Assemblea regionale FGCI
I comunisti a Roma contro la manovra economica

Le forze che compongono la FdS considerano vergognoso l'intervento sulle pensioni e assurdi i tagli agli enti locali, così come ritengono iniquo l'intervento che reintroduce l'ICI, indiscriminatamente, sulla prima casa. Considerano inoltre inaccettabili, dopo la vittoria del referendum sull'acqua, le privatizzazioni previste dal "Decreto salva Italia" e tutta la politica fiscale, che, fingendo di "colpire tutti", colpisce in realtà solo coloro che hanno di meno (vedi l'intervento sull'IVA e sui carburanti).
Il "Decreto salva Italia" salva solo i ricchi, colpisce invece le lavoratrici e i lavoratori.
All'iniziativa di Roma saranno esposte le proposte alternative dei comunisti, che comprendono l'obbligo per la Banca Centrale Europea di acquistare direttamente i titoli di stato dei Paesi europei (per contrastare le forme di speculazione), la patrimoniale progressiva sulle grandi ricchezze immobiliari e finanziarie superiori agli 800.000 euro, l'aumento al 15% della sovrattassa sui capitali scudati, misure efficaci contro l'evasione fiscale, il taglio delle spese militari, il blocco delle cosiddette grandi opere (come la TAV in Val Susa), tagli ai privilegi della politica (e non operazioni di facciata come l'operazione contro le province, che mirano invece a "tagliare" la democrazia).
Queste misure di semplice buon senso, oltre ad essere eque, permetterebbero anche di avere fondi per investire nella ricerca, nella formazione, nel lavoro, nello sviluppo economico.
Invitiamo chi vuole partecipare alla manifestazione a contattarci.
Invitiamo a contattarci anche coloro che sono interessati a conoscere le nostre proposte e che vogliono lavorare con noi per la loro affermazione.
Contatti:
tel: 366 4376178 (Flavio)
e-mail: pdci@comunisti-fermano.it
PdCI, Direzione provinciale di Fermo
La FdS presente alle elezioni di Porto San Giorgio
La FdS parteciperà alle prossime elezioni sangiorgesi con una propria lista e si accinge alla campagna elettorale con la volontà di contribuire alla creazione di un’alleanza di forze politiche capaci di sconfiggere le destre e di amministrare stabilmente la città e determinate a mettere fine agli scempi urbanistici e a rilanciare - sotto ogni punto di vista: economico, sociale, culturale, turistico, ambientale - il paese.
Giorgio Raccichini, coordinatore PdCI Porto San Giorgio
17 novembre: studenti in piazza a Fermo
Vogliamo dare un segnale forte al governo e alle logiche liberiste e privatiste della BCE.
La nuova lettera della BCE al governo Italiano prevede l’eliminazione del tetto massimo del 20% rispetto al fondo di finanziamento ordinario per le tasse studentesche e l’introduzione consistente del Prestito d’Onore.
Questi due provvedimenti provocheranno l’innalzamento delle tasse universitarie e metteranno lo studente nella difficile condizione di poter restituire il prestito, considerando che la disoccupazione giovanile tocca nel nostro paese il 30% .
Tutto questo accompagnato dallo smantellamento del diritto allo studio porterà lo studente a vivere una condizione precaria sin da subito, ad essere vittima di ricatti lavorativi, e sancirà il ritorno ad un sistema scolastico e universitario classista.
Il 17 Novembre è una data fondamentale per il movimento studentesco.
Siamo in piazza dal Cile alla Grecia per difendere il diritto allo studio e la cultura, con la volontà di cambiare questo sistema economico e sociale, contro le logiche del profitto e la mercificazione dei saperi.
Vogliamo portare le nostre rivendicazioni nelle strade, tra la cittadinanza, è importante che tutti comprendano il ruolo fondamentale della cultura in questo momento di crisi.
Solo investendo nel sistema dei saperi, nella ricerca scientifica e difendendo il lavoro e i lavoratori, possiamo contrastare le politiche liberiste della BCE che mirano a smantellare i diritti conquistati in anni di lotte e rivendicazioni. Per la prima volta la nostra generazione si trova a vivere una condizione peggiore rispetto alla generazione precedente. La precarietà come modello dominante di lavoro ma anche di vita, la disoccupazione giovanile al 30%, sono segnali di come questo sistema non funzioni e di quanto sia necessario costruire un’ alternativa a un modello che vuole reggersi sulle spalle dei più deboli, degli studenti, dei lavoratori, dei precari.
