11 febbraio, a Roma con la FIOM

Il PdCI è impegnato ovunque a sostenere la lotta della FIOM.
Sabato 11 febbraio cerchiamo di portare più gente possibile e Roma, e nel frattempo stiamo diffondendo il materiale che trovate nei link che seguono.
Per le partenze dalla provincia di Fermo, potete cotattarci al num 366 4376178 o scriverci a pdci@comunisti-fermano.it


ORDINE DEL GIORNO DEL COMITATO CENTRALE
Il Comitato Centrale del Partito dei Comunisti Italiani, riunito a Roma il 29 gennaio 2012, chiede a tutti i suoi quadri, iscritti e militanti di partecipare alla manifestazione nazionale dei metalmeccanici della Fiom Cgil convocata a Roma per l’11 febbraio.
In violazione dello Statuto dei Lavoratori e degli articoli della Costituzione che garantiscono la libertà di organizzazione, la Fiom è stata espulsa dalle fabbriche Fiat e i lavoratori in cassintegrazione iscritti alla Fiom non vengono richiamati negli stabilimenti.
Questa abrogazione dei diritti costituzionali viene ignorata da tutti: dal governo Monti, dalle più alte cariche istituzionali e dai media. Ma quando nei luoghi di lavoro viene cancellata la democrazia, c’è il rischio che essa venga cancellata anche dalla società.
Per questo la manifestazione dell’11 febbraio assume un valore dirompente e diventa per i comunisti e per il movimento operaio tutto una battaglia per la democrazia e la prima, reale opposizione alle politiche di destra del governo Monti.
(approvato all’unanimità)

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Renato Bisonni candidato dei comunisti alle primarie di Porto San Giorgio

Il Partito dei Comunisti Italiani (Federazione della Sinistra) parteciperà alle prossime primarie di coalizione del centrosinistra con un proprio candidato, il dott. Renato Bisonni, dirigente medico dell’ U.O. Oncologia Medica presso l’Ospedale di Fermo.
Riteniamo che solo un eventuale sindaco afferente al nostro partito possa garantire, senza ombra di dubbio, il rispetto pieno degli accordi programmatici della coalizione di centro sinistra.
Inoltre il dott. Bisonni è un professionista altamente capace di lavorare in team e di rispondere ai bisogni delle persone: è dotato cioè di qualità che ogni sindaco dovrebbe avere per svolgere al meglio le sue funzioni.
Con la nostra partecipazione contribuiremo a rendere le primarie un momento importante di aggregazione dell’elettorato del centro sinistra e di tutti quei cittadini che sono stanchi di amministrazioni che favoriscono gli interessi dei privati ai danni del bene comune.
Sabato 11 febbraio alle ore 17.30, presso la Sala Castellani di Porto San Giorgio, il PdCI darà inizio alla sua campagna elettorale con un’iniziativa a cui interverranno Raffaele Bucciarelli, consigliere regionale della Federazione della Sinistra, e Guglielmo Massucci, assessore provinciale della FdS. L’incontro di sabato sarà anche l’occasione per presentare alla cittadinanza il candidato dei Comunisti Italiani alle prossime primarie, Renato Bisonni.

PdCI Porto San Giorgio

91° Anniversario del Partito Comunista

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Assemblea pubblica: Lavoro, Diritti, Democrazia

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Tesseramento 2012

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I comunisti a Roma contro la manovra economica

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Il PdCI della provincia di Fermo organizza per domenica prossima, 18 dicembre, un pullman per partecipare alla manifestazione nazionale promossa dalla Federazione della Sinistra contro la manovra economica del Governo Monti. Saranno presenti i leader delle forze che compongono la Federazione della Sinistra, ovvero Oliviero Diliberto (Segretario dei Comunisti Italiani), Paolo Ferrero (Segretario di Rifondazione), Cesare Salvi (Socialismo 2000) e Gian Paolo Patta (Lavoro e Solidarietà). Scarica il volantino
Le forze che compongono la FdS considerano vergognoso l'intervento sulle pensioni e assurdi i tagli agli enti locali, così come ritengono iniquo l'intervento che reintroduce l'ICI, indiscriminatamente, sulla prima casa. Considerano inoltre inaccettabili, dopo la vittoria del referendum sull'acqua, le privatizzazioni previste dal "Decreto salva Italia" e tutta la politica fiscale, che, fingendo di "colpire tutti", colpisce in realtà solo coloro che hanno di meno (vedi l'intervento sull'IVA e sui carburanti).
Il "Decreto salva Italia" salva solo i ricchi, colpisce invece le lavoratrici e i lavoratori.
All'iniziativa di Roma saranno esposte le proposte alternative dei comunisti, che comprendono l'obbligo per la Banca Centrale Europea di acquistare direttamente i titoli di stato dei Paesi europei (per contrastare le forme di speculazione), la patrimoniale progressiva sulle grandi ricchezze immobiliari e finanziarie superiori agli 800.000 euro, l'aumento al 15% della sovrattassa sui capitali scudati, misure efficaci contro l'evasione fiscale, il taglio delle spese militari, il blocco delle cosiddette grandi opere (come la TAV in Val Susa), tagli ai privilegi della politica (e non operazioni di facciata come l'operazione contro le province, che mirano invece a "tagliare" la democrazia).
Queste misure di semplice buon senso, oltre ad essere eque, permetterebbero anche di avere fondi per investire nella ricerca, nella formazione, nel lavoro, nello sviluppo economico.
Invitiamo chi vuole partecipare alla manifestazione a contattarci.
Invitiamo a contattarci anche coloro che sono interessati a conoscere le nostre proposte e che vogliono lavorare con noi per la loro affermazione.

Contatti:
tel: 366 4376178 (Flavio)
e-mail: pdci@comunisti-fermano.it


PdCI, Direzione provinciale di Fermo

In piazza contro il Governo Monti

Nei prossimi giorni i Comunisti Italiani della provincia di Fermo saranno in piazza a Porto Sant’Elpidio e a Fermo per denunciare i contenuti del cosiddetto “Decreto Salva Italia”.
Indichiamo sotto alcuni contributi dei nostri dirigenti nazionali sulla manovra finanziaria e sul Governo Monti.
Invitiamo infine i compagni e tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero unitario di 3 ore indetto per lunedì 12 dicembre da CGIL, CISL e UIL e invitiamo i lavoratori metalmeccanici ad aderire allo sciopero, anticipato al 12, della FIOM.
In occasione dello sciopero, a Fermo è previsto un presidio dei sindacati in Corso Cavour, a partire dalle 9.30, davanti alla Prefettura.

- vedi le foto sulla nostra pagina di Facebook -

- Manovra: rigore ed equità, ma per chi?. Orazio Licandro, coordinatore della Segreteria nazionale PdCI
- Decreto 'Salva Italia': recessivo e di classe. Luigi Marino, responsabile Economia della Direzione nazionale PdCI
- Governo Monti: la borghesia ha cambiato spalla al suo fucile. Fosco Giannini, Resp. Lavoro di massa, Segreteria nazionale PdCI
- Il governo Monti non è la soluzione. Serve una vera svolta politica ed economica. Vladimiro Giacchè, Direzione nazionale PdCI

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Alternativa Ribelle, presidio degli studenti verso il 15 ottobre

Alternativa Ribelle-Ribalta, un associazione nazionale fondata la scorsa estate dall'impegno unitario della FGCI e dei Giovani Comunisti, è nata anche a Fermo coinvolgendo la realtà studentesca del fermano.
Lo ha dimostrato oggi, aderendo alla manifestazione nazionale indetta dall' Unione degli Studenti il 7 Ottobre e indicendone una a Fermo, dove duecento studenti hanno manifestato davanti la sede della Provincia dopo un corteo partito dal Liceo Scientifico T.C.O.

- 8 miliardi di tagli per dequalificare la scuola pubblica e valorizzare percorsi di formazione privata
- Docenti precari costretti a bassi salari, senza la possibilità della continuità didattica
- Taglio ai fondi per il Diritto allo studio, ritorno ad un sistema scolastico classista
- Mercificazione della cultura e dei saperi, pensati non più come valori e diritti universali ma come privilegi per pochi.
- Strutture scolastiche non a norma che verranno ulteriormente colpite dal taglio agli enti locali previsto dalla manovra finanziaria del governo

Questi sono alcuni degli effetti della riforma Gelmini e delle politiche di un governo sordo e autoritario, subalterno alle logiche neoliberiste della Banca Centrale Europea che vuole far pagare la crisi a studenti, lavoratori e precari.

Noi chiediamo investimenti per il diritto allo studio, gratuità dei trasporti per studenti pendolari, agevolazioni sui consumi culturali, una scuola pubblica che sia accessibile e di qualità e tuteli gli spazi di democrazia, lotta all’evasione, redistribuzione dei finanziamenti a fondo perduto alle imprese e delle spese militari al sistema scolastico, universitario e della ricerca.
Un sistema scolastico alternativo è possibile solo se costruiamo un sistema politico e sociale alternativo alle logiche del profitto. Per questo saremo in tutte le piazze d’Italia il 7 Ottobre, verso la grande manifestazione Europea del 15 Ottobre a Roma!

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foto dal sito web della Provincia di Fermo

Per altre informazioni circa le attività della FGCI e di Alternativa Ribelle - Ribalta a Fermo, visitate i siti web:
www.fgci.comunisti-fermano.it
http://ribaltalinformazione.wordpress.com
oppure contattate i nostri compagni su Facebook (
cliccate qui).

Intervento del compagno Massucci al presidio degli studenti

Estratti dal comunicato diramato dalla Provincia di Fermo

Gli Assessori alla Pubblica Istruzione Giuseppe Buondonno e al Patrimonio ed Edilizia Scolastica Guglielmo Massucci sono intervenuti alla manifestazione indetta dagli studenti delle scuole fermane sotto gli uffici della Provincia, esprimendo il loro sostegno agli studenti.

“Stiamo vivendo una crisi a livello mondiale - ha rimarcato Massucci - che ha ricadute devastanti in tutti i settori della nostra società, a partire dall’istruzione pubblica. Ma la vostra formazione, il vostro sapere era e resta un valore aggiunto per un Paese come l’Italia che, purtroppo, negli ultimi anni ha abdicato in termini di innovazione e ricerca. Per invertire la rotta serve un Governo capace di governare, un Governo che si assuma le proprie responsabilità, intervenendo in maniera decisa e risolutiva.

La Provincia di Fermo, di responsabilità, ne ha assunte tante nei suoi primi due anni di vita, a partire dalla messa in sicurezza e dall’ammodernamento degli edifici scolastici: sono quasi 6 i milioni di euro che abbiamo investito nel territorio e nell’edilizia scolastica, supportando anche quei piccoli Comuni che subiscono maggiormente le conseguenze dei tagli.

Vi invito, quindi, a non cadere nella trappola che è stata creata ad arte: la scuola pubblica è un pilastro della nostra Nazione, su cui si sono formate generazioni di professionisti e lavoratori. Insieme dobbiamo lavorare per garantirle un futuro, creando le condizioni perché si torni a sostenere, concretamente, l’istruzione, il corpo docenti, il personale e, soprattutto, voi studenti”.

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foto dal sito web della Provincia di Fermo

Il PdCI in piazza con la CGIL

Il Partito dei Comunisti Italiani della Provincia di Fermo ha partecipato alla manifestazione organizzata dalla CGIL in occasione dello sciopero generale. Abbiamo partecipato diffondendo il nostro materiale informativo sulla manovra finanziaria del Governo con le nostre proposte, il volantino contro la guerra della NATO in Libia e la sintesi del Documento politico del 6° Congresso del Partito assieme all’editoriale, apparso su MarxVentuno (8/08/11), di Oliviero Diliberto intitolato "La fase attuale e i nostri compiti".
Abbiamo diffuso anche delle copie della rivista MarxVentuno, nuova serie de l’ernesto.
Per vedere le foto e il resto del materiale diffuso, clicca qui.

Comunisti contro la guerra e la manovra finanziaria

Il Partito dei Comunisti Italiani si sta mobilitando in tutta la regione per rendere noti i contenuti della manovra finanziaria (clicca qui), le proposte dei comunisti e della Federazione della Sinistra per la crisi economica, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul proseguimento della barbara guerra in Libia.
Venerdì 15 luglio, una delegazione di giovani del PdCI ha partecipato al presidio organizzato dalla CGIL sotto la Prefettura (eravamo, come spesso accade in queste occasioni, l’unico partito politico presente). Sabato 16 luglio abbiamo iniziato la diffusione del materiale informativo sulla Finanziaria appena varata dal governo con l’avallo dell’opposizione parlamentare e la benedizione di Napolitano.

Il testo del volantino:
I poteri economici e i loro referenti in Parlamento spingono verso soluzioni di “lacrime e sangue” alla crisi, tagliando i finanziamenti agli enti locali, alla sanità e allʼistruzione pubbliche, aumentando lʼetà pensionabile, privatizzando importanti servizi pubblici, riducendo i diritti dei lavoratori, distruggendo lʼambiente in nome di appetiti privati e contro il volere delle popolazioni. E mentre si taglia sullo stato sociale si conduce una barbara e costosissima guerra contro il popolo libico, bombardandolo, demonizzandone i legittimi governanti e finanziando bande di “ribelli”.
A questa drammatica situazione, il Partito dei Comunisti Italiani contrappone una proposta che si articola nei seguenti punti principali:
a) lotta alla precarietà lavorativa;
b) lotta allʼevasione fiscale e abbassamento delle aliquote IRPEF per le prime fasce di reddito da lavoro e da pensione;
c) taglio delle spese militari e non coinvolgimento dellʼItalia nelle missioni imperialiste;
d) rilancio degli investimenti pubblici in formazione, ricerca e sviluppo e cancellazione della controriforma Gelmini per rilanciare la scuola pubblica e bloccare la privatizzazione delle università;
e) rafforzamento del settore pubblico dellʼeconomia, bloccando le privatizzazioni, procedendo a (ri)pubblicizzazioni, orientando gli investimenti privati;
f) partecipazione democratica delle popolazioni alle decisioni concernenti le politiche economiche, industriali, infrastrutturali ed energetiche che interessano i diversi territori.

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Presentazione del libro "Ricostruire il Partito comunista"

Sabato 25 giugno alle 17.30, presso l'Hotel Casina delle Rose (Fermo), si terrà la presentazione del libro "Ricostruire il Partito Comunista, appunti per una discussione". Il libro, una voluminosa opera collettiva di oltre 300 pagine, porta la firma di Oliviero Diliberto, Fausto Sorini, Vladimiro Giacché e contiene gli spunti, le analisi e le riflessioni scaturiti dalle centinaia di assemblee e seminari organizzate negli ultimi anni da Marx XXI, associazione politico-culturale presieduta dal filosofo Domenico Losurdo.
Interverranno alla presentazione: Alessandro Volponi, docente di filosofia e membro del Consiglio scientifico dell'associazione Marx XXI; Paola Pellegrini, dell'Ufficio Politico del Partito dei Comunisti Italiani; Fosco Giannini, senatore nella XV Legislatura eletto tra le file di Rifondazione Comunista. Parteciperà anche Raffaele Bucciarelli, consigliere regionale per la Federazione della Sinistra.
Lo scopo del volume, così come delle attività di Marx XXI che coordina questa iniziativa, è porre le basi teoriche e organizzative per la ricostruzione di un forte partito comunista in Italia, partendo dalla constatazione dell'inadeguatezza delle attuali organizzazioni esistenti.
Saranno disponibili copie del libro ed è prevista una cena di sottoscrizione: per informazioni o prenotare, chiamare il numero 366 4376178.

