5° Festival a Pugno Chiuso

Invitiamo i compagni a partecipare alla 5° edizione del Festival a Pugno Chiuso, organizzato dal Collettivo Antifascista.

Festival a pugno chiuso

Nota sulla San Giorgio Distribuzione

A seguito delle ultime notizie riguardanti la San Giorgio Distribuzione, il PdCI ritiene assolutamente grave la decisione della stessa società a partecipazione pubblica di mantenere nel Cda l’ex a.d. Briganti, inquisito per gravissimi reati riguardanti lo smaltimento di rifiuti pericolosi. L’amministrazione sangiorgese e la San Giorgio Distribuzione, imitando la triste tradizione italiana di mantenere inquisiti per gravi reati in posti di importanza pubblica, dimostrano di agire senza trasparenza, senso di moralità e rispetto per i cittadini.

Porto San Giorgio, 22/07/2010

Direzione Nazionale del PdCI

Il 17 e 18 luglio si è riunita a Roma la Direzione Nazionale del Partito, allargata alle Segreterie di Federazione.
In attesa della pubblicazione ufficiale dei documenti, pubblichiamo la relazione conclusiva del Segretario Oliviero Diliberto.

Procaccini: i comunisti e le Marche

Cesare Procaccini
La crisi occupazionale investe, ormai in modo drammatico, anche le Marche. Da nord a sud grandi imprese sono in difficoltà o hanno chiuso, con migliaia di lavoratori senza salario e con la cassa integrazione in scadenza oppure scaduta. I due esempi più eclatanti, la A. Merloni di Fabriano e la Manuli di Ascoli Piceno, rappresentano solo una parte di una realtà più grave.
Di fronte a ciò permane tuttavia una sottovalutazione rispetto ad un’altra grande “fabbrica” in crisi che sta anch’essa per chiudere ed è il pubblico impiego, i cosiddetti statali, che via via vengono espulsi dal lavoro molto più subdolamente, se possibile, del settore privato, attraverso il blocco delle piante organiche o per legge, prevedendo la metà di addetti rispetto a prima per le diverse mansioni, ad iniziare dalla scuola per continuare nella sanità e nel trasporto pubblico, per non parlare degli enti locali, dove da anni molti servizi sono già stati appaltati per carenza di organico.
In questo contesto il federalismo fiscale rappresenta una miscela esplosiva che accentua il divario fra zone ricche e zone povere. I tagli del governo a regioni ed enti locali di questi giorni non sono “una manovra” occasionale, ma un federalismo voluto dalla lega e votato da Di Pietro con l’astensione del PD. Si è già spezzata l’unità del paese nel senso della solidarietà nonché dei diritti declassati ad opportunità.
Di fronte a ciò stride la mancanza di opposizione e nelle Marche stride ancor di più lo spostamento a destra del PD che, anziché consolidare ed allargare il centro sinistra, si è alleato con l’UDC accettando il veto anticomunista. “O noi o loro”, ha tuonato l’ UDC; “obbedisco” hanno risposto il PD e Spacca, che si sono dimostrati deboli e subalterni, inaugurando la stagione dei “Voltafaccia” e dando un colpo alla credibilità della politica. Dopo 15 anni di centro sinistra nelle Marche senza colpo ferire, il PD e Spacca hanno accettato un vero e proprio ricatto, dimostrando debolezza ed inaffidabilità rispetto agli impegni presi, mentre i comunisti sono stati leali verso il PD ed il centrosinistra, a Senigallia ed a Macerata loro ci hanno pugnalato alle spalle. L’asse PD-UDC-IDV presuppone una linea diversa dal centrosinistra e cambia i connotati delle scelte, non è un caso che la nuova giunta già pensi ad accentuare l’aziendalizzazione nella sanità e a privatizzare alcuni servizi pubblici.
Nostro malgrado ci hanno consegnato una condizione di opposizione, che dobbiamo utilizzare per aprire contraddizioni in seno alla maggioranza e per portare avanti le nostre proposte, alcune delle quali sono leggi, come la continuità di impresa in forma cooperativa e la legge contro la delocalizzazione, sapendo che sarà difficile perché la nostra forza in consiglio regionale si è ridotta.
Noi ed il PRC avevamo cinque consiglieri regionali, oggi ne abbiamo uno. Nel 2005 la somma dei voti PdCI- PRC equivaleva al 12%, oggi con lista unica al 3,85%, tuttavia il risultato per noi non è da disprezzare, perché l’eletto (R. Bucciarelli) è del PdCI ed in questo senso deve aumentare la responsabilità verso il partito con un’azione che ne esalti la politica.
Il nostro partito nelle Marche non è adeguato, nonostante la buona volontà, a fronteggiare rapporti di forza così sproporzionati, inoltre anche il PdCI in diverse realtà significative, in quasi tutte le provincie della regione ha visto dileguarsi dirigenti ed amministratori vari, il che è un po’ fotografia di una società dove prevale l’individualismo, il carrierismo ed il trasformismo in politica, che assume il significato di una vera e propria questione morale. Il nostro partito è ancora una piccola organizzazione che tuttavia coltiva una grande storia, ma se non vuole essere travolto da fenomeni di opportunismo, che pure lo hanno attraversato, deve riprendere con serietà le regole e i valori dell’attaccamento al partito, del disinteresse, della moralità e del rispetto dello statuto del partito.
Occorre perseguire con la massima apertura l’opera di rinnovamento del partito, la valorizzazione di quadri giovani, la costruzione della FGCI, ma sempre con una seria valutazione di tipo ideale, per evitare il più possibile situazioni in cui persone che si “presentano bene” utilizzino il partito per la propria carriera o per il proprio interesse. Il primo antidoto è quello di diventare un partito più grande, più numeroso ed è per questo che dobbiamo ritesserare tutti gli iscritti persi per inerzia, per pigrizia o per i troppi impegni di un gruppo di attivisti sempre più ristretto.
Alla fin fine la perdita di iscritti porta alla perdita di voti, perché si diventa impercettibili anche al “nostro popolo” che alla fine ci percepisce inutili. Quale opera migliore di controinformazione può esserci del tesseramento, non diciamo di massa, ma almeno come quello degli anni precedenti? In ciò si deve dare al tesseramento al partito un valore politico, nel senso che si devono”promuovere” quelle compagne e quei compagni che vanno a “fare le tessere”, tanto più che siamo impegnati per l’unità dei comunisti che, purtroppo, il PRC non vuole nella totalità del suo gruppo dirigente.
Noi vogliamo un partito unico, vogliamo la fusione del PdCI e del PRC in un solo PC, ma se oggi questo non è possibile, proviamo almeno a far diventare un po’ più grande il PdCI, che è condizione essenziale per l’unità dei comunisti, della sinistra e delle forze democratiche. L’unità contro la destra in difesa della costituzione rimane per i comunisti italiani l’asse della loro politica generale, ciò vale anche nelle Marche, dove il PD ha operato una scelta anticomunista, ma l’ unità non significa subalternità ed è per questo che da sempre concepiamo unità ed autonomia come un binomio inscindibile.

