Il PdCI Marche su Sadam-Eridania
MOZIONE
Il Consiglio Regionale delle Marche
considerata la complessa gravità della situazione economica generale con i pesanti riflessi anche sui livelli occupazionali che in diverse parti della regione presenta significative situazioni di difficoltà,
considerato inoltre che in questa fase il potere pubblico ha un importante compito di orientamento e di indirizzo dei processi produttivi in particolare delle necessarie riconversioni di quelle attività che presentano numerose situazioni di sofferenza,
esprime la propria preoccupazione in merito alla vicenda della Ditta “SADAM” i cui stabilimenti di Jesi e Fermo hanno da tempo cessato la lavorazione delle barbabietole per la produzione dello zucchero e che ad oggi non è stato ancora presentato un serio piano industriale di riconversione e ripresa produttiva,
considera urgente la definizione di un piano industriale che sia finalizzato al ricollocamento di tutte le maestranze già precedentemente occupate nei vecchi stabilimenti, comprese le centinaia di precari, che sia altresì volto alla realizzazione di nuove attività che siano assolutamente rispettose dell’ambiente e della salute dei cittadini, non determinando ulteriori inquinamenti, sia in linea con il protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni inquinanti, e rispetti i parametri del Piano Energetico Ambientale Regionale,
invita la proprietà a presentare al più presto un piano industriale che sia ispirato dai principi sopra descritti che permetta in questo modo l’apertura delle procedure della CIG ordinaria, così come sostengono le organizzazioni sindacali impegnate a svolgere la propria opera a supporto della ripresa produttiva ed al mantenimento dei livelli occupazionali, con un impianto di potenza inferiore a quanto prospettato dalla proprietà in modo da non prefigurare la costituzione di un nuovo polo energetico
invita le Istituzioni competenti a svolgere il proprio ruolo di controllo e autorizzativo a seguito di attente valutazioni che portino a scelte rispettose dell’ambiente, garanti della totale e stabile rioccupazione delle maestranze, in linea con i piani e le previsioni regionali, che permettano un ritorno economico nell’interesse della collettività tutta, in particolare ecoindennizzi seri per i comuni interessati e significative riduzioni sulle bollette energetiche, respingendo pressioni che facciano leva sui livelli occupazionali,
impegna la Giunta Regionale a farsi promotrice con il sistema degli Enti Locali di iniziative urgenti per una seria e condivisa riconversione.
Ancona, 27.11.2008
Interlenghi: “Agostini come Di Ruscio”

PORTO SAN GIORGIO - Ogni volta che ci sono disastri naturali, si assiste ad una corsa alla ricerca delle responsabilità. E’ quanto denuncia il segretario provinciale del Partito dei comunisti italiani Renzo Interlenghi. “Mi riferisco alla polemica innescata dal Sindaco di Porto San Giorgio Andrea Agostini contro la Provincia e la Protezione Civile, dopo l'eccezionale evento alluvionale che ha coinvolto il Comune di Porto San Giorgio”. Il senso delle istituzioni “dovrebbe portare tutti i referenti interessati, sindaci, assessori, consiglieri - sottolinea il leader del Pdci - a trovare le risposte e le soluzioni tecniche ed amministrative necessarie al fine di evitare l'aggravarsi dei danni ai cittadini. Invece si da sfogo al balletto dello scaricabarile, paventando denunce come se la Provincia non fosse composta anche dal Sindaco di Porto San Giorgio e ne fosse entità distinta”. “La demagogia impera sulla bocca di quanti, al fine di perorare cause personali, pensano più alla loro autoreferenzialità che al bene comune. Purtroppo - continua ancora Renzo Interlenghi - questo atteggiamento non è isolato, la scuola Di Ruscio insegna che occorre attaccare l'avversario politico, sempre, si tratti di Provincia o di Regione”.
“Questo - conclude il segretario dei Comunisti Italiani - dà l'immagine dell'uomo forte e catalizza voti ma, allo stesso tempo, infligge colpi micidiali al senso delle istituzioni, avvalorando l'idea del qualunquismo ed indebolendo l'immagine della Pubblica Amministrazione. Se li chiamate amministratori, questi...”. Un attacco pesante che arriva all’indomani dell’annuncio, da parte del sindaco di Porto San Giorgio, di passare alle denunce per la situazione che si sta verificando lungo la strada Provinciale fermana. Una strada finita sotto i riflettori a seguito dell’alluvione dello scorso 14 novembre e che certamente continuerà a far discutere”.
