stato gettato immeritatamente del fango e la cosa più grave, questa sì VERGOGNOSA!!!, è che sono stati i suoi compagni più "cari" a farlo e senza scrupolo, screditandone l'immagine e compromettendo i suoi possibili rapporti, nel tentativo di isolarla. Le è stato fatto un danno.
Tutto questo fango deve essere spazzato via, con un lavoro coerente e professionale, da parte sua, dentro il Consiglio Provinciale e con il contributo di chi può darle valido sostegno dall'esterno.
Per questa opera di ripulitura occorrono tempo, coraggio, lucidità e nervi saldi, perciò non ha senso sedersi ora ad un tavolo regionale di un partito che ancora non c'è, dai fragili equilibri e che, sabato mattina ancora non era il suo partito, ma che tuttavia sarà ben felice di accoglierla, ascoltarla e sostenerla già da ora.
Tu e Licia dovevate parlare apertamente e ufficialmente con tutti i compagni di SeL prima dell'assemblea di Ancona, per correttezza, per non dare adito a voci malevole, per avviare un processo di inserimento graduale, motivato e utile per tutti. Allora sì che avremmo tutti esultato per l'ingresso del secondo consigliere in forza SeL!
Io, Lello, non vedo malafede in Licia, ma mi è dispiaciuto vederla un po' manipolata da te. Lei era seduta al tuo posto, ci dovevi stare tu a quel tavolo in qualità di coordinatore regionale di U1S. Licia ha aderito a SeL il giorno stesso e non abbiamo capito chi dovesse rappresentare: il territorio del fermano, U1S (allora perché io non sono stata informata prima della tua decisione?), chi?
Insomma, se ne avessimo parlato prima, magari tra di noi, avremmo evitato una situazione imbarazzante per tutti. Quello era un passaggio delicato e tu, Lello, dovevi essere più cauto verso di noi ma soprattutto non avresti dovuto esporre tua moglie agli attacchi che, inevitabilmente, le sono stati fatti. Ci dovevi stare tu a quel tavolo e Licia avrebbe potuto comunicare l'intenzione di aderire a SeL magari la sera della cena a Fermo, avremmo affrontato insieme i dubbi e le perplessità che la sua posizione indubbiamente suscita, soprattutto in chi non la conosce abbastanza.
Figurati se possiamo permetterci di negare l'ingresso a qualcuno, nella posizione in cui siamo! Ma c'è modo e modo!
Se le tue dimissioni dai vari incarichi sono irrevocabili, rimangono comunque valide le adesioni tua e di Licia a SeL, pertanto spero che ci sia modo di fare ulteriore chiarezza e di superare le ambiguità e il chiacchiericcio spicciolo che, come penso saprai, non mi appartiene e mi ripugna. "Gli amici sono i fratelli che ci scegliamo" (è una frase della pubblicità, ma quanto è vera!).
Saluti sinceri e... comunisti, sempre. Lucia Interlenghi”.
Noi di “puntofermo”, a questo punto usciamo dalla scena in punta di piedi.
(In rete su http://puntofermo.livejournal.com/ 7 NOVEMBRE 2009)
Il compagno Massucci a Radio Fermo Uno
27/02/10 17:12 Incluso in:politica locale | Provincia FM
Dal sito Informazione.TV, 27/02/2010
L'assessore provinciale Guglielmo Massucci ai microfoni di Radio Fermo Uno per un resoconto sulla BIT
di Mery Pieragostini
Tornato dalla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, alla quale ha partecipato insieme allo staff della nuova Provincia fermana, l'assessore al turismo e all'agricoltura Massucci parla dei consensi riscossi e dei progetti per il prossimo futuro.
La rappresentanza fermana ha presenziato alla conferenza stampa delle cinque province marchigiane, dove, circondato dai tanti giornalisti e preso dalle loro numerose domande, è stato trattenuto per circa due ore; contemporaneamente si svolgeva la presentazione del prossimo grande evento fermano: Tipicità.
La novità della quale parla Massucci è il progetto di creare un paniere di prodotti tipici con il marchio QM, Qualità Marche. Servirà a far conoscere la Provincia, porterà un reddito maggiore ai nostri agricoltori e al nostro turismo.
Belli i nostri paesaggi e le nostre città, bella la nostra gente e buoni i nostri prodotti tradizionali. La promessa che abbiamo strappato all'assessore è quella di fare di questi occasionali incontri un appuntamento fisso per aggiornarvi sugli sviluppi di agricoltura e turismo.