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Sciopero generale CGIL

Riportiamo l’articolo pubblicato sul Corriere Adriatico il giorno dopo la manifestazione organizzata dalla CGIL in occasione dello sciopero generale. Ringraziamo i compagni che hanno reso possibile la presenza organizzata dei comunisti alla manifestazione attraverso la gestione del gazebo, la realizzazione e la diffusione di oltre 500 volantini della Federazione della Sinistra e soprattutto i giovani della FGCI che sono stati la principale presenza organizzata in Piazza.

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Tutti in corteo per il lavoro


Circa trecento partecipanti alla manifestazione della Cgil. “Basta precari”

Fermo. Sono stati circa 300 secondo quanto riferito dal Commissariato di Fermo i manifestanti che si sono ritrovati ieri mattina in piazza del Popolo in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil. Dopo il ritrovo il Largo Alvaro Valentini, il corteo ha sfilato per le vie cittadine fino a raggiungere il centro storico intorno alle 11. Tutti sotto il palco allestito di fronte il loggiato di San Rocco, per ascoltare il comizio del segretario regionale Cgil Gianni Venturi, l'intervento del segretario provinciale Maurizio Di Cosmo e le testimonianze di alcuni manifestanti. Lavoro e lotta alla precarietà al centro dello sciopero, nella piazza fermana così come in altre 1500 piazze di tutta Italia. Meno tasse sul lavoro, più occupazione, sostegno per i pensionati, la garanzia di un futuro ai giovani, fermare la precarietà, costruire uno stato sociale forte e sicuro, investire sulla conoscenza, chiudere la stagione degli accordi separati e far sì che sia il voto dei lavoratori a decidere sui contratti. Queste le richieste dei manifestanti. Piazza del Popolo ieri mattina è stata colorata dalle tante bandiere portate dal corteo: Cgil, Spi, Funzione Pubblica, Fiomm, Sinistra e Libertà, Partito dei Comunisti Italiani, Se non ora quando – comitato spontaneo delle donne sono solo alcuni dei simboli che hanno sventolato per tutta la mattinata nel centro della città. “Dodici mesi per un'ecografia e c'è chi pensa al processo breve”; “E dopo Tremonti … il tramonto”; “Voglio scegliere e cambiare” sono gli slogan che campeggiavano sui cartelloni dei manifestanti. Dodicimila i posti di lavoro persi nelle Marche, ha ricordato il segretario Venturi: “la crisi non è passata, ma in questa manifestazione non ci sono rassegnazione e disperazione, ma un messaggio di speranza”. Toccante e fortemente sentita la testimonianza di Valentina Recchi, insegnante di 27 anni che parla di sogni trasformati in sensi di colpa: “Non abbiamo la possibilità di programmare il nostro futuro – ha detto dal palco – quando invece vorremmo gestire la nostra vita nel nome di una passione e di un'idea, non del denaro”. In piazza c'era il popolo che rappresenta un'altra Italia, dice il rappresentante dei pensionati che parla di pensioni che non si rivalutano, ma che scendono e che nel Fermano sono le più basse della regione. Ha portato una sferzata d'energia alla folla Ugo Funari, ottantacinquenne dirigente della Cgil di Amandola, da sessantacinque impegnato nelle battaglie del sindacato, che ha invitato a cambiare un sistema liberale e selvaggio, mettendo l'avvenire della società nelle mani dei giovani. Stella Alfieri

Presentazione della lista "Federazione della Sinistra"

Lunedì 2 maggio abbiamo presentato la lista della Federazione della Sinistra presso la Sala dei Ritratti, alla presenza del compagno Massimo Rossi, da poco nominato portavoce nazionale della Federazione, che ha poi tenuto le conclusioni dell’iniziativa. La serata è stata presentata dall’attore e compagno Giorgio Montanini, mentre l’introduzione è toccata a Sandro Volponi, membro del comitato scientifico dell’Associazione Marx XXI.
Tra i consiglieri, sono intervenuti il consigliere uscente, gruppo PRC, Giorgio Benni, che ha decisono di non ricandidarsi dopo due legislature in consiglio comunale, Paolo Rossi e Andrea Morroni, ambedue consiglieri uscenti e candidati per le prossime elezioni.
Nella serata sono state valorizzate le caratteristiche della lista, come la componente femminile (con interventi di Diletta Parrino, Patrizia Serafini e Maria Paola Volponi) e quella giovanile, con la presenza dei candidati FGCI, ovvero Serena Alessiani, Federico Quondamatteo, Daniel Palladio, Giada Traini, Francesco Interlenghi, Giorgio Raccichini.




Tutti i candidati

1 Alessiani Serena
2 Arduini Federica
3 Bordò Alberto
4 Cartacci Fulvia
5 Di Antonio Elena
6 Faggio Stefano
7 Fortuna Alessandro
8 Galiè Rosanna
9 Giacobbi Pierluigi
10 Interlenghi Francesco
11 Liberati Stefano
12 Marzoni Antonella
13 Matè Andrea
14 Meloni Vincenza
15 Mercuri Anna Maria
16 Montanini Fabio


17 Morroni Andrea
18 Palladio Daniel
19 Parrino Diletta
20 Pettinari Flavio
21 Pieroni Helena
22 Quondamatteo Federico
23 Raccichini Giorgio
24 Romagnoli Clara
25 Rossi Paolo
26 Rubicini Michele
27 Serafini Patrizia
28 Tarquini Alberto
29 Tizi Simone
30 Torelli Ivan
31 Traini Giada
32 Volponi Maria Paola


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Dal movimento alla società della conoscenza - iniziativa della FGCI

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No all'intervento in Libia!

No all'intervento in Libia!
Dichiarazione di 58 partiti comunisti e operai
Per l'Italia aderisce il Partito dei Comunisti Italiani

Gli assassini imperialisti, guidati da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e NATO insieme, e con l'approvazione dell'ONU, hanno lanciato una nuova guerra imperialista. Questa volta in Libia.

I presunti pretesti umanitari sono del tutto falsi! Stanno gettando della polvere negli occhi dei popoli!
Il loro vero obiettivo è rappresentato dagli idrocarburi della Libia.

Noi, partiti comunisti e operai, condanniamo l'intervento militare imperialista.
E' il popolo stesso della Libia che deve determinare il proprio futuro, senza interventi imperialisti stranieri.

Chiamiamo i popoli a reagire e a esigere l'arresto immediato dei bombardamenti e dell'intervento imperialista!

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Clicca qui per una selezione di articoli sulla nuova guerra imperialista contro la Libia

Il volantino della Federazione di Fermo del PdCI contro la nuova guerra imperialista che distribuiremo nei prossimi giorni, a partire dal volantinaggio di domenica 27 aprile a Porto Sant’Elpidio:

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Libia: no alla guerra, sì all'autodeterminazione

Riproduciamo sotto il volantino che diffonderemo domenica a Valmir e, da lunedì, davanti alle scuole di Fermo.
Segnaliamo inoltre che venerdì 25 marzo alle ore 17.30 il compagno Francesco Francescaglia, responsabile esteri del PdCI, sarà ospite della sezione Tina Modotti di Ancona assieme al giornalista Bassam Saleh (corrispondente dell'agenzia palestinese "Al Nahr News") per un’iniziativa dedicata alle lotte dei popoli nordafricani e alle ingerenze imperialiste nel Maghreb. L’assemblea si terrà nella sala ANPI di via Palestro.

scarica il volantino per la stampa in bianco e nero

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L'anticomunismo in Europa non passerà!

Diliberto: solidarietà al KSCM, fermiamo l'anticomunismo

di Oliviero Diliberto
Le notizie che ci giungono dalla Repubblica Ceca sono inquietanti e gravissime. Una nuova caccia alle streghe è in atto, ai danni del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), con un tentativo evidente del governo di mettere fuori legge questa organizzazione che, ricordiamo, è la terza forza politica del paese, con consensi elettorali del 13% (alle elezioni politiche del 2006, il 14,18% alle Europee del 2009).
Nel cuore della Mitteleuropa, quindi, è in atto una feroce campagna che mira a mettere fuori legge i comunisti, a criminalizzare le lotte sociali e politiche di quel paese e dare la stura al revisionismo storico ed al revanscismo e ad equiparare gli eroi della lotta antifascista con i criminali di guerra che si sono macchiati di efferatezze ed azioni di brigantaggio nei confronti della popolazione civile. Non è la prima volta che una campagna del genere prende corpo: già alcuni anni fa il Ministero degli Interni lavorò alacremente per mettere fuori legge l’Unione dei Giovani Comunisti Cechi (KSM) e solo un ricorso al Tribunale ed una poderosa campagna di solidarietà internazionale, riuscì a far retrocedere il Governo di destra da questa decisione. Questa iniziativa è davvero incredibile e lesiva del Diritto e della Legge della Repubblica Ceca, inoltre incontra l’opposizione di larghi strati della popolazione di Boemia e Moravia, al punto che hanno espresso il loro disaccordo con questa legge anche numerosi e ben noti ex membri della dissidenza.
Sarebbe sbagliato considerare quanto sta accadendo oggi a Praga il frutto dell’azione isolata di un governo reazionario. In tutta l’Ue è in corso una poderosa campagna anticomunista, che mira a colpire (per via legislativa o con l’elevazione degli sbarramenti elettorali,…) tutte le forze comuniste che lavorano per una società libera dal capitalismo. Già il Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione che equipara “i crimini del comunismo” a quelli del nazismo, per preparare un retroterra culturale reazionario. E tutto questo accade mentre i paesi dell’Ue sprofondano in una crisi economica drammatica, paragonabile a quella degli anni Trenta.
La criminalizzazione dei comunisti, il tentativo di scioglierne le organizzazioni e metterle fuori legge, oltre a ricordare una delle pagine più nere della storia d’Europa, ci parla del tentativo di soffocare qualunque forma di protesta e dissenso e della costruzione di un alternativa ad un sistema che genera solo guerra, violenza e sofferenze.
Il Partito del Comunisti Italiani esprime la sua più convinta e fraterna solidarietà ai compagni del KSCM e continuerà a sostenere tutte le iniziative di contrasto al revisionismo storico anticomunista e si batterà per impedire tutti i tentativi di impedire ai comunisti di battersi per la trasformazione della società.
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Fermiamo la caccia alle streghe anticomunista nell'Unione Europea!
Comunicato di Jiri Mastalka, Vicepresidente del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), deputato europeo
Il Partito Comunista di Boemia e Moravia, minacciato di interdizione, fa appello alla solidarietà internazionale
(Traduzione di Mauro Gemma)

Il governo Ceco di destra continua a intensificare la pressione sul Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM). Senatori, deputati e ministri si sono pronunciati per la sospensione dell'attività del Partito o, addirittura, per la sua interdizione.
I tentativi di alcuni di questi individui si manifestano da molto tempo, ma fino ad oggi non c'era ancora stata ragione per prestarvi molta importanza, sebbene una Commissione Speciale del Senato fosse stata creata e fosse già stato preparato un progetto di legge che propone di sospendere l'attività del KSCM. Anche un partito della destra Ceca aveva disapprovato in passato questi tentativi.
Tuttavia ora la situazione è cambiata completamente. Per la prima volta dopo il 1989, tali questioni sono state messe all'ordine del giorno del governo Ceco, e alcuni suoi membri sono intenzionati a fare sul serio.
Dal punto di vista della destra, ciò sembra logico nel contesto delle misure prese, in ragione dell'impatto sociale devastatore di tali misure sul bilancio della maggior parte delle famiglie Ceche. Il governo opera in maniera imprudente e autocratica, da posizioni di forza, senza esitare a torcere le leggi per i propri fini, come è stato nel caso, ad esempio delle procedure del Parlamento Ceco. Mentre sferrava i suoi attacchi sociali alla fine dello scorso anno, il governo ha aggirato il Senato appena eletto, dopo aver perso la maggioranza nelle elezioni di autunno.
Esso ha sferrato colpi energici in campo sociale, mettendo progressivamente in pratica una serie di nuove misure miranti a svalorizzare il lavoro e a liquidare i diritti sociali dei lavoratori. I salari di tutti i funzionari sono stati drasticamente diminuiti. Le imposte di consumo saranno aumentate in proporzioni senza precedenti allo scopo di rendere possibile un sistema pensionistico, di cui beneficeranno solo i redditi più elevati e i fondi pensione privati, a detrimento della maggioranza. I diritti degli inquilini in affitto verranno ridotti e gli affitti saranno pesantemente rivisti al rialzo, ben al di là delle risorse di cui dispongono attualmente numerose famiglie. Sempre di più la gente prende coscienza che il solo fine di tali misure è l'aggravamento delle sue condizioni di vita, a beneficio di un pugno di ricchi. Inoltre, il governo Ceco è continuamente scosso da vicende di corruzione e da aspre lotte per il potere e l'influenza.
Ecco perché il governo ricorre a dei diversivi, per tenere occupati i cittadini in collera. Tra questi, tutta una serie di misure che hanno di mira de facto il Partito Comunista, per spaventare gli aderenti ed anche gli elettori del Partito. C'è, ad esempio, la cosiddetta Legge sulla Terza resistenza, che rende gli oppositori al precedente regime (socialista) eguali ai vecchi combattenti della guerra e ai valorosi combattenti della lotta antifascista, e che glorifica i criminali di guerra che hanno provocato morti tra i civili e si sono resi responsabili di atti di brigantaggio. Hanno espresso il loro disaccordo con questa legge non solo il KSCM ma anche numerosi noti ex membri della dissidenza.
La legge è già in discussione alla Camera dei deputati. Un'altra misura prospettata ora dal governo è quella di attingere dai redditi degli ex funzionari comunisti, per utilizzare i fondi sottratti per aumentare le pensioni dei membri della cosiddetta Terza resistenza.
Al momento, l'ultima misura presentata dal governo è quella di creare una commissione speciale al Ministero dell'Interno per raccogliere i documenti che permettano di intentare un'azione davanti alla Corte amministrativa suprema per sciogliere il KSCM.
E' possibile che il governo non decida di sospendere o di sciogliere il KSCM. Tuttavia, il nostro Partito deve essere pronto. Se necessario, il KSCM si difenderà con tutti i mezzi possibili, facendo ricorso ai Tribunali nazionali e stranieri. Contiamo anche sul sostegno di petizioni. La legge è dalla nostra parte; il nostro Partito non ha in alcun modo violato la Costituzione. Gli attacchi contro il KSCM sono stati sferrati solamente perché il governo della destra ha paura del rafforzamento della Sinistra.
Di conseguenza, facciamo appello alla vostra solidarietà e al vostro sostegno. Ne avremo particolarmente bisogno nell'ipotesi non dovessimo vincere la battaglia legale in condizioni interne particolarmente difficili e fossimo costretti a portare la questione a livello internazionale.

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Firmate l'appello del KKE contro il tentativo di vietare il comunismo in Europa!


