Ecco la coalizione per Cesetti

“Il nostro obiettivo è guadagnare al primo turno il governo della Provincia di Fermo”. E’ un Fabrizio Cesetti conciliante e determinato quello apparso stamattina alla conferenza di presentazione della coalizione che lo sosterrà alle elezioni del 6 e 7 giugno. Una coalizione allargata – oltre al Pd e ai partiti delle Sinistra radicale (Prc e Pdci) ne faranno parte Sinistra Democratica, Idv, Verdi e Psi – ed aperta a chi, condividendone il piano programmatico, vorrà apportare il proprio contributo. “Saremo attenti – afferma Cesetti – non a raccogliere, ma ad accogliere chi, compatibile con la coalizione, vorrà unirsi alla marcia”. Un invito ai partiti, quindi, ma non solo.
Impegno, entusiasmo, senso di responsabilità e compattezza i concetti che il segretario provinciale del Partito Democratico Cinzia De Santis definisce alla base del programma della coalizione. Riferendosi alla polemica dei giorni scorsi, il segretario Pd coglie poi l'occasione per togliersi un piccolo sasso dalla scarpa e puntualizzare: “Il Pd non è uscito con le ossa rotte da alcun confronto”.
Ultimo ad aderire alla coalizione, smentendo un vociferato sostegno a Di Ruscio, il Partito Socialista, per voce del segretario provinciale Luigi Marangoni, ha ufficializzato il proprio appoggio all'alleanza del centrosinistra, riservandosi di chiedere alcune precisazioni sul piano programmatico.
I partiti della coalizione si prenderanno ora un mese di tempo per presentare le proprie liste; nel frattempo inizieranno gli incontri con i vari settori della società civile – lavoratori, sindacati ed associazioni in primis –. Del programma elettorale, in fase di definizione, si sa che avrà in lavoro, sanità, viabilità ed ambiente i suoi capisaldi. Anche le questioni Ned e centrale a biomasse entrano, quindi, tra le priorità della coalizione e, a questo proposito, in un anticipo di campagna elettorale, Cesetti promette: “Se sarò eletto, eserciterò tutti i poteri e le prerogative a mia disposizione perché le due centrali non vengano costruite”. “In fondo – conclude – se sono stato scelto è anche perché ho preso una posizione netta su questi argomenti”.
Francesca Pasquali
Il PdCI di Fermo con la CGIL
COMUNICATO STAMPA
Il Partito dei Comunisti Italiani della Federazione di Fermo aderisce e si mobilita per la Manifestazione Nazionale di sabato 4 Aprile organizzata dalla CGIL a Roma Circo Massimo.
Organizzeremo e lavoreremo per la massima partecipazione.
Condividiamo la piattaforma della manifestazione in particolare siamo convinti che occorra difendere i salari, le pensioni, i diritti, occorre riscoprire il ruolo pubblico nell’economia e chiudere con la stagione delle privatizzazioni selvagge.
Serve la riforma degli ammortizzatori sociali, una nuova politica dei redditi, ed è necessario in questo paese costruire una vera politica industriale.
Una piattaforma tanto più necessaria, indispensabile in una situazione di crisi pesante, molto grave come quella che stiamo vivendo in questo periodo.
E’ necessario, tanto più oggi, potenziare i Diritti ed aumentare le Tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, dei migranti.
Il Governo sta facendo esattamente il contrario, e, addirittura, con l’obiettivo di disarticolare la politica sindacale e lo stesso ruolo del sindacato ha proposto un nuovo modello contrattuale dannoso per i salari e lesivo dei diritti di chi lavora.
La CGIL non ha firmato, giustamente, quell’accordo e ha indetto un referendum tra i lavoratori per dire no.
I Comunisti Italiani rivolgono un appello e invitano tutti i cittadini a recarsi a votare contro quell’accordo.
Si può votare fino al 27 marzo compreso, nei seggi territoriali, in quelli dei luoghi di lavoro ed anche on line sul sito: www.cgil.it/marche.

Il Segretario Provinciale
Renzo Interlenghi
Fermo, 25 marzo 2009
27 marzo a Roma!
Le Federazioni Provinciali del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani parteciperanno con una delegazione comune all'iniziativa organizzata dalla rivista L'Ernesto, che si terrà a Roma venerdì 27 marzo. Alla manifestazione, che ha come tema centrale "UNITI CONTRO, INSIEME PER. Comunisti e sinistra, l'opposizione e l'alternativa" parteciperanno i segretari dei due partiti comunisti Ferrero e Diliberto, assieme a personalità come l'attore Paolo Rossi, il filosofo Domenico Losurdo, Giorgio Cremaschi (Fiom-CGIL), Niane Ibrahima (Movimento Immigrati) e altri. A presiedere, Fosco Giannini, direttore de L'Ernesto.
Questa manifestazione segna un ulteriore, importante tappa nel riavvicinamento del PRC e del PdCI, non solo in vista della prossima tornata elettorale, ma nella più ampia prospettiva di unità dei comunisti in un'unica grande organizzazione.
Tutti gli interessati a partecipare ci contattino al più presto!

Consiglio comunale / nota dell'opposizione
Quanto accaduto al Consiglio comunale di Fermo, martedì 17 marzo, costituisce un fatto di estrema gravità sul piano del rispetto delle Istituzioni democratiche e del diritto dei cittadini ad essere informati sulle vicende della propria città.
Dopo tre mesi che il Consiglio del capoluogo di Provincia non veniva riunito, per le divisioni che la candidatura e le ambizioni personali del Sindaco Di Ruscio hanno scatenato nel centro destra; dopo tre mesi di assoluta paralisi amministrativa, in una città sommersa da problemi e ritardi, tre mesi in cui è successo di tutto (dimissioni del vertice della società ASITE, poi rinnovato senza discussione in Consiglio; un Assessore cacciato senza alcuna motivazione amministrativa; il Sindaco e due dirigenti del Comune rinviati a giudizio dalla Magistratura, per la vicenda del deposito di sabbia), il Consiglio comunale viene, finalmente, riunito, su iniziativa e richiesta dell’opposizione, per discutere tali gravi questioni, informare la città ed il territorio.
Il Sindaco, dando prova di debolezza, ha imposto, con una parte della sua maggioranza, sempre più divisa, il rinvio di tale discussione. Di fronte a questo atto di paura e protervia, l’opposizione ed alcuni esponenti della stessa maggioranza hanno reagito abbandonando l’aula e facendo mancare, per protesta e per tutelare il diritto di discussione ed informazione, il numero legale. Abbiamo, poi, assistito allo spettacolo penoso del Sindaco attaccato al telefono per far venire in Consiglio assenti e malati di un centro destra a pezzi.