Cesare Procaccini, Segretario Regionale del PdCI
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Sito web del Comitato Regionale del Partito dei Comunisti Italiani:
www.comunisti-italiani-marche.it

Volantino sulla situazione giovanile nelle Marche

Come vivono i giovani nelle Marche?
Ti diamo qualche idea....

SCUOLA. Nelle Marche la “riforma” Gelmini porterà, per l’anno scolastico 2010 / 2011, alla perdita di altri 1000 posti di lavoro tra personale docente e non docente: ciò significa minore qualità dell’insegnamento, penalizzazione degli studenti che necessitano più attenzione, minore sicurezza per gli alunni e anche scarse possibilità di inserimento per i giovani insegnanti.

UNIVERSITÀ. Il taglio dei finanziamenti statali all’Università significa
sparare sulla ricerca senza nulla togliere al baronato. Oltre a questo ci attendono aumenti delle tasse, nessuna soluzione ai problemi dei fuori sede e subentro dei privati nell’amministrazione degli atenei: si costringono alla “fuga dei cervelli” laureati e ricercatori, si rende più difficile l’accesso allo studio universitario e gli studenti non avranno la possibilità di incidere nella vita democratica degli atenei. Infine, nelle Marche i laureati rappresentano il 18% delle persone in cerca di occupazione, molto di più della media nazionale!

LAVORO. Nella nostra regione, dal 2008 al 2009, il tasso di disoccupazione dei più giovani è passato dal 10% al 22%! Come facilmente prevedibile, le assunzioni avvengono sfruttando ogni forma possibile di precariato o le collaborazioni tramite partita IVA: così si nega ai giovani la possibilità di una vita indipendente e sicura.