Conferenza stampa di Cesetti

NON SI TOCCANO le leggi dello Stato, non si interpretano ma si rispettano e si applicano. Lo sottolinea Fabrizio Cesetti, per dire che la provincia di Fermo non si tocca, per dare un messaggio al Consiglio provinciale ascolano e a tutti gli esponenti politici, di destra e di sinistra, che cercano di cambiare le carte in tavola. Parla da candidato alla presidenza della provincia di Fermo, accanto i rappresentanti dei Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Sinistra democratica, rutti insieme a ribadire pieno appoggio al presidente Massimo Rossi. Ha spiegato Roberto Vallasciani (Sd): «Lo spettacolo che ci arriva da Ascoli è desolante, a destra e a sinistra è cominciata la campagna elettorale che passa pure per la delegittimazione di un ottimo presidente come Rossi. Noi non ci stiamo e siamo certi di trovare in tutto il centrosinistra fermano l'accordo e la serietà che servono per costruire qualcosa di grande». Cesetti parla di atteggiamento strumentale da parte di certi esponenti della classe dirigente ascolana e fermana: «Chi fa politica sa che la provincia è legge di Stato, che il commissario De Feis ha per legge poteri e doveri per favorire il percorso di istituzione. Sbaglia chi parla di commissario ad acta, perché non si affida alla legge che obbliga a ripartire patrimonio e personale tra Fermo e Ascoli». Cesetti ricorda i rospi che il Fermano ha dovuto ingoiare, pur di arrivare a una conclusione: «Abbiamo appoggiato la stabilizzazione dei precari che era funzionale alla conclusione dell'intero processo. A Rossi e alla Giunta chiediamo di arrivare in tempi brevissimi alla delibera di ripartizione, anche intestando a tutte e due le province immobili su cui non si trovasse l'accordo. Non conviene a nessuno rimettere tutto in discussione, le elezioni a primavera si faranno ed è importante che le due province siano in condizione di lavorare da subito". Giacomo Piergentili (Prc) ha chiesto al Pd fermano di prendere le distanza dall'atteggiamento del Pd ascolano.
Angelica Malvatani
Provincia: aut aut di Cesetti
FERMO - Intanto bolla come "assolutamente impropria" la richiesta di nominare un commissario ad acta per terminare la divisione di beni e personale tra Fermo e Ascoli. "A queste cose devono pensare la Giunta e il commissario De Feis", afferma. Poi, visto il "teatrino pretestuoso" messo in scena dagli ascolani, da l'aut aut e avverte: "Abbiamo già abbozzato e concesso abbastanza pur di chiudere la partita con Ascoli. Se dovessero tirare troppo la corda, vorrà dire che anche noi ripenseremo alle nostre scelte e concederemo molto meno". Fabrizio Cesetti, consigliere provinciale dei Verdi e candidato presidente della Sinistra sciorina dati e date, leggi e commi, per denunciare in maniera inconfutabile che "le questioni di cui gli ascolani stanno discutendo, tentando di ritardare la costituzione della nuova Provincia sono di lana caprina". Intanto perché la provincia di Fermo non nasce per gentile concessione di Ascoli. "L'abbiamo voluta, ci siamo battuti e alla fine l'abbiamo ottenuta. C'è una legge dello Stato che la consegna sotto la protezione della nostra Costituzione. Quindi tutti - sottolinea Cesetti - sono tenuti a rispettarla. Una legge non si discute né si interpreta ma si applica. Con l'attuale Provincia abbiamo avviato un percorso, condiviso da ascolani e fermani di centrodestra e centrosinistra, che ha avuto il parere positivo dei sindaci del Fermano e del commissario De Feis. Arrivati alla fine, gli ascolani stanno trovando pretesti per ritardare la scelta". Cesetti detta allora la tabella di marcia: "Primo: la giunta, a cui va il nostro sostegno e il nostro apprezzamento, proceda senza paura alla ripartizione di patrimonio e personale senza indugiare oltre. Secondo, il commissario De Feis favorisca questo percorso, usi i poteri e i doveri che la legge gli impone". E a coloro che in questi giorni, dal versante fermano, hanno chiesto la nomina di un commissario ad acta, Cesetti replica: "Ma quale commissario? Chi deve svolgere determinate funzioni c'è già e ha tutti i poteri per svolgerle. Quindi, che si proceda". Il candidato della Sinistra poi manda un messaggio ai cugini dell'altra sponda dell' Aso: "Abbiamo già ceduto abbastanza. pur di chiudere la partita e non avere problemi, abbiamo chiuso più di un occhio. Se per caso gli ascolani dovessero continuare con le polemiche vorrà dire che proporremo di cointestarci tutti gli immobili: 43 a Fermo e 57 ad Ascoli". Presenti alla conferenza anche Renzo Interleghi (Pdci), Roberto Vallasciani (Sd) e Giacomo Piergentili (Rc). "Quella che stanno mettendo in campo gli ascolani è una speculazione politico elettorale - dicono Vallasciani e Interlenghi - volta a delegittimare il presidente Rossi. Se può essere comprensibile per il centrodestra, non è giustificabile il Pd. Come non è giustificabile il rumoroso silenzio, rispetto a questa situazione, del Pd del Fermano".