Un sistema fondato sulle logiche del profitto non si cancella dopo la caduta di un Governo, pessimo che sia, ma costruendo l’alternativa giorno dopo giorno e noi oggi stiamo facendo questo a patire da punti semplici e diretti:
Vogliamo più spazi di democrazia e confronto nelle nostre scuole.
Vogliamo che siano destinati all’istruzione risorse almeno pari alla media europea.
Vogliamo che sia previsto l’obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l’obiettivo di portare tutti i giovani almeno al diploma superiore.
Vogliamo agevolazioni sui consumi culturali e la gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari.
Vogliamo valorizzare il ruolo degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo, e vogliamo la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti precari.
Vogliamo che sia garantito il tempo pieno nell’insegnamento elementare.
Vogliamo che sia garantito il diritto all’istruzione dei figli dei migranti.
Vogliamo più fondi per il diritto allo studio, per le borse di studio.
Vogliamo che l’investimento per la ricerca sia pari alla media europea per il 2010.
Realizzare questi punti è possibile, solo se a pagare la crisi siano i più ricchi.
Dobbiamo lottare contro i finanziamenti militari, contro le guerre imperialiste, dobbiamo chiedere che vengano tagliati i finanziamenti pubblici alle scuole private.
E’ necessario ribadire l’importanza di una tassa patrimoniale per i redditi più alti e di una campagna seria di lotta all’evasione che ogni anno arriva a pesare 120 miliardi di euro; dobbiamo contrastare la mafia che detiene l’8% del PIL e insulta la democrazia e la dignità delle persone. Da questi punti, oggi, rilanciamo la nostra lotta: il futuro non è scritto!
Fgci Provincia di Fermo
Ribalta-Alternativa ribelle-Fermo
www.fgci.comunisti-fermano.it
http://ribaltalinformazione.wordpress.com

Manifestazione studentesca a Fermo

La data di oggi rappresenta la prima risposta del movimento studentesco dopo la giornata europea di mobilitazione del 15 Ottobre. Una risposta che porta con se il carico politico di quella data, più di 550.000 manifestanti scesi in piazza per rivendicare giustizia sociale e diritti contro le logiche anti-democratiche della Banca Centrale Europea che, assecondata dal governo Berlusconi, ha messo in atto una vera e propria "macelleria sociale" colpendo lavoratori, precari, studenti e tutte le classi più deboli.
Nonostante il tentativo di screditare quella giornata attraverso l'azione violenta da parte di gruppi estranei al movimento, la voce di migliaia di persone che lottano, giorno dopo giorno nei luoghi di lavoro e di studio, contro le logiche del profitto e il capitalismo finanziario non si è spenta.
Noi rifiutiamo le logiche privatistiche e liberiste della BCE e proprio per questo oggi continuiamo a far sentire la nostra voce, ribadendo la necessità di un Sistema scolastico e universitario pubblico, accessibile e di qualità.
La cultura e i saperi devono tornare al centro del dibattito per la costruzione di un sistema politico e sociale alternativo. Noi manifestiamo contro un sistema che colpisce le classi sociali più deboli e difende gli interessi dei più ricchi , smantella i diritti dei lavoratori, attacca la cultura, toglie finanziamenti alla ricerca scientifica, mercifica i saperi, insulta la nostra costituzione portando avanti guerre imperialiste che limitano il diritto all'autodeterminazione dei popoli, rende precarie le vite di una generazione sottoposta al ricatto lavorativo.
Vogliamo che siano destinati all'istruzione risorse almeno pari alla media europea.
Vogliamo che sia previsto l'obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l'obiettivo di portare tutti i giovani almeno al diploma superiore.
Vogliamo agevolazioni sui consumi culturali e la gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari.
Vogliamo valorizzare il ruolo degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo e vogliamo la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti precari.
Vogliamo che sia garantito il tempo pieno nell'insegnamento elementare.
Vogliamo che sia garantito il diritto all'istruzione dei figli dei migranti.
Vogliamo più fondi per il diritto allo studio, per le borse di studio.