L'assessore provinciale Guglielmo Massucci ai microfoni di Radio Fermo Uno per un resoconto sulla BIT
di Mery Pieragostini
Tornato dalla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, alla quale ha partecipato insieme allo staff della nuova Provincia fermana, l'assessore al turismo e all'agricoltura Massucci parla dei consensi riscossi e dei progetti per il prossimo futuro.
La rappresentanza fermana ha presenziato alla conferenza stampa delle cinque province marchigiane, dove, circondato dai tanti giornalisti e preso dalle loro numerose domande, è stato trattenuto per circa due ore; contemporaneamente si svolgeva la presentazione del prossimo grande evento fermano: Tipicità.
La novità della quale parla Massucci è il progetto di creare un paniere di prodotti tipici con il marchio QM, Qualità Marche. Servirà a far conoscere la Provincia, porterà un reddito maggiore ai nostri agricoltori e al nostro turismo.
Belli i nostri paesaggi e le nostre città, bella la nostra gente e buoni i nostri prodotti tradizionali. La promessa che abbiamo strappato all'assessore è quella di fare di questi occasionali incontri un appuntamento fisso per aggiornarvi sugli sviluppi di agricoltura e turismo.
Comunicato stampa - Renzo Interlenghi
26/02/10 15:28 Incluso in:comunicati stampa | elezioni regionali 2010 | politica locale | Regione Marche

Volevo, apertamente, ringraziare queste donne e questi uomini del PD, compagne e compagni con i quali abbiamo condiviso anni di lotte, vittorie e anche sconfitte ma, soprattutto, ai quali mi sento accomunato da quel rapporto che, ebbi a definire, di reciproca fiducia e che ci ha portato alla conquista della prima Provincia di Fermo. Un rapporto che nasce sin dai tempi della comune militanza nella FGCI prima e poi nel PCI.
Una assurda miopia politica, da parte del maggior partito del centro sinistra, ha visto i comunisti fuori dal Parlamento; oggi li si vorrebbe fuori anche dal Consiglio Regionale; non se ne comprende bene il motivo, se è vero come è vero che, non per cinque anni, ma per ben quindici anni i comunisti e la sinistra hanno governato questa Regione insieme a tutto il centro sinistra.
Apprezzo l’impegno assunto, da quelle donne e da quegli uomini, onde “evitare che il quadro politico consolidato nella Provincia di Fermo venga ad essere alterato dalle dinamiche regionali e che le scelte non condivise possano creare solchi incolmabili con le forze della sinistra quale parte integrante di un progetto di cambiamento nel territorio e nel Paese” ma, affinché ciò possa realizzarsi, occorre che le forze della sinistra abbiano un buon risultato ed ottengano il gradimento di tutti coloro che ritengono ingiusto lo strappo voluto dai vertici di quel partito.
I comunisti e la sinistra hanno lavorato e lavoreranno sempre perché si creino le condizioni per un governo pluralista, democratico e progressista che dia alle persone la speranza di poter credere nella giustizia e nell’eguaglianza sociale, ben consci dei rapporti di forza oggi esistenti nel paese.
Perché ciò possa realizzarsi occorre che in Regione sia forte la presenza dei comunisti e della sinistra, per battere le destre e per ridare slancio a tutto il centro sinistra in vista dei futuri appuntamenti elettorali.
Renzo Interlenghi
Candidato Lista Comunista - Per Massimo Rossi Presidente
25 febbraio 2010
Cena - incontro con Massimo Rossi

Con l'occasione, si terrà una cena presso la sede del PRC a Porto San Giorgio (via della Resistenza) a partire dalle ore 20.00 con la presenza dei candidati del fermano e dello stesso Rossi: sarà quindi possibile discutere delle ragioni di questa candidatura e contribuire al successo della coalizione di Sinistra.
La Federazione della Sinistra unisce sotto un unico simbolo i Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Socialismo 2000, Lavoro-Solidarietà e altre associazioni e movimenti legati al territorio e alle lotte sociali.
La cena è aperta a tutti, per informazioni contattare il num. 3664376178.
Presentazione dei candidati
24/02/10 10:55 Incluso in:elezioni regionali 2010 | politica locale
Sabato 27 febbraio alle 14.30, presso la Sala dei Gruppi Consiliari del Comune di Fermo, la Federazione della Sinistra presenterà i propri candidati per la coalizione che sosterrà la candidatura di Massimo Rossi a Presidente della Regione Marche.
