L’esigenza sociale e storica del partito comunista e la lotta dei comunisti per costruirlo
26/05/10 00:23 Incluso in:contributi | Ricostruire il Partito Comunista

a cura di Francesco Maringiò
su l'Ernesto Online del 25/05/2010
Costretto ad un lungo periodo di riposo, a causa di un serio incidente al ginocchio, il compagno Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, non sembra affatto sotto tono, quando ci accoglie nella sua casa. E lì, circondato dai suoi tanti e amati libri ed una graziosa gattina che ci gira attorno, inizia a parlare. Ed è un fiume in piena. «Accordo di governo, dopo le prossime elezioni nazionali? Sarebbe un errore, un guaio sia per noi che per il Pd, mentre ciascuno dovrà fare la sua, differente, parte. Questa è una crisi di sistema e per uscirne bisogna cambiare il sistema. Del resto i temi posti dai comunisti sono oggi, rispetto alla crisi strutturale del capitale e alle accelerazioni iperliberiste dell’Unione europea, più attuali che mai. Il punto è che occorrerebbe un partito comunista forte, radicato, di lotta e questo partito non c’è. Occorre risolvere il problema, contribuire alla costruzione di un partito comunista di questo tipo. E’ per questo che abbiamo lanciato, ormai da tempo (e solo parzialmente ascoltati) il progetto dell’unità dei comunisti. I comunisti e le comuniste bisogna unirli e unirle. Noi continueremo a lavorare per questo obiettivo e porteremo avanti questo progetto con tutti coloro che saranno disponibili».
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D. Una prima domanda sulla cogente attualità. Credi che si stiano determinando le condizioni per elezioni anticipate?
R. È molto probabile. È difficile che il Governo possa reggere alla crisi ed ai continui scandali, oltre alla rottura stessa che si è andata consumando nel Pdl. E poi Berlusconi ha tutto l’interesse ad andarci. La scadenza del 2013 è in contrasto con i suoi interessi personali perché non potrebbe candidarsi a Presidente della Repubblica. Non è inverosimile pensare che le elezioni politiche possano tenersi insieme alle prossime elezioni amministrative.
D. E secondo te, allora, cosa dovrebbero fare le forze della sinistra e, in particolar modo, i comunisti? Ripetere l’esperienza del 2006 e l’accordo di governo col centro-sinistra?
R. Obbiettivamente oggi non vedo alcuna condizione per un patto di governo. Un accordo di questo tipo, oggi sarebbe un guaio sia per noi che per il Pd : troppo distanti i progetti e i programmi. Invece un largo fronte democratico che contrasti la peggiore destra di tutta Europa è auspicabile. E mi auguro che vi siano le condizioni per cambiare la legge elettorale che è folle, obbliga a formare schieramenti eterogenei e crea un Parlamento che non rispecchia il Paese, visto che di fatto non è eletto ma nominato. Noi comunisti dobbiamo lottare e muoverci politicamente per il ritorno alla legge proporzionale : è una richiesta che dobbiamo avanzare e per la quale dobbiamo mobilitarci. Altra questione è la risoluzione del conflitto d’interessi. Berlusconi, col suo dittatoriale monopolio dell’intero mondo televisivo ha trasformato un intero popolo di telespettatori in suoi elettori. Da questo punto di vista, dal punto di vista dell’organizzazione degenerata dell’organizzazione del consenso la situazione italiana è di una gravità inaudita: non solo è ora ma è già tardi per riportare la democrazia su questo terreno e togliere a Berlusconi questo strapotere.
D. Concentriamoci sull’ Unione europea e sulla crisi che la sta attraversando. E' questa, una crisi passeggera?
R. Se si analizzano le questioni si capisce come questa crisi non sia affatto ciclica e passeggera. Essa è dovuta alla finanziarizzazione del mercato (denaro che genera altro denaro) che ha colpito paesi diversissimi tra di loro, non necessariamente fragili dal punti di vista economico. E questo perché ci troviamo di fronte ad una vera e propria crisi capitalistica di sistema.
D. Questo vuol dire che ci troviamo di fronte a sconvolgimenti che cambieranno nel profondo l’Unione Europea e l’Eurozona?
R. Io temo che ci si stia avviando verso due euro-zone. La prima, forte, guidata dalla Germania. Ed una seconda, più debole, che è l’eurozona mediterranea (Portogallo, Spagna, Italia e Grecia) a cui verrà applicato un cambio diverso. Il che renderebbe tutto molto più complesso ed esporrebbe questi paesi al rischio di forti speculazioni finanziarie, che in parte stanno già avvenendo. Tutto questo si innesta su una crisi più complessiva che vede un attacco contro l’euro da parte degli Stati Uniti d’America e di alcuni speculatori europei.
D. Perché questo?
R. Fondamentalmente, perché l’euro è una moneta sui generis, priva di uno Stato nazione.
D. Si è parlato infatti di una moneta senza uno stato ed una politica economica.
R. Esattamente. E proprio questo essere una moneta senza Stato, fa dell’euro un paradigma emblematico del capitalismo, dove la politica viene cancellata e rimane solo il denaro.
D. Ma allora cosa pensi di questa Europa?
R. Questa Europa semplicemente non esiste. Voglio essere più esplicito: alcuni di noi hanno coltivato anni addietro l’idea che potesse nascere un’Europa politica, espressione dei popoli europei e con poteri decisionali, così che potesse formare un polo alternativo agli Usa. Ma tutto questo non è avvenuto e forse non poteva nemmeno avvenire. Lo dico con rammarico, ma bisogna prenderne atto, del resto gli Usa hanno lavorato sui singoli governi amici per impedire che si arrivasse ad un’unità politica. E la crisi sta ancora di più acuendo le difficoltà dell’Europa, rendendone impossibile la compiutezza di progetto politico, ma anzi disgregandola ancora di più, al punto che oggi, il Parlamento europeo è un vuoto simulacro, privo di poteri decisionali e di indirizzo.
D. Come si esce da questa crisi allora?
R. Come ho già detto prima, questa è una crisi di sistema. E allora non ci sono tante alternative: per uscire da una crisi di sistema bisogna cambiare il sistema. Il che, evidentemente, non vuol dire che io veda nell’immediato le condizioni per poterlo fare. I comunisti però hanno il compito di indicare una prospettiva di cambiamento radicale del sistema. Oggi più che mai la crisi rende attualissime le vecchie intuizioni contenute nel III libro del Capitale di Marx. Egli viveva in una economia con uno stadio embrionale di finanziarizzazione, ma aveva già allora lucidamente individuato i rischi enormi connaturati nel passaggio dalla fase in cui “merce produce denaro” a quella in cui “denaro produce denaro”. Ma tutto questo è intrinsecamente connaturato con il capitale. Oggi chi è comunista è più che mai attuale.
D. Ci sono, dunque, le condizioni per la ripresa della lotta e del conflitto? In Europa, in fondo, ci sono esempi che vanno in questa dimensione, basta vedere quello che accade in Grecia...
R. La ripresa delle lotte c’è. Ma proprio la Grecia ci dice che questo avviene se c’è un forte Partito Comunista, come il KKE, e un sindacato di classe. Non è l’unica condizione, ma è assolutamente indispensabile, altrimenti - come vediamo in Italia - le lotte sono parcellizzate ed incapaci di rappresentare gli interessi complessivi dei lavoratori.
D. E’ centrale il ruolo del KKE ...
R. Assolutamente. In Grecia c’è un Partito Comunista forte, organizzato, che rasenta il 10% del voti, con strutture, militanti, organi di stampa: è un partito di massa. E quindi è in grado anche di essere parte integrante di queste lotte. In Italia invece noi dobbiamo ricominciare da capo, ed è evidente che il nostro cimento è quello di costruire una soggettività di radicale opposizione al capitalismo che sia in grado di proporsi come una speranza, una guida per il futuro.
D. Ma il KKE non parla solo al popolo greco. Nel loro striscione all’Acropoli di Atene i comunisti hanno invitato i popoli di tutta Europa a ribellarsi.
R. I greci hanno un fortissimo senso dell’internazionalismo che è figlio della loro storia e della loro precisa identità politica. Per cui non mi sono stupito, anzi ho condiviso questo appello. Bisogna vedere quanti sono in grado di raccoglierlo. La parcellizzazione delle forze della sinistra di classe e degli stessi comunisti a livello europeo è incredibile. Uno dei temi oggi è quello di ricostruire un internazionalismo credibile, senza il quale sarà difficile anche organizzare le lotte.