Quando, poi, è iniziata la discussione sulla mozione dell’opposizione, cioè sui problemi della città, il Sindaco e i “cocci” della maggioranza, sono usciti dall’aula, per evitare il confronto. La discussione è andata avanti in un’aula semivuota, ma con alcuni esponenti del centro destra che, correttamente, non hanno “obbedito” all’ordine di fuga.
La scena di un Consiglio in cui l’opposizione chiedeva le ragioni di scelte gravi, ai banchi della Giunta vuoti, e a quelli della maggioranza semi vuoti, non ha offeso l’opposizione, ma la città.
Questo Sindaco sempre più debole, che ha spaccato, ripetutamente, la sua stessa maggioranza; sempre più traballante e perdente, come candidato, pensa di poter fare, in questo modo indecente, senza rispetto dell’opposizione e dei territori, il Presidente della nuova Provincia? I cittadini del fermano non glielo consentiranno e, per questo Di Ruscio è impaurito e scappa dalle proprie responsabilità, in una città che viene sacrificata per le improbabili ambizioni del suo primo cittadino.
Una città come Fermo, che ha sempre avuto, nel territorio un ruolo importante, ed oggi è un capoluogo e dovrebbe essere punto di riferimento, che ha una tradizione di serietà e rispetto del confronto civile, non merita di essere amministrata così male, né di vedere così ridotte le proprie Istituzioni.
Democrazia e giustizia secondo Di Ruscio
Alle polemiche suscitate dalla censura del Sindaco nei confronti degli antifascisti, risponde lo stesso Gabinetto di Di Ruscio, ribadendo ancora una volta il carattere autoritario della decisione e la più assoluta ignoranza dei temi trattati nella conferenza sulle Foibe:
Fermo è una città dove in questi anni è stato dato spazio alle più alte forme di democrazia e partecipazione. Però non possiamo permettere che vengano messi a disposizione spazi pubblici per supportare teorie che smentiscono leggi dello stato italiano (legge n. 92 del 30 marzo 2004 che recita all’art. 1 “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del Ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dall’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”) e teorie che vogliono negare l’esistenza delle foibe le quali sono documentate non solo da testimonianze di chi è ancora oggi vivente ma anche da filmati dell’epoca.
Perseverando nell’errore, le ricerche della Kersevan, e di ricerche si tratta, vengono definite “teorie” negazioniste: prima di incappare per la terza volta nel medesimo scivolone, il Sindaco dovrebbe informarsi meglio, magari leggendo qualche libro proprio di Alessandra Kersevan, dove non vengono negate né le Foibe, né l’esodo. Oppure, se lo ritiene più affidabile, potrebbe leggersi almeno il breve rapporto della Commissione mista storico-culturale italo-slovena, commissione istituita nell’ottobre 1993 su iniziativa dei Ministri degli Esteri di Italia e Slovenia.

E comunque, anche l’eversione nera “smentisce le leggi dello Stato” (Di Ruscio sa chi sono Rutilio Sermonti e Luigi Ciavardini, accolti o celebrati a Fermo con tutti gli onori?). Ci stupisce poi che un Sindaco così rigoroso abbia accolto trionfalmente il pregiudicato Marcello Dell’Utri... addirittura per pubblicizzare i (falsi) diari di Mussolini “lo statista”* (e verrebbe spontaneo citare in proposito la Legge 20 giugno 1952, n. 645, art. 4: “...alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo”).
Vorremmo infine rispondere all’assessore Mariantonietta Di Felice, che alla commemorazione di ieri dell’eccidio di Montemonaco ha avuto la faccia tosta di equiparare i caduti partigiani ai repubblichini, e le rispondiamo citando Vittorio Foa:
Una volta ho partecipato a una trasmissione televisiva con Pisanò uno dei fondatori del Movimento Sociale, che allora era senatore. Pisanò mi si è rivolto dicendo: “Lei sa quanto me che avevamo degli ideali tutti e due. Diversi, certo. Ma la patria era un valore per lei e per me”.
Io gli ho risposto “Senta, sarà pure come dice Lei. Però se vinceva Lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, Lei è senatore della Repubblica e parla qui con me.
La differenza tra partigiani e repubblichini, gentile assessore, è tutta qui.
* Il panegirico del Sindaco Di Ruscio dedicato a Mussolini è disponibile su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=JxsfaMOLEIc
Solidarietà al Collettivo Antifascista
Tralasciando il fatto, non da poco, riguardante la modalità della ricusazione della concessione della Sala Multimediale - regolarmente richiesta ed accordata nei tempi dovuti - avvenuta un giorno prima l’evento previsto (il 12 c.m.), che ha creato una serie di problemi logistici ed organizzativi. Tralasciando anche il fatto che la legge italiana che si presume - erroneamente - possa impedire un dibattito sulle Foibe (cosa invece prevista, basta leggere la legge stessa: “È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende… “) è stata trovata alla prima voce di Google, conseguenza di una evidente imbeccata degli uomini di Aries e Terza Via, gente che usa scrivere “Shoà”. A parte tutto questo, già bastante a screditare definitivamente l’operato approssimativo di questo Sindaco e della sua attuale Giunta, bisogna ricordare a questi personaggi, che si improvvisano politici della nostra città determinandone i destini, ed a tutti i cittadini, che in questo territorio sono stati organizzati eventi ed incontri con gente condannata in primo grado o definitivamente, concerti di gruppi neofascisti e neonazisti, iniziative tese a riabilitare sanguinari dittatori del calibro di Mussolini, quando l’apologia del fascismo è, questa sì, anticostituzionale.
E’ evidente l’intento di questo Sindaco di raggranellare voti accontentando quelle forze di estrema destra che lo sostengono, al punto di usare arbitrariamente la politica del bastone e della carota, che lo qualifica per quello che è, un improvvisatore della politica stessa, un uomo senza ideali prestato all’amministrazione comunale per affare, e che fa tutto questo mostrando limiti democratici preoccupanti ed imbarazzanti.
Tutte le forze comuniste della città solidarizzano col Collettivo Antifascista del Fermano al fine di stigmatizzare la deriva autoritaria che sta prendendo sempre più piede in questa amministrazione comunale.
P.s. L’iniziativa si è poi svolta nella sede dell’A.N.P.I. di Fermo, e la Kersevan, che è stata esauriente, farà un esposto alla magistratura riguardo questa inammissibile censura.

Comunicato stampa del CAFF

Vagnoni: “Dove sono i paladini della sorveglianza?”