Lo scorso 15 dicembre i Ministri degli Esteri di Lettonia, Lituania, Bulgheria, Repubblica Ceca, Ungheria e Romania si sono rivolti alla Commissione Europea per chiedere di formare una "posizione comune europea" riguardo ai presunti "crimini del comunismo" commessi in quei paesi ex-socialisti, dichiarando che "la giustizia deve assicurare un trattamento equo nei confronti delle vittime di tutti i regimi totalitari". Gli autori della lettera sostengono che è necessario assumere misure legislative per condannare i "crimini" commessi negli stati totalitari dell'Europa dell'Est, così come in molti paesi dell'UE vi sono leggi che proibiscono la negazione dell'Olocausto. Perciò sostengono di penalizzare "l'apologia pubblica, la negazione o una volgare banalizzazione dei crimini dei regimi totalitari".
Audronius Azubalis, Ministro degli Esteri della Lituania ha affermato: “chiunque conosce i crimini del nazismo, mentre solo una parte dell'Europa è consapevole dei crimini del regime comunista. L'UE necessita di strumenti legislativi contro i regimi totalitari, quelli del modello staliniano al pari di quelli dell'ideologia nazista". Aggiungendo che "nazismo e stalinismo sono ideologie sorelle".
Va sottolineato che nel 2010 la Lituania ha approvato una modifica del Codice penale che prevede due anni di carcere in caso di dichiarazioni pubbliche a favore "dell'occupazione sovietica" della Lituania o in caso di negazione o banalizzazione dell'importanza del presunto "genocidio della popolazione" o di altri "crimini" commessi dall'URSS.
Tale iniziativa cerca di generalizzare l'intimidazione dell'ideologia anticomunista attraverso l'adozione in Europa di misure legislative comuni contro coloro che difendono la verità storica dei fatti, il socialismo e le sue conquiste. Per questi motivi il partito comunista greco, KKE, ritiene che sia necessario che i partiti comunisti e dei lavoratori europei prendano immediate iniziative per condannare questa provocazione e per chiedere l'abolizione delle misure anticomuniste, le persecuzioni e i divieti.
Il KKE ha preparato una dichiarazione congiunta per condannare l'azione dei sei governi, che noi del PdCI abbiamo prontamente sottoscritto. Vi riportiamo, di seguito, il testo in inglese della bozza: entro la fine del mese sarà licenziato il testo definitivo con tutte le firme dei sottoscrittori.
Vi invitiamo a sottoscrivere anche singolarmente, oltre che come organizzazioni, la dichiarazione contro l'anticomunismo in Europa al fine di consentirci di inviare il tutto ai compagni del KKE:

http://www.oltre-confine.it/index.php?option=com_content&view=article&id=84:firmate-anche-voi-lappello-del-kke-contro-il-tentativo-di-vietare-il-comunismo-in-europa&catid=34:news

L'anticomunismo in Europa non passerà!

Dichiarazione congiunta di 45 Partiti Comunisti e Operai d'Europa


I Partiti Comunisti e Operai d'Europa condannano la provocatoria e oltraggiosa iniziativa dei ministri degli esteri della Bulgaria, Lettonia, Lituania, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca che chiede all'Unione europea di istigare la persecuzione legale di tutti quelli che all'interno dell'UE rifiutano le campagne reazionarie di riscrittura della storia e criminalizzazione dei comunisti e del comunismo.
Questo è un tentativo pericoloso di estendere la persecuzione e altre misure già in vigore in diversi paesi dell'UE contro chi non accetta le calunnie contro le esperienze storiche del socialismo reale e contro chi combatte i tentativi di cancellare il contributo decisivo che i comunisti hanno dato nella lotta per i diritti sociali e del lavoro e per la democrazia in Europa e respinge la distorsione della storia della Seconda Guerra mondiale e l'inaccettabile equiparazione del comunismo con il fascismo.
Non è un caso che questa iniziativa abbia luogo quando la classe operaia e le lotte popolari vanno rafforzandosi. L'intensificazione dell'assalto contro il lavoro va di pari passo con le misure anticomuniste. I comunisti sono bersaglio di questi attacchi non solo perché lottano affinché non siano i lavoratori a sopportare il peso della crisi capitalista ma perché sono gli unici che hanno la soluzione alla barbarie capitalista. La classe dominante, comprendendo a fondo l'impasse del sistema capitalistico e le sue contraddizioni insanabili, intensifica le persecuzioni, le minacce e i crimini. Tuttavia qualsiasi misura adotti non può sovvertire le inesorabili leggi dello sviluppo sociale né prevenire la necessità del rovesciamento del potere del capitale. Non è possibile impedire il rafforzamento dell'organizzazione della classe operaia e lo sviluppo della lotta di massa per il socialismo e il comunismo.
Dichiariamo fermamente che i piani anticomunisti della borghesia falliranno. La superiorità della nostra ideologia, la giusta causa della classe operaia infrangono le misure più aspre. Noi continueremo in maniera ancora più determinata e senza compromessi, al fine di sconfiggere il potere antipopolare del grande capitale. L'isteria anticomunista non inganna la classe operaia e le forze popolari che vivono i problemi della disoccupazione, l'arretramento della sicurezza sociale, dei diritti dei lavoratori, l'essenza della barbarie capitalista.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche, progressiste e antimperialiste di unirsi a noi nella lotta contro l'anticomunismo, una lotta che è direttamente collegata alla lotta per il lavoro e per i diritti popolari, la giustizia sociale, per un mondo senza sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

internazionale_kke
Partito Comunista d’Armenia, Partito Comunista d’Azerbaijan, Partito Comunista di Bielorussia, Partito del Lavoro del Belgio, Partito Comunista della Gran Bretagna, Nuovo Partito Comunista della Gran Bretagna, Partito Comunista di Bulgaria, Partito dei Comunisti Bulgari, Partito Socialista del Lavoro (Croazia), AKEL (Cipro), Partito Comunista di Boemia e Moravia, Partito Comunista di Danimarca, Partito Comunista in Danimarca, Partito Comunista d’Estonia, Partito Comunista di Finlandia, Partito Comunista di Macedonia, Partito Comunista Unificato di Georgia, Partito Comunista Tedesco, Partito Comunista di Grecia, Partito Comunista del Lavoro Ungherese, Partito Comunista d’Irlanda, Partito del Lavoro d’Irlanda, Partito dei Comunisti Italiani, Partito Comunista del Kazakistan, Partito Socialista di Lettonia, Partito Comunista del Lussemburgo, Partito Comunista di Malta, Partito Comunista di Norvegia, Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi, Partito Comunista di Polonia, Partito Comunista Portoghese, Partito Comunista Romeno, Partito Comunista della Federazione Russa, Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Partito Comunista del Lavoro di Russia - Partito dei Comunisti di Russia, Unione dei Partiti Comunisti - Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Partito dei Comunisti (Serbia), Nuovo Partito Comunista di Iugoslavia, Partito Comunista di Slovacchia, Partito Comunista dei Popoli di Spagna, Partito Comunista di Spagna, Partito Comunista di Svezia, Partito Comunista di Turchia, Partito Comunista d’Ucraina, Unione dei Comunisti d’Ucraina

Altri firmatari:
Unione della Gioventù Comunista (KSM, Rep. Ceca), Unione Comunista Rivoluzionaria di Francia, Partito dei Comunisti (Bolscevichi) d’Ucraina

Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare,
dal sito internazionale del KKE.

Veglione Rosso

VeglioneRosso

Uniti Contro la Crisi: Giorgio Cremaschi a Fermo

L’iniziativa si terrà nella Sala dei Ritratti (piazza del Popolo) e non nella Sala Multimediale come indicato nel volantino.

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I comunisti in piazza per l'acqua pubblica

Domenica 27 febbraio il Partito dei Comunisti Italiani ha effettuato un volantinaggio a Magliano di Tenna, esponendo un manifesto a sostegno della FIOM e dello sciopero generale e diffondendo un volantino di informazione relativo al referendum contro la privatizzazione dell'acqua.
acquabenecomune


Questo volantinaggio sarà il primo di una lunga serie che interesserà i mercati settimanali dei paesi della Provincia di Fermo.

Il testo del volantino:

Il Partito dei Comunisti Italiani aderisce alla campagna referendaria in difesa dell’acqua pubblica, in linea con la sua politica volta ad ampliare i diritti sociali e politici dei lavoratori e ad affermare il controllo democratico dei cittadini sui beni comuni come l’acqua, il suolo, l’energia, ecc.

Entro il 15 giugno 2011 gli italiani sono chiamati al voto referendario per contrastare il processo di ulteriore privatizzazione del bene comune acqua. Se il quorum verrà raggiunto (cioè se voterà il 50% +1 degli aventi diritto) e se vinceranno i Sì avremo vinto tutti e l'acqua tornerà ad essere un bene di tutti.

FINALITA' DEL PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua

Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico.
Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

FINALITÀ DEL SECONDO QUESITO: fuori i profitti dall'acqua

Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.

Per approfondimenti e per avere informazioni su come aderire e/o finanziare la
campagna referendaria:


www.acquabenecomune.org
www.referendumacqua.it

Ricostruire il Partito Comunista

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Il manifesto del 6 febbraio pubblica a tutta pagina il documento politico di mille “dirigenti, fondatori, militanti e simpatizzanti di Rifondazione comunista”. Essi dichiarano di “non riconoscere più in questa esperienza un fattore propulsivo per la ricostruzione del partito comunista in Italia” e si apprestano ad avviare, insieme al Partito dei comunisti italiani dell’ex ministro della giustizia, Oliviero Diliberto, un processo nuovo di “ricostruzione”, che avrà un suo primo passaggio congressuale già prima dell’estate.
A questi mille “ne seguiranno, nei prossimi mesi, altre migliaia: la campagna di adesioni è appena partita”, dichiarano i promotori, che si ritrovano nel sito ricostruireilpartitocomunista.blogspot.com Tra gli altri, un centinaio di quadri e delegati Fiom, CGIL e del sindacalismo di base; il filosofo Domenico Losurdo, l’economista Vladimiro Giacchè e lo storico Alexander Hobel, che presiedono l’ Associazione culturale Marx XXI, che riunisce un centinaio dei maggiori intellettuali marxisti italiani; Manlio Dinucci, giornalista del Manifesto e figura di riferimento del movimento pacifista; il senatore Fosco Giannini, esponente di punta del dissenso anti-bertinottiano in Rifondazione; lo storico Andrea Catone, direttore della rivista l’Ernesto (che dà il nome all’omonima area politico-culturale di Rifondazione); Mario Geymonat, intellettuale marxista, docente universitario; Marino Severini, popolare leader del gruppo musicale La Gang; Fausto Sorini, animatore già negli anni ’70-’80 della lotta interna al PCI contro la socialdemocratizzazione del partito, poi fondatore di Rifondazione; il noto vignettista Apicella (da non confondere con il cantante amico di Berlusconi…!); Vladimiro Merlin, capogruppo di Rifondazione al comune di Milano; Carla Nespolo, deputata e senatrice del PCI e dirigente nazionale di primo piano dell’ANPI; Federico Martino, deputato ed ex assessore alla regione Sicilia. Tanti anche i sindacalisti, docenti universitari e segretari provinciali e cittadini di Rifondazione Comunista.

“Il progetto originario di Rifondazione è giunto al capolinea – recita il documento ; dopo lo scioglimento del Pci non sono state gettate le fondamenta adeguate su cui ricostruire un nuovo partito comunista all’altezza dei t
ricostruire il pc
empi…La maggioranza del gruppo dirigente bertinottiano, nel corso degli anni, ha demolito l’impianto teorico e strategico comunista”. E dopo la scissione di Bertinotti e Vendola, “ ritroviamo un partito ancora più debole, incerto ed in piena crisi di identità…un assemblaggio eclettico, dove gli scontri e le battaglie correntizie hanno prodotto una grave degenerazione della vita interna, e dove spicca l’assenza di un pensiero forte condiviso e di un solido collante ideologico”. Per cui, scrivono i mille, “anche se sappiamo che in Rifondazione continuano a militare molti che sentiamo vicini e con cui vogliamo tenere aperta l’interlocuzione, non riconosciamo più in questa esperienza un fattore propulsivo per la ricostruzione del partito comunista in Italia”.

“Sappiamo – dicono ancora i firmatari – che il PdCI non rappresenta la soluzione della questione comunista in Italia. Sono i suoi dirigenti per primi a riconoscerlo. Ma il fatto che il suo gruppo dirigente abbia assunto il progetto della ricostruzione di una nuova forza comunista unita ed unitaria, e oggi avanzi la proposta di avviare, nei prossimi mesi, una fase congressuale aperta – capace di dare vita ad un vero e proprio cantiere per la “ricostruzione del partito comunista” – determina una situazione nuova”.

Il nostro impegno – precisano i mille – non contraddice l’esigenza di una più vasta unità d’azione di tutte le forze della sinistra, né esclude la ricerca di convergenze utili per arginare l’avanzata delle forze più apertamente reazionarie, tanto più alla vigilia di possibili elezioni anticipate che ci vedranno impegnati con tutta la Federazione della Sinistra. E’ dentro questa esigenza di unità, non certo contro di essa, che può progredire e affermarsi il processo di ricostruzione di una forza comunista unitaria e indipendente”.

Clicca qui per leggere e aderire all’appello

MERCOLEDÌ 16 FEBBRAIO 2011:
Care compagne e compagni di Rifondazione, continuiamo a discutere e a lavorare insieme...
Le ragioni dell'appello per la ricostruzione del partito comunista: Replica ad alcuni commenti sbagliati (dal manifesto del 16 febbraio): clicca qui per scaricare il file
ricostruireilpc_lernesto

Festa di sottoscrizione

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Come arrivare

Clicca sull’immagine per visualizzare l’itinerario:

PdCI29gennaio

Uniti contro la crisi - Assemblea pubblica

DA LONDRA A TUNISI, PASSANDO PER ROMA
-UNITI CONTRO LA CRISI-


L’arroganza con cui i poteri forti del sistema globale della crisi attaccano diritti, democrazia e qualità della vita, pongono con urgenza la questione dell’elaborazione collettiva di un programma sociale condiviso, attorno al quale disegnare un’alternativa possibile a ciò che ci è imposto dall’alto con violenza e ricatto.
All’individualismo proprietario su cui si basa la società dell’esclusione e della diseguaglianza, sostenuta da dispositivi autoritari e ingiusti, si contrappone la pratica del comune. Lo sciopero generale proclamato per il 28 gennaio dalla FIOM, le manifestazioni del 16 ottobre e del 14 dicembre a Roma, e tutte le proteste sociali dello scorso autunno, che hanno visto la mobilitazione di operai, precari, migranti e studenti, hanno lo stesso obiettivo: rivendicare la democrazia e la libertà di rappresentanza sindacale, e combattere la precarietà e il dominio del mercato che divorano la vita delle persone e compromettono la coesione sociale e il futuro del paese.
Chiediamo a tutte le persone, gli studenti, le associazioni, i movimenti ed i partiti che condividono queste ragioni, di sostenere la lotta dei metalmeccanici, di firmare l'appello della FIOM, e di partecipare all'assemblea che si terrà il giorno 24 gennaio presso la sede della CGIL di Fermo alle ore 19. Lo scopo è aprire un tavolo di discussione sull'assemblea pubblica del 26 gennaio a FERMO, che vedrà la partecipazione di Giuseppe Ciarrocchi (segretario FIOM regionale), e degli studenti e precari dell'università di Macerata, per intraprendere, nel fermano, un percorso comune in vista dell'imminente sciopero generale del 28 gennaio ad ANCONA.