D. Veniamo all’Italia. Il Governo ha, per lungo tempo, disseminato ottimismo e fatto credere che la crisi fosse già passata. Ora invece si avvia ad una manovra finanziaria di “lacrime e sangue”. Tutto questo non dovrebbe aiutare a creare un clima ostile al governo delle destre e più vicino alle ragioni delle forze di sinistra e dei comunisti?
R. La crisi si accentuerà e porterà ad un ulteriore indebolimento delle fasce più deboli della popolazione, con tagli di stipendi, salari, pensioni e, soprattutto, tagli allo stato sociale. Tutto questo però non necessariamente porta a sinistra. In altre fasi drammatiche della storia europea è accaduto un pericoloso spostamento a destra. Anche perché per governare politiche così drasticamente antipopolari ci vogliono governi autoritari, la militarizzazione delle società. E infatti io sono molto preoccupato.
D. Che fare, allora ?
R. Io vedo due questioni: una grande questione democratica in cui i comunisti e la sinistra, assieme alle altre forze democratiche, devono lavorare per mantenere l’agibilità democratica della piazza, affinché all’esplodere del conflitto si mantenga la possibilità della protesta e della lotta sociale. Questo è nell’interesse di tutte le forze che si riconoscono nei valori dell’arco costituzionale.
D. E l’altra questione?
R. È un aspetto più squisitamente nostro, perché attiene alla nostra capacità di essere parte dei conflitti e guidarli. Oggi le lotte non sono sparite, ma sono oramai parcellizzate. Assistiamo all’esplodere di micro conflitti diffusi (di una città o addirittura di una sola fabbrica). Il compito di noi comunisti, se ci riusciamo, è quello di tessere la rete di questi conflitti e metterli su un piano politico più generale, che li faccia uscire da questa atomizzazione e spettacolarizzazione, indotta dal fatto che la cancellazione dai mezzi di comunicazione porta ad esasperare gli aspetti simbolici ed eclatanti, proprio per riuscire a bucare lo schermo e dare voce alla propria lotta e protesta.
D. E qual è, secondo te, il contenuto centrale che queste lotte devono fare proprio?
R. Oggi, dopo la grande ubriacatura neoliberista degli anni ’90 ritorna con forza il ruolo dello stato in economia. E con questo non intendo gli aiuti a pioggia per risanare i bilanci delle banche. Se lo stato concede degli aiuti, deve entrare nelle proprietà ed entrare nei consigli di amministrazione. Non c’è altra strada. So che su questo il Pd è sordo, ma si deve provare ad aprire una stagione nuova.
D. Veniamo alla sinistra italiana: come vedi la situazione? E soprattutto, come sono messi i comunisti in Italia?
R. Nei momenti di difficoltà tendono a prevalere sempre le divisioni, le diffidenze reciproche, i distinguo, che sono spesso di lana caprina. Oggi più che mai sarebbe necessario superare questa empasse per provare a ricostruire. In fondo sino a non molti anni fa i comunisti avevano una forza organizzata ed un consenso anche elettorale piuttosto elevato. Nel 2006 Prc e Pdci presi assieme viaggiavano su percentuali a due cifre. Poi ci sono stati errori drammatici, come la partecipazione al governo Prodi.
R. Esperienza dalla quale i comunisti ne sono usciti con le ossa rotte …
D. Dobbiamo trarne la giusta lezione: il partito di lotta e di governo non funziona. Una forza politica, questo almeno è la mia visione, deve sempre delineare una prospettiva di governo. Ma un conto è essere un partito di governo, altra cosa è essere un partito al governo.
D. Puoi chiarire?
R. Un partito di governo è un partito che, seppur piccolo, è in grado di prospettare soluzioni e proposte per il governo del Paese, ma questo non implica una automatica propensione al governismo. Bisogna vedere se ci sono le condizioni, se si hanno i rapporti di forza, se si è in grado di spostare i rapporti politici. Se tutto queste condizioni mancano, allora bisogna essere un partito di lotta. Le due cose assieme non riuscì a farle nemmeno il PCI quando aveva il 34% dei voti, figuriamoci se possiamo esserlo noi.
D. E cosa devono fare i comunisti, allora?
R. Oggi vedo tre terreni di battaglia...
D. Iniziamo dal primo.
R. L’agibilità democratica. Ne ho brevemente accennato prima ma ci ritorno. In Italia la questione democratica è molto più accentuata che nel resto d’Europa. Berlusconi ha di fatto azzerato il Parlamento, visto che il 93% delle leggi sono di iniziativa governativa. Se a questo si aggiunge l’attacco alla magistratura (terzo potere dello stato) e all’informazione (che nei paesi a democrazia avanzata rappresenta una sorta di quarto potere), capiamo come la questione democratica in Italia è davvero stringente. Ma ci rendiamo conto del fatto che, negli ultimi mesi, si sono persi 400 mila posti di lavoro e la Tv passa l’Isola dei Famosi?
D. E poi?
R. All’interno di questo fronte democratico, che si caratterizza per battaglie di difesa della democrazia costituzionale, ci deve essere il tentativo di allargare il più possibile la sinistra in quanto tale. Il Pd è un interlocutore che sul terreno sociale ha delle politiche neoliberiste che sono molto distanti dalle nostre. E quindi bisogna allargare e rafforzare la sinistra di classe. Per me il discrimine è la contraddizione tra capitale e lavoro, perché è la contraddizione principale nel mondo. In questo secondo terreno possiamo incontrare le forze politiche che non sono comuniste e che tuttavia coerentemente si battono per miglioramento delle condizioni di vita delle classi popolari.
D. Vedo prefigurare, in queste tue parole, un ragionamento a cerchi concentrici: prima il terreno largo della democrazia, poi la sinistra e le questioni di classe. Qual è il terzo cerchio, e quindi il perno di tutto questo?
R. Indubbiamente i comunisti. Oggi non solo la questione comunista è centrale, ma io vedo, come complementare a quanto detto prima, un processo di ricomposizione dei comunisti. Ricostruire la sinistra non vuol dire che non ci devono più essere i comunisti, è il contrario. Nel momento in cui si lancia una battaglia unitaria, e possibilmente si cerca di dar vita ad un fronte largo e democratico, i comunisti per non estinguersi o per non rimanere una nicchia ininfluente, devono lavorare per rimettersi tutti assieme, superando le divisioni che purtroppo nei momenti di crisi tendono ad accentuarsi, invece che attenuarsi.
D. Perché?
R. Perché si diventa autoreferenziali quando si è in pochi. Oggi, viceversa, ci sono anche le condizioni oggettive per provare, dentro un percorso a cerchi concentrici di alleanze, a mettere assieme tutti quelli che sono ancora comunisti. Per guardare avanti, perché la crisi ci sta dando ragione. È un paradosso pazzesco: la crisi ci da ragione e tuttavia siamo ridotti ai minimi termini. Quando Prc e Pdci assieme fanno il 3% dei voti, è un dato imbarazzante. Possibile che questo dato colpisca solo me?
D. E Rifondazione Comunista ?
R. Io ho grande rispetto per il Prc, ma non posso non rilevare come alla nostra richiesta del 2008 di riunificare i due partiti, Rifondazione abbia risposto con una pulsione tutta interna a quel Partito. Secondo me è un errore. Non possiamo che prenderne atto. E dico di più: la linea del Pdci resta in piedi e noi lavoreremo con quelli che sono disponibili a farlo. Il che non significa mettere in discussione il rapporto con le altre forze della sinistra, anzi: dentro una sinistra più larga, i comunisti devono poter esercitare un ruolo.
D. Ti sento deciso. E’ questa la strada?
R. Ma certo! In fin dei conti le contraddizioni che stanno esplodendo a livello planetario sono talmente enormi che solo un cieco, o uno in malafede, non vede il ruolo che noi potremmo avere. Il capitalismo è forte e pervasivo. Certo, si manifesta in forme diverse dall’800, come è ovvio, ma se uno si va a rileggere i nostri classici, penso innanzitutto agli scritti di Lenin, trova delle chiavi di lettura utili per capire l’attualità. Sapendo che lo scontro planetario oggi, a differenza che nel passato, è prevalentemente sulle fonti di energia e sull’autosufficienza alimentare. Da questo punto di vista la Repubblica Popolare Cinese sta facendo una politica realmente lungimirante, con i suoi rapporti non di rapina con un continente importante come l’Africa. Noi vogliamo interagire dalla nostra periferia con questi enormi fenomeni, o vogliamo stare a guardare? Io credo che vada ricostruito un moderno internazionalismo, e questo passa solo dall’azione dei comunisti.