Non ti sembra troppo? I diritti non ci sono mai stati regalati, li abbiamo ottenuti con la lotta e grazie ad un forte partito comunista: per questo unisciti al PdCI e alla FGCI!

PDCI_FGCI_sito


Partito dei Comunisti Italiani
Federazione Provinciale di Fermo






Proposta di Legge Regionale - impianti termici e fotovoltaici

Assemblea Legislativa delle Marche

simbolomarche

Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC

Proposta di legge a iniziativa del Consigliere Bucciarelli
Disposizioni in materia di autorizzazioni ed incentivi per la realizzazione di impianti solari termici e fotovoltaici sul territorio della regione.
Il Consigliere Raffaele Bucciarelli:
Signori Consiglieri, con questa proposta di legge si vuole dare una seppur non esaustiva risposta a due problemi tra loro connessi.
Il primo è relativo ai cambiamenti climatici che stanno provocando seri problemi alla sopravvivenza umana, e non solo, nel nostro pianeta, fatto che impone di assumere tutte le iniziative possibili per la riduzione della emissione di gas serra nell'atmosfera.
Il secondo vuole rispondere alla necessità di aumentare la produzione di energia elettrica, così come indicato dal PEAR, utilizzando fonti di energia rinnovabile evitando però di utilizzare un bene non riproducibile come il territorio.
Ciascun livello istituzionale è coinvolto, per quanto di sua competenza, nel raggiungimento degli obiettivi di produrre energia necessaria e nel contempo  di ridurre le emissioni inquinanti, salvaguardando ambiente, paesaggio, sviluppo economico, occupazione.
La presente proposta si muove in tal senso prevedendo nel rispetto della normativa comunitaria e statale vigente una disciplina snella e incentivante per la produzione di energia da fonte solare.L’energia fotovoltaica è infatti una fonte pura ed inesauribile, disponibile per tutti nel punto di consumo e facilmente integrabile sul contesto urbano.
Gli aspetti positivi di questa tecnologia la rendono estremamente interessante e l’unico inconveniente è rappresentato dall’investimento economico iniziale che, seppure in discesa, rimane comunque alto anche per effetto di un iter burocratico che ha dei costi rilevanti sul piano economico, nonché per l’impatto sul paesaggio.
Per questi motivi la presente proposta di legge prevede che, nel caso di impianti solari termici o fotovoltaici visivamente ben inseriti negli edifici, la funzione di informazione verso l’ente Comune, possa essere assolta da una semplice comunicazione, in conformità a quanto previsto dall’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115 che ha dato attuazione alla direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia.
Gli stessi impianti, purché non ubicati in aree naturali protette, non sono soggetti a valutazione d’impatto ambientale.La valutazione d’impatto ambientale non è richiesta neppure per gli impianti fotovoltaici non integrati e non aderenti di bassa potenza, non ubicati in aree naturali protette. Per i medesimi impianti è richiesta, tuttavia, la DIA.
Per gli impianti fotovoltaici non integrati e non aderenti di alta potenza superiore è richiesta un’autorizzazione rilasciata dalla Regione, previa conferenza di servizi. Quando nel procedimento è necessario acquisire autorizzazioni di diverse amministrazioni; l’autorizzazione è invece rilasciata dal Comune competente per territorio, senza conferenza di servizi, quando non è necessario acquisire autorizzazioni di altre amministrazioni.
Sono ovviamente sempre fatte salve le previsioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni (cosiddetto Codice dei beni culturali e del paesaggio), come pure è fatto salvo il rilascio dell’autorizzazione, ove prescritta, alla costruzione e all’esercizio della linea di connessione.
Altro punto qualificante del progetto di legge è la previsione di sostegni economici alla realizzazione di impianti solari termici e fotovoltaici sugli immobili di nuova costruzione o già esistenti.
È apparso infatti indispensabile offrire alle famiglie, alle ONLUS e agli enti pubblici e alle imprese interessati all’utilizzo delle tecnologie fotovoltaiche e del solare termico uno strumento volto alla fondamentale esigenza di reperire le risorse necessarie ad effettuare l’investimento comunque oneroso, riducendo nel contempo l’impatto paesaggistico dell’impianto. 

Art. 1(Finalità) 

1. La Regione promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e il raggiungimento dell’obiettivo nazionale di riduzione dell’emissione di gas a effetto serra, nel rispetto della normativa statale e comunitaria vigente. 