Pienone ad Amandola per il nostro candidato presidente

Amandola, venerdì 21: incontro con Cesetti
Chi volesse partecipare può contattarci.
Diliberto a Fabriano
Venerdì 21 novembre Diliberto parteciperà invece ad un dibattito proposso dall’associazione culturale “La Macchina Mondiale” per discutere di “Scenari della crsi globle: dal crack finanziario alla democrazia autoritaria?” con, tra gli altri, Domenico Losurdo e Giovanni Russo Spena (Urbino, Sala Serpieri del Collegio Raffaello, Piazza della Repubblica, ore 17.00).
Cesetti incontra gli elettori a Santa Vittoria

SANTA VITTORIA IN MATENANO - Si è tenuta venerdì sera presso la “Taverna Vittoria” di Santa Vittoria in Matenano, la terza serata della campagna di ascolto indetta dai partiti (Rifondazione Comunista, PdCI, Sinistra Democratica, Verdi) a sostegno della candidatura di Fabrizio Cesetti a Presidente della Provincia di Fermo. “Dopo le prime due serate che avevano riscontrato una straordinaria partecipazione di pubblico, 120 presenze a Petritoli ed oltre 70 a Massa Fermana - si legge in una nota -, anche ieri sera risultato al di sopra delle aspettative. La Taverna Vittoria, dove era stata organizzata una conviviale con cena, era stracolma con quasi 60 presenze; molte di più di quante previste dagli organizzatori. Il dibattito, la discussione ed il confronto che sono scaturiti da queste serate denotano la volontà di partecipazione degli elettori ed il fermento di un territorio che vuole scegliere il proprio candidato Presidente senza scendere a logiche spartitorie”. Prossimo appuntamento venerdì 21 novembre ad Amandola.
Prosegue il tour di Cesetti, si parla di lavoro e ambiente
Prosegue la campagna di ascolto di Fabrizio Cesetti, candidato alla presidenza della Provincia di Fermo di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratca. Gli organizzatori tracciano un primo bilancio, dopo tre serate di discussione a Petritoli, Massa Fermana e S. Vittoria in Matenano: «Ovunque abbiamo registrato presenze oltre ogni aspettativa, a S. Vittoria c'erano almeno 60 persone, dopo le 120 di Petritoli e le oltre 70 di Massa. Riteniamo estremamente positivo questo dato sulla partecipazione a parecchi mesi dalla competizione elettorale. Il dibattito che è scaturito denota la volontà di partecipazione degli elettori e il fermento di un territorio che vuole scegliere direttamente il proprio candidato presidente senza scendere a logiche spartitorie scaturite da decisioni prese nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti». A S. Vlttoria si è parlato di lavoro, occupazione, tutela e rafforzamento del tessuto produttivo della nostra provincia legato alle sorti di migliaia di piccole imprese. La presenza di rappresentanti del comitato per la tutela della salute ha portato alla ribalta la delicata questione della centrale a biomasse e dellaa Ned Silicon. Cesetti ha ribadito la proprio posizione, spiegando che nessuna attività produttiva può essere organizzata con la totale contrarietà della popolazione e con forti dubbi sui rischi per la salute e l'ambiente, impegnandosi ad affrontare in maniera seria tutte le questioni legate all'occupazione, alla tutela della salute e dell'ambiente.
Cena e dibattito a Santa Vittoria

Un intervento molto applaudito è stato quello del compagno Guglielmo Massucci, consigliere provinciale del PdCI, che da sindaco contrastò con successo alcuni progetti rischiosi per l’ambiente, come quello, ormai celebre, della Turbogas.
...memoria lunga
Il quotidiano riporta anche l’eloquente “curriculum” di questi due individui:
BOLOGNA - Quattro attivisti di estrema destra sono stati arrestati dalla Digos per un'aggressione compiuta la scorsa notte, nel pieno centro di Bologna, a due giovani di sinistra, etichettati come "comunisti". Prima gli insulti politici, poi il pestaggio: una delle vittime, un 34enne di Catanzaro, è in condizioni serie all'ospedale Maggiore con il naso e una mascella fratturati e una lesione ad un occhio, un suo amico di 21 anni se l'è cavata con qualche livido.