Vogliamo che l'investimento per la ricerca sia pari alla media europea per il 2010. (3% del Pil)
Cambiare ora, cambiare subito si può: tassa patrimoniale per i redditi più alti, lotta all'evasione e al lavoro nero, redistribuzione dei finanziamenti a fondo perduto alle imprese e delle spese militari al sistema scolastico, universitario, della ricerca e in difesa del lavoro!
Nonostante un governo sordo e autoritario, noi continueremo a scendere nelle strade e nelle piazze. Quello che è successo ieri a Roma, dove una manifestazione pacifica è stata bloccata dalle forze dell'ordine con la violenza, non fermerà la volontà di cambiare.
Non sarà chi vuole reprimere le nostre rivendicazioni con la forza a screditare le nostre idee... Verso la società della conoscenza!
FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani)
Ribalta - Alternativa ribelle
Fermo, 4 novembre 2011
Alternativa Ribelle, presidio degli studenti verso il 15 ottobre
Lo ha dimostrato oggi, aderendo alla manifestazione nazionale indetta dall' Unione degli Studenti il 7 Ottobre e indicendone una a Fermo, dove duecento studenti hanno manifestato davanti la sede della Provincia dopo un corteo partito dal Liceo Scientifico T.C.O.
- 8 miliardi di tagli per dequalificare la scuola pubblica e valorizzare percorsi di formazione privata
- Docenti precari costretti a bassi salari, senza la possibilità della continuità didattica
- Taglio ai fondi per il Diritto allo studio, ritorno ad un sistema scolastico classista
- Mercificazione della cultura e dei saperi, pensati non più come valori e diritti universali ma come privilegi per pochi.
- Strutture scolastiche non a norma che verranno ulteriormente colpite dal taglio agli enti locali previsto dalla manovra finanziaria del governo
Questi sono alcuni degli effetti della riforma Gelmini e delle politiche di un governo sordo e autoritario, subalterno alle logiche neoliberiste della Banca Centrale Europea che vuole far pagare la crisi a studenti, lavoratori e precari.
Noi chiediamo investimenti per il diritto allo studio, gratuità dei trasporti per studenti pendolari, agevolazioni sui consumi culturali, una scuola pubblica che sia accessibile e di qualità e tuteli gli spazi di democrazia, lotta all’evasione, redistribuzione dei finanziamenti a fondo perduto alle imprese e delle spese militari al sistema scolastico, universitario e della ricerca.
Un sistema scolastico alternativo è possibile solo se costruiamo un sistema politico e sociale alternativo alle logiche del profitto. Per questo saremo in tutte le piazze d’Italia il 7 Ottobre, verso la grande manifestazione Europea del 15 Ottobre a Roma!

foto dal sito web della Provincia di Fermo
Per altre informazioni circa le attività della FGCI e di Alternativa Ribelle - Ribalta a Fermo, visitate i siti web:
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Nota sulla proposta di referendum per la legge elettorale
Negli ultimi giorni, alcuni cittadini che si sono avvicinati ai nostri banchini ci hanno chiesto se fosse possibile firmare per “abolire il Porcellum”. I comunisti, assieme a tutta la Federazione della Sinistra, non aderiscono alla petizione proposta de SEL, IdV e altri, anzi sconsigliano alla cittadinanza di firmare: evitiamo di cadere dalla padella nella brace.
Ovviamente è nobile il proposito di cancellare la “legge porcata” di Calderoli, ma la parte propositiva di questo referendum che si sta promuovendo riporta nient'altro che al “Mattarellum”, ovvero - pur con delle minime “migliorie” - alla legge precedente; in pratica, non si esce né dalle formule bipolaristiche, né da quelle presidenzialistiche, né si risolve il mito della cosiddetta governabilità in quanto si continuerà a dare vita ad alleanze innaturali pur di sconfiggere l'avversario.
Inoltre, per vincere in questo o quel collegio “difficile”, saranno necessari i voti del “Mastella di turno” che pretenderà i suoi candidati nei “collegi sicuri”: immaginate che potenzialità ricattatorie potrebbe avere anche un minuscolo partito locale, nato “ad hoc” per presentarsi alle elezioni. Altro che “elezione diretta del candidato”! Tutto già visto. D'altronde la presenza, tra i promotori della petizione, del tristemente noto Mariotto Segni e del riesumato simbolo dell'Asinello (!) dovrebbe essere indicativa!
