Incontro con Domenico Moro: crisi, globalizzazione, imperialismo.
All’iniziativa, organizzata dalla Federazione Giovanile Comunisti Italiani della prov. di Fermo, parteciperà anche il coordinatore nazionale della FGCI, compagno Flavio Arzarello.
La Sala Imperatori si trova a Porto San Giorgio in via Oberdan n. 1 (dopo il sottopassaggio nei pressi della stazione, vicino all’Hotel Gabbiano).

Sciopero generale, adesione dei comunisti

Nel fermano, scenderemo in piazza assieme ai lavoratori per partecipare alla manifestazione organizzata dalla CGIL a Porto Sant'Elpidio.
Noi comunisti avevamo chiesto alla CGIL la proclamazione dello sciopero generale in occasione dell'appello lanciato dai compagni greci a maggio: lo sciopero generale di 8 ore viene ora proclamato dal più grande sindacato italiano contro la manovra finanziaria e nel contesto dei fatti di Pomigliano, gravi sia per l'atteggiamento servile di CISL e UIL, sia per la posizione adottata dai partiti di centrosinistra completamente concordi (salvo qualche voce solitaria) col ricatto della FIAT.
La finanziaria di Tremonti d'altro canto non porterà altro che ad aggravare la situazione dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, degli artigiani, dei commercianti, delle piccole imprese. Seguiranno a ruota innalzamenti delle tariffe di vario genere e tasse locali, dati i pesantissimi tagli a regioni, province e comuni.
Lavorare per il successo dello sciopero generale è un dovere di chi sostiene i lavoratori, è un dovere in primo luogo dei comunisti che sono l'unica forza politica a condividere le posizioni espresse dal sindacato.
Partito dei Comunisti Italiani
Federazione provinciale di Fermo
21 giugno 2010
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Il concentramento è previsto per le re 9.30 di venerdì 25 giugno presso il piazzale della stazione ferroviaria di Porto Sant’Elpidio.
Clicca qui per i documenti sulla manovra finanziaria e la crisi economica.
Bucciarelli con la RSU di Fincantieri

Si è svolto questa mattina l'incontro tra la RSU della Fincantieri di Ancona ed i rappresentanti della sinistra in Regione e Provincia. Nel corso dell'incontro, a cui hanno partecipato per la Federazione della Sinistra PdCI/PRC il consigliere regionale Raffaele Bucciarelli, l'assessore provinciale Maurizio Quercetti ed i consiglieri provinciali Renzo Amagliani e Pietro Aquilanti e per SEL il consigliere regionale Massimo Binci ed il consigliere provinciale Luca Barbadoro, le Rsu hanno illustrato la preoccupazione per la situazione dell'impianto anconetano che sta completando la lavorazione dell'ultima nave commissionata e per il quale, nonostante gli impegni assunti anche pubblicamente dalla Fincantieri, non sembrano esserci per il futuro prossimo commesse consistenti o comunque tali da garantire l'occupazione per tutto il personale diretto e per quello del subappalto. Infatti, mentre si avvicina rapidamente la scadenza della cassa integrazione ordinaria, Fincantieri avrebbe destinato ad Ancona solo la lavorazione di segmenti marginali di navi che verrebbero completate in altri. A fronte di queste preoccupazioni si è convenuto sulla necessità di tenere alta l'attenzione sul cantiere di Ancona anche promuovendo la convocazione di sedute aperte dei consigli comunale, provinciale e regionale sul tema. I Consiglieri regionali Bucciarelli e Binci, che presenteranno una specifica mozione in Consiglio regionale, hanno anche assunto l'impegno di organizzare in tempi strettissimi un incontro con i parlamentari del territorio per promuovere una iniziativa comune che, valutando anche le possibili sinergie tra le istituzioni nazionali e territoriali, promuova il rilancio del cantiere navale anconetano e ne salvaguardi i livelli occupazionali.
Ancona, 21 giugno 2010
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Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.
I comunisti con i lavoratori
La lotta della FIOM-CGIL e dei lavoratori FIAT di Pomigliano ha un carattere nazionale, perché far passare l'ultimatum intimidatorio della Fiat (accettato servilmente da Fim-Cisl, Uilm, Fismic, Ugl) significherebbe affossare definitivamente non solo la logica del contratto nazionale, ma anche ogni principio costituzionale di regolamentazione del lavoro.
Tutti i lavoratori quindi, anche quelli della nostra provincia, apparentemente lontana dalla grande produzione industriale, devono prestare la massima attenzione a quanto si sta verificando a Pomigliano e dare man forte alla CGIL, prima di tutto aderendo al prossimo sciopero generale indetto per il 25 giugno.
La CGIL, abbandonata ormai definitivamente dalla CISL e dalla UIL, è l'ultimo presidio di massa presente sul territorio a tutela dei diritti dei lavoratori. Essa è anche l'unica struttura ramificata in tutto il Paese capace di agire concretamente in difesa dei diritti e più in generale della Costituzione.
Analogamente i comunisti, nonostante subiscano da anni la censura da parte dei media, dimostrano di essere l'unica forza politica che rappresenta i lavoratori e ne porta avanti le istanze, a fronte di una opposizione parlamentare completamente assente o comunque inefficace sulle tematiche che riguardano il mondo del lavoro, quando non apertamente schierata dalla parte dei padroni e della Confindustria.
Rafforzare quindi la presenza dei comunisti nel Paese, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni, significa porre le basi per una svolta politica e sociale necessaria per uscire a sinistra dalla crisi.
PdCI, Federazione Provinciale di Fermo
15 giugno 2010
Iniziativa del Coordinamento Antirazzista