Porto San Giorgio. Se la vittima della tentata aggressione di lunedì sera preferisce, per motivi di sicurezza e di sconforto, mantenere l’anonimato, a rendere pubblico l’increscioso episodio è Luigina Vagnoni, segretario cittadino del Pdci, nonché residente nella zona in questione, tra viale della Vittoria e via Oberdan. “Questo atto, come tutti quelli precedenti, e dall'autunno scorso ad oggi ce ne sono stati diversi, non è stato denunciato, perchè ormai c'è la rassegnazione. Dove sono finiti tutti coloro che nella campagna elettorale hanno fatto della sicurezza il loro cavallo di battaglia. Cito il programma del sindaco: Chiedere una pattuglia delle forze dell'ordine dedicata a P.S. Giorgio, aumentare l'organico e le dotazioni della Polizia Municipale quale forza ausiliaria di pubblica sicurezza, istituire il vigile di quartiere, fare videosorveglianza nel centro cittadino, innanzi le scuole e in tutti i luoghi ricettacolo di spacciatori. Di tutto questo non è stato fatto niente. L'unica cosa che questa amministrazione ha saputo fare per la sicurezza è stato il taglio delle siepi, la caccia agli extracomunitari e lo scempio perpetrato e quello che si perpetrerà lungo la linea ferroviaria da nord a sud”.
Verità sulle Foibe

Cesetti adesso cerca nuovi alleati
Fermo, 10 marzo 2009 - Sereno, con i nervi saldi, forte di un’esperienza maturata negli anni che l’ha abituato alle vittorie. Così si presentava ieri Fabrizio Cesetti, all’indomani della vittoria alle primarie, lui che era in origine il candidato dei partiti di estrema sinistra, nato perdente, almeno sulla carta.
Un risultato che diventa per forza un po’ politico, con il Partito democratico sconfitto proprio in casa, e proprio con lo strumento, le primarie, inventato in casa. Una situazione che ha avuto echi anche sullo scenario politico nazionale.
Lui, Cesetti, che perdente non è mai stato, su un punto non cede: "La mia è la vittoria di questa coalizione tutta. Quando ho cominciato questa avventura, ho tolto qualsiasi casacca e sono diventato, da subito, il candidato di tutti e quindi anche del Pd. Oggi hanno vinto tutte quelle persone che hanno avuto il coraggio di votare, in libertà, oltre gli steccati. Io oggi ho l’onore di guidare questa coalizione perché il popolo questo ha voluto. I fermani hanno dimostrato una maturità politica fuori dal comune. E’ tempo che noi politici ci adeguiamo a questo atteggiamento che è senz’altro quello giusto".
Intanto si comincia a lavorare sul serio, c’è da rafforzare quella coalizione, capire cosa farà l’Italia dei Valori, ma anche che posto prenderanno i Socialisti: "Sono sicuro che l’Idv sarà con noi, hanno già condiviso un progetto, io sono certo di poter rappresentare anche loro. Così come penso di poter riportare in questa grande coalizione il Psi, perché la gente se l’aspetta, perchè è nel Dna della sinistra e mi auguro che gli stessi esponenti del Psi sentano questa esigenza. Da questo momento i miei interlocutori sono i cittadini e i segretari di partito, lavoreremo tutti insieme, parleremo continuamente per precisare ancora meglio il programma".
Una provincia che merita comunque un governo stabile, c’è bisogno di solidità e di trasparenza. "E questo daremo a questa provincia. Io ho vinto da uomo libero, senza finanziamenti, senza scendere a patti, senza promettere poltrone o incarichi. Continuo da uomo libero, con un debito di gratitudine verso i cittadini che mi hanno votato".
Dice Cesetti che non inviterà leader nazionali, che non ha bisogno di appoggi dall’alto perché: "Qui si brilla di altra luce, qui possiamo parlare in prima persona e difendere le nostre idee da soli. So che ci aspetta una lunga marcia, non mi nascondo le difficoltà. So che una provincia come questa si guadagna e il guadagno implica fatica, merito, sacrificio. Questo avranno da me i fermani, sono sicuro che gli elettori capiranno e condivideranno questo percorso". Angelica Malvatani
Quella provincia che ha scelto Cesetti
Sono passati poco meno di 20 minuti dal responso definitivo. Fabrizio Cesetti è il candidato del Centrosinistra alla presidenza della nuova Provincia di Fermo. Nel momento in cui accendo il microfono, l’occhio cade alle sue spalle, su quel “maxischermo” improvvisato che, all’interno della sede fermana del Partito Democratico, ha scandito minuto per minuto lo spoglio. C’è un dato in primo piano: quello del seggio Montegiorgio Centro, l’ultimo pervenuto in ordine di tempo. 283 voti che hanno permesso al candidato di Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica, di scavalcare l’esponente del PD.
INCONTRIAMO IL POPOLO DEL CENTROSINISTRA
Cesetti l’ha già dichiarato telefonicamente ai colleghi dei quotidiani: questa è la vittoria del popolo del Centrosinistra, al quale si era rivolto in una fulminea (ma incisiva) campagna elettorale. “Ho sempre spiegato come interpretavo la competizione con Renzo e mi sono sempre proposto come uno dei due candidati del Centrosinistra. Ha vinto questo grande popolo perché questa straordinaria partecipazione lo dimostra. E hanno vinto entrambi i candidati, con un risultato sostanzialmente identico.”
E’ l’inizio di un cammino. “Esprimo ovviamente la soddisfazione per avere l’onore di guidare questa grande coalizione. Mi ripaga delle fatiche, mi da ulteriore coraggio, determinazione e forza, mi carica sì di responsabilità, ma sono convinto che questo grande popolo possa guadagnare il governo di questa istituzione perché lo merita.”
La priorità, oltre alla completamento del programma, sarà quella di mantenere vivo l’interesse nell’elettorale, dimostrato da un’enorme volontà di partecipazione. “Adesso dovremo incontrarci con altre forze politiche, cercando di allargare le alleanze il più possibile. Poi insieme ci dovremmo rivolgere a tutti coloro che hanno votato alle Primarie perché siano protagonisti insieme ad altri cittadini. Dovremmo cercare le opportunità per incontrarli uno ad uno durante la campagna elettorale”.
LE RISPOSTE AL TERRITORIO
Si riparte. Come promesso. Nonostante la sconfitta. “C’è un vincitore - spiega Renzo Offidani - , a cui ho immediatamente fatto i complimenti. Adesso tutti insieme uniti perché abbiamo la grande sfida di vincere contro il Centrodestra per governare questa Provincia. E noi daremo tutto il nostro contributo per farlo”.