D. Puoi continuare il ragionamento?
R. Questo in fondo è uno dei terreni unificanti tra i comunisti. Lo scenario mondiale sta profondamente cambiando. Dal Sudafrica, all’America Latina all’Asia. Tutto quello che si muove, va nella direzione di una redistribuzione, cioè in una visione anticapitalistica. Noi, ahimè, viviamo chiusi in un bunker e vediamo il mondo attraverso la feritoia di questo bunker. Bisognerebbe avere il coraggio di uscire fuori, guardare a 360 gradi. Questo lo possono fare solo i comunisti, perché solo loro mantengono una teoria generale di critica sistemica al capitalismo.
D. Che fare, allora?
R. I comunisti vivono oggi una fase difficilissima. Sarebbe facile mollare. Facile ma profondamente sbagliato. Il pendolo della storia ha consegnato alla mia generazione il compito di mantenere viva un’idea per consegnarla alle nuove generazioni. Da questo punto di vista anche proseguire nella ricerca teorica, nella ri-aggregazione degli intellettuali, facendoli uscire dalle loro ricerche settoriali, per metterli in rete l’un l’altro e dare vita ad una ricerca e ad un confronto permanente e strutturato, è un compito del presente. Una volta c’erano centri di ricerca e di studio marxista di altissimo prestigio. Tutto questo va ricostruito da capo. È un lavoro di lunga lena, ma che dobbiamo ricominciare.
D. In che modo?
R. Abbiamo costruito l’Associazione “ Marx XXI ” per cominciare a lavorare in questa direzione. Dobbiamo tutti impegnarci perché lavori bene, perché questo seme, riposto oggi su un terreno arido, possa germogliare. Sono sempre più convinto che, nello stato in cui siamo, questo nuovo inizio è indispensabile e va fatto con i passi giusti, ad iniziare dal fatto che è prioritario stare in mezzo alle lotte, altrimenti non recupereremo mai la credibilità nelle nostre classi di riferimento.
D. Un’ultima domanda.
R. Immagino sulla Federazione della Sinistra...
D. Esattamente: che ne pensi?
R. Penso che la Federazione della Sinistra rappresenti l’occasione per favorire l'unità d'azione dei comunisti insieme ad altre forze della sinistra. Poi bisogna dire che all’interno di uno dei due partiti comunisti ci sono militanti e dirigenti che non si ritengono più comunisti. Lo dico sommessamente e con rispetto, ma è un dato di fatto che c’è chi lavora per fare un nuovo soggetto politico della sinistra, archiviando la questione comunista.
D. E quindi?
R. Quindi sono sempre più convinto del fatto che la Federazione non deve assolutamente lasciare sguarnito il fronte interno. Insomma, dentro la Federazione i comunisti vogliono giocare un ruolo? Io voglio mettere il mio Partito a disposizione di un progetto di ricomposizione dei comunisti su basi più larghe, che non faccia cessare la prospettiva di una sinistra più larga e di un sistema di alleanze, ma all’interno della quale i comunisti contino, abbiano un ruolo ed abbiano una vocazione egemonica. Lavorerò - lavoreremo - per questo.
Bullismo e disagio giovanile
18/05/10 16:21 Incluso in:comunicati stampa | Regione Marche
Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC
COMUNICATO STAMPA
BULLISMO E DISAGIO GIOVANILE: BUCCIARELLI E BINCI INTERROGANO LA REGIONE SUL CENTRO DI MEDIAZIONE PENALE MINORILE
I Consiglieri regionali Raffaele Bucciarelli (Federazione della Sinistra – Pdci/PRC) e Massimo Binci (Sinistra Ecologia e Libertà) hanno presentato oggi un’interrogazione alla Giunta regionale sul disagio giovanile, spesso alla base degli atti di violenza che in questi giorni sono accaduti in diverse città marchigiane. “I casi emergenti di disagio degli adolescenti stanno aumentando in modo preoccupante – si legge nell’interrogazione – e spesso sfociano in condotte e comportamenti criminali”. “Il più delle volte queste azioni hanno origine da situazioni dove sarebbe stata necessaria un’opera di mediazione tra i minori e i contesti dove vivono, la scuola, la famiglia, il quartiere, le istituzioni”. Il documento sottolinea nella premessa che la Regione Marche dispone dal 2007 di un Centro per la mediazione penale minorile (articolo 16 legge regionale 28/08) e di un elenco ufficiale dei mediatori penali minorili. Inoltre una delibera del 28 dicembre 2009 ha avviato il procedimento per i corsi di perfezionamento destinati ai mediatori da mettere a disposizione del Tribunale dei minori. L’interrogazione chiede prima di tutto alla Giunta di affrontare il rapporto con gli operatori del Centro che “lavorano gratuitamente da circa 5 anni” e di arginare e prevenire questo preoccupante fenomeno potenziando la struttura già esistente con l’utilizzo al meglio delle risorse umane presenti.
____________________________
Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.

COMUNICATO STAMPA
BULLISMO E DISAGIO GIOVANILE: BUCCIARELLI E BINCI INTERROGANO LA REGIONE SUL CENTRO DI MEDIAZIONE PENALE MINORILE
I Consiglieri regionali Raffaele Bucciarelli (Federazione della Sinistra – Pdci/PRC) e Massimo Binci (Sinistra Ecologia e Libertà) hanno presentato oggi un’interrogazione alla Giunta regionale sul disagio giovanile, spesso alla base degli atti di violenza che in questi giorni sono accaduti in diverse città marchigiane. “I casi emergenti di disagio degli adolescenti stanno aumentando in modo preoccupante – si legge nell’interrogazione – e spesso sfociano in condotte e comportamenti criminali”. “Il più delle volte queste azioni hanno origine da situazioni dove sarebbe stata necessaria un’opera di mediazione tra i minori e i contesti dove vivono, la scuola, la famiglia, il quartiere, le istituzioni”. Il documento sottolinea nella premessa che la Regione Marche dispone dal 2007 di un Centro per la mediazione penale minorile (articolo 16 legge regionale 28/08) e di un elenco ufficiale dei mediatori penali minorili. Inoltre una delibera del 28 dicembre 2009 ha avviato il procedimento per i corsi di perfezionamento destinati ai mediatori da mettere a disposizione del Tribunale dei minori. L’interrogazione chiede prima di tutto alla Giunta di affrontare il rapporto con gli operatori del Centro che “lavorano gratuitamente da circa 5 anni” e di arginare e prevenire questo preoccupante fenomeno potenziando la struttura già esistente con l’utilizzo al meglio delle risorse umane presenti.
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Intervento di Bucciarelli al Consiglio Regionale
17/05/10 12:07 Incluso in:politica locale | Regione Marche

11 maggio 2010
Grazie Presidente, un saluto e un augurio di buon lavoro, un saluto al Presidente della Giunta e a tutti gli Assessori e colleghi Consiglieri.
Ritengo che dopo un mese dalle elezioni possiamo discutere di quanto è avvenuto con un po’ più di serenità. Noi Comunisti pensiamo che in questa Regione si sia dato un forte contributo alla demolizione della moralità della politica, e non ce n’era il bisogno. Perché dico questo? Perché è stata attuata la pratica dei furbastri, quelli che trattavano con la vecchia alleanza sapendo già che avrebbero rotto a sinistra, un caso unico in Italia. Da parte del PD si è voluto caparbiamente rompere a sinistra per allearsi con un partito, l’UdC, che però ha portato meno voti di quelli che avrebbero portato i vecchi alleati. Dopo la Calabria, dove il PD ha perso più voti che nelle Marche, siamo la regione che ha pagato il prezzo più alto.
Ci si è presentati con manifesti e gigantografie in tutta la regione con i nostri simboli per dire solo dopo tre giorni: “Cari signori ci siamo sbagliati, abbiamo cambiato alleato”. Ripeto, questa è la politica dei furbi. Il Presidente della Regione Marche è stato eletto con il 31,79% degli aventi diritto al voto, ossia meno di un terzo dei marchigiani. Questi sono i dati! Quindi noi siamo preoccupati. La prospettiva nazionale per cui si è lavorato sembra cominci già a scricchiolare. Si è dato spazio ai saltimbanchi della politica, a coloro che in un anno hanno cambiato tre partiti – si potrebbero quasi definirli cavallette – e che hanno comunque acquisito sempre posti di potere.
Lo stratega, il regista, il bordolo di Urbino lo chiama “capolavoro”, allora se questi sono i capolavori della politica, viva i capolavori!