Art. 2(Ambito di applicazione e definizioni) 

1. Le disposizioni della presente legge si applicano agli impianti solari termici e fotovoltaici ubicati nel territorio della Regione.
2. Ai fini della presente legge:
a) per impianto fotovoltaico si intende l’impianto che risponde ai requisiti indicati dall’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto ministeriale 19 febbraio 2007 (Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387);
b) per impianto solare termico si intende l’impianto di produzione di energia termica per uso igienico-sanitario o per climatizzazione o per finalità produttive mediante l’utilizzazione dell’energia solare;
c) per impianto aderente si intende l’impianto posto sulla facciata o sulla copertura di un edificio con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma dell’edificio stesso se non per lo spessore del sistema captante e del sistema di accumulo dell’energia termica;
d) per impianto integrato si intende l’impianto i cui moduli sono architettonicamente inseriti, con sostituzione del materiale da costruzione, in elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione;
e) per elettrodotto di interesse esclusivamente locale si intende la linea elettrica che insiste nel territorio di un solo comune e connette alla rete utenze ubicate nel comune, secondo quanto previsto dall’articolo 52 sexies del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità” e successive modifiche ed integrazioni). 

Art. 3(Impianti aderenti e integrati) 

1. L’installazione di impianti solari termici o fotovoltaici di qualsiasi potenza, aderenti o integrati nei tetti degli edifici, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, di superficie non superiore a quella della copertura, è soggetta a comunicazione preventiva al Comune territorialmente competente, fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), nonché al rilascio della autorizzazione, ove prescritta dalla normativa vigente, alla costruzione e all’esercizio della linea di connessione.
2. Gli impianti fotovoltaici aderenti o integrati, sempreché non ubicati in aree naturali protette, non sono soggetti a valutazione d’impatto ambientale. 

Art. 4(Impianti fotovoltaici non integrati e non aderenti) 

1. Gli impianti fotovoltaici non integrati e non aderenti di potenza di picco non superiore diversi da quelli indicati al comma 2, sempreché non ubicati in aree naturali protette, non sono soggetti a valutazione d’impatto ambientale.
2. Nei casi previsti dalla normativa vigente l’installazione di impianti fotovoltaici non integrati o non aderenti è soggetta alla denuncia di inizio attività indicata dagli articoli 22 e 23 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), da presentare al comune territorialmente competente.
3. La costruzione e l’esercizio degli impianti fotovoltaici non integrati e non aderenti, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli impianti stessi sono autorizzati dalla Regione ai sensi della normativa statale vigente.
4. Nelle ipotesi in cui non è necessario acquisire le autorizzazioni di più amministrazioni, per gli interventi indicati al comma 3 non si procede all’indizione della conferenza di servizi e le relative autorizzazioni sono rilasciate dal Comune competente per territorio. 

Art. 5(Documentazione) 

1. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione indicata all’articolo 4, comma 3, i soggetti interessati presentano domanda, corredata della seguente documentazione:
a) il progetto con la descrizione dell’impianto di cui si chiede l’autorizzazione e la domanda al gestore per la connessione dell’impianto alla rete elettrica di distribuzione, con allegata relazione descrittiva;
b) la documentazione attestante la disponibilità dell’area sede dell’impianto, limitatamente alla sede dell’impianto di produzione;
c) la valutazione di incidenza ambientale, ove prevista, ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche);
d) per i progetti richiedenti l’autorizzazione di cui all’articolo 146 del decreto legislativo n. 42/2004, la relazione paesaggistica redatta in conformità alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 2005 (Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell’articolo 146, comma 3, del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42);
e) per i progetti soggetti a valutazione d’impatto ambientale, la documentazione prescritta dall’articolo 23 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).

 Art. 6(Impianti solari termici non integrati e non aderenti) 

1. Fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo n. 42/2004, l’installazione di impianti solari termici non integrati e non aderenti in edifici a uso residenziale, terziario o produttivo è considerata manutenzione straordinaria ed è soggetta alla denuncia di inizio attività prevista dagli articoli 22 e 23 del DPR n. 380/2001.
2. Fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo n. 42/2004, l’installazione di impianti solari termici negli spazi privati annessi agli edifici esistenti è considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera ed è soggetta alla denuncia di inizio attività prevista dagli articoli 22 e 23 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001. 

Art. 7(Connessione alla rete elettrica) 

1. La costruzione e l’esercizio degli elettrodotti di interesse esclusivamente locale previsti dall’articolo 2, comma 2, lettera e), sono autorizzati dal comune nel cui territorio essi insistono. 