QUATTRO ARRESTATI - Gli arrestati sono Luigi Guerzoni, 33 anni, di Bologna e residente nel ravennate, commerciante, Vincenzo Gerardi, 26 anni, operaio di Cento (Ferrara), residente ad Argelato, entrambi già noti alle forze dell'ordine; Gunther Xavier Latiano, studente di 25 anni, di S.Giovanni Rotondo (Foggia), residente a Bologna, e Alessandro Malaguti, 20 anni, operaio di S.Giovanni in Persiceto residente a Crevalcore, questi ultimi incensurati. Gerardi, noto con il soprannome di "miccia", è imputato a Bologna per associazione per delinquere finalizzata alla discriminazione e all'odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionalistici e religiosi, in un processo che vede coinvolti diversi esponenti di gruppi di estrema destra, per episodi avvenuti tra il 2002 e il 2006. Nella stessa inchiesta era finito anche Guerzoni, che è stato però prosciolto all'udienza preliminare, ma ha alle spalle numerosi precedenti di polizia per reati di discriminazione razziale, porto d'armi, fabbricazione di ordigni esplosivi, violenze e minacce a pubblico ufficiale. Guerzoni inoltre fa parte, insieme a Malaguti, del gruppo musicale "Legittima offesa"; sul proprio sito web il gruppo si definisce «skinheads-band nazionalista e anticomunista». Clicca qui per l’intero articolo
L’esperienza a servizio del territorio
Da Petritoli a Massa Fermana, il riscontro delle prime assemblee sta superando le aspettative. La candidatura di Fabrizio Cesetti alla presidenza della nuova Provincia ha risvegliato quella sinistra annichilita dal risultato delle Politiche 2008, con l’azzeramento della propria rappresentanza parlamentare. Oltre che su ampi contenuti programmatici, Sinistra Democratica, Verdi, Pdci e Rifondazione Comunista si sono unite intorno ad una figura con le carte in regola per l’organizzazione di una macchina amministrativa complessa. A partire dalla questione del personale. Una condivisione che trova il proprio baricentro in quell’allenza di Centrosinistra che ha caratterizzato l’esperienza della Provincia “unita” guidata da Massimo Rossi.
Le parole di Cesetti, ribadite anche nei successivi appuntamenti della campagna di ascolto, hanno rimarcato queste motivazioni di fondo. “Per chi come me ha sempre creduto che il territorio avesse assolutamente bisogno di questo livello istituzionale, da quando ero un giovane sindaco, fino al passaggio in Parlamento e al più recente incarico in Consiglio Provinciale, avere la possibilità di concorrere ad assumerne il governo è ovviamente motivo di grande soddisfazione. E’ una grande sfida e assumo questa responsabilità con la responsabilità di misurarsi con tutte le problematiche, la determinazione di cui sono capace e l’esperienza acquisita. Questa è una provincia che deve essere presa per mano da coloro che ne sono capaci. E tutte le migliori energie del Centrosinistra di questo territorio devono spendersi per questo progetto. E’ una grande opportunità: oggi la Costituzione assegna all’istituzione Provincia un ruolo diverso, più forte, il ruolo di uno strumento che può progettare il futuro di un territorio e dei suoi cittadini che lo abiteranno domani.”
Andrea Braconi
Intervento di Procaccini al Consiglio Regionale

Innanzitutto il gruppo regionale dei Comunisti Italiani vuole esprimere la solidarietà ai lavoratori in lotta e alle loro famiglie nella difesa del posto di lavoro. Questa è una crisi enorme che ha ripercussioni gravissime per migliaia di persone.
La crisi dell’Antonio Merloni, anche se tra le più ampie, purtroppo non è l’unica, è in generale e quindi anche nelle Marche. La provincia di Ascoli Piceno – ne abbiamo discusso prima – ha visto migliaia di licenziati nei diversi settori produttivi, e prima ancora vi è il fermano che ha visto la crisi del settore della calzatura. In questo contesto il modello Marche ha bisogno di essere innovato, altrimenti per la sua altissima percentuale di manifattura rischia di subire un declino definitivo e quindi di essere spazzato via.
La crisi dell’Antonio Merloni non è solo di tipo regionale, ma anche nazionale. Attiene inoltre alle dinamiche mondiali della globalizzazione del capitalismo, dove il meccanismo della delocalizzazione interna ed internazionale della produzione ha distrutto la dimensione intermedia della produzione medesima che è diventata indotto.
La globalizzazione, altresì, ha ridotto a piccole nicchie le produzioni di qualità, con la ricerca ossessiva della massima flessibilità dei lavoratori e delle loro forme di tutela.