Infine, la legge elettorale che viene proposta in sostituzione del “Porcellum” non è più o meno democratica dell'attuale, nonostante i toni demagogici con cui viene presentata, perché non garantisce la rappresentanza alle forze politiche che decidono di non schierarsi con uno dei due “poli” e che magari godono di un importante radicamento reale nella società.
Lo stiamo vivendo già adesso, lo stanno vivendo i lavoratori, cosa significa estromettere forze politiche come i comunisti dal Parlamento.
Noi comunisti crediamo che solo attraverso un sistema proporzionale possa ricrearsi il legame diretto tra la politica, le istituzioni, e la società. Solo un sistema proporzionale garantisce che nel parlamento sia rappresentata la società reale e non accozzaglie di sigle e siglette. È su base proporzionale che noi lanciamo la nostra proposta di riforma della legge elettorale.
Fermare la guerra in Libia!
La propaganda ha presentato questo epilogo come una marcia trionfale, con le truppe di Gheddafi che si arrendono e la popolazione che fa festa. Invece è di centinaia di morti il bollettino di guerra, destinato a peggiorare perché in gioco non c’è la vita umana ma il petrolio libico
22 agosto 2011 – Alessandro Marescotti
http://www.peacelink.it/editoriale/a/34542.html
http://www.peacelink.it/mediawatch/a/34545.html

Comunisti contro la guerra e la manovra finanziaria
Venerdì 15 luglio, una delegazione di giovani del PdCI ha partecipato al presidio organizzato dalla CGIL sotto la Prefettura (eravamo, come spesso accade in queste occasioni, l’unico partito politico presente). Sabato 16 luglio abbiamo iniziato la diffusione del materiale informativo sulla Finanziaria appena varata dal governo con l’avallo dell’opposizione parlamentare e la benedizione di Napolitano.
Il testo del volantino:
I poteri economici e i loro referenti in Parlamento spingono verso soluzioni di “lacrime e sangue” alla crisi, tagliando i finanziamenti agli enti locali, alla sanità e allʼistruzione pubbliche, aumentando lʼetà pensionabile, privatizzando importanti servizi pubblici, riducendo i diritti dei lavoratori, distruggendo lʼambiente in nome di appetiti privati e contro il volere delle popolazioni. E mentre si taglia sullo stato sociale si conduce una barbara e costosissima guerra contro il popolo libico, bombardandolo, demonizzandone i legittimi governanti e finanziando bande di “ribelli”.
A questa drammatica situazione, il Partito dei Comunisti Italiani contrappone una proposta che si articola nei seguenti punti principali:
a) lotta alla precarietà lavorativa;
b) lotta allʼevasione fiscale e abbassamento delle aliquote IRPEF per le prime fasce di reddito da lavoro e da pensione;
c) taglio delle spese militari e non coinvolgimento dellʼItalia nelle missioni imperialiste;
d) rilancio degli investimenti pubblici in formazione, ricerca e sviluppo e cancellazione della controriforma Gelmini per rilanciare la scuola pubblica e bloccare la privatizzazione delle università;
e) rafforzamento del settore pubblico dellʼeconomia, bloccando le privatizzazioni, procedendo a (ri)pubblicizzazioni, orientando gli investimenti privati;
f) partecipazione democratica delle popolazioni alle decisioni concernenti le politiche economiche, industriali, infrastrutturali ed energetiche che interessano i diversi territori.

Interlenghi sull'incendio del Cinema Helios
Renzo Interlenghi
Segretario della Federazione di Fermo del Partito dei Comunisti Italiani
I comunisti in piazza per l'acqua pubblica
Questo volantinaggio sarà il primo di una lunga serie che interesserà i mercati settimanali dei paesi della Provincia di Fermo.
Il testo del volantino:
Il Partito dei Comunisti Italiani aderisce alla campagna referendaria in difesa dell’acqua pubblica, in linea con la sua politica volta ad ampliare i diritti sociali e politici dei lavoratori e ad affermare il controllo democratico dei cittadini sui beni comuni come l’acqua, il suolo, l’energia, ecc.