Ripeto, è la pratica dei furbi che apre la porta a di tutto e di più. Ecco perché ci preoccupiamo, ecco perché diciamo che questo modo di fare allontana dalla politica donne, uomini e giovani.
Certo, noi dobbiamo recuperare, sono d’accordo, Presidente, ma per recuperare la partecipazione di coloro che non hanno votato occorrerà fare politica trasparente, bisognerà dire quello che veramente succede negli incontri ufficiali e dire ciò di cui si discute.
Siamo quindi convinti che è aperta la questione morale, si sta affermando, il rapporto con la politica e quindi con le istituzioni è basilare, e senza l’affermazione di questo principio diventeremmo tutti uguali. Le differenze, soprattutto nel metodo ma anche nella sostanza, tra il centro-destra e il centro non si vedono più, appariamo quasi tutti uguali.
Sicché gli uomini e le donne marchigiane, così come in tutta Italia, non vanno a votare perché la confusione regna sovrana. E la destra si consolida, non è vero che perde, in Italia il centro-destra ha vinto, e si è consolidata anche qui nonostante il calo di voti, proprio perché l’UdC ha perso e ha portato sangue. Viva l’esperimento! Ma soprattutto quello che ci preoccupa è che si consolida culturalmente, quando invece noi dovremmo affermare una politica alta, quella politica che conosciamo e che deriva dalla Costituzione repubblicana e antifascista.
In campagna elettorale per molti motivi abbiamo visto un dispendio veramente indegno – non ho altri termini da usare – di risorse finanziarie. Ed oggi la sinistra è pressoché invisibile, è oscurata dai mass media, è oscurata da un sistema. Un sistema che vede sì interessati i padroni degli organi di informazione, ma di cui il PD è comunque responsabile, perché dipinge la sinistra o come radicale estrema per darsi una dignità ancora a sinistra oppure dicono che chi vota a sinistra getta via il voto, dicono che è un voto che non serve.
Ecco dunque chi è il complice vero della destra, forse non ci si rende neppure conto, è bene però che si ricominci a ragionare su questi temi.
Noi Comunisti vogliamo costruire veramente nel Paese un’alternativa culturale, un’alternativa non tanto a Berlusconi, che prima o poi passerà anche lui come tutti, bensì al berlusconismo, alla cultura dell’individualismo, della prepotenza, dell’egoismo, del “questa mattina per questa sera”. Occorre invece affermare una politica che sia basata sulla solidarietà, su lunghi programmi, sul lungo respiro, su cosa avverrà anche in questa regione tra dieci-quindici anni, come ci prepareremo. Perché il neoliberismo, così come il capitalismo, sta mostrando tutto il suo limite, lo vediamo. La speculazione mette in crisi le vite reali di milioni di famiglie. C’è uno stile di vita che basta che un vulcano si svegli e si blocca tutto, e tutti siamo impauriti perché non sappiamo cosa fare. Non sappiamo cosa fare perché abbiamo perso non solo il rispetto per le persone sulla base dei dollari e degli euro, ma anche quello per la natura.
Quindi occorre una politica più alta, una politica che combatta le cricche, ma non tanto quelle di cui si parla in questi giorni sui giornali, bensì di quelle – mi rivolgo soprattutto agli amici e compagni che provengono dal PCI – di cui parlava Antonio Gramsci nel 1930 su i Quaderni dal carcere, andate a rileggere il 14, parlava di cricche, camarille, consorterie, ma parlava anche dell’incapacità dei partiti all’opposizione di fare argine ad una cultura basata sulla violenza.
Sono dunque queste le nostre proposte.
Ecco perché la nostra opposizione sarà naturalmente diversa da quella del centro-destra, non può essere diversamente. Ci aspettiamo anche che chi ha subito, chi ha accettato a malincuore o chi ha colto con opportunismi vari la scelta scellerata di rompere a sinistra, riprenda il gusto e il coraggio di fare politica, riprenda il desiderio di lavorare e di impegnarsi per valori veri e comuni, e dia il contributo per un progetto di politica alto. Un progetto per cui vale la pena spendersi e per cui vale la pena chiedere di sacrificarsi a tutti. Un progetto che non discrimini ma accolga, che non escluda ma includa, e questo partendo dalla sinistra, partendo da quei partiti da dove essi stessi provengono e senza i quali oggi non sarebbero qui.
Nelle Marche c’è dunque molto da fare. Intanto c’è da difendere quel grande patrimonio di cose buone che sono state fatte in termini di economia, in termini sociali, in termini di aggregazione e coesione. Cose buone fatte dal centro-sinistra, tanto è vero che la lista di centro che ha vinto le elezioni se ne è vantata e oggi dice che vuole continuare quella buona pratica. Lo verificheremo.
C’è da realizzare quanto previsto in termini di diritti, siamo la prima Regione in Italia per la legislazione sui diritti, abbiamo leggi contro la violenza sulle donne. Qui voglio fare gli auguri all’Assessore Guarna, forse ancora non la conoscete, avrete occasione di conoscerla meglio, è assessore alle pari opportunità che si è presentata quando, appunto, la politica e la sensibilità sta cedendo, e quindi si è presenta con il cognome del marito – le commissarie della commissione pari opportunità non credo saranno molto contente! -. Comunque le faccio gli auguri perché so che è donna attenta, così come glieli faccio per il suo nuovo incarico per il turismo.
Abbiamo inoltre leggi contro le discriminazioni di genere che andranno attuate.
Dobbiamo contenere, come ci chiedono i cittadini, i costi della politica, ma senza cadere nel populismo. A questo proposito sapevamo nella vecchia amministrazione che certi incarichi, come quello dell’amministratore unico dell’Assam, non sarebbero stati rinnovati… (interruzione registrazione per circa dieci secondi)... per un fatto di coerenza.
In uno scenario mondiale che ci preoccupa molto saremmo contenti di discutere su quello che sarà il nostro sviluppo, in particolare vorremmo discutere dell’agricoltura, della ruralità, della difesa del nostro paesaggio, sicché del turismo, della difesa della nuova occupazione.
Quindi vogliamo cambiare la Regione.
Una Regione che però troppo spesso, Vicepresidente Petrini lei lo sa, viene scambiata quasi per un bancomat. E’ un sistema che dobbiamo cambiare, affinché una società più coesa, più attenta, più coinvolta possa affrontare meglio anche i molti sacrifici che ci saranno tanti. E non basta un minibus di propaganda per spiegare, a quei giovani che non trovano lavoro, ai giovani precari, a coloro che lo perdono, che la crisi non è finita e che morderà ancora.
Ripeto, le cose da fare saranno tante, noi faremo la nostra parte, giorno per giorno verificheremo il comportamento sui fatti. Saremo disponibili a tutti quei provvedimenti che riguarderanno l’estensione dei diritti, la coesione sociale.
Presidente, ci preoccupa quella sua frase aggiunta alla relazione originale circa l’assegnazione della casa privilegiando i marchigiani. Perché ci preoccupa? Perché le discriminazioni sappiamo dove cominciano ma non sappiamo mai dove potranno finire. Noi invece abbiamo l’obbligo di affrontare la società multietnica e pluriculturale che c’è. Ad esempio, come faremo a dire queste cose a tutte quelle aziende di trasformazione agroalimentari, dove il 90% dei dipendenti sono i cosiddetti extracomunitari? Diremo loro che li manderemo a dormire in accampamenti?! Oppure diremo che chi produce ricchezza, chi lavora nelle Marche ha gli stessi diritti e gli stessi doveri dei marchigiani?
Quindi abbiamo motivo di essere un po’ preoccupati, ma noi, ripeto, controlleremo, lo faremo molto laicamente, perché in ogni caso le contraddizioni insite nella politica dei furbi emergeranno. E se emergeranno i marchigiani saranno chiamati a giudicare e ad affrontare una realtà politica nuova, se invece non emergeranno ci sarà bisogno di un’opposizione molto forte e ci sarà bisogno di una grande presenza sul territorio di noi comunisti. I marchigiani ci hanno votato per essere presenti quindi lo faremo, lo faremo costantemente e con la caratteristica che sempre ci ha guidato, ossia disinteresse e, prima di tutto, nell’interesse del Paese.
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Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.