Una Provincia che va governata attraverso un programma. “Ci sono delle linee programmatiche che abbiamo condiviso. Mi auguro che Fabrizio sia punto di riferimento per tutta la coalizione e per rimarcare un programma con il quale dobbiamo dare risposte importanti a questo territorio, che sta attraversando un fortissimo momento di crisi e che ha bisogno di una linea programmatica chiara, netta e risolutiva rispetto a questi problemi.”
Anche per Offidani il dato sulla partecipazione merita un’ampia riflessione. “Intanto registriamo un fatto importante: circa 8.000 persone sono andate a votare perchè hanno creduto nello strumento democratico delle Primarie. E’ chiaro che noi dovremmo fare un programma di iniziative che ci consenta di fare una campagna elettorale affrontando i problemi veri di questo territorio. Se parliamo di questo e se troviamo le risposte giuste, sono sicuro che avremo la forza di radicarci e di vincere”.
E LE PRIMARIE VANNO SUL WEB
Nonostante lo scetticismo, soprattutto di noi addetti ai lavori, la risposta dei cittadini è stata importante e soprattutto la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione. Ne è convinto Alessandro Spena, del comitato organizzatore: “Ci abbiamo azzeccato in pieno e siamo veramente contenti perché è stata un’organizzazione veramente complicata, con tempi ridotti, con 52 seggi e oltre 200 volontari che si sono succeduti durante tutta la giornata. Insomma, il risultato è un buon viatico per affrontare la campagna verso le Provinciali”.
La grande novità è stata la pubblicazione on line in diretta dello spoglio. “Abbiamo semplicemente copiato dalle Primarie di Firenze, dove però qualcosa non ha funzionato. Noi siamo stati un po’ più fortunati, non dico più bravi, anche grazie a chi ci ha dato un aiuto tecnico per la gestione del sito. Abbiamo tutti fatto un buon lavoro, arrivando a toccare i 200 contatti”.
QUALE ANALISI
Ogni consultazione elettorale - e il suo conseguente risultato - produce una raffica (non sempre a salve…) di riflessioni ed opinioni sul tema. Domenica sera la sede del PD ha dato ospitalità a varie forme: dalla frenesia soprattutto telefonica di Cesetti alle prime recriminazioni delle giovani leve del PD; da qualche mano sbattuta poco elegantemente sul tavolo ad un ultimo, incredulo sguardo sul riepilogo.
E dal giorno dopo gli interrogativi sul ruolo dell’Italia dei Valori, sui timori di Di Ruscio, sull’effetto Basso all’interno del Centrodestra. Quasi vicina allo zero l’analisi sull’elettorato tradizionalmente di sinistra, ridestatosi da un torpore che agli osservatori sembrava oramai irreversibile. Proprio ai confini del PD, infatti, si è manifestato un primo, timido contatto con le forze in appoggio a Cesetti. Un’apertura di credito, dopo il vuoto parlamentare del 2008, che necessita però di una maggiore apertura. Fuori dallo schema partito.
Altra variabile impazzita – questa tutta interna allo stesso PD – è la “responsabilità” della debacle. I tagliatori di teste puntano l’indice su Fermo, dove il sostegno a Cesetti ha superato quota 1.000 voti. Ma se si entra nel merito, è facile notare che in città come Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio il numero dei cittadini coinvolti si ferma rispettivamente a 679 e a 308, mentre in realtà decisamente più piccole sotto il profilo della popolazione (Monte Urano, Amandola, Falerone, Montefalcone Appennino o Ponzano) la tanto sbandierata partecipazione ha raggiunto livelli più che significativi.
Nei giorni scorsi avevamo accennato ad una probabile astensione dell’elettorato del Centrosinistra. Ma l’affluenza ci ha piacevolmente smentiti. Da qui una grande forza deve ripartire. Piuttosto che continuare a lacerarsi in bande, a delegare la scelta dei candidati e della propria rotta. Ad incassare omertosamente pugni (sul tavolo) che hanno come unica conseguenza la frammentazione di una storia lunga un secolo.
Andrea Braconi
Alle primarie dell'«Unione» vince il candidato di sinistra
FERMO
Alle primarie dell'«Unione» vince il candidato di sinistra
Il precedente più illustre è quello di Nichi Vendola che, sostenuto dall'ala sinistra della coalizione nelle primarie per scegliere il candidato del centrosinistra a governatore della Puglia, era riuscito a battere Francesco Boccia, candidato di Ds e Margherita. Ieri Fabrizio Cesetti ha ripetuto l'exploit nelle primarie del centrosinistra per le elezioni del presidente della Provincia di Fermo del prossimo giugno. Cesetti, ex deputato Ds, consigliere dei Verdi alla Provincia di Ascoli Piceno e al comune di Montegiorgio, ha sconfitto il «rivale» Renzo Offidani, ex sindaco di Sant'Elpidio a Mare nonché assessore provinciale, candidato del Partito democratico. Con uno scarto di 196 voti rispetto a quelli presi dall'antagonista (3813 consensi, pari al 48,75%), ha toccato quota 4009 preferenze, pari al 51,25% dei votanti. A sostenerlo Verdi, Sinistra democratica, Comunisti italiani e Rifondazione comunista. «Ha vinto tutto il popolo del centrosinistra, hanno vinto tutti quelli che hanno partecipato a questa straordinaria giornata», è stato il primo commento a caldo del vincitore delle primarie, contro tutte le previsioni della vigilia, che vedevano come grande favorito Offidani. Ora per Cesetti è il tempo delle alleanze, per riuscire a costruire una coalizione forte e mettere a punto un programma concreto per confrontarsi con l'avversario unico del centrodestra Saturnino Di Ruscio.
Cesetti vince la sfida
Testa a testa con Offidani, poi il sorpasso all’ultimo spoglio. Sarà lui l’anti Di Ruscio
Fermo. Un’altalena di emozioni, poi il colpo di scena finale: Fabrizio Cesetti vince, contro ogni previsione, le primarie di coalizione e diventa il candidato del centro inistra per la corsa alla presidenza della Provincia di Fermo. Risultato finale: 4.009 voti per Fabrizio Cesetti (51,24 per cento) contro 3.813 preferenze per Renzo Offidani (che valgono il 48,73 per cento). Uno scarto di soli 196 voti. Primarie che hanno fatto registrare una affluenza da record con 7.919 votanti di cui 7.822 validi. Una sorpresa nella sorpresa, in un periodo in cui erano in molti a dare per morta l’attenzione dei cittadini verso la politica. Un testa a testa che ha visto, dopo un iniziale vantaggio di Cesetti, la rimonta di Offidani. Caso ha voluto che gli ultimi seggi a essere scrutinati fossero proprio quelli dei due comuni roccaforte per i rispettivi candidati: Sant’Elpidio a Mare per Renzo Offidani e Montegiorgio per Fabrizio Cesetti.