UNITI CE LA POSSIAMO FARE, ANCHE A FERMO!
per info e adesioni: 348-3931536 (Giusy Montanini - FIOM Fermo), e-mail: fermo.fiom@marche.cgil.it
Hanno già aderito: Collettivo Antifascista Fermo, PRC - circolo di Fermo, PCL - Fermo, PdCI - Fermo


UNITI CONTRO LA CRISI - FERMO

I comunisti con la FIOM - CGIL

Il PdCI e la Federazione della Sinistra aderiscono allo sciopero di 8 ore proclamato dalla FIOM per il 28 gennaio e sosterranno qualsiasi iniziativa promossa dal sindacato per contrastare la svolta autoritaria nel mondo del lavoro e nel paese, per un contratto nazionale senza deroghe, per la libertà sindacale, in difesa della Costituzione.

Sabato 15 e sabato 22 gennaio saremo con dei banchini rispettivamente a Porto San Giorgio e a Porto Sant’Elpidio per diffondere materiale informativo e raccogliere le firme per la petizione indetta dalla FIOM.

Aderiamo alla manifestazione regionale del 28 gennaio ad Ancona e raccogliamo le adesioni di chi (lavoratore o studente) vorrà essere a fianco della FIOM il giorno dello sciopero proclamato dai metalmeccanici.

Il comunicato stampa della FIOM Marche sullo sciopero
del 28 gennaio e sulla manifestazione ad Ancona

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Pietro Secchia, iniziativa dell'Ass. Marx XXI

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Relazione sull’iniziativa


“Pietro Secchia. Attualità di una proposta di lotta
per la democrazia progressiva”
Fermo – 7/12/2010

Associazione politico-culturale Marx XXI


Il 7 dicembre scorso, a Fermo, si è svolta un’iniziativa incentrata sulla figura di Pietro Secchia, importantissimo dirigente della Resistenza e del Partito Comunista Italiano. L’incontro, intitolato “
Pietro Secchia, attualità di una proposta di lotta per la democrazia progressiva” e promosso dall’Associazione politico-culturale Marx XXI in collaborazione con il Partito dei Comunisti Italiani del Fermano, è stato un importante momento di riflessione e di dibattito sulle attuali principali problematiche, come quella del rapporto tra lotta istituzionale ed extra-istituzionale, dell’azione dei comunisti in Italia. Non si è trattato quindi tanto di un appuntamento di carattere meramente storico, bensì di un’iniziativa mirante a far riflettere sull’attualità del pensiero e dell’azione politici di Pietro Secchia. -> Scarica il file della relazione in formato pdf

Brindisi con Nella Brambatti

MERCOLEDI 22 DICEMBRE, ALLE ORE 19 (fino alle 20 circa)
BOCCIODROMO "MINNETTI" (S.MICHELE-LIDO DI FERMO)

BRINDISI AUGURALE CON LA CANDIDATA SINDACO
NELLA BRAMBATTI

Un'occasione per farci gli auguri, per parlare con Nella, per raccogliere la disponibilità di tanti volontari per la prossima campagna elettorale a Fermo.
Cominciamo a lavorare per una nuova primavera fermana.
Fermo: il bene comune!

Segui le prossime iniziative iscrivendoti su Facebook alla pagina Nella Brambatti Sindaco o visitando il sito www.nellabrambattisindaco.it

Tra le macerie di Haiti: la situazione a dieci mesi dal terremoto

Venerdì 3 dicembre alle ore 17.00, presso la Sala Imperatori di Porto San Giorgio, si terrà un'iniziativa organizzata dal coordinamento provinciale della FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) dedicata all'informazione su quanto è avvenuto e sta avvenendo ad Haiti dopo il terremoto dello scorso gennaio. All'emergenza umanitaria, aggravatasi recentemente con la diffusione del colera, si sono aggiunte problematiche di tipo sociale e politico che risentono anche della presenza militare straniera e della collocazione geopolitica del paese. Di questo parleremo col dott. Massimo Urbani (medico chirurgo esperto di cooperazione internazionale, già in servizio ad Haiti per la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa) e con Francesco Francescaglia (responsabile esteri del Partito dei Comunisti Italiani e membro del Consiglio Nazionale della Federazione della Sinistra). Interverrà anche Raffaele Bucciarelli, consigliere regionale della Federazione della Sinistra: oltre all'informazione, gli organizzatori infatti intendono dare il via ad un intervento concreto per la popolazione dell'isola chiedendo anche l'impegno da parte delle istituzioni regionali.

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Iniziativa del Coordinamento Antirazzista

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1° Congresso della Federazione della Sinistra

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93° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre

La Rivoluzione Russa ha dato il via, quasi un secolo fa, all’epoca delle rivoluzioni proletarie portando al potere le classi sociali che erano state sfruttate per secoli dal feudalesimo, dal capitalismo e dall’imperialismo.
La fine del socialismo in alcuni paesi è stata solo una battuta d’arresto, superata dalle nuove esperienze rivoluzionarie con cui si è aperto questo millennio.
I Comunisti Italiani intendono ricostruire un Partito Comunista forte e radicato: per guidare le lotte, rappresentare gli studenti e i lavoratori nelle istituzioni, per migliorare le condizioni di vita di italiani e immigrati, per il superamento del capitalismo.

Pubblichiamo di seguito due interventi, di due eminenti comunisti italiani, in cui viene analizzata, e contestualizzata, l’esperienza della rivoluzione e quella dell’edificazione del socialismo.


Una rivoluzione contro il "Capitale"?
di Antonio Gramsci (Avanti!, 24 novembre 1917)

La rivoluzione dei bolsceviki si è definitivamente innestata nella rivoluzione generale del popolo russo. I massimalisti che erano stati fino a due mesi fa il fermento necessario perché gli avvenimenti non stagnassero, perché la corsa verso il futuro non si fermasse, dando luogo ad una forma definitiva di assestamento - che sarebbe stato un assestamento borghese, - si sono impadroniti del potere, hanno stabilito la loro dittatura, e stanno elaborando le forme socialiste in cui la rivoluzione dovrà finalmente adagiarsi per continuare a svilupparsi armonicamente, senza troppi grandi urti, partendo dalle grandi conquiste realizzate ormai.
La rivoluzione dei bolsceviki è materiata di ideologie più che di fatti. (perciò, in fondo, poco ci importa sapere più di quanto sappiamo). Essa è la rivoluzione contro il Capitale di Carlo Marx. Il Capitale di Marx era, in Russia, il libro dei borghesi, più che dei proletari. Era la dimostarzione critica della fatale necessità che in Russia si formasse una borghesia, si iniziasse un'era capitalistica, si instaurasse una civiltà di tipo occidentale, prima che il proletariato potesse neppure pensare alla sua riscossa, alle sue rivendicazioni di classe, alla sua rivoluzione. I fatti hanno superato le ideologie. I fatti hanno fatto scoppiare gli schemi critici entro i quali la storia della Russia avebbe dovuto svolgersi secondo i canoni del materialismo storico. I bolsceviki rinnegano Carlo Marx, affermano con la testimonianza dell'azione esplicata, delle conquiste realizzate, che i canoni del materialismo storico non sono così feroci come si potrebbe pensare e come si è pensato.
Eppure c'è una fatalità anche in questi avvenimenti, e se i bolsceviki rinnegano alcune affermazioni del Capitale, non ne rinnegano il pensiero immanente vivificatore. Essi non sono "marxisti", ecco tutto; non hanno compilato sulle opere del Maestro una dottrina esteriore di affermazioni dogmatiche e indiscutibili. Vivono il pensiero marxista, quello che non muore mai, che è la continuazione del pensiero idealistico italiano e tedesco, e che in Marx si era contaminato di incrostazioni positivistiche e naturalistiche. E questo pensiero pone sempre come massimo fattore di storia non i fatti economici, bruti, ma l'uomo, ma la società degli uomini, degli uomini che si accostano fra di loro, si intendono fra loro, sviluppano attraverso questi contatti (civiltà) una volontà sociale, collettiva, e comprendono i fatti economici e li giudicano e li adeguano alla loro volontà, finché questa diventa la motrice dell'economia, la plasmatrice della realtà oggettiva, che vive, e si muove, e acquista carattere di materia tellurica in ebollizione, che può essere incanalata dove alla volontà piace.
Marx ha preveduto il prevedibile. Non poteva prevedere la guerra europea, o meglio non poteva prevedere che questa guerra avrebbe avuta la durata e gl effetti che ha avuto. Non poteva prevedere che questa guerra, in tre anni di sofferenze indicibili, avrebbe suscitato in Russia la volontà collettiva popolare che ha suscitata. Una volontà di tal fatta normalmente ha bisogno per formarsi di un lungo processo di infiltrazioni capillari; di una larga serie di esperienze di classe. Gli uomini sono pigri, hanno bisogno di organizzarsi, prima esteriormente, in corporazioni, in leghe, poi intimamente, nel pensiero, nella volontà [...] di una incessante continuità e molteplicità di stimoli esteriori. Ecco perché, normalmente, i canoni di critica storica del marxismo colgono la realtà, la irretiscono e la rendono evidente e distinta. Normalmente, è attraverso la lotta di classe sempre più intensificata, che le due classi del mondo capitalistico creano la storia. Il proletariato sente la sua miseria attuale, è continuamente in istato di disasgio e preme sulla borghesia per migliorare le proprie condizioni. Lotta, obbliga la borghesia a migliorare la tecnica della produzione, a rendere più utile la produzione perché sia possibile il soddisfacimento dei suoi bisogni più urgenti. E' una corsa affannosa verso il meglio, che accelera il ritmo della produzione, che dà continuo incremento alla somma dei beni che serviranno alla collettività. E in questa corsa molti cadono, e rendono più urgente il desiderio dei rimasti, e la massa è sempre in sussulto, e da caos-popolo diventa sempre più ordine nel pensiero, diventa sempre più cosciente della propria potenza, della propria capacità ad assumersi la responsabilità sociale, a diventare l'arbitro dei propri destini.
Ciò normalmente, quando i fatti si ripetono con un certo ritmo. Quando la storia si sviluppa per momenti sempre più complessi e ricchi di signficato e di valore, ma pure simili. Ma in Russia la guerra ha servito a splotrire le volontà. Esse, attraverso le sofferenze accumulate in tre anni, si sono trovate all'unisono molto rapidamente. La carestia era imminente, la fame, la morte per fame poteva cogliere tutti, maciullare d'un colpo diecine di milioni di uomini. Le volontà si sono messe all'unisono, meccanicamente prima, attivamente, spiritualmente dopo la prima rivoluzione [di febbraio].
La predicazione socialista ha messo il popolo russo a contatto con le esperienze degli altri proletariati. La predicazione socialista fa vivere drammaticamente in un istante la storia del proletariato, le sue lotte contro il capitalismo, la lunga serie degli sforzi che deve fare per emanciparsi idealmente dai vincoli del servilismo che lo rendevano abietto, per diventare coscienza nuova, testimonio attuale di un mondo da venire. La predicazione socialista ha creato la volontà sociale del popolo russo. Perché dovrebbe egli aspettare che la storia dell'Inghilterra si rinnovi in Russia, che in Russia si formi una borghesia, che la lotta di classe sia suscitata, perché nasca la coscienza di classe e avvenga finalmente la catastrofe del mondo capitalistico? Il popolo russo è passato attraverso queste esperienze col pensiero, e sia pure col pensiero di una minoranza. Ha superato queste esperienze. Se ne serve per affermarsi ora, come si servirà delle esperienze capitalistice occidentali per mettersi in breve tempo all'altezza di produzione del mondo occidentale. L'America del Nord è capitalisticamente più progredita dell'Inghilterra, perché nell'America del Nord gli anglosassoni hanno cominciato di un colpo dallo stadio in cui l'Inghilterra era arrivata dopo lunga evoluzione. Il proletariato russo, educato socialisticamente, incomincerà la sua storia dallo stadio massimo di produzione cui è arrivata l'Inghilterra oggi, perché dovendo incominciare, incomincerà dal già perfetto altrove, e da questo perfetto riceverà l'impulso a raggiungere quella maturità economica che secondo Marx è condizione necessaria del collettivismo. I rivoluzionari creeranno essi stessi le condizioni necessarie per la realizzazione completa e piena del loro ideale. Le creerannoin meno tempo di quanto avrebbe fatto il capitalismo. Le critiche che i socialisti hanno fatto al sistema borghese, per mettere in evidenza le imperfezioni, le dispersioni di ricchezza, serviranno ai rivoluzionari per far meglio, per evitare quelle dispersioni, per non cadere in quelle deficienze. Ma le stesse condizioni di miseria e di sofferenza sarebbero ereditate da un regime borghese. Il capitalismo non potrebbe subito fare in Russia più di quanto potrà fare il collettivismo. Farebbe oggi molto meno, perché avrebbe subito di contro un proletariato scontento, frenetico, incapace ormai di sopportare per altri i dolori e le amarezze che il disagio economico porterebbe. Anche da un punto di vista assoluto, umano, il socialismo immediato ha in Russia la sua giustificazione. La sofferenza che terrà dietro alla pace potrà essere solo sopportata in quanto i proletari sentiranno che sta nella loro volontà, nella loro tenacia al lavoro di sopprimerla nel minor tempo possibile.
Si ha l'impressione che i massimalisti siano stati in questo momento la espressione spontanea, biologicamente necessaria, perché l'umanità russa non cada nello sfacelo più orribile, perché l'umanità russa, assorbita nel lavoro gigantesco, autonomo, della propria rigenerazione, possa sentir meno gli stimoli del lupo affamato e la Russia non diventi un carnaio enorme di belve che si sbranano a vicenda.