Interrogazione del compagno Bucciarelli
Assemblea Legislativa delle Marche

Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra – PdCI / PRC
Il Consigliere Raffaele Bucciarelli
Al Presidente dell'Assemblea legislativa delle Marche S e d e
Oggetto: Interrogazione a risposta orale in merito al rispetto dell'Accordo di Programma per il Porto di Ancona
Il sottoscritto Consigliere regionale,
preso atto
che il Presidente Spacca finalmente ha deciso, dopo oltre un anno, di sollecitare il Ministro Mattioli al rispetto dell'Accordo di Programma per il Porto che prevedeva un finanziamento statale di 226 milioni di euro per le opere a terra e a mare per rilanciare lo scalo dorico;
ricordato
che tra le opere la priorità certamente spetta al completamento della “Banchina Marche”;
considerato
che il Ministro ha dimostrato che, dopo l'arrivo del Presidente Canepa all'Autorità Portuale, ha dimenticato gli impegni presi con la comunità marchigiana attraverso il citato Accordo di Programma per il Porto e che l'attuale situazione economico-finanziaria non sembra permettere possibilità di intervento da parte del Governo Nazionale;
appreso
che esiste una proposta locale per la realizzazione della “Banchina Marche” che vedrebbe impegnate ,insieme alla Società “Ancona Merci”, anche imprese di sicuro e indiscusso prestigio a livello nazionale e internazionale;
valutata
molto positivamente tale proposta, considerata appunto l'attuale situazione economico-occupazionale che suggerisce di essere vigili osservatori di ciò che accade sul territorio, presenti e puntuali nel contribuire alla soluzione delle difficoltà, rispettando le relative competenze;
chiede
di conoscere se è intenzione del Governo regionale incontrare le parti in causa (Presidente dell'Autorità Portuale e Presidente della Soc. “Ancona Merci”) per poter, con un'opera di coordinamento dei soggetti e di governo nei confronti di questo annoso problema, avviare a conclusione la realizzazione della “Banchina Marche”.
Ancona, 09 giugno 2010
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12 giugno, manifestazione nazionale CGIL
La CGIL di Fermo mette a disposizione dei pullman per partecipare: invitiamo i compagni a prendere parte alla manifestazione contro la politica finanziaria del governo.
Per prenotazioni: 0734 220811 (CGIL di Fermo).

L’agricoltura in crisi merita le stesse attenzioni delle altre categorie

Il Consigliere Raffaele Bucciarelli
L’agricoltura in crisi merita le stesse attenzioni delle altre categorie
Le motivazioni della mobilitazione e le richieste di C.I.A., Copragi e Confagricoltura Marche sono giuste e condivisibili.
Anche le condizioni di vita dei nostri agricoltori stanno peggiorando in modo preoccupante e se non ci saranno interventi adeguati di Regione e Governo Nazionale nei prossimi anni rischiamo di vedere le nostre campagne sempre più abbandonate.
Spero, quindi, che il Consiglio ed il Governo regionale dimostrino la stessa sensibilità avuta nei confronti di altre categorie nell'intervenire politicamente ed economicamente nel settore dell'agricoltura che rappresenta certamente uno dei volani indispensabili della ripresa per la quale tutti dobbiamo impegnarci.
Voglio assicurare i nostri agricoltori che i comunisti marchigiani in Consiglio regionale si impegneranno per sostenere le loro richieste.
Ancona, 01 giugno 2010
Raffaele Bucciarelli
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Proposta di legge per l'istituzione del reddito di cittadinanza
Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC

Proposta di legge a iniziativa del Consigliere Bucciarelli
ISTITUZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA
Signori Consiglieri,
La mappa del disagio socio-economico disegnata annualmente dall’ ISTAT evidenzia un preoccupante stato di impoverimento del nostro Paese.
Dalle ultime stime disponibili (2007 -2008 ) risulta che In Italia la percentuale delle famiglie in condizioni di povertà assoluta, cioè incapaci di soddisfare i bisogni basilari in termini di consumi , è salita in un anno dal 4,1% al 4,6%. In valori assoluti le famiglie interessate dal fenomeno sono passate da 975.000 a 1.126.000. e gli individui assolutamente poveri da di 2milioni e 427 mila (il 4,1% dell’intera popolazione) a 2 milioni 893 mila (4,9% della popolazione ) con un incremento di 463.000 unità e di 0,8 punti percentuali.
L’incidenza più elevata del fenomeno della povertà si osserva nelle famiglie di maggiori dimensioni, nelle famiglie monogenitoriali e in quelle con componenti anziani. La povertà è, inoltre fortemente associata a bassi livelli di istruzione, a bassi profili professionali (working poor) e non solo all’esclusione dal mercato del lavoro.
Il fenomeno presenta caratteri preoccupanti anche nella nostra Regione. Nel 2006, si stimava che circa 5.300 famiglie e 16.500 individui si trovassero in condizioni di povertà assoluta. La crisi economica, l’aumento della disoccupazione e della precarizzazione del mercato del lavoro fanno ritenere che la problematica sia in costante aumento e, con essa ,il numero di famiglie che varca al soglia della povertà estrema.
Da un indagine effettuata dalla giunta regionale (Report sulla povertà nelle Marche presentato nel 2009 ) sull’attività delle strutture e dei centri d’ascolto nell’ambito del disagio sociale grave risulta che la povertà assoluta non colpisce solo soggetti senza una stabile dimora o non italiani. Infatti delle circa 319.000 prestazioni ( pasti;docce; pacchi viveri; vestiario; segretariato sociale) erogate in un anno da dette strutture solo il 33% ha avuto come destinatari persone senza fissa dimora. La restante parte e è stata invece erogata in favore di soggetti che avevano una casa e una residenza, ma che facevano fatica a far fronte ai bisogni essenziali della vita.
Rispondere a questi bisogni significa garantire a ciascuna persona indipendentemente dalla sua situazione lavorativa, anagrafica,.religiosa, o di cittadinanza il “diritto all’ esistenza”,diritto che si esplica nella possibilità di fruire di un reddito minimo vitale.
Sotto questo profilo anche l’Unione europea riconosce l’opportunità di assicurare un reddito minimo a chi si trova in condizioni di bisogno affrontando la questione in numerosi documenti sia a carattere programmatico e di indirizzo (Raccomandazioni della Commissione o risoluzioni del parlamento europeo ) sia normativo ( Carta di Nizza, Carta sociale europea, Carta dei lavoratori comunitari).
Il presente disegno di legge si muove nella direzione indicata dall’ Unione europea e si propone di dare risposta alle esigenze dei nuclei familiari che, per ragioni diverse, affrontano gravi problemi economici e di reddito e che necessitano di adeguati supporti monetari e di servizi. La proposta che si affianca alla legislazione regionale vigente in materia di servizi e assistenza sociale , prevede il diritto di fruire di un reddito minimo di cittadinanza per tutti coloro che si trovano in condizioni di disagio economico grave.
Tale reddito minimo è assicurato attraverso l’erogazione di un assegno di cittadinanza sulla base di una selezione tra gli aventi diritto effettuata in aree territoriali omegenee ( Ambiti territoriali sociali).La proposta demanda ad un atto di natura regolamentare, adottato dalla giunta regionale con il coinvolgimento della competente commissione assembleare , l’individuazione delle procedure attuative della legge fissando, tuttavia, criteri e principi direttivi per assicurare la parità di trattamento e l’uniformità delle disposizioni procedimentali nella Regione.Viene poi previsto che i beneficiari dell’assegno siano destinatari anche di progetti di volti a realizzare la loro inclusione sociale e che l'assegno suddetto sia compatibile con tutte le ulteriori provvidenze e servizi previsti dalla normativa regionale vigente in materia .