Un impegno disatteso: il buon inizio di Spacca
15/05/10 16:17 Incluso in:comunicati stampa | Regione Marche
Federazione della Sinistra – PdCI/PRC
COMUNICATO STAMPA del 15.05.2010
Un impegno disatteso: il buon inizio di Spacca
Preso atto che la nuova Giunta regionale non intende dare seguito agli impegni assunti dalla precedente amministrazione in merito alla cancellazione delle figure degli Amministratori unici degli enti controllati dalla Regione ed in considerazione di quanto dichiarato pubblicamente dal Presidente Spacca, in sede di illustrazione del programma di governo della nuova legislatura, sul fatto che nell'affidamento degli incarichi si sarebbero valutate esclusivamente le competenze e le esperienze dei candidati, ho proposto alla candidatura di Amministratore unico dell'ASSAM il Dottor Enzo Polidori in quanto unisce ad una indiscussa preparazione professionale una esperienza ultratrentennale nell'agenzia, di cui è stato per 6 anni Direttore generale. Il curriculum del Dottor Polidori è infatti non solo garanzia certa del miglior utilizzo delle competenze tecnico-amministrative del personale dell'ASSAM, peraltro accresciute sotto la sua Direzione, e della continuità in una sana gestione dell'ente, ma anche di un necessario potenziamento dei rapporti tra l'Agenzia ed il mondo agricolo e quello della ricerca e della sperimentazione.
Ancona, 17 maggio 2010
Il Consigliere Regionale
Raffaele Bucciarelli
____________________________
Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.

COMUNICATO STAMPA del 15.05.2010
Un impegno disatteso: il buon inizio di Spacca
Preso atto che la nuova Giunta regionale non intende dare seguito agli impegni assunti dalla precedente amministrazione in merito alla cancellazione delle figure degli Amministratori unici degli enti controllati dalla Regione ed in considerazione di quanto dichiarato pubblicamente dal Presidente Spacca, in sede di illustrazione del programma di governo della nuova legislatura, sul fatto che nell'affidamento degli incarichi si sarebbero valutate esclusivamente le competenze e le esperienze dei candidati, ho proposto alla candidatura di Amministratore unico dell'ASSAM il Dottor Enzo Polidori in quanto unisce ad una indiscussa preparazione professionale una esperienza ultratrentennale nell'agenzia, di cui è stato per 6 anni Direttore generale. Il curriculum del Dottor Polidori è infatti non solo garanzia certa del miglior utilizzo delle competenze tecnico-amministrative del personale dell'ASSAM, peraltro accresciute sotto la sua Direzione, e della continuità in una sana gestione dell'ente, ma anche di un necessario potenziamento dei rapporti tra l'Agenzia ed il mondo agricolo e quello della ricerca e della sperimentazione.
Ancona, 17 maggio 2010
Il Consigliere Regionale
Raffaele Bucciarelli
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L’UDC rappresenta nella Giunta Regionale il Movimento Antiabortista
14/05/10 16:33 Incluso in:comunicati stampa | Regione Marche
Assemblea Legislativa delle Marche
Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC
COMUNICATO STAMPA del 14.05.2010
L’UDC rappresenta nella Giunta Regionale il Movimento Antiabortista
La presenza dell'UDC in Giunta regionale non ha tardato a produrre i primi imbarazzanti effetti. Infatti l'annunciata presenza dell'Assessore Marconi ad una manifestazione organizzata a Roma dall'antiabortista Movimento per la Vita quale rappresentante ufficiale della Giunta, che avrebbe dato la propria adesione all'iniziativa, ha prodotto il giusto sconcerto del Segretario regionale della CGIL e l'affannato tentativo di minimizzare da parte dell'Assessore Mezzolani. Ma da minimizzare c'è ben poco dato che la notizia viene proprio dal sito ufficiale dell'UDC. L'unica cosa che la Giunta dovrebbe fare è chiedere una immediata e pubblica smentita al partito di Casini, quella leale e propositiva componente della nuova maggioranza regionale all'alleanza con la quale lo stratega Ucchielli ha sacrificato 15 anni di collaborazione con le forze della sinistra. Certo che se questi sono i primi segnali di quelli che saranno i frutti della nuova stagione politica regionale sarà necessaria la massima attenzione e vigilanza per evitare pericolose involuzioni, soprattutto in materie delicatissime quali quelle che attengono alle politiche sanitarie e sociali che hanno visto sino ad oggi la nostra regione all'avanguardia.I marchigiani in generale e le donne in particolare hanno di che preoccuparsi!
Ancona, 14 maggio 2010
Il Consigliere Regionale, Raffaele Bucciarelli
____________________________
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Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC
COMUNICATO STAMPA del 14.05.2010
L’UDC rappresenta nella Giunta Regionale il Movimento Antiabortista
La presenza dell'UDC in Giunta regionale non ha tardato a produrre i primi imbarazzanti effetti. Infatti l'annunciata presenza dell'Assessore Marconi ad una manifestazione organizzata a Roma dall'antiabortista Movimento per la Vita quale rappresentante ufficiale della Giunta, che avrebbe dato la propria adesione all'iniziativa, ha prodotto il giusto sconcerto del Segretario regionale della CGIL e l'affannato tentativo di minimizzare da parte dell'Assessore Mezzolani. Ma da minimizzare c'è ben poco dato che la notizia viene proprio dal sito ufficiale dell'UDC. L'unica cosa che la Giunta dovrebbe fare è chiedere una immediata e pubblica smentita al partito di Casini, quella leale e propositiva componente della nuova maggioranza regionale all'alleanza con la quale lo stratega Ucchielli ha sacrificato 15 anni di collaborazione con le forze della sinistra. Certo che se questi sono i primi segnali di quelli che saranno i frutti della nuova stagione politica regionale sarà necessaria la massima attenzione e vigilanza per evitare pericolose involuzioni, soprattutto in materie delicatissime quali quelle che attengono alle politiche sanitarie e sociali che hanno visto sino ad oggi la nostra regione all'avanguardia.I marchigiani in generale e le donne in particolare hanno di che preoccuparsi!
Ancona, 14 maggio 2010
Il Consigliere Regionale, Raffaele Bucciarelli
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Raccolta firme FIOM - CGIL
13/05/10 15:41 Incluso in:appuntamenti | comunicati stampa
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato dalla locale segreteria della FIOM.Informiamo che è possibile firmare, per questa proposta di legge di iniziativa popolare, anche presso gli uffici del Comune di Fermo.
Sabato 15 maggio dalle ore 9.30 in piazza del popolo a Fermo, continua la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla FIOM-CGIL per la democrazia e la rappresentanza nei luoghi di lavoro.
Tale iniziativa che vede la categoria dei metalmeccanici della Cgil impegnata su tutto il territorio nazionale è nata dall’esigenza di impedire nel futuro che i lavoratori vengano espropriati del diritto di decidere sul loro contratto nazionale e quindi sulle loro condizioni materiali. Dopo l’accordo separato sul modello contrattuale, firmato da CISL e UIL senza la firma della CGIL e il contratto nazionale separato dei metalmeccanici senza la firma della FIOM CGIL, si è realizzata una svolta autoritaria nei rapporti tra lavoratori e organizzazioni sindacali, che vede i primi subire decisioni per loro conto senza avere la possibilità di esprimere la propria opinione.
Il diritto democratico dei lavoratori di decidere sul loro contratto, di eleggere i propri rappresentanti nel luogo di lavoro deve essere stabilito per legge.
La democrazia nei luoghi di lavoro deve essere un diritto che tutti i lavoratori possono esercitare e non può essere una concessione di questa o quella Organizzazione Sindacale. Invitiamo cittadini e lavoratori a difendere la democrazia anche oltre il cancello della fabbrica.
Sarà possibile firmare anche presso l’ufficio elettorale del comune di Fermo, negli orari di apertura al pubblico.
La segretaria prov.le FIOM-CGIL
Giusy Montanini
Fermo, 13 maggio 2010
Intervista a Guglielmo Massucci
13/05/10 15:30 Incluso in:politica locale | Provincia FM

Fermo, 28 aprile 2010
Leopardi scrive della Donzelletta che venendo dalla campagna sogna di un sabato pieno di speranze. A oggi l'immagine agreste e campagnola dei Marchigiani com’è cambiata e chi potrebbe essere il prototipo simbolo del cambiamento, il solito "scarparo” arricchito sfornando suole e tacchi nel sottoscala di casa, oppure una nuova considerazione di se stessi non più come provinciali ma come partecipanti attivi nel contesto Europeo tramite la Cultura e il Turismo sempre più adeguati ai tempi che cambiano?