Celebrazione del 48° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre
di Pietro Secchia (Trieste, 7 novembre 1965)

Cittadini, compagne e compagni, lavoratori di Trieste, noi salutiamo ogni anno, con la più grande gioia nel cuore, la Rivoluzione d'Ottobre del 1917, quest'avvenimento che segna la più grande vittoria nella storia dell'umanità non soltanto per i lavoratori dei paesi socialisti, ma per i lavoratori di tutti i paesi, per i proletari di tutto il mondo.
Sì, la vittoria della Rivoluzione russa è stata per i lavoratori, per gli sfruttati, per gli oppressi la più grande vittoria di tutti i tempi nella storia dell'umanità perché spezzò la dominazione mondiale del grande capitale, diede vita al primo Stato degli operai, dei contadini, dei lavoratori, assestò un colpo formidabile al potere dell'imperialismo e del capitalismo.
Da quel momento la geniale teoria di Marx cessò di essere soltanto un'aspirazione, una speranza, un sogno per diventare vivente, operante realtà nel mondo. La grande Rivoluzione socialista d'Ottobre spezzando nel 1917 un primo anello della catena imperialista diede un immenso contributo allo sviluppo del movimento socialista in tutti i paesi capitalisti e alla liberazione dei popoli coloniali e semicoloniali. Fece fare un prodigioso balzo in avanti a tutto il movimento operaio internazionale, non soltanto alla sua organizzazione, alla sua unità, ma anche allo sviluppo della sua coscienza di classe e socialista.
Non vi è nessun altro avvenimento nella storia che abbia avuto sul corso dello sviluppo sociale e sul destino di tutti i popoli del mondo una così immensa influenza come quella esercitata dalla Rivoluzione d'Ottobre.
Prima che esistesse l'Unione Sovietica non vi era nessuno Stato per il quale milioni di uomini di ogni paese del mondo, in ogni angolo della terra, senza distinzione di nazionalità, di lingua, di razza, di religione, sentissero un attaccamento come lo si sente per una cosa propria, si sentissero legati nella loro sorte, nelle loro speranze, nel loro avvenire, alla vita eall'avvenire di quel paese.
Prima della Rivoluzione socialista d'Ottobre vi erano state sì altre rivoluzioni nel mondo, ma nessuna poteva avere la stessa enorme influenza che ha avuto la Rivoluzione d'Ottobre perché tutte le altre rivoluzioni sostituivano un potere oppressivo con un altro potere oppressivo, non liberavano l'umanità dallo sfruttamento e dalla schiavitù, anche se costituivano un progresso al confronto dei periodi precedenti. In seguito alla rivoluzione borghese, per esempio, il capitalismo trionfò sul regime feudale, conquistò una posizione dominante nella società; impose il suo sistema economico; spezzò le barriere chiuse del regime feudale, diede vita ai grandi Stati nazionali. Ma il regime capitalista non fece altro che sostituire una forma di sfruttamento ormai superata, a un'altra forma di sfruttamento. I lavoratori, gli uomini semplici continuarono a essere sfruttati e oppressi.
Uno dei più grandi, se non il più grande risultato della rivoluzione socialista è stato quello di provare a tutto il mondo che il socialismo non è un'utopia, non è un sogno, non è una illusione.
La rivoluzione e la vittoria nella costruzione del socialismo, sia pure tra mille difficoltà, ostacoli ed errori, la vittoria del socialismo in Russia prima e in seguito in altri paesi, dalla grande Cina al più piccolo paese socialista, dimostrò con i fatti che i lavoratori possono fare a meno degli sfruttatori, sono capaci di produrre, di costruire egualmente, di andare avanti e di progredire.
Immensa è stata la ripercussione internazionale della Rivoluzione d'Ottobre nei paesi capitalisti. Se lo scoppio della Prima guerra mondiale segnava il crollo della Seconda Internazionale e la bancarotta della socialdemocrazia, la vittoria della Rivoluzione d'Ottobre segnava il sorgere di una nuova Internazionale, di una nuova unità del movimento operaio, segnava il sorgere dei partiti comunisti. Dev'essere detto, specialmente ai giovani, che prima della Rivoluzione d'Ottobre non esisteva al mondo nessun partito comunista, nessun partito veramente indipendente, autonomo della classe operaia.
Non c'è dubbio che la generazione degli operai e dei lavoratori di quell'epoca fu, in tutti i paesi e in Italia forse più ancora che in altri, decisamente influenzata dalla Rivoluzione d'Ottobre. Lo stesso nostro partito, il Partito comunista italiano, come d'altronde gli altri partiti comunisti, non sarebbe sorto o sarebbe sorto attraverso difficoltà assai maggiori e non sarebbe ciò che oggi è nella vita nazionale del nostro paese senza la Rivoluzione d'Ottobre.
Il nostro è un partito italiano perché, risultato delle lotte, delle esperienze e delle tradizioni del proletariato italiano, è il partito costruito dai migliori combattenti della classe operaia italiana, affonda le sue radici in tutti gli strati del nostro popolo e nel più vivo della realtà italiana, ma commetteremmo un grave errore se tacessimo che questo nostro partito è pure il risultato delle esperienze e delle lotte del proletariato internazionale. La spinta decisiva alla formazione del pensiero di Gramsci e di Togliatti, degli uomini che furono i fondatori del nostro partito, venne da Lenin e dalla Rivoluzione d'Ottobre. Gramsci fu il primo, ha scritto Togliatti, che in Italia comprese il valore internazionale degli insegnamenti di Lenin, il valore internazionale della Rivoluzione socialista d'Ottobre.
Noi siamo nemici di ogni posizione attesista; siamo avversari di coloro i quali sostengono che la nostra liberazione non può che venire dall'esterno o per la forza di avvenimenti internazionali. Queste posizioni le respingiamo come le posizioni di chi non ha fiducia nelle proprie forze e nella capacità di lotta della classe operaia e dei lavoratori italiani; queste posizioni vanno respinte come le posizioni della sfiducia e della rinuncia alla lotta.
Dobbiamo però sempre considerare la realtà quale essa è. Nessun paese vive isolato nel mondo. La realtà della vita e gli avvenimenti economici e politici si sviluppano come il risultato di lotte e contraddizioni non soltanto nazionali, ma di lotte e contraddizioni internazionali che s'intrecciano, si fondono e confondono e danno un risultato complessivo.
Prendiamo come esempio una qualsiasi lotta, un qualsiasi avvenimento anche di un paese lontano da noi, ciò che accade, per esempio, nel Vietnam, a Cuba o in Indocina, possiamo noi dire che quella lotta, quell'avvenimento non abbia influenza sulla situazione e sulla marcia degli avvenimenti in Europa? La stessa lotta per la pace, per la coesistenza, contro le aggressioni imperialiste è una lotta internazionale. Sarebbe impossibile anche soltanto comprendere la situazione italiana, la politica, per esempio, del cosiddetto governo di centro-sinistra al di fuori degli avvenimenti, dei rapporti e degli sviluppi internazionali, al di fuori dei rapporti con altri Stati.
La Rivoluzione russa è stata quella che ha esercitato la maggiore influenza nel mondo, è stata la più grande, la più entusiasmante, ma anche la più difficile, la più dura delle esperienze, il suo cammino irto di ostacoli, di asprezze, di dolori e di errori. Lenin d'altronde lo aveva previsto.
Non poteva non essere così perché la rivoluzione aveva vinto in un grande paese arretrato, semifeudale, isolato, soltanto in parte industrializzato. Perché facciamo delle sciocchezze? si chiedeva Lenin e rispondeva:
«In primo luogo perché siamo un paese arretrato; in secondo luogo perché la istruzione nel nostro paese è minima; in terzo luogo perché non riceviamo nessun aiuto. Non c'è un paese civile che ci aiuti. Al contrario, tutti lavorano contro di noi. In quarto luogo per colpa del nostro apparato statale. Abbiamo ereditato il vecchio apparato statale, e questa è la nostra disgrazia.»

La rivoluzione più preziosa
È stata dunque la rivoluzione la più difficile, non è stato facile costruire il socialismo, nell'Unione Sovietica, ma è stata la rivoluzione più preziosa, quella che ha dato un immenso contributo a tutti i movimenti rivoluzionari e socialisti del mondo. Se l'Unione Sovietica non avesse saputo o potuto far valere contro tutto e contro tutti le proprie insopprimibili ragioni di vita e di sviluppo, le popolazioni lavoratrici del mondo non avrebbero forse conosciuto per una lunga serie di generazioni altra disciplina che non fosse la schiavitù e la vergogna, altra civiltà e altra democrazia che non fosse quella del fascismo. Durante i lunghi anni in cui maturò la bancarotta della socialdemocrazia, mentre la Repubblica di Weimar naufragava nel nazismo, quella di Madrid nella reazione fascista di Franco, quando il laburismo inglese si prosternava all'imperialismo e negli anni della dittatura fascista Churchill veniva a Roma a inchinarsi a Mussolini; negli anni in cui i dirigenti del partito operaio belga con alla testa i signori De Man, Spaak e soci impegnavano la Seconda Internazionale nella più spudorata esperienza collaborazionista e colonialista, quando in Francia il Partito socialista sotto la guida di Leon Blum, dopo aver abbandonato la Spagna e i repubblicani spagnoli nelle mani degli aggressori, gettavano nella catastrofe il Fronte popolare, allora l'Unione Sovietica, l'Internazionale comunista, i partiti comunisti, nel momento in cui lanciavano l'appello all'unità e sviluppavano una larga politica unitaria per battere il fascismo, non cessarono mai dal condannare i patteggiamenti vergognosi, la collaborazione, la complicità col nemico, non cessarono mai di condannare tutta quella politica che portò alla capitolazione di Monaco e lasciò mano libera agli aggressori nazisti.
Che cosa sarebbe oggi l'Europa senza la forza e l'intervento dell'Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale? Terminata la Seconda guerra mondiale abbiamo avuto la Rivoluzione cinese che ha trionfato dopo una lunga guerra civile in un immenso paese semicoloniale e semifeudale. Vi è stata la conquista del potere da parte degli operai, dei contadini, dei lavoratori in una serie di paesi d'Europa. Si tratta di paesi di ineguale sviluppo e di struttura diversa, dalla Polonia alla Cecoslovacchia, alla Romania, all'Ungheria e a tutti gli altri, dove sono stati instaurati dei regimi diretti dalla classe operaia e dai lavoratori, dei regimi di democrazia popolare dove si costruisce il socialismo.
Ciò è stato possibile, si osserva, in condizioni particolari, con l'aiuto dell'Unione Sovietica, per la presenza in quei paesi e l'aiuto dell'Armata rossa nel corso della Seconda guerra mondiale. Ma a chi fa quest'osservazione occorre dire subito che quella guerra l'Unione Sovietica e l'Armata rossa non l'avevano né voluta, né provocata. Ed era naturale che l'Armata rossa e l'Unione Sovietica in quei paesi ove vennero a trovarsi dessero un aiuto alla vittoria delle forze popolari, delle forze del lavoro. E l'aiuto lo hanno dato anche dopo e continuano a darlo oggi.
Vi è stata nel dopoguerra l'esperienza rivoluzionaria iugoslava e dopo quella altre esperienze dal Vietnam all'Algeria, a Cuba ecc. Ognuna di quelle rivoluzioni con le proprie caratteristiche e particolarità non ripetibili, non applicabili altrove nelle stesse forme, ma ognuna di esse ci offre degli insegnamenti generali che restano. Ognuna di quelle esperienze ci dice qualche cosa, da ognuna di esse il movimento operaio e socialista internazionale ha qualche cosa di importante da ricavare.
La Rivoluzione russa per prima, poi la Rivoluzione cinese e le altre rivoluzioni socialiste, come d'altronde il movimento comunista internazionale, rimangono il fatto dominante dell'epoca nostra. Non soltanto la Rivoluzione socialista d'Ottobre ha dato una spinta decisiva a tutti gli altri movimenti rivoluzionari, a tutto lo sviluppo del movimento operaio e socialista sia nei paesi capitalisticamente sviluppati, sia ai movimenti rivoluzionari dei paesi coloniali e semicoloniali; non soltanto la Rivoluzione russa, l'Unione Sovietica ha dato e da il suo appoggio, il suo aiuto e la sua attiva solidarietà agli altri paesi socialisti, alle altre rivoluzioni, ma ciò non è un fatto del passato. È una funzione alla quale assolve anche oggi. Vi sono stati degli errori anche in queste forme di aiuto, di rapporti e di collaborazione, lo sappiamo; ma gli errori che vi sono o possono esserci stati non devono fare dimenticare a nessuno che senza quell'aiuto e quella collaborazione difficilmente le altre rivoluzioni avrebbero potuto vincere, resistere, difficilmente i lavoratori in altri paesi sarebbero riusciti a mantenersi al potere.
L'Unione Sovietica ha esercitato una grande funzione non soltanto in passato, ma la esercita anche oggi. L'esistenza stessa di un sistema economico che funziona in altro modo, con tutte le conseguenze che ciò comporta sul mercato mondiale, ha modificato e modifica notevolmente la strategia delle classi dominanti. Non possiamo non chiederci quale sarebbe oggi la strategia di queste classi dominanti se non esistesse un mondo socialista, così com'è lecito chiedersi se i gruppi dirigenti dei paesi imperialisti avrebbero accettato la rivoluzione in Indocina, nel Vietnam, in India, in Algeria, a Cuba, altrove se non fosse esistita prima l'Unione Sovietica e poi con l'Unione Sovietica la Cina popolare, gli altri paesi socialisti e il movimento operaio e comunista internazionale.
E anche quando noi sottolineiamo le nostre esperienze, la nuova strada aperta all'Italia, la via italiana al socialismo aperta dalla Resistenza, non possiamo dimenticare che quella nostra Resistenza ha potuto svilupparsi con successo perché sui campi di battaglia d'Italia e di tutta l'Europa eserciti possenti, quelli sovietici alla testa, erano impegnati in una lotta gigantesca contro il fascismo e contro le armate naziste.