Molti colossi industriali hanno preferito far produrre a terzi i loro marchi, hanno ridotto i livelli occupazionali, hanno licenziato, come ha fatto ad esempio la Fiat, trasformando così le industrie di produzione in società di capitali e in sistemi bancari.
In questa regione la crisi dell’Antonio Merloni chiude in via definitiva una storia industriale di grande rilievo. Questa crisi non c’è dubbio che ha origini soggettive, è una crisi dovuta ad una discutibile strategia che non ha voluto un suo autonomo marchio di elettrodomestico e forse è anche una crisi dovuta ad una discutibile direzione manageriale. Ma a determinare questa crisi non è neanche la cosiddettacarenza di infrastrutture, perché questa mattina la stampa parla di industrie ubicate proprio a ridosso dell’A14 dove centinaia e centinaia di lavoratori sono stati messi in mobilità. Dunque le infrastrutture non c’entrano niente o c’entrano molto poco. Quindi in questa crisi c’è sì una questione di soggettività, di originalità, ma sarebbe sbagliato pensare che è delimitata soltanto alla gestione dell’Antonio Merloni. Purtroppo, infatti, come abbiamo detto, questa crisi investe un modello che rischia di non avere più nessuna alternativa né sul territorio marchigiano né su quello nazionale. Si è spezzato per sempre uno sviluppo che era abbastanza armonico. Il tessuto delle piccole e medie imprese nel corso degli anni ha perso quasi per intero la propria autonomia di produzione e di commercializzazione. Le aziende autonome artigiane e le piccole industrie sono state inglobate in un meccanismo di produzione dispersiva e di committenza diffusa e parcellizzata. Il sistema artigianale di piccole imprese è diventato il cosiddetto indotto. Siamo in presenza di una doppia flessibilità e precarietà, in primo luogo c’è quella dei lavoratori, molti dei quali non avranno né garanzie di cassa integrazione né ricollocazione sul mercato del lavoro, appunto i lavoratori dell’indotto, in secondo luogo ci sono le precarietà delle imprese e dell’indotto molte delle quali si sono sciolte o sono sconosciute. Nella riunione di Roma abbiamo inteso che i tre commissari nominati dal Governo fanno difficoltà alla tracciabilità di fornitori dell’Antonio Merloni, che in molti casi sono stati costretti a fare investimenti milionari senza nessuna garanzia sulle commissioni di lavoro e, peggio ancora, su lavori mai pagati.
La produzione e la riproduzione capitalista ha bisogno sempre di un pesce più grande dell’altro! Secondo noi bisogna ripensare ad un nuovo modello di società con al primo posto il diritto al lavoro. Non stiamo certo ad invocare la statalizzazionedei mezzi di produzione, tuttavia occorrono nuove politiche statali a sostegno del lavoro e dello stato sociale. In anni lontani e in tutt’altro contesto Enrico Berlinguer parlava della necessità di una terza via. Oggi forse più realisticamente dobbiamo parlare di una seconda via, perché il capitalismo è riproduttore di crisi e peggio ancora di guerre. Oggi con il modello unico e con i federalismi fiscali intere regioni e nazioni rischiano la marginalizzazione, quindi anche le localizzazioni hanno un connotato di marginalità e di disperazione.
I Comunisti Italiani sostengono in pieno l’accordo di programma Regioni-Stato e dunque il progetto speciale Marche-Umbria proposto dalla Giunta regionale e dal Presidente Spacca per il distretto della meccanica Marche Umbria, perché occorre uno spettro ampio che guardi alla crisi ma anche al territorio, allo sviluppo che per forza di cose deve avere una sua svolta, e già le linee di bilancio che discuteremo dovranno avere, secondo noi, questo profilo. Insieme ai tavoli tecnici deve esserci anche l’impegno di tutto il sistema istituzionale. Possiamo dire che la Regione Marche sta affrontando questa crisi nel modo giusto, senza antagonismi tra i diversi territori e con la previsione, quella ovviamente nei limiti del possibile, di risorse significative per lo sviluppo.