Entro il 15 giugno 2011 gli italiani sono chiamati al voto referendario per contrastare il processo di ulteriore privatizzazione del bene comune acqua. Se il quorum verrà raggiunto (cioè se voterà il 50% +1 degli aventi diritto) e se vinceranno i Sì avremo vinto tutti e l'acqua tornerà ad essere un bene di tutti.
FINALITA' DEL PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico.
Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
FINALITÀ DEL SECONDO QUESITO: fuori i profitti dall'acqua
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.
Per approfondimenti e per avere informazioni su come aderire e/o finanziare la
campagna referendaria:
www.acquabenecomune.org
www.referendumacqua.it
Comunicato Stampa della FIOM Marche
Segreteria regionale Marche
FIOM CGIL MARCHE: ADESIONI SCIOPERO IN MARCHE E DICHIARAZIONE SEGRETARIO NAZIONALE
Fiom Cgil Marche soddisfatta per l’esito della manifestazione di oggi ad Ancona, in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici, alla quale hanno preso parte circa 7mila lavoratori provenienti dalla maggior parte delle aziende marchigiane.
Buona l’adesione allo sciopero. In provincia di Ancona, all’Ariston l’adesione è stata del 90%, alla Ask del 90%, all’At metalli il 100%, alla Best del 75%; alla Bora l’adesione è stata del 90%, al Cnh il 98%, al cantiere Crn il 95%, all’Isa il 100%. Alla Caterpillar l’adesione è stata del 70%, all’Elica il 60%, all’Indesit il 75%, alla Nuova Maip il 90%, alla Faber il 90%, alla Sirti il 70%.
Ad Ascoli Piceno, all’Indesit group il 70%, alla Cisa il 65%, all’Adim il 65%; in provincia di Macerata, l’adesione alla CI&T è stata del 98%m alla Best del 60%, alla GI&D del 70%. Alla Metallex di Fermo l’adesione è stata dell’80%.
Nel corso della manifestazione regionale, sul palco allestito nell’area portuale, si sono alternati vari interventi di delegati aziendali, rappresentati di studenti e precari. Le conclusioni sono state affidate a Sergio Bellavita, segretario nazionale Fiom Cgil: “In tutta Italia – ha detto – l’adesione allo sciopero della Fiom è stata dal 70 al 75%, nelle aziende Fiat l’adesione è stata piu’ massiccia di quella registrata con gli scioperi unitari. Vogliono farci pagare la crisi ma se esiste un paese come l’Italia al sesto posto nella graduatoria di quelli industrializzati è perché esiste un movimento operaio”. E ancora: “Lo sciopero della Fiom apre una vertenza sindacale: Marchionne prefigura un modello per tutti i lavoratori, dobbiamo mettere insieme un fronte sociale che la Fiom sta costruendo”. Dal sito della CGIL - Marche

Un’immagine della manifestazione regionale, dal sito dei compagni di Ancona del PdCI
I comunisti bocciano il bilancio regionale

Sul bilancio di previsione regionale del 2011, approvato ieri dall’Assemblea legislativa delle Marche, esprimiamo un giudizio fortemente negativo. Il Presidente Spacca, continuando a negare la crisi, vede un film diverso dalle Marche reali dove, invece, c’è una forte compressione economica e condizioni di vita estremamente dure. Rispetto ai tagli del governo Berlusconi, che pur ci sono, la Regione non ha una visione d’insieme e un progetto per il territorio, si chiude su se stessa anziché aprirsi alla partecipazione.
Con i nostri emendamenti abbiamo proposto di destinare le risorse alla messa a norma antisismica degli edifici scolastici, agli asili, al diritto allo studio e ai precari della scuola, per sostenere l’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro e per togliere l’amianto dagli edifici. La maggioranza ha detto no a tutto e preferito, invece, fare pratiche clientelari per circa due milioni di euro.
Le uniche due note positive vengono dall’approvazione di due nostri ordini del giorno rispettivamente sulla Fincantieri di Ancona e sulla sanità. Con il primo ordine del giorno l’Assemblea legislativa delle Marche, tra le altre cose, ha impegnato il Presidente della giunta a richiedere all'Amministratore Delegato di Fincantieri la conferma del cantiere di Ancona quale polo produttivo strategico per il gruppo, il massimo sforzo per assicurare il lavoro alle maestranze del cantiere navale di Ancona anche attraverso una nuova distribuzione dei carichi lavorativi tra i cantieri del gruppo nonché a sostenere la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento strutturale e tecnologico del cantiere di Ancona al fine di aumentarne la produttività. Con il secondo ordine del giorno, relativo alla sanità, siamo riusciti ad impegnare la Giunta regionale ad incrementare l’intervento della Regione a sostegno delle rette previste dalle Residenze protette per anziani. Cosa che poteva essere già stata fatta se si fossero eliminati, come da noi chiesto, impropri centri di spesa come l’ASUR (azienda unica).