La lotta per la pace e per l'indipendenza dei popoli
Due parole su quella che è la situazione internazionale, la cui gravità non può certo essere sottovalutata da alcuno. In questi ultimi tempi abbiamo avuto ed è ancora in corso la feroce aggressione al Vietnam, la più grave di tutte, ma non è la sola; abbiamo avuto i ripetuti tentativi di aggressione a Cuba, abbiamo avuto S. Domingo, i gravi avvenimenti in Indonesia, il colpo di Stato in Brasile e tutta una serie di altri gravi fatti che stanno a testimoniare come gli imperialisti statunitensi conducano una politica aggressiva non solo nel Vietnam, ma in tutta l'Asia, nell'America latina, in Africa e in Europa, paesi che sono divenuti campi di penetrazione e oggetto di conquista per il capitale e i monopoli americani.
Il revanscismo, il militarismo tedesco gode di ogni sorta di appoggio degli Stati Uniti. In seno al Patto atlantico è sempre più evidente l'alleanza tedesco-americana. Gli imperialisti americani fanno di tutto per dare alla Germania di Bonn le armi atomiche e nucleari. Tutti questi gravi fatti indicano chiaramente che nel mondo si è creata una situazione nuova della quale dobbiamo saper cogliere gli elementi essenziali, caratteristici, e ciò per essere in grado di meglio condurre la nostra lotta. Sono accaduti gravi fatti che stanno a indicare come determinate forze imperialiste si oppongano con la violenza all'avanzata democratica delle forze popolari e progressive nel mondo.
Come restare indifferenti di fronte a ciò che negli ultimi tempi è accaduto nel mondo, di fronte alle più vili e sanguinose aggressioni dell'imperialismo americano ai danni del Vietnam e di altri popoli? Tanto più quando non si tratta di casi isolati, ma di una catena di aggressioni, di un metodo, di un sistema, che prova la proterva volontà dell'imperialismo ad affermare con la violenza e col terrore il Suo predominio nel mondo, la sua volontà di voler conservare a ogni costo lo statu quo per cui i popoli che ancora lottano per la conquista dell'indipendenza e della libertà dovrebbero essere condannati per sempre alla servitù, alla fame, alla vergogna.
Il sistema coloniale è stato battuto, spazzato via dalla lotta rivoluzionaria dei popoli, ma non vi è dubbio che gli imperialisti non vogliono rassegnarsi alla nuova situazione nel mondo, alla spinta alla libertà eall'indipendenza che sale in ogni paese, che conquista tutti i continenti, non vogliono rassegnarsi e non hanno rinunciato a esportare la controrivoluzione, né a cercare di ristabilire il loro dominio con i vecchi e i nuovi sistemi di colonialismo e di schiavitù.
E necessario che tutti gli uomini amanti della pace si uniscano per bloccare l'aggressore, per salvare la pace finché si è in tempo. Non si può aspettare a lottare contro le aggressioni, non si può aspettare a lottare contro la guerra sino a quando le bombe ci cadranno sulla testa. Non si può rinviare la lotta per la pace, la lotta contro la guerra sino al giorno in cui essa fosse scatenata perché allora per molte regioni del mondo e per le popolazioni impegnarsi in questa lotta sarebbe troppo tardi.
Queste cose erano, sono solennemente affermate in un documento approvato esattamente 5 anni fa, di questi giorni, in una grande conferenza che riunì a Mosca (il 7 novembre 1960) 81 partiti comunisti. Vogliamo vedere che cosa si diceva in quel documento?
«Gli imperialisti degli Stati Uniti lavorano attivamente per creare un focolaio di guerra anche in Estremo Oriente. In combutta con i circoli dirigenti reazionari giapponesi, calpestando l'indipendenza nazionale di quel popolo e la sua volontà, essi hanno imposto al Giappone un nuovo trattato militare, che persegue scopi aggressivi diretti contro l'Unione Sovietica, la Repubblica popolare cinese e altri Stati amanti della pace. Gli aggressori americani hanno occupato l'isola di Formosa appartenente alla Repubblica popolare cinese e la Corea del Sud. Essi si inseriscono sempre più negli affari del Vietnam meridionale. Hanno fatto di questi paesi focolai di provocazioni militari e di pericolose avventure. Minacciando di aggressione Cuba, inserendosi negli affari dei popoli dell'America latina, dell'Africa e del Vicino Oriente, gli imperialisti americani cercano di suscitare nuovi focolai di guerra in varie parti del mondo. Gli imperialisti americani utilizzano forme di unioni regionali come, per esempio, l'Organizzazione degli Stati americani, per continuare a esercitare il loro controllo economico e politico e per coinvolgere i paesi dell'America latina nella realizzazione dei loro piani aggressivi. L'imperialismo americano ha creato un enorme apparato militare e non vuole permetterne la smobilitazione.
«Nella Germania occidentale è risorto il militarismo; si accelera la ricostituzione dell'esercito regolare di massa sotto il comando dei generali hitleriani; questo esercito viene dotato dagli imperialisti americani di armi atomico-missilistiche e di altri modernissimi mezzi di sterminio.
«L'imperialismo americano ha coinvolto molti paesi in blocchi militari (NATO, CENTO, SEATO e altri), ha avviluppato il cosiddetto "mondo libero " e cioè i paesi capitalisti dipendenti dall'imperialismo americano, nella rete delle proprie basi militari, puntate prima di tutto contro i paesi socialisti. L'esistenza di questi blocchi e basi militari costituisce una minaccia alla pace generale e alla sicurezza; non solo calpesta la sovranità, ma minaccia l'esistenza stessa degli Stati che concedono i loro territori per installarvi basi militari americane. »
Si potrebbe continuare nella lettura di questo interessante documento, ma non è necessario. Ho voluto richiamare quelle parole perché mi sembra importante sottolineare come quell'analisi della situazione si è dimostrata giusta, è stata confermata pienamente dai fatti. Non mi sembra sia senza importanza in un momento in cui in Italia e nel mondo è abbastanza grande il disorientamento, la confusione, nel momento in cui i vari Pietro Nenni continuano a seminare sfiducia e a battere la grancassa del fallimento del comunismo, non mi sembra sia senza importanza dimostrare, documenti alla mano, come la capacità di analisi e di previsione di questo nostro tanto calunniato movimento comunista ancora una volta si sia dimostrata giusta, la più giusta e la più valida. Cinque anni or sono, in quell'analisi, i partiti comunisti prevedevano come l'imperialismo americano avrebbe acceso nuovi focolai di guerra nell'Estremo Oriente, nell'America latina, avrebbe messo in pericolo la pace nella stessa Europa. Tutto questo si è esattamente verificato.
Tutte queste Cassandre che ci vorrebbero insegnare la strada non ci stavano forse cinque anni or sono facendo l'esaltazione del miracolo economico, del neocapitalismo, delle nuove strade dell'imperialismo americano, della sua nuova politica basata sulla comprensione, sulla ragionevolezza, su un nuovo indirizzo democratico e pacifico? È vero, abbiamo avuto l'intermezzo di Kennedy, ma abbiamo visto tutti in qual modo lo hanno fatto tacere.
La Conferenza degli 81 partiti comunisti nel novembre I960 non si era limitata a indicare qual era la politica degli Stati Uniti, ea quali pericoli si andava incontro, ma aveva anche indicato i mezzi per farvi fronte.
«Nella lotta per scongiurare una nuova guerra», diceva la Risoluzione, «la storia ha assegnato una particolare responsabilità alla classe operaia internazionale. È giunto il momento in cui è possibile stroncare i tentativi degli aggressori imperialisti di scatenare la guerra mondiale. Con gli sforzi congiunti del campo socialista mondiale, della classe operaia internazionale, del movimento di liberazione nazionale di tutti i paesi che si battono contro la guerra e di tutte le forze amanti della pace, la guerra mondiale può essere scongiurata. Spetta alla classe operaia di tutto il mondo», diceva la Risoluzione degli 81 partiti comunisti, «consolidare le proprie file per salvare l'umanità dalla catastrofe di una nuova guerra. Nessuna divergenza su problemi politici, religiosi o di altra natura deve impedire la coesione di tutte le forze della classe operaia contro il pericolo di guerra. È giunta l'ora di contrapporre alle forze della guerra la ferma volontà e la volontà d'azione di tutti i reparti e di tutte le correnti del proletariato internazionale, di unire tutte le sue forze per scongiurare la guerra e per mantenere la pace.»
Sono trascorsi da allora esattamente cinque anni e non credo possiamo essere soddisfatti né del grado di sviluppo delle lotte contro il pericolo di guerra, e neppure - dobbiamo guardare chiaramente di fronte la realtà - del grado di sviluppo dell'unità del movimento operaio e del movimento comunista internazionale.

Solidarietà col Vietnam
L'Unione Sovietica e i paesi socialisti hanno dimostrato con i fatti la loro concreta solidarietà verso il Vietnam e verso tutti i popoli che lottano per la loro indipendenza, non hanno mai concepito e non concepiscono la coesistenza come lo statu quo. Anche noi naturalmente non concepiamo, anche i partiti comunisti dei paesi capitalisti non concepiscono la coesistenza come lo statu quo, e riconosciamo legittimo il diritto di ogni popolo a lottare per la sua indipendenza e a decidere liberamente delle sue sorti. Tuttavia non possiamo non sentire forte la necessità di operare con maggiore slancio, con più forte energia, con tutto il nostro impegno sia per rafforzare la lotta per la pace e in difesa dei popoli aggrediti dall'imperialismo, sia per rafforzare l'unità del movimento comunista e operaio internazionale. Ledue questioni vanno di pari passo poiché la necessità di un maggior impegno e di maggiori successi nella lotta per la pace esige un rafforzamento dell'unità del movimento comunista e operaio internazionale. Se questa unità si indebolisce i gruppi più aggressivi dell'imperialismo ne approfittano e se ne avvantaggiano.
Di fronte all'accentuata aggressività dei gruppi imperialisti e in particolare dell'imperialismo americano, c'è chi si chiede se è ancora valida l'impostazione strategica della politica della coesistenza pacifica.
Senza dubbio, rispondiamo, l'impostazione strategica della coesistenza pacifica è sempre valida, purché la nostra azione sia adeguata alla situazione nuova che si è venuta creando nel mondo e alla quale male si adattano vecchi schemi. La politica della coesistenza pacifica come qualsiasi altra politica è una lotta, si urta, si scontra con altre forze che non la vogliono e non la accettano. Si tratta di lottare per riuscire a farla trionfare, ma poiché non ci siamo soltanto noi a lottare ma c'è anche il nemico, lo sviluppo degli avvenimenti non è sempre quello che desidereremmo. Anche la politica della coesistenza ha «subito», come dicono le tesi dell'XI Congresso del nostro partito, «una netta battuta d'arresto». La politica della coesistenza s'è scontrata e si scontra con difficoltà e ostacoli, con i colpi del nemico che non possiamo né ignorare, né sottovalutare.
Il solo modo per sviluppare e portare avanti con successo la politica della coesistenza pacifica, di rafforzare la lotta per la pace è proprio quello di tener conto delle aggressioni in corso, delle possibilità che ve ne siano altre in futuro, è quello di tener conto delle esperienze che scaturiscono dalle lotte condotte in questi anni, delle debolezze che si sono manifestate nel condurre queste lotte, delle debolezze che si sono manifestate anche nel movimento comunista, nel movimento operaio e nel movimento antimperialista e nella sua unità. Dobbiamo tenerne conto e operare efficacemente per superarle se vogliamo bloccare l'aggressività dell'imperialismo americano.
Per sviluppare con forza e in modo conseguente la politica della coesistenza, la lotta per la pace non possiamo chiudere gli occhi davanti ai pericoli di guerra, davanti alle aggressioni imperialiste e dobbiamo preparare adeguatamente il partito, la classe operaia, i lavoratori, li dobbiamo preparare politicamente e ideologicamente a sempre possibili brusche svolte della situazione. Dobbiamo anche in Italia accentuare la lotta per la pace, per la indipendenza del nostro paese contro la soggezione economica, politica e militare all'imperialismo statunitense. Nel momento in cui i pericoli di guerra aumentano devono essere accentuate la nostra azione e le nostre iniziative affinché il popolo italiano si liberi dalle basi militari straniere e dal grave peso delle basi atomiche per il pericolo che esse rappresentano, per le spese militari che comportano e per la minaccia permanente alla nostra sovranità nazionale, alla libertà del popolo italiano.
E devono essere altresì portate avanti tutte le iniziative atte a rafforzare l'unità del movimento comunista e operaio internazionale.

Per l'unità del movimento comunista e operaio internazionale
L'unità del movimento comunista e operaio internazionale è oggi più difficile da realizzare che non in passato per la complessità della situazione, per la diversità delle condizioni in cui operano i partiti operai e comunisti, i movimenti rivoluzionari e gli stessi paesi socialisti nel mondo.
Nel mondo sono in corso lotte molteplici che impegnano contemporaneamente forze diverse e toccano interessi diversi. Voglio accennare soltanto a due di queste lotte, ambedue fondamentali. Lotte di principio, come è detto nel progetto di tesi per il nostro XI Congresso: la grande lotta fondamentale per la pace, per la coesistenza pacifica e la lotta pur essa fondamentale che i popoli oppressi conducono per la loro indipendenza, per la loro libertà.
Queste due grandi battaglie si svolgono contemporaneamente in un mondo pieno di contraddizioni (in un mondo dove la lotta e la contraddizione principale è tra socialismo e imperialismo). Orbene ambedue queste lotte, quella per la pace e quella per l'indipendenza dei popoli, devono esser portate avanti con successo, posson sembrare in un certo senso contraddirtene; nello stesso tempo sono pienamente solidali, devono essere articolate e coordinate fra di loro. Le due lotte, quella per la pace e quella per l'indipendenza dei popoli, sono strettamente legate tra di loro. Non vi può essere pace se non c'è coesistenza e amicizia tra i popoli e non vi può essere coesistenza pacifica se non è riconosciuto e garantito a ogni popolo il diritto alla sua libertà, alla sua indipendenza, il diritto di decidere liberamente delle sue sorti.
Quando noi affermiamo che non devono essere esportate né la controrivoluzione, né la rivoluzione non intendiamo minimamente misconoscere o sottovalutare il diritto di ogni popolo alla sua indipendenza, a decidere liberamente delle sue sorti, né sottovalutiamo la grande importanza e la necessità della piena e attiva solidarietà da parte del proletariato internazionale, del movimento socialista mondiale con i popoli aggrediti dall'imperialismo.
Non è sempre facile e semplice coordinare le lotte per la liberazione e l'indipendenza dei popoli con le lotte per la pace, le lotte dei movimenti di liberazione con le lotte del movimento operaio occidentale e quelle dei paesi socialisti, ma tuttavia questo è il compito della classe operaia, questo è il compito nostro, dei comunisti. Riuscire a opporre all'imperialismo una efficace e coordinata strategia unitaria, questo è il contributo di effettiva e reale solidarietà che noi possiamo dare al Vietnam e ai popoli che lottano per difendere la loro indipendenza, la loro libertà.
Nessuna occasione dobbiamo lasciarci sfuggire e tutte le iniziative dobbiamo appoggiare che abbiano lo scopo di rafforzare l'unità e la solidarietà del movimento comunista e operaio internazionale. Non basta certo fare delle conferenze per risolvere i problemi, può darsi che in certi momenti potrebbe anzi essere dannoso tenere delle conferenze, ma non possiamo essere per principio contrari alle conferenze dei partiti comunisti. E in questo momento ognuno sente più che mai la necessità che i rappresentanti dei partiti comunisti, dei movimenti operai, rivoluzionari e antimperialisti si incontrino non per dibattere questioni controverse, ma per discutere sui problemi concreti della lotta contro le aggressioni imperialiste, per coordinare comuni azioni di solidarietà, comuni iniziative di solidarietà internazionale a favore del Vietnam e dei popoli che ancora oggi si battono per la loro indipendenza, a favore dei paesi che ancora oggi sono oppressi, come la Spagna e il Portogallo, dalla dittatura fascista.
La lotta per la pace è senza dubbio una questione di principio, ma sono per noi altresì questioni di principio il diritto dei popoli alla loro libertà e indipendenza, e l'internazionalismo proletario, la concreta attiva solidarietà con i popoli aggrediti dall'imperialismo o oppressi dal fascismo.
Quanto sta avvenendo in questi giorni in Indonesia, per esempio, non riguarda soltanto il popolo indonesiano e il suo eroico Partito comunista, ma interessa direttamente e riguarda tutti i popoli, tutti coloro che nel mondo lottano contro l'imperialismo, lottano per la pace, lottano per il socialismo. Questi sono insegnamenti essenziali e sempre vivi del leninismo.
È vero che c'è chi vorrebbe mettere il leninismo in soffitta o sminuirne la portata parlando dei princìpi del leninismo come princìpi scaturiti da «analisi condizionate dalle particolarità dello Stato zarista russo».
Il leninismo come teoria della rivoluzione si presenta sempre vivo nella piena validità del suo contenuto e nel suo slancio ideale contro le deformazioni e contro tutti i revisionismi. Non si tratta di restare legati alla lettera del marxismo e del leninismo, ma di restare fedeli alla sostanza di questa dottrina che come nessun'altra ha esercitato e esercita una enorme influenza culturale, politica, liberatrice presso tutti i popoli del mondo.
«Invano», ha scritto Togliatti, «si sono sforzati di diminuire la grandezza di Lenin i pigmei della nostrana filosofia, affrettatisi a scoprire due decine di anni dopo il trionfo della Rivoluzione d'Ottobre, che questa rivoluzione e la rinascita di venti popoli e l'edificazione di una società nuova che le tennero dietro non sono altro che episodi della storia della Russia. Acutissima scoperta veramente degna dei profeti dello "storicismo assoluto"! Anche la grande Rivoluzione francese fu un episodio della storia della Francia; ma figlia di un movimento di pensiero e di uno scatenamento di forze reali che sconvolsero dal fondo alla cima la vecchia società feudale, essa fu generatrice per tutta l'Europa e per il mondo intero di un nuovo ordinamento sociale e politico, punto di partenza di nuove correnti ideali e pratiche, faro di una nuova civiltà. È vano negare al pensiero e all'opera di Lenin questo stesso carattere che la storia ha sancito, che i popoli comprendono, che la classe operaia afferma, e in Russia e fuori della Russia, con tutto il suo orientamento attuale.
La grandezza di Lenin è la grandezza stessa del marxismo, di cui egli fu il seguace più ortodosso, ma che egli seppe rinnovare e sviluppare da un lato liberandolo dalle incrostazioni pedantesche del riformismo che ne soffocavano l'anima rivoluzionaria e facendolo progredire, dall'altro lato, con l'analisi esatta dei caratteri della nuova tappa imperialistica del regime capitalista, con la elaborazione e applicazione conseguente della dottrina della rivoluzione proletaria e della costruzione e attività del partito cui spetta dirigerla.
«Il marxismo di Lenin è il marxismo vero, vivente, capace di penetrare la realtà del mondo moderno in tutti i suoi aspetti, di comprenderla, di adeguare a essa tutta l'azione delle classi lavoratrici e dei popoli.
«Non si può dire marxista oggi, chi non si dice nello stesso tempo leninista. «Due cose Lenin aveva tra l'altro preveduto nella sua profonda analisi del mondo moderno. La prima è che lo sviluppo dell'imperialismo era necessariamente legato all'affermarsi nei paesi imperialistici di movimenti di esasperata e barbara reazione, quali sono stati l'hitlerismo in Germania e il fascismo tra di noi. L'altra è che nel processo storico della rivoluzione socialista avrebbero trovato il loro posto non soltanto dei rivolgimenti democratici, ma delle guerre di liberazione nazionale dirette contro la reazione imperialistica.»
È alla luce della dottrina del marxismo edel leninismo che il socialismo da utopia è diventato realtà e che i lavoratori hanno, in modo e condizioni diverse, conquistato il potere in una serie di paesi.
Non si tratta, ripeto, di restare fedeli a dei dogmi, ma di restare noi stessi, di restar fedeli contro tutte le pressioni che vengono dal di fuori, che vengono dal nemico di classe, di restare fedeli non alla lettera, ma ai principi fondamentali del marxismo e del leninismo che sono i princìpi della lotta per il socialismo, quella lotta e quei principi che hanno dato a intere generazioni di operai, di lavoratori, una passione rivoluzionaria, un dinamismo, un coraggio, che hanno maturato una coscienza socialista in milioni e milioni di lavoratori di ogni paese. È nel nome di questi princìpi, alla luce di queste esperienze che noi ci impegniamo a operare con slancio per portare al partito molti nuovi aderenti, per conquistare nuovi giovani combattenti per il trionfo della grande causa dei lavoratori edel socialismo in Italia.
Le generazioni anziane o vecchie come si usa dire non hanno risolto tutti i problemi. Hanno fatto, abbiamo fatto quello che fummo capaci di fare nella situazione data, non senza debolezze, non senza lacune, non senza errori. Ma qualche cosa è stato fatto anche nel nostro paese, siamo andati avanti. C'è senza dubbio ancora molto da fare. C'è tutta una società da rinnovare. È al socialismo che vogliamo, che dobbiamo arrivare. Con la Resistenza e la lotta di liberazione abbiamo sconfitto il fascismo. Oggi le giovani generazioni si trovano a operare in un'Italia dove non esiste più il fascismo, dove non esiste più il regime della dittatura totalitaria e del terrorismo. Ma del fascismo permangono ancora le radici, restano i gruppi monopolistici che dominano nel nostro paese, resta il regime del grande capitale. Molto ci rimane da fare per andare avanti, per eliminare tutto ciò che dev'essere eliminato, per fare trionfare nel nostro paese la giustizia, la libertà, il benessere, in una parola per realizzare il socialismo in Italia.
Questo è il compito delle generazioni di oggi, questo è il compito di tutti noi. Per questo, per lottare per questi obiettivi, per rovesciare l'attuale governo di centro-sinistra, che fa soltanto gli interessi dei grandi monopoli, per sviluppare una larga politica di unità tra i lavoratori socialisti, comunisti, cattolici, di ogni corrente e senza partito, per creare le condizioni del sorgere di una nuova maggioranza nel nostro paese, per attuare finalmente quelle riforme fondamentali, quel rinnovamento della nostra società, per cui da tempo lottiamo, abbiamo bisogno di portare al partito molti lavoratori, giovani e anziani, affinché dedichino al partito, alla classe operaia, alla causa del socialismo tutte le loro fresche energie. Abbiamo bisogno di maggiori forze, di maggiori energie non soltanto per salutare come entusiasticamente salutiamo l'anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, ma per lottare affinché il socialismo possa trionfare anche in Italia.