Inoltre il rapporto con il sistema bancario non deve essere sovvenzionato dallo Stato, deve essere funzionale allo sviluppo del territorio. Questo accordo e fondo di solidarietà, che già potrà produrre 36 milioni di finanziamenti agevolati, va nel verso di una possibile risoluzione di aiuto al fine di diversificare il modello di sviluppo. Queste risorse regionali seppur significative da sole ovviamente non basteranno, occorre un impegno altrettanto serio e proporzionale in termini di risorse del Governo nazionale che, appunto, deve mettere i soldi per un nuovo sviluppo, per una nuova politica industriale. Occorre che il Governo riapra la legge n. 61 del terremoto per la parte che atteneva e deve attenere allo sviluppo agricolo, artigianale, commerciale e dunque anche a quello industriale, e deve prevedere la riduzione della parte statale dell’Irap e dell’Iva per le imprese dell’indotto, come già a suo tempo per sua parte ha fattoanche la Regione Marche. Dobbiamo lavorare per la ripresa industriale e al tempo stesso per dare risorse certe agli ammortizzatori sociali e in primo luogo con la cassa integrazione anche per l’indotto. Ma la cassa integrazione non può e non deve essere il fine dei lavoratori, è soltanto il finanziamento dell’emergenza perché la finalità strategica deve essere senz’altro quella di una ripresa della produzione industriale.
Certo non siamo in grado di prevedere il lavoro finale dei tre commissari, ma secondo noi è una scelta debole e sbagliata, perché diluisce in una mediazione, che potrebbe essere anche più politica e non di profilo industriale, tutta la necessità della ripresa. Quindi sarebbe stato meglio un commissario unico, di grande spessore e dalle mani libere per poter indicare un nuovo progetto di sviluppo e un nuovo piano industriale.
Inoltre: dobbiamo finalizzare il sostegno alle imprese per mantenere l’occupazione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, e per il controllo occorre un organismo statale, si pensi ad esempio ad una nuova e moderna Iri, come si fece proprio in quel distretto per le allora Cartiere Miliani che furono assunte dall’Istituto poligrafico dello Stato.
Al tempo stesso occorrono leggi serie che permettano alle Istituzioni e allo Stato di fare questi controlli e di vedere restituiti i soldi pubblici da parte di quelle imprese che pur in presenza di questi contributi hanno chiuso, hanno licenziato i lavoratori e le lavoratrici e poi hanno delocalizzato in altre nazioni d’Europa e del mondo, bisogna farlo fino alla confisca dei beni privati. Solo così lo Stato e la sua articolazione potrà essere all’altezza della nuova sfida.
Debutto del PD e nuovo en plein per Cesetti
La Sinistra con Cesetti fa il pieno anche a Massa Fermana. I democratici danno il via al confronto da Montelparo
FERMO - Parte questa sera a Montelparo (Chiostro Agostiniano, ore 21) la sfida delle Primarie del Pd. I due candidati del partito che si contendono la nomination per le Provinciali sono l’imprenditore Alvaro Cesaroni e l’assessore Renzo Offidani. Si vota il 23 novembre dalle ore 8 alle ore 20. Possono votare tutte le cittadine e i cittadini che hanno compiuto 16 anni alla data delle Primarie e che decidono di sottoscrivere il progetto politico del Pd. Da stasera fino al 22 novembre sono stati messi in calendario 13 appuntamenti che toccheranno le principali città del Fermano. In tutte le occasioni saranno presenti sia Cesaroni che Offidani che presenteranno la loro visione della nuova provincia. Non il programma perché su quello, per non far torto a nessuno, lavorerà il partito.
Ma Offidani e Cesaroni non sono gli unici a contendersi la candidatura dalle parti del centrosinistra. Prosegue infatti la “campagna d’ascolto” del candidato della Sinistra radicale Fabrizio Cesetti. Venerdì sera il consigliere provinciale dei Verdi, accompagnato dai responsabili dei quattro partiti che lo sostengono, è stato a Massa Fermana. Nella sala parrocchiale oltre 60 i presenti. Cesetti ha sottolineato l’importanza della istituzione “Provincia” a differenza di quanto asserito a livello nazionale da chi vorrebbe eliminarle. “L’amministrazione Provinciale deve garantire servizi essenziali al cittadino senza esternalizzazioni che agevolerebbero solo i privati. Gli abitanti dei piccoli centri del Fermano possono e devono avere, grazie alla Provincia, le stesse opportunità di coloro che vivono nelle città più grandi”, ha detto il candito presidente. “Servono “politiche serie legate al “lavoro”: la direttrice di marcia dovrà essere la sicurezza del lavoro e la sicurezza nel lavoro”, ha ricordato. Di piccole imprese ha invece parlato Roberto Vallasciani di Sinistra Democratica. “La provincia - ha detto - annovera due importanti distretti industriali: quello della calzatura e quello del cappello. Solo nel distretto calzaturiero si sono persi 3.000 posti di lavoro e nessuno ne parla né vengono attuate politiche industriali a favore delle piccole imprese che danno ricchezza e posti di lavoro. Nell’ambito delle proprie competenze la nuova provincia deve fare il massimo in questo senso con politiche di “formazione” ed inserimento dei giovani diplomati e laureati a fianco degli imprenditori di prima generazione”.