Art. 1
(Finalità)
1. La Regione promuove il pieno esercizio dei diritti fondamentali della persona attraverso misure di sostegno economico in favore dei soggetti maggiormente esposti al rischio di povertà ed esclusione sociale , garantendo agli stessi un reddito minimo di cittadinanza.
Art. 2
(Definizioni)
1. A fini della presente legge:2 a) per assegno di cittadinanza, si intende un erogazione monetaria pari all'importo annuo dell' assegno sociale determinato dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS);3b) per reddito, si intende la situazione economica risultante dall'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) adottato dall'INPS ai fini dell'individuazione degli aventi diritto alle prestazioni assistenziali in relazione alle risorse disponibili.
Art. 3
(Soggetti aventi diritto)
1. Possono richiedere l'assegno di cittadinanza coloro che hanno un reddito pari o inferiore all' importo annuo dell'assegno sociale determinato dall'INPS e risiedono in uno dei Comuni della regione da almeno sessanta mesi.2. Le richieste indicate al comma 1 sono presentate al Comune di residenza, allegando le dichiarazioni e la documentazione specificate nel regolamento previsto all'articolo 4.
Art. 4
(Procedure per l'erogazione dell'assegno di cittadinanza )
1.Con regolamento approvato dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione assembleare permanente, sono determinati i criteri e le modalità di erogazione dell'assegno di cittadinanza. Il regolamento è adottato nel rispetto dei seguenti principi generali:a) attribuzione della gestione delle erogazioni relative all'assegno di cittadinanza agli Ambiti territoriali sociali;b) previsione di procedure unitarie per la presentazione, selezione, accoglimento delle richieste ;c) attribuzione ai Comuni del compito di ricevere e selezionare le domande sulla base della verifica delle condizioni dichiarate da ciascun richiedente;d) individuazione delle forme di controllo sulle prestazioni erogate.2.Il regolamento indicato al comma 1 determina, inoltre, le modalità di comunicazione alla Giunta regionale del numero delle domande dichiarate ammissibili dai Comuni, ai fini della ripartizione delle risorse tra gli Ambiti territoriali sociali ai sensi dell'articolo 6.
Art. 5
(Progettazione degli interventi)
1. Il Comune progetta per ciascuno dei beneficiari dell'assegno di cittadinanza, le ulteriori misure idonee a garantire la sua inclusione sociale , concordando gli opportuni interventi con gli atri altri enti competenti. 2.L'assegno è cumulabile con tutti gli interventi previsti nella pianificazione di settore e dalla legge regionale 5 novembre 1988, n. 43 (Norme per il riordino delle funzioni di assistenza sociale di competenza dei comuni, per l'organizzazione del servizio sociale e per la gestione dei relativi interventi nella regione).
Art. 6
(Funzioni della Giunta Regionale)
1.La Giunta della Regione ripartisce, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione del bilancio annuale , le risorse disponibili tra gli Ambiti territoriali sociali in relazione ai fabbisogni, tenendo conto, in particolare, dei seguenti criteri a) popolazione residente negli ambiti territoriali sociali;b)numero di domande dichiarate ammissibili.
Art. 7
(Disposizioni transitorie )
1. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale approva il regolamento indicato all'articolo 4.
Art. 8
(Disposizioni finanziarie)
1. Per gli interventi previsti dalla presente legge l’entità della spesa è stabilita a decorrere dall’anno 2011 con le rispettive leggi finanziarie nel rispetto degli equilibri di bilancio.2. Le somme occorrenti per il pagamento delle spese indicate al comma 1, a decorrere dall’anno 2011, sono iscritte nell’UPB 5.3.07a carico del capitolo che la Giunta regionale istituisce, ai fini della gestione, nello stato di previsione della spesa del Programma Operativo Annuale (POA).
Scarica la Proposta di Legge in formato pdf.
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