Evviva la Rivoluzione socialista d'Ottobre! Evviva il Partito comunista italiano!

Il 16 in piazza per il lavoro, i diritti e la democrazia

di Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro PdCI-FdS

Nonostante i tentativi operati dal governo per nascondere palesemente gli effetti della crisi nella vita delle lavoratrici e dei lavoratori, la drammatica situazione occupazionale nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti. Per poter intervenire con efficacia, noi comunisti riteniamo vadano intrecciate la questione politica e la questione sociale.

In questi ultimi anni il lavoro è stato svalorizzato, frammentato e precarizzato e siamo in presenza di un attacco ai diritti sul lavoro che non ha precedenti.

Basta pensare alle proposte del Governo in discussione in Parlamento, che riguardano il collegato al lavoro, che prevede la sostituzione dei giudici e dei tribunali con arbitri, l’attacco allo Statuto dei lavoratori e al Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e più in generale l’azione portata avanti dal padronato con l’assenso del governo tesa a mettere in discussione il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a poter liberamente contrattare la propria prestazione lavorativa.

La destra che governa il Paese e il sistema delle imprese, ci raccontano che in conflitto capitale-lavoro è cosa superata, in realtà stanno dicendo che il lavoro come soggetto portatore di diritti non deve più esserci. In questo modo le lavoratrici e i lavoratori divengono pura merce e un’appendice dell’impresa.

Per contrastare questo progetto occorre ricostruire le condizioni per una nuova politica industriale di qualità, al cui centro deve esserci la ricerca, l’innovazione e una rinnovata attenzione ad uno sviluppo compatibile con il rispetto ambientale, cosi come va definito un intervento fiscale all’insegna della giustizia sociale utile a determinare un’equa redistribuzione della ricchezza e un aumento del reddito per lavoratori e pensionati.

Vogliamo rimettere al centro il tema della democrazia, una parola-chiave sia se pensiamo al vulnus accertato nel nostro Paese, sia se volgiamo lo sguardo alle vertenze sindacali, all’impossibilità per i lavoratori di esprimersi sulle scelte che li riguardano e agli inaccettabili accordi separati firmati nell’ultimo anno.

Forti di questi principi, i comunisti vogliono “entrare” nel conflitto e nei problemi concreti delle persone. Lo abbiamo fatto sostenendo le lotte nei luoghi di lavoro e lo faremo con grande convinzione il 16 a Roma, scendendo in piazza al fianco della Fiom-Cgil.

Incontro - dibattito con Laura Spezia (Segr. Naz. FIOM-CGIL)

In vista della manifestazione nazionale indetta dalla FIOM-CGIL per il 16 ottobre, i partiti aderenti alla Federazione della Sinistra della provincia di Fermo (PRC e PdCI) organizzano un incontro con Laura Spezia, della Segreteria Nazionale FIOM-CGIL.
Lo scopo dell’iniziativa è far conoscere la situazione del lavoro in Italia, e in particolare nelle Marche, dopo i fatti di Pomigliano e il grave attacco ai diritti dei lavoratori portato avanti dal trio Marchionne - Berlusconi - Marcegaglia. Per noi comunisti infatti quanto accaduto a Pomigliano è un’anticipazione di quello che a breve accadrà con il progressivo smantellamento dei contratti nazionali di ogni categoria.
L’incontro si terrà presso la Sala Multimediale in via Mazzini (di fronte al Comune di Fermo), il giorno 6 ottobre dalle ore 21.00.
Sostenere la causa dei lavoratori metalmeccanici significa mettere un freno all’arroganza di chi, non solo nel centrodestra, mira alla precarizzazione generalizzata del lavoro e dei diritti.

Federazione della Sinistra
Partito dei Comunisti Italiani 
Partito della Rifondazione Comunista
Federazioni provinciali di Fermo

3 ottobre 2010

16ottobre

Assemblea degli iscritti con Oliviero Diliberto

SABATO 18 SETTEMBRE 2010
ORE 15.00
ANCONA
Sala ANPI, Via Palestro


I COMUNISTI PER IL LAVORO,

I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA


Presiede:

Raffaele BUCCIARELLI
capogruppo della Federazione della Sinistra PdCI - PRC al Consiglio Regionale

Relazione introduttiva:

Cesare PROCACCINI
Segretario Regionale del PdCI

Dibattito

Ore 18.00:
Intervento conclusivo del compagno


Oliviero DILIBERTO
Segretario Nazionale del Partito dei Comunisti Italiani
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Marx XXI: Seminario per l'unità dei comunisti, per l'autonomia e il rilancio di un Partito Comunista di quadri e di massa

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"Cena dai vicini"

Invitiamo i compagni a partecipare a questa iniziativa del Coordinamento Antirazzista del Fermano:

A CENA DAI VICINI

Monte Urano, Giardini pubblici, 8 Settembre 2010

Programma:

Ore 19.15: Cena a base di piatti tipici del Marocco

Ore 21.00: "Il mondo arabo e l'occidente" - Intervento del Prof. Marco De Angelis

Ore 22.00: Spettacolo musicale del Gruppo marocchino ATLAS

Per informazioni e prenotazioni:

www.antirazzista.altervista.org
c.antirazzista@tiscali.it

INGRESSO LIBERO

5° Festival a Pugno Chiuso

Invitiamo i compagni a partecipare alla 5° edizione del Festival a Pugno Chiuso, organizzato dal Collettivo Antifascista.

Festival a pugno chiuso

Incontro con Domenico Moro: crisi, globalizzazione, imperialismo.

Invitiamo i compagni e gli interessati a partecipare a questo incontro con l’economista Domenico Moro, autore - tra l’altro - del recente compendio del Capitale (vedi recensione) e membro del direttivo dell’Ass. politico-culturale Marx XXI.
All’iniziativa, organizzata dalla Federazione Giovanile Comunisti Italiani della prov. di Fermo, parteciperà anche il coordinatore nazionale della FGCI, compagno Flavio Arzarello.
La Sala Imperatori si trova a Porto San Giorgio in via Oberdan n. 1 (dopo il sottopassaggio nei pressi della stazione, vicino all’Hotel Gabbiano).


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Sciopero generale, adesione dei comunisti

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I Comunisti Italiani aderiranno allo sciopero generale indetto dalla CGIL per venerdì 25 giugno.
Nel fermano, scenderemo in piazza assieme ai lavoratori per partecipare alla manifestazione organizzata dalla CGIL a Porto Sant'Elpidio.
Noi comunisti avevamo chiesto alla CGIL la proclamazione dello sciopero generale in occasione dell'appello lanciato dai compagni greci a maggio: lo sciopero generale di 8 ore viene ora proclamato dal più grande sindacato italiano contro la manovra finanziaria e nel contesto dei fatti di Pomigliano, gravi sia per l'atteggiamento servile di CISL e UIL, sia per la posizione adottata dai partiti di centrosinistra completamente concordi (salvo qualche voce solitaria) col ricatto della FIAT.
La finanziaria di Tremonti d'altro canto non porterà altro che ad aggravare la situazione dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, degli artigiani, dei commercianti, delle piccole imprese. Seguiranno a ruota innalzamenti delle tariffe di vario genere e tasse locali, dati i pesantissimi tagli a regioni, province e comuni.
Lavorare per il successo dello sciopero generale è un dovere di chi sostiene i lavoratori, è un dovere in primo luogo dei comunisti che sono l'unica forza politica a condividere le posizioni espresse dal sindacato.

Partito dei Comunisti Italiani
Federazione provinciale di Fermo

21 giugno 2010
___________________________
Il concentramento è previsto per le re 9.30 di venerdì 25 giugno presso il piazzale della stazione ferroviaria di Porto Sant’Elpidio.
Clicca qui per i documenti sulla manovra finanziaria e la crisi economica.

sciopero

Iniziativa del Coordinamento Antirazzista

Invitiamo i compagni a partecipare alla presentazione del libro Il mondo in una regione di Angelo Ferracuti e Daniele Maurizi, organizzato dal Coordinamento Antirazzista presso la Sala Francescani del Comune di Montegranaro, venerdì 18 giugno alle ore 21.30.
18giugno

12 giugno, manifestazione nazionale CGIL

I Comunisti Italiani aderiscono alla manifestazione nazionale indetta dalla CGIL per sabato 12, in preparazione dello SCIOPERO GENERALE da proclamare per l’ultima settimana di giugno.
La CGIL di Fermo mette a disposizione dei pullman per partecipare: invitiamo i compagni a prendere parte alla manifestazione contro la politica finanziaria del governo.
Per prenotazioni: 0734 220811 (CGIL di Fermo).

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Raccolta firme FIOM - CGIL

fiom
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato dalla locale segreteria della FIOM.

Informiamo che è possibile firmare, per questa proposta di legge di iniziativa popolare, anche presso gli uffici del Comune di Fermo.

Sabato 15 maggio dalle ore 9.30 in piazza del popolo a Fermo, continua la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla FIOM-CGIL per la democrazia e la rappresentanza nei luoghi di lavoro.
Tale iniziativa che vede la categoria dei metalmeccanici della Cgil impegnata su tutto il territorio nazionale è nata dall’esigenza di impedire nel futuro che i lavoratori vengano espropriati del diritto di decidere sul loro contratto nazionale e quindi sulle loro condizioni materiali. Dopo l’accordo separato sul modello contrattuale, firmato da CISL e UIL senza la firma della CGIL e il contratto nazionale separato dei metalmeccanici senza la firma della FIOM CGIL, si è realizzata una svolta autoritaria nei rapporti tra lavoratori e organizzazioni sindacali, che vede i primi subire decisioni per loro conto senza avere la possibilità di esprimere la propria opinione.
Il diritto democratico dei lavoratori di decidere sul loro contratto, di eleggere i propri rappresentanti nel luogo di lavoro deve essere stabilito per legge.
La democrazia nei luoghi di lavoro deve essere un diritto che tutti i lavoratori possono esercitare e non può essere una concessione di questa o quella Organizzazione Sindacale. Invitiamo cittadini e lavoratori a difendere la democrazia anche oltre il cancello della fabbrica.
Sarà possibile firmare anche presso l’ufficio elettorale del comune di Fermo, negli orari di apertura al pubblico.

La segretaria prov.le FIOM-CGIL
Giusy Montanini

Fermo, 13 maggio 2010

Raccolta di firme per l'acqua pubblica

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Informazioni:

Oltre ai banchini allestiti nei luoghi pubblici, è possibile firmare anche nel proprio comune di residenza, qualora il comitato promotore ne abbia fatto richiesta.
In vari comuni della Provincia di Fermo, tra cui il capoluogo, è possibile firmare anche nelle sedi municipali.


Più di centomila firme per riprendersi l’acqua. Più di centomila firme nelle prime 48 ore di raccolta. Più del doppio dell’obiettivo che il comitato promotore dei tre referendum per l’acqua pubblica s’era prefisso. Inutile cercare la notizia sulle testate più blasonate. E’ un successo dovuto al tam-tam tra la rete e i mezzi di informazione non omologati ... continua
Per saperne di più: il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche ... continua

Iniziative per il 1° Maggio

MONTE VIDON COMBATTE

L’Assessore Provinciale, Guglielmo Massucci (Federazione della Sinistra)
Il Sindaco, Luciano Evandri
Il Presidente della Pro Loco, Ivan Matè

invitano ed offrono a tutta la popolazione la tradizionale merenda presso gli “impianti sportivi” con inizio alle ore 17: 30.