Alle 21 e 45, nel quartier generale del Pd di piazzale Azzolino a Fermo, erano tutti con il fiato sospeso. Offidani in vantaggio con 3795 voti, mentre Cesetti era fermo poco dietro a 3746. Mancava solo un seggio: Montegiorgio. Ed è stato proprio il comune della vallata del Tenna a fare la differenza accreditando la vittoria al candidato dei Verdi, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Sinistra democratica. Il Partito democratico, grande favorito, si ritrova costretto a fare un passo indietro.
La coordinatrice del Pd Fermano Cinzia De Santis non avrebbe accolto la notizia con particolare entusiasmo. Anzi. Nei corridoi della sede di partito c’era qualcuno che già parlava di possibili teste da far saltare. “Ha vinto - he detto Cesetti il popolo del centrosinistra -: ha vinto il popolo delle primarie”. Intorno a lui la confusione è totale. Gli chiediamo quali sono state le emozioni che ha provato: “Nessuna emozione - ci ha risposto - questo è solo l’inizio. La soddisfazione c’è, ma è adesso che comincia la vera sfida”. Infine un commento sul suo avversario: “Abbiamo vinto insieme”.
Renzo Offidani che non ha potuto far altro che constatare la sconfitta per un pugno di voti. “Ho fatto i complimenti a Fabrizio - ha commentato a caldo - ora dobbiamo fare in modo di andare avanti uniti. L’obiettivo è vincere le elezioni di giugno contro il centrodestra. Già da domani (oggi per chi legge, ndr) ci metteremo a lavoro”. Gli chiediamo se il risultato non rischierà di scatenare un terremoto interno al Pd fermano: “Mi auguro che il Partito democratico resti unito. Serve il massimo impegno per la sfida che ci aspetta”.
Un bilancio finale sui votanti: “Queste primarie sono state tanto criticate, i numeri hanno dimostrato che siamo di fronte a uno strumento valido. Un risultato importante”. Soddisfatto anche il presidente del comitato per le primarie Alessandro Spena. Tutto si è svolto in maniera regolare con zero schede contestate. I voti nulli sono stati invece 37 mentre 58 i fogli lasciati bianchi. E ora parte la grande battaglia.
Paolo Paoletti
E’ una sorpresa come Vendola in Puglia
Fermo. Come Nichi Vendola in Puglia cinque anni fa, Davide che sconfigge Golia, il candidato di Rifondazione che batte quello ultra sponsorizzato da Massimo D'Alema. Così oggi nel Fermano: il verde Cesetti che batte Offidani, il favorito della vigilia. Non fosse altro che per una questione di numeri, visto che quest'ultimo è espressione del partito più grande della coalizione, per una questione di esperienza visto che Offidani aveva affrontato le primarie appena qualche mese fa e la sua macchina elettorale era ben oleata, per una questione di appartenenza dato che l'ex sindaco di Sant'Elpidio a Mare è espressione di quel gruppo elpidiense (guidato dall'assessore regionale Paolo Petrini e dal tesoriere del Pd Alberto Conti) che possiede la quota maggioritaria dentro al Pd. Tutte queste premesse non sono bastate ad Offidani per aggiudicarsi il risultato. Ha vinto Cesetti, ha vinto la sinistra-sinistra. Ha perso il Pd. O meglio, anche nel Fermano, dov’è guidato da Cinzia De Santis, comincia a ravvisarsi qualche crepa dentro quello che sembrava un partito impenetrabile. Il risultato rimette tutto in discussione e dà il là ad una resa dei conti che fin dai primi minuti dopo l'arrivo dei risultatisi respirava nei corridoi democratici. Il Pd sarà adesso costretto a correre, con lealtà, per un candidato dei Verdi che ha dimostrato forza e capacità di attrarre elettorato. Un candidato che mette paura al centrodestra. Di Ruscio ha sempre sostenuto che la battaglia sarebbe stata dura con Cesetti. Un uomo che Di Ruscio ha già battuto in veste di candidato sindaco e che si ritroverà di fronte. Con la differenza che sette anni fa, nella disfida per il Comune, il centrosinistra era diviso in mille (tre) rivoli e il centrodestra unito. Ora la partita si gioca a parti invertite.
Le primarie a Cesetti
"Ha vinto tutto il popolo del centrosinistra, hanno vinto tutti quelli che hanno partecipato a questa straordinaria giornata". Così Fabrizio Cesetti ha salutato il risultato del voto delle primarie che l’ha visto spuntarla su Renzo Offidani.
Fermo, 9 marzo 2009 -"Ha vinto tutto il popolo del centrosinistra, hanno vinto tutti quelli che hanno partecipato a questa straordinaria giornata". Così Fabrizio Cesetti ha salutato il risultato del voto delle primarie che l’ha visto spuntarla su Renzo Offidani.
Dunque, sarà Cesetti, proposto da Sinistra Democratica, dai Verdi, da Rifondazione comunista e dai Comunisti italiani, il candidato di tutto il centrosinistra alle prossime elezioni per la provincia di Fermo, contro ogni previsione della vigiliaa, contro tutte le aspettative che volevano il Partito Democratico vincente già a priori.
Emozionato Cesetti, la voce rotta, pronto alla nuova e vera sfida: "Stavolta abbiamo vinto tutti e due, io e Offidani, la partecipazione è stata straordinaria e questo territorio è pronto a guadagnare il governo che merita, il nostro di centrosinistra. Stasera voglio dire solo questo, domani partiamo davvero, con la coalizione tutta che troverò il modo di rafforzare".
Si parlava in un primo momento di 6 mila votanti, parevano 1.500 solo a Fermo, saranno alla fine 7.822, quasi il doppio rispetto alle precedenti primarie, quando per il solo Pd che sceglieva tra Renzo Offidani e Alvaro Cesaroni votarono 4.500 persone circa. Per tutta la sera si sono rincorse voci e smentite, dati e numeri, vittorie e sconfitte. Alla fine saranno solo 200 i voti a separare i due candidati, giocati in giro per i comuni della provincia di Fermo.
Nel pomeriggio, l’altissima affluenza ottenuta nella zona di Sant’Elpidio a Mare, regno incontrastato di Renzo Offidani che è stato sindaco della cittadina per 14 anni, lasciava supporre una vittoria schiacciante del Pd. Poi, la netta ripresa di Fabrizio Cesetti che ha tra l’altro conquistato il seggio di Campiglione, merito probabilmente della netta posizione presa dal candidato della sinistra sul no al progetto di riconversione della Sadam, premiato da comitati e residenti col voto. Ad un’ora dalla chiusura dei seggi, quasi il 52% dei voti era proprio per Cesetti, il testa a testa s’è fatto appassionante.