Cesetti ricomincia da Massa Fermana
Nel centro del cappello presentò nel 1999 la proposta di legge per la nuova provincia
L'ex parlamentare Fabrizio Cesetti, indicato dalla Sinistra come candidato presidente alle prossime provinciali, prosegue la sua campagna d'ascolto. Si è svolto venerdi sera nel teatrino parrocchiale di Massa Fermana l'incontro con cui Cesetti - sostenuto da Pdci, Sd, Verdi e Prc - ha di fatto aperto la sua campagna elettorale nella zona del cappello. Con lui: Roberto Vallasciani, Massimo Marcaccio e Roberta Procaccini; tra il folto pubblico, l'ex sindaco Gilberto Caraceni e l'assessore provinciale Licia Canigola. Mettendo per un attimo da parte questioni come scuola, lavoro e ambiente, che in questi giorni infiammano il dibattito politico, ci si è calati nel clima della nuova Provincia. Cesetti ha esordito, ricordando che partire da Massa Fermana era doveroso, perché proprio qui nell'ottobre del 1999 presentò la proposta di legge per l'istituzione della Provincia del Fermano.
Cesetti ha poi sottolineato il doveroso dialogo che sarà affrontato con il PD per questo nuovo territorio. «Il centrosinistra che governa la Provincia di Ascoli - ha detto- ha dato un'impronta forte a questo territorio. Impegno verso l'ambiente con investimenti nelle fonti di energia rinnovabili e risparmio energetico; nella formazione con borse-lavoro che consentono ai neo diplomati e laureati di entrare con una prima esperienza nel mondo del lavoro. Insomma, il centrosinistra ha già dato una direzione a questo territorio e deve quindi continuare a svolgere tale compito nella futura Provincia di Fermo. C'è un punto fondamentale - ha concluso Cesetti - che deve guidarci come una stella polare: sicurezza del lavoro e sicurezza nel lavoro; con questo avremo già creato condizioni eccellenti per il nostro territorio». Alessio Carassai
Massa Fermana: bis della Sinistra


Massa Fermana, dove Cesetti è stato sindaco dal 1990 al 1995, è anche la località da dove, grazie proprio a Cesetti, partirono le varie iniziative che portarono alla costituzione della nostra provincia, iniziative culminate con la presentazione della Proposta di Legge 6447.
7 novembre a Massa Fermana
Petritoli, teatro gremito per Cesetti

E' COMINCIATO da Petritoli il viaggio di Fabrizio Ceselti, nelle vesti di candidato dei partiti di Sinistra alle elezioni provinciali. E' cominciato con un appello forte e chiaro al Partito Democratico a trovare l'unità, l’armonia attorro a un programma e un candidato presidente. E proprio su questo punto s'è concentrata la discussione al Teatro dell'Iride, davanti al pubblico delle grandi occasioni, e tutti a chiedere se quell'armonia si può trovare. A rispondere è stato Roberto Vallasciani di Sinistra Denwcratica, che ha sottolineato, appoggiato anche da Renzo Interlenghi dei Comunisti italiani e Giacomo Piergentili di Rifondazione: «Occorre intendersi una volta per tutte, capire che dobbiamo proporci come alternativa a questo centrodestra, insieme per vincere. Le esperienze a livello nazionale, ma anche le difficoltà locali ci fanno capire che divisi non si va da nessuna parte». Cesetti ha auspicato un dialogo col Pd, da avviare all'indomani delle primarie che decideranno il candidato di quel partito, tra Offidani e Cesaroni. A quel punto si valuterà se sarà sufficiente sedersi attorno a un tavolo per arrivare a un candidato unico o se saranno necessarie primarie di coalizione. Si è parlato pure di priorità e di necessità per il territorio, Cesetti ha ribadito l'urgenza di affrontare le difficoltà delle piccole e medie imprese. Di certo saranno a affrontati temi ambientali, a partire dalla realizzazione di attività industriali come la centrale a biomasse che tanto fa discutere: "Di certo le decisioni non si prendono sulla pelle della gente e non si impongono nonostante il malcontento della maggioranza della popolazione”. a.m.
Secondo le “primarie” lanciate dal Resto del Carlino ai proprio lettori, il candidato di PdCI, PRC, SD e Verdi sarebbe, a oggi, il candidato presidente di maggiore successo con 290 preferenze, mentre Saturnino di Ruscio (centrodestra) si afferma al secondo posto con appena 138 “voti”. Anche Licia Canigola del PdCI è stata segnalata dai lettori, piazzandosi al terzo posto, pur non essendo in lizza per la presidenza: una posizione che rileva l’apprezzamento popolare verso il lavoro svolto dalla nostra compagna nella giunta provinciale di Ascoli Piceno.