PORTO SANT’ELPIDIO

PdCI e PRC saranno presenti con un banchino, per tutta la giornata, presso l’ex stadio Orfeo Serafini. Sarà disponibile del materiale della Federazione della Sinistra e sarà possibile firmare per il referendum sull’acqua pubblica.

25 Aprile 2010: Ribelli a vita!

Iniziativa del Collettivo Antifascista Fermo

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Iniziativa elettorale a Sant'Elpidio a Mare

Assemblea pubblica con i candidati della Federazione della Sinistra e il candidato Presidente Massimo Rossi per parlare della scuola e della necessità dei finanziamenti pubblici alle istituzioni statali e non a quelle private... contrariamente a quanto vorrebbero PD, IdV, UDC e il resto della compagnia (in barba alla Costituzione Italiana che a chiacchiere dicono di difendere: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”, Art. 33).
Giovedì 25 marzo, ore 18.00, Auditorium Giusti a S.Elpidio a Mare.

Iniziativa elettorale a Petritoli

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Collettivo Antifascista, testimonianze di lotta

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Sciopero generale, 12 marzo

I comunisti aderiscono allo sciopero della CGIL e parteciperanno alle manifestazioni indette dal sindacato, ad ogni livello, per venerdì 12 marzo.

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La crisi economica e il ruolo dei comunisti

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Cena - incontro con Massimo Rossi

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La Federazione della Sinistra della Provincia di Fermo darà il via, domenica 28 febbraio, alla propria campagna elettorale a sostegno della candidatura di Massimo Rossi a Presidente della Regione Marche.
Con l'occasione, si terrà una cena presso la sede del PRC a Porto San Giorgio (via della Resistenza) a partire dalle ore 20.00 con la presenza dei candidati del fermano e dello stesso Rossi: sarà quindi possibile discutere delle ragioni di questa candidatura e contribuire al successo della coalizione di Sinistra.
La Federazione della Sinistra unisce sotto un unico simbolo i Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Socialismo 2000, Lavoro-Solidarietà e altre associazioni e movimenti legati al territorio e alle lotte sociali.
La cena è aperta a tutti, per informazioni contattare il num. 3664376178.

Iniziativa sulla strage di Piazza Fontana

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IV Festival a Pugno Chiuso

Riceviamo dal Collettivo Antifascista, e invitiamo tutti i compagni a partecipare!

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I comunisti contro le nuove leggi razziali

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Dopo il banchino del 21 luglio a Porto Sant'Elpidio, i comunisti fermani continuano la campagna di sensibilizzazione contro il cosiddetto "pacchetto sicurezza", condotta con il fine di contrastare il razzismo dilagante nella società e nello Stato italiani. Il PdCI e il PRC del fermano invitano tutti gli antirazzisti e antifascisti a partecipare al volantinaggio che si terrà domenica 26 luglio, a partire dalle ore 10, a Porto San Giorgio (piazza Matteotti, nei pressi della Stazione).

Incontro sulla Colombia

DI LUTTO VESTONO GLI EROI
26giugno
organizzano:
Coordinamento PdCI - PRC & Associazione Nuova Colombia

Venerdì 26 giugno ore 21.30
Sala Multimediale – Fermo (davanti al comune)

Il 1° marzo 2008 l’esercito colombiano bombarda l’accampamento diplomatico del comandante delle FARC-EP Raùl Reyes, situato nella regione di Sucumbìos in Ecuador, con l’intento di far fallire lo scambio umanitario dei prigionieri di guerra. Il leader insorgente viene assassinato insieme ad un gruppo di guerriglieri e quattro studenti messicani che si trovavano lì per realizzare interviste a scopo di indagine accademica. Le uniche sopravvissute sono due guerrigliere fariane ed una studentessa messicana: Lucia Morett. Questo video-denuncia smaschera tutte le menzogne del governo colombiano in merito al criminale operativo svolto in piena violazione del Diritto Internazionale e contro la sovranità dell’Ecuador, neutrale di fronte alla guerra in Colombia.

Diliberto il 25 maggio a Fermo!

Il compagno Oliviero Diliberto, segretario del PdCI e capolista alle europee per il centro Italia, sarà a Fermo lunedì 25 maggio.
Invitiamo tutti i compagni alla massima partecipazione!

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Iniziativa del Collettivo Antifascista

Il Collettivo Antifascista di Fermo organizza per sabato 23 maggio un incontro con Andrea Martocchia, Davide Conti e Susanna Angeleri del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia (CNJ onlus) per presentare il progetto "PARTIGIANI JUGOSLAVI IN APPENNINO 1943-1944", un “lavoro di ricerca e divulgazione al grande pubblico del contributo fornito alla Resistenza antifascista ed antinazista in Appennino da parte di quegli jugoslavi che fino all'8 Settembre 1943 erano internati nei campi di detenzione su territorio italiano”.
Questo lavoro, di cui si prevede la pubblicazione entro il 25 aprile 2010, sarà presentato a Fermo presso la sede dell’ANPI, alle 21.00, con l’adesione della stessa Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Fermo e dell’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione delle Marche dell’Alto Piceno.
Invitiamo i compagni a partecipare, ed a portare il proprio contributo.

25 Aprile 2009: la Resistenza non conosce crisi!

Riceviamo dal Collettivo Antifascista di Fermo (e invitiamo i compagni a partecipare!)

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Per il sindaco di Fermo il 25 aprile è solo un’occasione per “rivolgere un riconoscente pensiero a tutti coloro che dettero il loro contributo alla rinascita del paese”. Per il collettivo antifascista fermano il 25 aprile è invece la festa della Liberazione dal nazifascismo, e ricordare la Resistenza non rappresenta soltanto una celebrazione ufficiale nella quale autorità e istituzioni offrono il loro “solenne” saluto. Quella libertà, che nel ’45 è stata ottenuta grazie alla lotta partigiana contro i fascisti italiani e i nazisti tedeschi, sabato la festeggeremo con musica, vino e iniziative politiche, senza fanfare, corone di alloro e strette di mano. Crediamo non sia tollerabile l’ipocrisia di un’amministrazione comunale che dopo aver ospitato nei mesi scorsi, fra l’altro, iniziative pubbliche tese a riabilitare la figura di Mussolini e a diffondere l’odio antislamico, pretende oggi di commemorare la Resistenza e di offrire un omaggio ai nostri partigiani. La festa, quella antifascista, assolutamente autogestita ed autofinanziata, ci sarà al tendone adiacente all’ex-stazione Girola, in zona conceria. A partire dalle 18 è in programma una conferenza sui crimini dei campi di concentramento fascisti in ex-jugoslavia, vicende che la “memoria” storica ufficiale ha completamente ignorato e di cui ancora oggi si fatica a discutere. Ospite e relatore dell’iniziativa sarà Costantino Di Sante, storico e responsabile dell’Istituto storico del movimento di liberazione di Ascoli Piceno. Seguirà la cena, aperta a vegetariani e carnivori, che sarà interrotta solamente dal rap militante dei sangiorgesi Costa Familia. Questi ultimi ci condurranno fino alla performance dei Malavida, ben nota band punk-ska-raggae di Filottrano. La musica e la festa non finiranno certo a mezzanotte e proseguirà col sound dei Polleggio.

Ultimi fuochi di Resistenza

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Il Collettivo Antifascista del Fermano organizza per sabato 18 aprile la presentazione del libro “Ultimi fuochi di Resistenza, storia di un combattente della Volante Rossa”.

Sarà presente l’autore, il compagno Massimo Recchioni, referente dell’ANPI nella Repubblica Ceca e coordinatore della Segreteria della Federazione Europea del PdCI.

L’incontro si terrà a Fermo, nella Sala Multimediale (di fronte all’ingresso del Comune), alle 21.

Il PdCI di Fermo con la CGIL

COMUNICATO STAMPA


Il Partito dei Comunisti Italiani della Federazione di Fermo aderisce e si mobilita per la Manifestazione Nazionale di sabato 4 Aprile organizzata dalla CGIL a Roma Circo Massimo.

Organizzeremo e lavoreremo per la massima partecipazione.

Condividiamo la piattaforma della manifestazione in particolare siamo convinti che occorra difendere i salari, le pensioni, i diritti, occorre riscoprire il ruolo pubblico nell’economia e chiudere con la stagione delle privatizzazioni selvagge.
Serve la riforma degli ammortizzatori sociali, una nuova politica dei redditi, ed è necessario in questo paese costruire una vera politica industriale.

Una piattaforma tanto più necessaria, indispensabile in una situazione di crisi pesante, molto grave come quella che stiamo vivendo in questo periodo.

E’ necessario, tanto più oggi, potenziare i Diritti ed aumentare le Tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, dei migranti.

Il Governo sta facendo esattamente il contrario, e, addirittura, con l’obiettivo di disarticolare la politica sindacale e lo stesso ruolo del sindacato ha proposto un nuovo modello contrattuale dannoso per i salari e lesivo dei diritti di chi lavora.

La CGIL non ha firmato, giustamente, quell’accordo e ha indetto un referendum tra i lavoratori per dire no.

I Comunisti Italiani rivolgono un appello e invitano tutti i cittadini a recarsi a votare contro quell’accordo.

Si può votare fino al 27 marzo compreso, nei seggi territoriali, in quelli dei luoghi di lavoro ed anche on line sul sito: www.cgil.it/marche.

circomassimo


Il Segretario Provinciale
Renzo Interlenghi

Fermo, 25 marzo 2009

Scarica il volantino

27 marzo a Roma!

Comunisti uniti!
Le Federazioni Provinciali del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani parteciperanno con una delegazione comune all'iniziativa organizzata dalla rivista L'Ernesto, che si terrà a Roma venerdì 27 marzo. Alla manifestazione, che ha come tema centrale "UNITI CONTRO, INSIEME PER. Comunisti e sinistra, l'opposizione e l'alternativa" parteciperanno i segretari dei due partiti comunisti Ferrero e Diliberto, assieme a personalità come l'attore Paolo Rossi, il filosofo Domenico Losurdo, Giorgio Cremaschi (Fiom-CGIL), Niane Ibrahima (Movimento Immigrati) e altri. A presiedere, Fosco Giannini, direttore de L'Ernesto.
Questa manifestazione segna un ulteriore, importante tappa nel riavvicinamento del PRC e del PdCI, non solo in vista della prossima tornata elettorale, ma nella più ampia prospettiva di unità dei comunisti in un'unica grande organizzazione.
Tutti gli interessati a partecipare ci contattino al più presto!

27marzo

Verità sulle Foibe

Riceviamo dal Collettivo Antifascista, e pubblichiamo volentieri, il seguente volantino.

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Coordinamento Palestina

Il Coordinamento Palestina di Fermo organizza un incontro-dibattito alla presenza di:

Marco Ramazzotti Stockel (rappresentante della Rete Ebrei Contro l'Occupazione)

Shokri Hroub (esponente dell'Unione Democratica Arabo-Palestinese)

L'incontro si terrà nei locali dell'ex Stazione Contrada Conceria dalle 21.30 e data la straordinaria partecipazione di Stockel e Hroub sarà possibile avere una visione quanto mai dettagliata, oggettiva (e per questo controcorrente) di quanto è avvenuto e sta avvenendo nei territori occupati e in tutta l’area mediorientale.

Difesa e rilancio della scuola pubblica

La compagna Lidia Mangani (CC del PdCI) sarà presente all’incontro organizzato dai compagni de L’Ernesto sul tema

Controriforma Gelmini
DIFESA E RILANCIO DELLA SCUOLA PUBBLICA

che si terrà a Fermo giovedì 22 gennaio alle ore 21 presso la Sala Multimediale di Via Mazzini.

Interverranno anche il prof. Andrea Catone (storico del movimento operaio), Giuseppe Vaglieco (segretario provinciale CGIL-Scuola).
L’introduzione e le conclusioni saranno tenute rispettivamente dai compagni del PRC Paola Simonelli e Alessandro Volponi.

Iniziative per la Palestina

Per sabato 17, il Comitato per la Palestina ha organizzato un pullman con partenza da Fermo. Contattateci per ulteriori informazioni.

Sabato 17 e domenica 18 il Comitato sarà inoltre in piazza a Fermo e Porto San Giorgio: anche in questo caso, contattateci per conoscere i dettagli.

In cantiere c’è anche un incontro-dibattito, di cui informeremo in seguito.

Comitato fermano per la Palestina

In seguito all’aggressione israeliana su Gaza, si è costituito a Fermo un Comitato per la Palestina che ha indetto le seguenti iniziative:
palestina


-Sabato 10 gennaio, Fermo, presidio in Piazza del Popolo dalle 9.00 alle 13.00.
-Domenica 11 gennaio, Porto San Giorgio, presidio in Piazza Matteotti (presso la stazione ferroviaria) dalle 17.00 alle 20.00.

Confidiamo nella massima partecipazione!

Un passo per la legalità

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Amandola, venerdì 21: incontro con Cesetti

Venerdì 21 novembre i partiti della sinistra organizzano una cena presso la pizzeria Bella Napoli di Amandola, alla presenza di Fabrizio Cesetti e dei responsabili provinciali di PdCI, PRC, SD e Verdi. Sarà una buona occasione per discutere della situazione ambientale e lavorativa di Amandola e della comunità montana in generale, ma anche per fare il punto sulla campagna elettorale in corso.
Chi volesse partecipare può contattarci.

Diliberto a Fabriano

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Il Segretario del PdCI Oliviero Diliberto sarà a Fabriano sabato 22 novembre per una manifestazione sul lavoro organizzata dalla locale Federazione del nostro partito. L’inizio della manifestazione è fissato per le 16.30, nei pressi dell’Oratorio della Carità (Località San Francesco): invitiamo a questo evento tutti i compagni della sinistra.
Venerdì 21 novembre Diliberto parteciperà invece ad un dibattito proposso dall’associazione culturale “La Macchina Mondiale” per discutere di “Scenari della crsi globle: dal crack finanziario alla democrazia autoritaria?” con, tra gli altri, Domenico Losurdo e Giovanni Russo Spena (Urbino, Sala Serpieri del Collegio Raffaello, Piazza della Repubblica, ore 17.00).

7 novembre a Massa Fermana

La 2° tappa della campagna d’ascolto di Fabrizio Cesetti è prevista per venerdì 7 novembre, ore 21.00, presso la Sala Parrocchiale di Massa Fermana: invitiamo tutti alla più ampia partecipazione!

31 ottobre, a Petritoli inizia la nostra campagna elettorale!

Venerdì 31 Ottobre 2009 presso il Teatro “dell’Iride” di Petritoli – ore 21.00 serata di apertura della campagna di ascolto indetta dai partiti della Sinistra a sostegno della candidatura di Fabrizio Cesetti a Presidente della Provincia di Fermo.
Saranno presenti i Segretari Provinciali di Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi oltre che gli Assessori ed i Consiglieri Provinciali uscenti di tali partiti.
In questa occasione Fabrizio Cesetti presenterà le principali linee programmatiche della Sinistra ed insieme a tutti gli altri esponenti politici dei partiti a suo sostegno saranno a disposizione dei cittadini per ascoltare esigenze, necessità, priorità e quant’altro possa essere ritenuto interessante per la nuova provincia di Fermo.
Tale campagna di ascolto sarà propedeutica alla definizione di un programma politico-amministrativo condiviso con tutti gli altri partiti del Centro-Sinistra con i quali si intende affrontare questo importante appuntamento elettorale.
Tutti gli elettori del Fermano sono invitati a partecipare.

La Sinistra per CESETTI PRESIDENTE