Altissima l’affluenza a Monte Urano, con oltre 500 persone al voto che ha poi premiato Offidani, a Porto San Giorgio sconfitto il Pd, anche se di misura: 156 per Cesetti, 144 per Offidani. Ci sarà tempo domani per analizzare nel dettaglio il voto, nel corso della conferenza stampa che il Pd ha già programmato. Oggi per Cesetti è tempo di stringere alleanze, di costruire una coalizione forte, di mettere a punto un programma concreto che possa misurarsi con la proposta del candidato del centrodestra, Saturnino Di Ruscio. Angelica Malvatani
Confronto pubblico tra Cesetti e Offidani

Primarie, faccia a faccia al Corriere Adriatico
Fermo. Gli sfidanti: Renzo Offidani e Fabrizio Cesetti. Il ring: la redazione del Corriere Adriatico. Obiettivo: un nuovo faccia a faccia in vista del verdetto di domenica. Mancano tre giorni alle primarie interpartitiche del centrosinistra. L’8 marzo si saprà chi tra i due ce l’avrà fatta. La convocazione è fissata per mezzogiorno nella sede fermana del nostro giornale in via Recanati. Le foto di rito e poi si va subito al nocciolo della questione.
Domenica conosceremo il nome del vincitore, quale sarà il ruolo dell’altro nel futuro della coalizione e della Provincia?
Cesetti: “Va evidenziata la scelta di sottoporci, sia io che Renzo, al giudizio della gente per il bene del centrosinistra unito. Siamo orgogliosi di far parte di questa corsa. Ce ne guadagnerà la futura Provincia. Una sfida cordiale, senza mai nessun accenno di polemiche. Se non dovessi risultare premiato la mia corsa finirà li. Non dovrò assumere alcun ruolo nella Provincia di Fermo. Sarò comunque a disposizione del centrosinistra per dare tutto il sostegno a Offidani. La mia agenda fino a giugno è vuota. Sono a totale disposizione sia da candidato presidente (come credo sarà) che da sostenitore della campagna elettorale”.
Offidani: “Quando c’è una sfida c’è competizione. La nostra è vera e corretta. Neanche sotto tortura potrei parlar male di Fabrizio. Le primarie sono lo strumento democratico per arrivare alla scelta del candidato. La dimostrazione che saremo in grado di dare al nuovo ente un’amministrazione stabile e fattiva. Posso dire fin da ora che non farò nessuna polemica se mai dovessi perdere (non sarà così). Dopo l’8 marzo, in un modo o nell’altro, continuerò a fare quello che ho sempre fatto: mettere la mia passione e le idee a disposizione dei cittadini. Non mi interessa alcun tipo d’incarico alternativo. Voglio fare il presidente”.
Sembrate molto simili. Con quali criteri un elettore dovrebbe scegliere l’uno o l’altro?
Offidani: “Alla base c’è un programma condiviso da tutta la coalizione che ci accomuna. Per il resto le mie caratteristiche sono sotto gli occhi di tutti. Sono stato sindaco per 3 legislature a Sant’Elpidio a Mare, cinque anni in Provincia, ho operato per la nascita della Provincia di Fermo con i famosi emendamenti fatti approvare contro molte difficoltà, conosco i progetti futuri di questo territorio e sono fiero dei miei rapporti con i sindaci, le istituzioni e le associazioni del Fermano e non solo. Per una Provincia nuova servono esperienza e una certa conoscenza della nostra realtà. Prima ascolto la gente, poi decido. Ho fatto una scelta: dedicare la mia vita all’attività amministrativa”.
Cesetti: “Concordo sulla questione del programma condiviso. Credo poi di avere l’autorevolezza per dare una forte identità alla nuova Provincia che non sarà neanche per un giorno una succursale di quella di Ascoli. Sono certo di poter organizzare da subito una Provincia con tutte quelle figure professionali indispensabili che non potranno essere solo il frutto di una fredda, seppur necessaria, ripartizione a tavolino. Mi rivolgerò a tutte le realtà del territorio per costruire insieme un progetto di governo. La mia storia e le esperienze maturate, dal ruolo di sindaco a quello di parlamentare, insieme alla mia esperienza professionale, saranno la garanzia per il conseguimento di questo obiettivo”.
Ancora non vediamo tutte queste differenze.
Offidani. “Non sono marcate, è normale. Lo saranno nel confronto con il candidato di centrodestra. Ognuno ha conseguito una particolare sensibilità per determinati temi”.
Cesetti. “Entrambi ci stiamo spendendo per il bene di questa Provincia. Ognuno ha poi le sue esperienze che mette a disposizione”.
Cosa rispondete a chi dà come favorito il centrodestra?
Cesetti. “La partita deve ancora cominciare e si vince al novantesimo minuto. Il risultato finale è aperto, anche se sono convinto che alla fine vincerà il centrosinistra. Non voglio fare nomi, niente Di Ruscio o Basso. Chi parla di un vantaggio del centrodestra dice delle bufale. Non voglio guardare al passato, ma al futuro”.
Offidani. “Ma quale trionfo! Parlano per scacciare le paure. Sanno di essere divisi, di non avere le carte in regola per governare. La gente è giudice ed ha sotto gli occhi quello che la destra ha fatto: costruire palazzine sopra mura romane, rifiutare la ricapitalizzazione della Steat, non sfruttare i benefici per la terza corsia, la finanza creativa con gli swap”.
In questa fase elettorale delle primarie quali sono secondo voi gli aspetti che non sono emersi?
Offidani. “Il concetto di città territorio. Ogni Comune è fondamentale pur riconoscendosi in Fermo capoluogo. Dobbiamo costruire una grande area vasta per lavorare tutti insieme. Tengo molto anche alle tematiche ambientali, sfruttando al meglio le nostre risorse, dal mare ai monti, tutelandole, con tutti i provvedimenti collegati al turismo. Per Ned e Biomasse va ascoltata la gente”.
Cesetti. “Il mio punto fermo è un no secco alle Ned e alla centrale a biomasse. Se sarò io presidente questi due mostri non si faranno. Si collega a quanto ha detto Renzo. Con due orrori del genere quale sviluppo potrà avere il turismo? Una tesi che sostengo da tempo, lo dimostra la mia proposta di voler insediare gli uffici della Provincia proprio in zona San Claudio. Accanto a questo punterò su un nuovo piano territoriale di coordinamento”.
Quindi?