Raffaele Bucciarelli
Presidente del gruppo consiliare regionale
Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)
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Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.
Intervento di G. Massucci: l'importanza di promuovere un territorio di qualità e delle qualità

“In tale ottica stiamo lavorando per dare un’immagine di territorio indenne da situazioni critiche ed inquinanti – sottolinea Massucci – puntando anche su un’agricoltura salubre che possa quindi dare prodotti genuini. In questo, siamo stati anche aiutati dalla nostra storia recente che è scampata ad un’urbanizzazione selvaggia, conservando la sua integrità che oggi stiamo vendendo a livello turistico. Per tale ragione sono contrario all’inserimento in un polmone verde dell’entroterra fermano, quale quello dell’area di San Marco alle Paludi, di un motodromo che non potrà che deteriorare un suolo ed un’area ad alto valore paesaggistico, storico e naturalistico. E con esso l’immagine turistica che nel tempo abbiamo costruito e che stiamo veicolando, a quanto pare con buoni risultati. I dati positivi di questa stagione turistica lo dimostrano ed ancora di più se si sommano a quelli della passata stagione (+ 10% negli arrivi e + 4,6% nelle presenze) ove il dato fu in parte gonfiato dall’ospitalità fornita ai terremotati aquilani, quest’anno non influente. Dati importanti per il turismo fermano, che ci debbono far riflettere. Come d’altronde il rapporto costi/benefici dell’operazione i quali, a mio parere, tendono dalla parte del territorio. Alla lunga – volendo ragionare soltanto in termini economici – i posti di lavoro che può produrre il motodromo rispetto a quelli che il comparto turistico in quella zona può veicolare sono minori: basti pensare ad un paesaggio ben conservato sotto forma di turismo culturale, di agriturismo, di residenze qualificate in antichi borghi e casali, di agricoltura specializzata, ecc. Il turismo è un settore economico trainante per la nostra economia e nel futuro lo sarà sempre di più. E per fare turismo, per organizzare un prodotto turistico efficace non si può non partire dal territorio. E questo deve essere tutelato. Se una prestigiosa rivista americana ha inserito le Marche fra i paradisi terrestri del mondo lo ha fatto anche e soprattutto per la salubrità che il territorio in cui viviamo possiede e sprigiona, per l’ambiente ancora tutto sommato incontaminato dove poter vivere bene ed in salute”.
Tratto dal sito web della Provincia di Fermo.
FIOM - DILIBERTO: "SCIOPERO GENERALE PROPOSTA GIUSTA E SENSATA"
Lo dichiara Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Fds.
"Oggi - continua Diliberto - pur nell'assenza del più grande partito del centrosinistra, il Pd, il popolo della sinistra ha preso il proprio destino nelle mani. E sbaragliando tutto il chiacchiericcio del Palazzo ha rimesso al centro dell'agenda politica la grande, democratica questione del lavoro e dei suoi diritti".
Incontro - dibattito con Laura Spezia (Segr. Naz. FIOM-CGIL)
In vista della manifestazione nazionale indetta dalla FIOM-CGIL per il 16 ottobre, i partiti aderenti alla Federazione della Sinistra della provincia di Fermo (PRC e PdCI) organizzano un incontro con Laura Spezia, della Segreteria Nazionale FIOM-CGIL.
Lo scopo dell’iniziativa è far conoscere la situazione del lavoro in Italia, e in particolare nelle Marche, dopo i fatti di Pomigliano e il grave attacco ai diritti dei lavoratori portato avanti dal trio Marchionne - Berlusconi - Marcegaglia. Per noi comunisti infatti quanto accaduto a Pomigliano è un’anticipazione di quello che a breve accadrà con il progressivo smantellamento dei contratti nazionali di ogni categoria.
L’incontro si terrà presso la Sala Multimediale in via Mazzini (di fronte al Comune di Fermo), il giorno 6 ottobre dalle ore 21.00.