Noi abbiamo un grosso patrimonio sia come Provincia di Fermo ma credo anche come Regione Marche ed è la nostra ruralità e sono sicuro che la Donzelletta del Leopardi oggi possa essere inserita in questo contesto rurale, perché quando parliamo di ruralità, parliamo di borghi antichi, di agriturismi e parliamo di sapori che provengono dai saperi antichi del territorio. Credo quindi che la “Donzelletta che rientra in sul calar del sole” si può ambientare facilmente in questo nostro contesto attuale. La ruralità sarà sicuramente l’arma e il motore più forte per il nostro inserimento nell’ambito turistico europeo: abbiamo avuto alcuni turismi particolari come il mare, la montagna, la Cultura e ora si inserisce il nuovo filone dell’ambiente, dei prodotti agro-alimentari, dei prodotti sani, del recupero del territorio, della salubrità dell’aria. Queste saranno le nostre nuove potenzialità da mettere in campo per avere un riscontro proficuo nel contesto europeo. Si punta sulla ruralità, anche perché in questo momento sono disponibili finanziamenti europei, c’è il nuovo PSR (Programma di Sviluppo Rurale) che concede aiuti, ci sono i Piani Integrati Territoriali, i famosi PIT, che danno supporti, e si tratta appunto di sostegni che vanno verso il recupero di una produzione agricola sana, che poi va riversata nel settore turismo.
Il Turismo, specialmente del nostro litorale, è sempre stato considerato idoneo per le famiglie, ed anche le offerte alberghiere lo confermano, oltre al già consolidato turista-famiglia cosa e con quali forme strutturali potremmo far divenire spazio e tempo libero interessanti anche per i ragazzi, sia Italiani sia Europei? Un nuovo rapporto Cultura-Divertimento-Turismo è possibile?
Possibile lo è, ma sicuramente difficoltoso per noi, soprattutto come Provincia di Fermo. La nostra costa è stata sempre a servizio della famiglia almeno fino al raggiungimento di una certa età dei figli, infatti, quando i genitori cominciano ad avere un’età matura, seria, importante (ride) e i figli entrano nella maggiore età, chiaramente il nostro turismo non è più adatto alle esigenze giovanili, di conseguenza, scattano turismi come Rimini oppure San Benedetto del Tronto e i ragazzi si spostano più a Nord o più a Sud; questi luoghi rappresentano una grande attrattiva per i giovani.
Come possiamo invertire questo trend? Quale potrebbe essere la caratteristica seducente per attirare, nella nostra Provincia, il Turismo giovanile, strutture più ricettive o programmi più intriganti?
Io credo che le risorse ci siano, forse, per il momento possiamo dire che si tratta di risorse un po’ “virtuali”: parliamo della riorganizzazione dei piani spiaggia. Oggi la Regione Marche sta consentendo ai gestori delle concessioni demaniali l’uso di piscine, l’utilizzo di strutture per feste sulla spiaggia e l’offerta degli chalet si stanno modificando per andare incontro alle esigenze delle nuove generazioni e questo potrebbe rappresentare un valido aiuto per avere un turismo più giovane. Tuttavia, questa grande risorsa che è il nostro litorale oggi è molto a rischio, ci sono, infatti, disposizioni europee e nazionali che limitano a sei anni i tempi della gestione delle concessioni. Se questa legge è già in vigore a livello statale e della Comunità Europea, se noi non riusciremo a modificare questa normativa, sicuramente cadrà anche questo discorso perché i nostri gestori balneari non avranno più interesse ad investire in queste strutture; del resto, perché riversare denaro su qualcosa di cui si è responsabili per soli sei anni? Di questo passo si rischia la “desertificazione” delle nostre spiagge e delle nostre strutture.
Questo considerando solo la costa, nell’entroterra, invece, che cosa potremmo fare?
Per il discorso della montagna e delle zone interne, lì certo, diventa più difficoltoso organizzare un turismo per i giovani. Qualcosa sta avvenendo a livello organizzativo e nelle strutture dei piccoli paesi dove sono nate nuove Associazioni che stanno organizzando diverse feste, soprattutto “feste della birra”, riservate principalmente ai giovani e che comunque, soprattutto nella stagione estiva, sono anche motivo di attrazione turistica. L’entroterra sta facendo diverse proposte, tra cui rassegne enogastronomiche e festival musicali, che potrebbero essere una valida attrattiva per il divertimento giovanile, ma siamo ancora all’inizio!
Per un discorso coordinato su tutto il territorio, avete mai pensato di aprire un “Assessorato al Divertimento”, che unisca Cultura, Turismo ed Ambiente, con lo scopo preciso di attirare il mercato turistico straniero sulla falsa riga dell’ industria dell’intrattenimento della riviera romagnola?
Questa è una domanda che a me piace molto. Da qualche mese sono Assessore al Turismo e all’Agricoltura e a ogni occasione cerco sempre di ribadire che non si può fare Turismo se non si lavora contestualmente in sinergia con Cultura, Ambiente ed Agricoltura. Quello che propongo, per un recupero del territorio, è un lavoro che coinvolge questi quattro aspetti; e l’idea, ottima, di un “Assessorato al Divertimento” dovrebbe essere un po’ la sintesi di questi quattro settori che, dialogando, si propongono proprio come “Assessorato all’Intrattenimento” e sopratutto all’Intrattenimento Giovanile.
Per formulare proposte, per dare risposte, per stabilire compiti, mansioni, finalità, sia per il mondo del divertimento ma anche per quello del Turismo e della Cultura, in genere, si vocifera di una prossima Conferenza Provinciale dei Servizi. Una Conferenza che coinvolga non solo i soggetti turistici, ma anche quelli culturali di tutti i quaranta Comuni della Provincia. E’ un’iniziativa concreta o è soltanto un auspicio?
La funzione del Tavolo Azzurro è un po’ questa qui, perché comunque sta mettendo insieme cinquanta rappresentanti di altrettante sigle di Associazioni che si occupano di Turismo e di Cultura come gli Istituti Superiori a Indirizzo Turistico, l’Università di Fermo, l’Assessorato alla Cultura e tutti i vari soggetti interessati; poi c’è anche un Tavolo Verde per l’Agricoltura che è già stato costituito, che è già operante e che funge chiaramente da supporto a quello turistico. All’interno del Tavolo Azzurro anche l’ambiente è ampiamente rappresentato da tutte le più importanti Associazioni ambientali da Italia Nostra al WWF, perciò la si potrebbe chiamare già Conferenza dei Servizi, questo non esclude però l’organizzazione di un vero e proprio congresso, che faremo sicuramente non appena il Tavolo Azzurro sarà operativo. Operativo significa che, dopo essere stato approvato dai cinquanta rappresentanti all’unanimità, domani (29 aprile) sarà approvato in Giunta. Dopodiché, al prossimo Consiglio, ci sarà il passaggio per l’approvazione del Consiglio Provinciale, passaggio che, a questo punto sarebbe pure superfluo, ma il nostro Presidente vuole la massima trasparenza e la massima condivisione con il territorio. Una volta arrivati a questo punto, si programmerà anche questa Conferenza dei Servizi.
Il Tavolo Azzurro, come mai questo nome?
Io ho già costituito il Tavolo Verde per l’Agricoltura, il colore azzurro, in questo caso ci ricorda il mare e quindi il Turismo, ciò nonostante, durante la prima riunione ho sottolineato che lo chiameremo così solo momentaneamente, fino a quando non ci sarà la costituzione ufficiale e poi l’assemblea ne deciderà il nome definitivo, lo potranno confermare oppure cambiare. Tavolo Azzurro è un nome provvisorio.
Il Tavolo Azzurro per il Turismo potrebbe essere il riferimento strutturale e organizzativo per chi volesse far conoscere della nostra Regione anche quelle eccellenze professionali che operano nel mondo delle mostre e degli eventi culturali? ...mi vengono alla mente le figure professionali quali: restauratori di affreschi e decori, oppure il recupero e il restauro d’importanti scritti antichi su carta prodotta a Fabriano, da sempre nell'Olimpo della produzione cartaria mondiale. Queste figure professionali, oltre ad essere un eventuale futuro per i nostri giovani, come potrebbero diventare "Evento" nel panorama turistico nazionale?
Io gradirei molto che queste figure diventassero evento nel panorama nazionale, perché il mio mestiere è quello di restauratore, lo faccio per le Sopraintendenze e lo faccio da una vita. Certo, lavorare sul recupero dei nostri beni più importanti e farlo diventare un avvenimento nazionale a me piacerebbe moltissimo. Nel Tavolo Azzurro sono rappresentate tutte le Associazioni degli Artigiani e sono sicuro che ogni Associazione proporrà il meglio per essa stessa e per gli stessi membri del Tavolo Azzurro. Questa idea non l’avevo presa in considerazione, ti ringrazio molto e accetto volentieri l’input che è veramente positivo e che ri-proporrò ai rappresentanti degli Artigiani che fanno parte del Tavolo Azzurro e speriamo di farne nascere qualcosa.