Art. 8(Contributi regionali) 

1. La Regione concede contributi destinati alla realizzazione di impianti solari termici e fotovoltaici.
2. Sono beneficiari dei contributi indicati al comma 1:
a) i soggetti privati che sono proprietari o titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile cui si riferisce l’intervento;
b) gli enti pubblici proprietari o titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile cui si riferisce l’intervento.
3. La Giunta regionale stabilisce, sentita la competente commissione assembleare, le modalità, i criteri e le procedure per la concessione dei contributi, individuando le priorità degli interventi ammessi a contributo.
4. I contributi previsti al comma 2 sono erogati nel rispetto della normativa comunitaria vigente in materia di aiuti di Stato.
5. La deliberazione indicata al comma 2, è adottata entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria annuale regionale. 

Art. 9(Disposizioni finanziarie) 

1. Per gli interventi previsti dalla presente legge l’entità della spesa è stabilita a decorrere dall’anno 2011 con le rispettive leggi finanziarie nel rispetto degli equilibri di bilancio.
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Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.

Mozione del Gruppo PdCI/PRC sulla crisi di Gaza

Gruppo ConsiliareFederazione della Sinistra – PdCI/PRC
simbolomarche


Il Consigliere Raffaele Bucciarelli

Assalto israeliano alle navi della pace: l’Assemblea legislativa delle Marche approva la mozione presentata da Raffaele Bucciarelli, Presidente del Gruppo consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC.Bucciarelli: le Marche parte attiva nel processo di pace e nella tutela dei diritti umani.

Una forte condanna per l’operazione militare israeliana, l’adesione al programma nazionale “100 città per la pace in Medio Oriente” e alla Rete europea degli Enti locali per la pace in Medio Oriente per rafforzare l’impegno dell’Italia e dell’Europa in Medio Oriente, anche attraverso un concreto impegno economico, e il coinvolgimento attivo dell’intera comunità marchigiana, a partire dai giovani e dalle scuole, nella realizzazioni di azioni concrete a sostegno della pace e a difesa dei diritti umani, sono i punti contenuti nella mozione approvata oggi dall’Assemblea legislativa delle Marche su proposta di Raffaele Bucciarelli, Presidente del Gruppo consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC.“L’assalto israeliano alla navi della pace che trasportavano aiuti umanitari alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza e le sanguinose conseguenze – dichiara Bucciarelli – ha scioccato profondamente tutti noi. Di fronte a simili tragedie la più alta istituzione regionale non poteva restare in silenzio o indifferente”. Con la mozione l’Assemblea legislativa delle Marche ha espresso preoccupazione per l’assedio e il blocco cui sono sottoposti i palestinesi della Striscia di Gaza da oramai più di tre anni, per le sofferenze, le violenze e le violazioni dei diritti umani causati dalla continuazione dell’occupazione israeliana i cui effetti sono denunciati da tutti gli organismi internazionali e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Le Marche – prosegue Bucciarelli – chiedono all’Italia, all’Europa e all’Onu di impegnarsi per l’apertura immediata e incondizionata del flusso di aiuti umanitari, merci e persone da e per Gaza e al Governo, al Parlamento italiano e a tutti i responsabili della politica di assumere con urgenza, in concorso con la comunità internazionale, tutte le iniziative necessarie per scongiurare ulteriori stragi e chiudere nel più breve tempo possibile il conflitto israelo-palestinese riconoscendo ad entrambi i popoli, come stabilito dalle risoluzioni dell’Onu, la stessa dignità, gli stessi diritti e la stessa sicurezza. Nonostante alcuni consiglieri regionali, intervenendo nel corso del dibattito, abbiano più tenuto ad affermare posizioni di partito anziché essere parte attiva di un processo di pace in un contesto europeo – conclude Bucciarelli – con questa mozione l’Assemblea legislativa delle Marche si impegna a contribuire attivamente alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese e alla costruzione della pace in Medio Oriente mediante progetti di cooperazione e solidarietà con la popolazione palestinese, di promozione del riconoscimento reciproco e del dialogo tra israeliani e palestinesi, di diffusione della cultura della pace, dei diritti umani e della riconciliazione, di sensibilizzazione e mobilitazione della propria comunità”.
L’attività di solidarietà, da realizzare tramite l’Università per la Pace, in accordo con il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, vedrà il coinvolgimento attivo della cittadinanza e in particolare dei giovani, delle scuole e delle organizzazioni della società marchigiana.

Ancona 06 luglio 2010
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Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.