Offidani. “Ci deve essere una vera città capoluogo con servizi adeguati. Ma non può esserci una nuova centralità di Fermo al posto di quella di Ascoli”.
Cesetti. “Occorre un nuovo piano territoriale di coordinamento. La Provincia deve ridisegnare il proprio territorio in modo autonomo”.
Una critica riguarda i confronti diretti. Siete d’accordo con chi dice che ce ne sono stati pochi?
Cesetti (con un sorriso). “Mah, Offidani era sempre impegnato... Comunque è importante quello che si terrà venerdì a Fermo”.
Offidani. “Penso che sia importante anche sapersi muovere fra la gente, l’altro giorno sono stato ad un mercato, ho conosciuto molte persone. In questa maniera si raccolgono istanze utili per stilare il programma, per conoscere i problemi della gente”.
Un messaggio finale?
Offidani e Cesetti: “Venite in tanti a votare, una grande festa all’insegna della correttezza”.
DOMENICO CIARROCCHI e PAOLO PAOLETTI
Sondaggi, primarie e provinciali
Dall’edizione in rete di questo quotidiano, riportiamo quanto segue:
Fermo, 2 marzo 2009 - Viaggiano ormai oltre quota tremila i tagliandi pervenuti alla nostra redazione fermana per la ‘nomination’, da parte dei lettori, del candidato presidente ideale per la nuova Provincia. Come ogni fine mese, stiliamo la classifica. Ormai le posizioni sembrano delinearsi, anche se i colpi di scena sono sempre possibili.
Al comando si conferma Fabrizio Cesetti, che tocca quota 1374, doppiando quasi il secondo in classifica, vale a dire Saturnino Di Ruscio, che si attesta a 750. Saldamente al terzo posto Licia Canigola con 510 tagliandi all’attivo.Quarto posto per Andrea Braconi, che totalizza 152 preferenze. Al quinto posto Luigi Vitali con 77 tagliandi, solo uno in più di Endrio Ubaldi; a quota 66 troviamo Ubaldo Renzi, seguito da Alvaro Cesaroni (45), Gianni Basso (40), Alessio Terrenzi (31), Gaetano Massucci (18), Evelina Ramadori (14), Franca Romagnoli (10), Renzo Offidani (10).
L’eliminato di questo mese è Remigio Ceroni. Con il mese di marzo parte l’ultima tappa delle primarie del Carlino, visto che in contemporanea si sta ormai definendo il quadro delle candidature ufficiali.
Oltre alla prima posizione di Cesetti, ci fa onore che oltre 500 lettori abbiano testimoniato il loro apprezzamento per la compagna Licia Canigola, che si piazzerebbe al terzo posto.
Un sondaggio on line di Corrierenews, dedicato alle primarie, indica che ad oggi Fabrizio Cesetti incasserebbe il 52% delle preferenze, contro il 34% dell’altro candidato, penalizzato da un 13% di indecisi.
Candidati alla conta decisiva
Mobilitazione del popolo del centrosinistra per le Primarie
Fermo. La maratona dei candidati Renzo Offidani e Fabrizio Cesetti è partita: manca solo lo sprint finale. Tutto è pronto per le primarie dell’ 8 marzo. Un evento nell’aria da tempo ma per il quale si è iniziato a lavorare concretamente da poco più di un mese, ovvero da quando è stata ufficializzata la data definitiva.
Appuntamento che vede impegnati ventiquattro ore su ventiquattro i volontari dei quartier generali delle realtà politiche coinvolte nella chiamata al voto: Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, Verdi, Sinistra Democratica. Proprio nella sede del coordinamento del Pd di piazzale Azzolino, ieri mattina, sono state illustrate le modalità per il voto. A spiegare dati e cifre sono stati il coordinatore del comitato per primarie Alessandro Spena, coadiuvato dai responsabili del Pd per l’organizzazione delle primarie Meri Marziali, Michela Vitali e Erri Morlacca. Una conferenza puramente tecnica, che non ha visto la partecipazione né di Offidani né di Cesetti. Entrando nel cuore delle prossime primarie interpartitiche va evidenziato il grande lavoro svolto dal comitato organizzatore composto da otto elementi, quattro scelti da Renzo Offidani e quattro da Fabrizio Cesetti. Centrosinistra che domenica prossima si giocherà tutto sui numeri. “Il nostro obiettivo - ha spiegato Spena - è quello di superare quota 4.555, ovvero coloro che hanno votato alle scorse primarie del 23 novembre. Va detto che in quella data la sfida era tutta interna al Pd”. Questa volta i giochi si allargano e una partecipazione di gran lunga maggiore dovrebbe essere matematica. Salvo colpi di scena. Non preoccupa la sovrapposizione con Tipicità: “Semmai saranno le condizioni meteo a essere un fattore decisivo” ha sottolineato Spena. Si potrà votare dalle 8 alle 20 di domenica, versando un euro per il rimborso delle spese sostenute. Numero complessivo dei seggi distribuiti in tutti e 40 i Comuni della nuova provincia che tocca quota 52. Possono votare tutti coloro che abbiano compiuto almeno i 16 anni di età. Nella lista degli ammessi al voto ci sono anche gli extracomunitari muniti di regolare permesso di soggiorno. Requisito fondamentale è la residenza all’interno del territorio della Provincia del Fermano. Indispensabile per il voto sarà la carta d’identità e la tessera elettorale (quest’ultima solo nei comuni più grandi). Saranno oltre 200 i volontari impegnati tra scrutatori e assistenti, una media di quattro persone per ogni postazione. Per quanto riguarda la scelta dei presidenti dei vari seggi anche qui si è deciso per l’equità: 26 sono stati scelti da Renzo Offidani e 26 da Fabrizio Cesetti. “L’esperienza delle primarie del 23 novembre - spiega Spena - si è rivelata essere un vantaggio. Un precedente che ci ha permesso oggi di ottenere una certa preparazione”. In merito ai costi complessivi dell’intera operazione primarie si parla di circa 5 mila euro complessivi per tutta la coalizione. “Abbiamo cercato di risparmiare il più possibile - ha spiegato Spena - anche perchè i soldi, quelli veri, dovranno essere concentrati per la campagna elettorale”. Paolo Paoletti
Cinque giorni di fuoco. Molti gli appuntamenti
Fermo Cinque giorni di fuoco. Le agende dei due candidati alle primarie sono già stracolme di appuntamenti. Partiamo dagli impegni del candidato per il Pd Renzo Offidani. Questa sera, alle ore 21, al teatro di Grottazzolina sarà ospite del dibattito “Viaggio nel Lavoro” con Angelo Ferracuti e Rosalba Ortenzi. Domani, sempre alle 21, incontro alle sede di Legambiente di Amandola. Giovedì alle 21 iniziativa nella sala riunioni del Comune. Venerdì alle 10 del mattino visita al mercato di Montegiorgio. Alle 18 incontro con gli insegnati di Fermo presso l’ex pizzeria Dum Dum. Sabato alle 18 incontro pubblico nella sede Pd di Porto San Giorgio e alle 20 e 30 cena elettorale conclusiva a Montegranaro nell’Agriturismo ‘Terra e Sole’.