Proprio in questo momento, per esempio, c’è in atto - non perché lo sto facendo io, ma perché è una cosa straordinaria - il restauro della villa napoleonica di Porto San Giorgio, la Villa Bonaparte e tra poco diventerà operativa nell’ambiente del turismo. Si tratta di una struttura architettonica straordinaria con pitture di valore eccezionale e questo potrebbe diventare un evento, credo che già ad Agosto questa struttura potrebbe funzionare e si dovrebbe aprire ai turisti e al pubblico. Sarà un luogo che porterà tanto valore aggiunto al nostro territorio e dobbiamo ringraziare l’attuale proprietario, perché bisogna credere nel proprio territorio per sostenere uno sforzo economico del genere; bisogna credere nell’arte e capire la preziosità che la villa napoleonica rappresenta per la sua specificità. A me fa paura solo pensare a quanto hanno investito i proprietari …
Raffaello Sanzio è il nostro portabandiera universale per la pittura, ma da sempre le Marche hanno avuto un legame stretto e molto particolare con Roma, sia come capitale sia come centro di potere. Dal suo punto di vista questo scambio è tuttora presente oppure i flussi culturali delle Marche si stanno spostando verso altre direzioni e per tanto anche il Turismo deve cambiare target e non puntare più sui "romani"?può esistere una "Via Marchigiana" circa il Turismo di nuova generazione?
Sostengo che, come Regione Marche, e soprattutto come Provincia di Fermo, dobbiamo ancora credere nei flussi turistici provenienti da Roma e provincia. I marchigiani sono ampiamente rappresentati nel Lazio e soprattutto a Roma, pertanto questo scambio turistico oramai è molto consolidato: noi andiamo spesso nel Lazio e a Roma per le nostre vacanze e viceversa i romani arrivano nelle nostre zone. Credo anzi che il rapporto con Roma vada ulteriormente consolidato e stiamo cercando di rafforzarlo preparando un incontro presso la Biblioteca del Ministero dell’Agricoltura, dove, con un’iniziativa mirata presenteremo i nostri prodotti locali e una nostra pubblicazione, che riguarda il nostro Turismo e la nostra Agricoltura. Inoltre, stiamo dando adesione a una manifestazione che si terrà sempre a Roma, a Piazza Venezia, con le Pro Loco dei Comuni della Provincia di Roma, dei Comuni della Provincia di Fermo e dei Comuni della Sabina proprio per promuovere il territorio e le nostre eccellenze agro-alimentari e consolidare questi antichi legami.
Come vive Lei la sua sera, è all’insegna della produzione ulteriore di responsabilità, oppure è impostata sullo “staccare la spina” per fare cose che gratificano l’uomo? Come si “diverte” l’Assessore Massucci?
Con una premessa: l’Assessore oramai è vecchio e ha i suoi vizi. Le serate di norma sono occupate da impegni politici, ma quando io non ho obblighi, “stacco la spina”, vado al bar e mi faccio una “briscola” e un “tressette” e guai a chi me le tocca, perché un’ora passata al bar con gli amici -con i quali ci sfottiamo e ce ne diciamo di tutti i colori- per me è un’esigenza! Poi chiaramente rientro a casa e dedico un paio di ore alla lettura dei giornali e alla televisione. Di norma seguo tutto il Tg3 di mezzanotte e poi magari vedo se ho qualcosa da preparare per la giornata successiva. Dedico poco tempo alla lettura di libri, comunque la mia lettura è rivolta soprattutto alle cose che sono a me più congeniali, leggo soprattutto di antiquariato, di restauro e di arte.
Quello del restauro è il principale lavoro rispetto a quello della politica oppure è solo un grande hobby?
E’ difficile da decidere, ha sempre fatto l’insegnante, anche se ora sono in pensione, ed ho sempre fatto il Sindaco di un piccolo paese, l’ho fatto per trent’anni e ho sempre svolto seriamente il mestiere di restauratore per le due Sopraintendenze di Ancona e di Urbino. Il lavoro di restauratore, oltre ad essere una grande passione però è anche una fonte di guadagno, perché “fare il politico” è costoso. Quello della politica è un hobby, un hobby che costa caro e se non ci aiutassimo con un altro lavoro non ce lo potremmo permettere.
Come era il divertimento quando era ragazzo, che cosa faceva?
Il divertimento c’era sempre, anche a letto noi ci divertivamo: nei nostri sogni c’erano le cose più belle! E’ stato un bel periodo, io non rimpiango niente. Il divertimento era andare a ballare, nella balera, più che in discoteca … andavamo negli chalet al mare …. frequentavamo Riva Fiorita a Porto San Giorgio, poi c’era un altro posto a Grottammare … di cui non ricordo il nome … da Monte Vidon Combatte ci spostavamo sempre sulla costa oppure ci organizzavamo per conto nostro, con un registratore in un cortile, di notte, un qualsiasi posto poteva diventare un ritrovo. A noi bastava poco, un po’ di musica e ci organizzavamo.
Il cinema?
Il cinema era un appuntamento settimanale, si andava a Fermo ed a San Benedetto del Tronto, in qualche caso straordinario si arrivava anche a Civitanova Marche. Il teatro invece, molto poco. Io ho cominciato a seguire il teatro spostandomi da Fermo a Roma dove ho frequentato l’Accademia delle Belle Arti.
… a Roma come si divertiva?
In modo diverso da qui. A Roma ci s’incontrava sempre. L’Accademia, più che un luogo di studio, era un punto d’incontro per noi, che poi eravamo considerati artisti, e se eravamo troppo preparati e studiosi … diciamo che il secchione non si confaceva all’artista, quindi studiavamo poco (ride). Ci incontravamo di continuo, dappertutto, all’interno della scuola, poi io ho fatto il 67,68,69 il 70, il periodo delle occupazioni. Ero un attivista! Allora avevamo a disposizione tutta Roma, eravamo i “padroni”, si occupava Architettura, rimanevamo all’interno per mesi, si occupava l’Accademia … insomma, non avevamo problemi! E poi c’era sempre il ballo nei locali per ragazzi, un po’ li conoscevamo tutti. Durante il giorno invece, c’erano Porta Portese e Via Sannio, i mercati dove ci ritrovavamo. Eravamo degli habitué di queste cose, ci spostavamo con moto e motorini, avevamo vari punti di ritrovo ed a tutto pensavamo meno che allo studio!
Quindi è stato sempre un attivista della politica?
Sì, ma diciamo sempre a livelli molto bassi, infimi …
In che senso?
Beh, l’ho fatto sempre per hobby, non ho mai pensato a una carriera, non l’ho mai fatto a tempo pieno e perciò con una preparazione sempre limitata, perché si eccelle quando queste cose si fanno a tempo pieno … mentre io a tempo pieno ho sempre svolto almeno tre mestieri...l’insegnante, il restauratore ed il Sindaco.
Il “teatro” della politica, oltre ad essere quindi una passione, e per alcuni solo un palco per esibirsi, potrebbe diventare una forma di “divertimento” per quei giovani che non ne hanno subito il fascino in epoche passate senza però le contrapposizioni violente che abbiamo registrato nei decenni scorsi? Penso a conferenze politiche tenute da filosofi o comici, e non solo dai politici di professione.
Io dico continuamente che un giovane dovrebbe sempre interessarsi di politica, anche se non in modo attivo, dovrebbe comunque partecipare agli incontri e agli eventi politici, perché intanto è formazione ed è una formazione seria e chi lo farà se lo ritroverà sicuramente come credito, come background culturale per il futuro. Poi, se c’è anche passione e si entra un po’ nel meccanismo politico, credo che per un ragazzo sia un grosso aiuto oltre che per la sua formazione ideologica e culturale anche per quella professionale, qualunque essa sia. I giovani dovrebbero credere di più nella politica e noi, allo stesso tempo, dovremmo agevolarli in questo senso; spesso invece non lo facciamo. Io, per esempio, sono uno di quelli che predica bene ma razzola male, infatti, ho sessantacinque anni e mi trovo ancora a fare politica, quando a posto mio ci potrebbe essere benissimo un giovane.
