Comunicato del PdCI sangiorgese
24/09/09 20:03 Incluso in:politica locale | Porto San Giorgio
Da quanto si può leggere sui giornali in questi giorni, sembra che certi privati abbiano preso Porto San Giorgio come una fonte per il loro egoistico desiderio di fare profitto, ai danni dell’ambiente e del paesaggio, quindi della vivibilità della città stessa. Parlo, per esempio, del cosiddetto “diamante”, un assurdo tentativo di cementificare anche il mare, il cui scopo reale è l’arricchimento di pochi: un “diamante” per le tasche di Gioventù e company, come si può leggere tra le righe di certe sue stesse dichiarazioni, e non certamente per la città, che vedrebbe resa inutilizzabile al turismo balneare una spiaggia libera e il mare antistante.
In tutto questo l’assessore all’urbanistica Marinangeli cosa fa? Invece di rimandare al mittente la proposta, si apre cautamente ad essa, non preoccupandosi tanto dell’impatto ambientale, quanto della possibilità del progetto di trovare finanziamenti da parte del mondo dell’imprenditoria. Sicuramente non è un bello spettacolo per tutti coloro che stanno difficilmente cercando un modo onesto per trovare, non dico una certa tranquillità economica, ma un modo per condurre una vita di autonoma sussistenza.
Che Porto San Giorgio sia vista come una potenziale forma di arricchimento da alcuni privati è comprovato dal progetto dei proprietari del ristorante “La Cascina”, che vorrebbero costruire un albergo a quattro stelle sulla collina sangiorgese, uno dei posti paesaggisticamente più belli della nostra città e di godimento per la sua collettività. Tra l’altro, il progetto testimonia il fallimento turistico di Porto San Giorgio, tanto che qualcuno cerca di appoggiarsi esclusivamente al cosiddetto “turismo religioso”. Se, poi, come prospetta il Corriere Adriatico, le opere compensative consisteranno in un allargamento delle sedi stradali della zona collinare, un intervento sicuramente distruttivo per questo ambiente, per poter meglio collegare il centro neocatecumenale e l’eventuale hotel, allora diverrebbe più evidente un fatto già emerso con altri casi urbanistici connessi all’attuale amministrazione: quest’ultima tende ad una politica che favorisce non la collettività ma pochi interessi privati.
In tutto questo l’assessore all’urbanistica Marinangeli cosa fa? Invece di rimandare al mittente la proposta, si apre cautamente ad essa, non preoccupandosi tanto dell’impatto ambientale, quanto della possibilità del progetto di trovare finanziamenti da parte del mondo dell’imprenditoria. Sicuramente non è un bello spettacolo per tutti coloro che stanno difficilmente cercando un modo onesto per trovare, non dico una certa tranquillità economica, ma un modo per condurre una vita di autonoma sussistenza.
Che Porto San Giorgio sia vista come una potenziale forma di arricchimento da alcuni privati è comprovato dal progetto dei proprietari del ristorante “La Cascina”, che vorrebbero costruire un albergo a quattro stelle sulla collina sangiorgese, uno dei posti paesaggisticamente più belli della nostra città e di godimento per la sua collettività. Tra l’altro, il progetto testimonia il fallimento turistico di Porto San Giorgio, tanto che qualcuno cerca di appoggiarsi esclusivamente al cosiddetto “turismo religioso”. Se, poi, come prospetta il Corriere Adriatico, le opere compensative consisteranno in un allargamento delle sedi stradali della zona collinare, un intervento sicuramente distruttivo per questo ambiente, per poter meglio collegare il centro neocatecumenale e l’eventuale hotel, allora diverrebbe più evidente un fatto già emerso con altri casi urbanistici connessi all’attuale amministrazione: quest’ultima tende ad una politica che favorisce non la collettività ma pochi interessi privati.