Per Fabrizio Cesetti (Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica) una settimana altrettanto densa. Ieri diretta su Radio Aut e in seguito incontro a Campiglione. Oggi appuntamenti a Porto Sant’Elpidio e Magliano (ore 21). Mercoledì sempre alle 21 incontro a Montegranaro mentre giovedì alla stessa ora a Grottazzolina. Giornata di sabato che verrà utilizzata per stare in mezzo alle gente. Ci sono poi i faccia a faccia. Al momento ne sono previsti 2: il primo giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18 in diretta su Radio Aut. Quello più importante invece, di chiusura di campagna elettorale, sarà in programma venerdì 6 marzo alle 21 nella Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori. C’è chi ha fatto notare agli organizzatori la carenza di confronti pubblici coi due diretti interessati. A rispondere è Spena: “E’ stata fatta questa scelta per lasciare più spazi di manovra ai candidati. Va anche detto che Cesetti viene da un’ampia campagna d’ascolto fatta in tutto il territorio. Stesso discorso vale anche per Offidani”.
Già spedite 12 mila lettere d’invito
Fermo Internet, radio, giornali e lettere: è partita la mastodontica campagna mediatica in vista delle primarie dell’8 marzo. Comitato per le primarie che ha deciso di puntare tutto sulla comunicazione. Mai come in questa occasione infatti, il numero dei partecipanti al voto, sarà importante. Più il numero sarà sostanzioso maggiore sarà la forza che avrà il candidato nei confronti degli avversari. Sono ben 12 mila le lettere d’invito spedite a tutti coloro che hanno partecipato alle primarie che hanno portato alla scelta di Prodi nella passata legislazione. Per non parlare delle migliaia di volantini che riportano l’elenco dettagliato, con via e comune, dei vari seggi distribuiti in tutto il territorio provinciale. A questo si aggiungono una serie di spot radiofonici che verranno messi in onda a tappeto da oggi fino a domenica in tutte le principali emittenti locali. C’è puoi il sito www.primariedelfermano.it, che rappresenta il cuore pulsante del voto, soprattutto per il grande popolo della rete globale.
Cesetti-Offidani, doppio faccia a faccia
Fervono i preparativi nel centro sinistra fermano che si avvicina all’appuntamento delle primarie di coalizione, in programma per domenica 8 marzo. Data simbolica, per rendere omaggio a tutte le donne e per inaugurare una stagione nuova.
Fermo, 3 marzo 2009 -Fervono i preparativi nel centro sinistra fermano che si avvicina all’appuntamento delle primarie di coalizione, in programma per domenica 8 marzo. Data simbolica, per rendere omaggio a tutte le donne e per inaugurare una stagione nuova, verso le vere elezioni per la provincia di Fermo. Ai nastri di partenza i due candidati, Fabrizio Cesetti per i partiti più a sinistra e Renzo Offidani per il Partito Democratico, in questi giorni in giro per il territorio ad incontrare gli elettori, il popolo del centro sinistra ma non solo. Cesetti è atteso a Grottazzolina, giovedì 5 marzo, dove interverrà con l’europarlamentare Umberto Guidoni, Offidani sempre a Grottazzolina farà un viaggio nel mondo del lavoro con lo scrittore fermano Angelo Ferracuti. Insieme saranno su Radio Aut, in diretta nel pomeriggio di giovedì, a partire dalle 16, per chiudere la campagna d’ascolto venerdì prossimo, alla Sala dei Ritratti, per l’ultimo incontro pubblico che li vedrà misurarsi sui temi più attuali, sul lavoro che non c’è, sulla viabilità, sulla nuova provincia tutta da costruire. Solo due insomma i momenti di confronto diretto tra i due candidati, una scelta voluta per differenziare queste primarie dalle precedenti, quando i due candidati, Cesaroni e Offidani, si presentarono sempre insieme in giro per il fermano.
Intanto sono al lavoro i rappresentanti del comitato organizzati delle primarie, composto da 4 membri del Pd e 4 rappresentanti dei partiti che sostengono Cesetti. Hanno avuto il compito di organizzare i 52 seggi che saranno sparsi su tutto il territorio provinciale, con 8 postazioni su Fermo, 3 su Sant’Elpidio a Mare e Porto Sant’Elpidio. Anche i presidenti di seggio saranno equamente distribuiti tra Pd e partiti della coalizione, Rifondazione comunista, Sinistra democratica, Verdi e Comunisti italiani. Per ogni seggio almeno quattro i volontari impegnati, con un piccolo esercito di oltre 200 persone che lavoreranno domenica perchè tutto funzioni. Commenta Alessandro Spena del comitato organizzativo del Pd: "Soprattutto abbiamo cercato di garantire il massimo della trasparenza, allestendo un sito internet per l’occasione. Domenica sera le fasi di spoglio saranno immediatamente anche on line. E ancora, abbiamo ridotto all’osso le spese, non andremo sopra i 5 mila euro perchè per noi il vero investimento sarà poi la campagna elettorale, successiva alle primarie, col candidato unico che uscirà domenica dalle urne". Al voto sono ammessi anche i minorenni, purchè abbiano compiuto 16 anni, e tutti i residenti nella provincia di Fermo, anche extracomunitari in regola col permesso di soggiorno. La speranza è di andare oltre il numero di votanti delle precedenti primarie, il 23 novembre, che hanno permesso di scegliere per il candidato del Pd tra Alvaro Cesaroni e Renzo Offidani. Allora alle urne passarono 4550 persone, oggi si vota per tutta la coalizione e un numero inferiore a quello sarebbe una sconfitta tremenda: "Una sconfitta della democrazia — sottolineano i responsabili del comitato — perché le primarie questo sono, un vero esercizio di democrazia".
Tutte le informazioni sui candidati e sul voto di domenica sono sul sito www.primariedelfermano.it, con la simulazione della scheda per votare e le sedi di tutti i seggi. E’ possibile votare dalle 8 alle 20, gli organizzatori sperano nel bel tempo e nella voglia dei fermani di farsi sentire, di dare un noma alla corsa verso la prima poltrona del presidente della provincia di Fermo. Angelica Malvatani