Petritoli, debutto di Cesetti

PETRITOLI - Cesetti parte e brucia tutti sul tempo. Il candidato della Sinistra dà il via alla sua campagna d’ascolto, che poi non è altro che un giro nei comuni del Fermano più rappresentativi per percepire umori, sensazioni, ansie e aspettative di un territorio che per la prima volta voterà per la “sua” provincia. Parte da Petritoli, Cesetti, e per lui arrivano al teatro dell’Iride, in un venerdì sera pre-festivo e in tinta halloweeniana, più di cento persone. Non una folla, certo, ma la politica ultimamente ci ha abituato a ben peggio. “Per noi è stata una piacevolissima sorpresa vedere tutta quella gente”, tronca sul nascere eventuali guerre sui numeri Roberto Vallasciani della Sinistra democratica. “Non è facile avvicinare il pubblico alla politica, oggi - continua -. Che quattro piccoli partiti riescano a riempire un teatro a Petritoli, di venerdì sera, a distanza di sette-otto mesi dalle elezioni, è un grande successo”. Come lui la pensano gli altri rappresentanti dei partiti presenti, Giacomo Piergentili per Rifondazione, Renzo Interlenghi e Guglielmo Massucci (uomo-preferenze della Valdaso che peraltro è anche il regista dell’incontro) per il Pdci.
Presenti le assessore provinciali Licia Canigola e Manuela Marchetti, i sindaci di Monte Rinaldo Marcello Vallorani, di Monte Vidon Combatte Luciano Evandri, il consigliere di Montegranaro Giuseppe Viozzi, l’assessore di Francavilla Nicola Carolini, il segretario del Pd di Petritoli.
Cesetti parla per una buona mezz’ora. Spazia dall’elogio della Provincia di Fermo all’importanza dell’appuntamento elettorale, dai dettagli del suo programma agli obiettivi colti dall’amministrazione Rossi, “Una buona amministrazione”, dice. Ma c’è un concetto che torna sempre, che ripete almeno per cinque, sei volte. E’ quello dell’unità. “Le strade del centrosinistra si ricongiungeranno - assicura Cesetti - Sono certo che tra qualche settimana la strada della Sinistra, ovvero la nostra, si incrocerà con quella del Partito democratico e dell’Italia dei valori (i socialisti sono dati ormai per persi, ndr.). Il Pd ha scelto di fare le Primarie interne per il suo candidato. Un percorso che noi rispettiamo, convinti che alla fine ci incontreremo - ripete -. A quel punto non detteremo le regole del gioco ma non le subiremo neppure. Per la scelta del candidato di tutta la coalizione sarà decisivo il programma. Il candidato - sottolinea - dovrà essere la sintesi migliore e dovrà avere la migliore proiezione esterna”. Sceglie uno spezzato grigio, con cravatta bluette su camicia bianca a righette celesti, per il debutto, Cesetti. E forse ispirandosi un po’ a Bertinotti un po’ al neo-direttore dell’Unità Concita De Gregorio, anche lui inforca e toglie gli occhiali da vista, di tanto in tanto, mentre parla. “Il centrosinistra - dice - deve fare ogni sforzo per tendere all’unità. Dobbiamo tutti mettere da parte gli egoismi e le ambizioni personali, metterci semplicemente al servizio perché sono convinto che se restiamo uniti possiamo vincere la competizione”. Cita per sommi capi il suo programma, meglio le priorità. Accenna alla viabilità, alla crisi delle piccole e medie imprese del territorio, alla sicurezza del lavoro e nel lavoro. Parla di precariato da combattere, di morti bianche da scongiurare. Racconta dei fondi Fas, quelli per le aree sotto utilizzate, arrivati nella nostra zona. “Sono raddoppiati - spiega - perché tra Fermo e Ascoli abbiamo preso 27 milioni a fronte dei 16 milioni arrivati a Pesaro, Macerata”. Anche questo è un vantaggio dell’aver fatto la Provincia, la divisione a livello regionale ora si fa per cinque.
LOLITA FALCONI

Come proseguirà la campagna d’ascolto di Fabrizio Cesetti? Domani i partiti che lo appoggiano si riuniranno per definire le nuove date degli incontri. Quasi certamente il prossimo sarà venerdì 7 novembre a Montegranaro ma bisogna aspettare la conferma. A seguire Amandola, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio.