Ovviamente, poi, è difficile trovare il politico che si fa “infilzare” sullo spiedo, io darei la mia disponibilità anche perché non mi sono mai considerato un politico. Quando facevo il Sindaco, mi paragonavo sempre ad un amministratore di condominio, perché il mio è un piccolo paese. Poi ho fatto il Consigliere Provinciale e ora l’Assessore, ma, come ho già ripetuto, non posso considerarmi un politico. Il vero politico è quello che vive con le sole risorse della politica. Bisogna arrivare ad un livello più alto per essere veri e propri politici. Ripeto, questo è un hobby, e dobbiamo lavorare sodo per potercelo permettere. Uno come me sarebbe pronto a discutere con i giovani, anche perché riconosco che gli stiamo togliendo spazio, e sono sempre il primo a dirlo, così evito che mi aggrediscano. Indubbiamente, per noi, è importante pensare e tentare qualcosa di nuovo; la tua proposta infatti, sarebbe ottima per dare ai giovani la possibilità di ritrovare un feeling in positivo con la politica.
La Regione Marche ha usato un famoso attore americano per divenire il testimonial di una campagna pubblicitaria molto discussa, secondo lei che tipo di personaggio, o personaggi, e con quale messaggio, potrebbero essere idonei per diventare i testimonial della Provincia Fermana?
La Regione Marche ha questo obiettivo: si riserva di fare la promozione del territorio, noi, come Provincia, siamo preposti all’accoglienza e dobbiamo lavorare sulle strutture ricettive. Ritengo giusto questo progetto: ho piena fiducia in quello spot, e nel suo modo di associare i nostri paesaggi infiniti, Leopardi ed Hoffman. La Regione Marche ha fatto una cosa veramente importante per promuovere il nostro territorio regionale e le singole realtà locali: è stato un connubio ideale e non ne vedrei altri migliori. E’ la prima volta che la Regione si “sprovincializza” per proiettarsi su una dimensione europea e mondiale. Lo ha fatto molto bene e con pochissima spesa. Nella stessa cifra, infatti, circa un milione e settecento mila euro, se non ricordo male, è tutto compreso: il compenso dell’attore, il costo dello spot e di tutti i vari passaggi sulla televisione nazionale e sui principali canali europei.
Noi dobbiamo ora focalizzarci sull’accoglienza, perché fare singolarmente la promozione di Ascoli Piceno, di Fermo, di Recanati e di tutte le altre città, non avrebbe senso.
Solidarietà al popolo greco!
05/05/10 19:51 Incluso in:novità | comunicati stampa
Nota del Segretario di Federazione
04/05/10 00:32 Incluso in:politica locale | Provincia FM

La colpa addebitata: aver autonomamente, e senza consultare l'alleato della Federazione della Sinistra, espresso la propria opinione sul prospettato allargamento della Giunta della Provincia di Fermo.
Inutile asserire che, per fortuna, esiste ancora una libertà di pensiero a prescindere dall'appartenenza partitica.
Inutile asserire che detta opinione è stata espressa in qualità di segretario dei Comunisti Italiani.
Inutile affermare che la deontologia della politica ha alcune regole che, secondo noi, debbono sempre essere rispettate se non si vuole soccombere come certa parte del centro sinistra, ahimé, vorrebbe.
Peccato che alle riunioni di maggioranza in cui si discusse dell'eventuale allargamento, nessuno dei compagni di Rifondazione sia intervenuto, essendo tale partito in fase di riflessione.
Peccato che in occasione di una delle dette riunioni, lo scrivente apprendeva per bocca del Presidente Cesetti (e non dal segretario) che RC non gradiva l'allargamento e che tale partito stava riflettendo sia sul fatto di continuare la collaborazione con il centro sinistra, sia sul fatto di rimanere uniti (uniti?) ai Comunisti Italiani...
Peccato che la demagogia sia la base di certe riflessioni posto che, mentre i cugini riflettevano, i Comunisti Italiani ottenevano che l'Amministrazione Provinciale passasse dalla cd Fase 1 (o della istituzione della Provincia), alla Fase 2 con un piano straordinario per l'occupazione ed il miglioramento delle infrastrutture.
Ancora una volta si confrontano la politica della concretezza con quella dei dogmi, ma a questi atteggiamenti siamo abituati al punto da volere ancora di più l'unità dei comunisti (almeno si potrà avere una linea unitaria di azione).
Abbiamo scelto di chiedere il rispetto degli accordi assunti in occasione della composizione originaria della Giunta, perché siamo persone serie e crediamo ancora nella lealtà in politica; d'altra parte le competenze della Provincia sono molteplici e non sarebbe scandaloso aumentare il numero di assessori al fine di migliorare il servizio amministrativo, né ciò comporterebbe un aumento dei costi (SEL ha addirittura chiesto un allargamento a parità di emolumenti, quindi senza costi aggiuntivi).
SEL ha garantito alla Federazione della Sinistra di partecipare con un candidato di RC alla competizione elettorale regionale, rifiutando incarichi da parte del partito di Ucchielli; SEL non ha ceduto alle offerte di Spacca ed ha solidarizzato con i comunisti. Correttezza politica vuole che occorra battersi anche affinché i compagni di SEL abbiano una rappresentanza in Giunta, anche alla luce del fatto che a livello regionale, oramai si tenta in ogni dove di emarginare le forze comuniste e della sinistra.
L'atteggiamento tenuto da RC è, come troppo spesso accade, autoreferenziale, di autosufficienza e, purtroppo, sterile.
Non basta dare giudizi del tutto gratuiti o pagelle all'operato di questa istituzione o di quel partito, occorre lavorare costantemente per il raggiungimento degli obiettivi.
RC plaude alla scelta del Presidente di non allargare la Giunta, con un atto di estrema sudditanza nei confronti dello stesso; poi lo critica affermando che, ad oggi, il programma sarebbe restato inattuato: entrambe le asserzioni sono errate. Il Presidente ha solamente chiesto un rinvio per l'allargamento, legandolo all'inizio della sopra citata Fase 2 (quindi prima o poi lo farà); non è vero che il programma sia rimasto inattuato: molti sono gli obiettivi ad oggi raggiunti ma se i compagni di RC si limiteranno a criticare senza mai partecipare attivamente alla vita dell'amministrazione (delegando ad altri tale compito), non sapranno mai quali risultati siano stati ottenuti (approvazione dello Statuto quale atto indispensabile; approvazione di tutti i regolamenti necessari al funzionamento dell'istituzione; divisione dalla provincia di Ascoli Piceno con ben sei mesi di anticipo; intestazione di tutti i beni immobili e divisione del personale; inizio delle attività di work experience; ottenimento di diversi milioni di euro quali FSE; individuazione dell'area per la costruzione del prossimo ospedale di rete; stanziamento di svariate centinaia di migliaia di euro per la sistemazione della viabilità; tutela ambientale in occasione dello straripamento del fiume Ete con salvaguardia del patrimonio e delle persone; presa di posizione netta nei confronti delle centrali a biomasse; ecc...).
Vorrei ricordare ai cugini che è trascorso solamente un anno dalla istituzione della nuova Giunta.
Non so cosa possano avere in mente Piergentili e compagni, ma ritengo che la sinistra, compatta, è stata in grado di spiegare un'egemonia nella Provincia e noi siamo sempre più convinti dell'importanza dell'unità. Ogni altro atteggiamento separatista non ha più ragione di esistere e, stante l'attuale stato delle cose, sarà sempre più perdente, proprio ciò che non vorrebbero mai i lavoratori, i pensionati, i giovani, i disoccupati, gli studenti e tutti coloro che, invece, chiedono maggiore sobrietà e modernità, anche nel linguaggio.
Renzo Interlenghi
Segretario di Federazione del PdCI - Fermo
Raccolta di firme per l'acqua pubblica
02/05/10 18:19 Incluso in:appuntamenti

Informazioni:
Oltre ai banchini allestiti nei luoghi pubblici, è possibile firmare anche nel proprio comune di residenza, qualora il comitato promotore ne abbia fatto richiesta.
In vari comuni della Provincia di Fermo, tra cui il capoluogo, è possibile firmare anche nelle sedi municipali.
Più di centomila firme per riprendersi l’acqua. Più di centomila firme nelle prime 48 ore di raccolta. Più del doppio dell’obiettivo che il comitato promotore dei tre referendum per l’acqua pubblica s’era prefisso. Inutile cercare la notizia sulle testate più blasonate. E’ un successo dovuto al tam-tam tra la rete e i mezzi di informazione non omologati ... continua
Per saperne di più: il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche ... continua