Sostenere la causa dei lavoratori metalmeccanici significa mettere un freno all’arroganza di chi, non solo nel centrodestra, mira alla precarizzazione generalizzata del lavoro e dei diritti.
Federazione della Sinistra
Partito dei Comunisti Italiani
Partito della Rifondazione Comunista
Federazioni provinciali di Fermo
3 ottobre 2010

Comunicato della FdS sangiorgese
Si vuole incrementare il turismo religioso? È una opportunità alla quale come Federazione della Sinistra non ci opponiamo, ma che questo avvenga nel totale disprezzo dell'ambiente e nell'esclusivo interesse di qualche privato non ci trova assolutamente d'accordo. In alternativa, suggeriamo che il turismo religioso, con il suo corollario di pellegrinaggi penitenziali e devozionali, venga progettato coinvolgendo tutte le strutture ricettive sangiorgesi e di zone limitrofe già esistenti e contemporaneamente vorremmo che si ripensasse la collina e le sue vie di accesso a beneficio sia di chi intende intraprendere un cammino di fede, sia di chi vuole semplicemente godersi questa bella zona di Porto San Giorgio.
PdCI - PRC, Federazione della Sinistra di Porto San Giorgio
22 settembre 2010
Se la politica lascia il posto al tecnicismo giuridico
Leggo sui quotidiani di ieri (12 agosto) che la STEAT S.p.A., società di trasporto locale, avrebbe inflitto a tre dipendenti rappresentanti sindacali la sanzione disciplinare della sospensione dal lavoro per cinque giorni.
Scorrendo gli articoli rilevo che i tre sarebbero “rei” di aver contestato le modalità di gestione della società da cui dipendono ed avrebbero diffuso (mediante un articolo di stampa apparso il 10 giugno scorso) false verità in ordine a turni di lavoro ed organizzazione aziendale arrecando, così, danno alla stessa avendo procurato allarme presso l’utenza in quanto avrebbero lamentato aumento della stanchezza e stress degli autisti, causato dalla cattiva organizzazione aziendale dei turni e dalle modalità di attuazione delle direttive interne al fine di raggiungere il posto di lavoro.
La cosa mi meraviglia un po’, conosco lo scrupolo con cui la società di trasporti ha sempre gestito, al meglio, i turni dei lavoratori, garantendo sempre la massima efficienza all’utenza e, soprattutto, la tutela e la salvaguardia dei lavoratori.
Non presto, pertanto, attenzione alla denunzia effettuata dai tre membri delle RSU (anche se uno di essi si sarebbe dissociato dall’articolo apparso il 10 giugno scorso e nel frattempo le RSU sono state rinnovate).
Mi colpisce, altresì, il fatto che la società abbia adottato, nei confronti di lavoratori e membri delle RSU, un provvedimento disciplinare volto a colpire quello che, sino ad oggi, appare come un sacrosanto diritto di critica e di opinione costituzionalmente garantito (a maggior ragione se ad esprimere tali opinioni siano dei soggetti preposti a farlo come sindacalisti).
Dall’articolo incriminato, infatti, non si evidenziano ipotesi di reato contestabile ai tre (né la calunnia, né il procurato allarme, né la diffamazione, proprio in virtù degli assunti anzidetti); si riscontra, invece, un esercizio del diritto di critica che, seppur astrattamente infondato, serve a fare chiarezza su determinati aspetti e condizioni lavorative esistenti nella società di trasporti.
La critica si contrasta con la forza dei numeri e dei fatti, utilizzando lo strumento della smentita, non si contrasta imbavagliando la libertà di pensiero e di opinione attraverso l’applicazione bizantina di norme di legge che, a maggior ragione, dovrebbero tener conto della madre di tutte le leggi: la Costituzione Italiana.
Non si contrasta, altresì, mediante atti di forza sui singoli lavoratori che hanno più il sapore della intimidazione che non del richiamo al rispetto di regole di comportamento che sono stabilite, innanzitutto, dallo Statuto dei diritti dei Lavoratori e che impedisce al datore di lavoro di adottare misure antisindacali idonee a rendere sterili le rivendicazioni dei dipendenti.
Se esiste un disagio all’interno di un ambiente lavorativo, esso non deve impressionare e non deve intimorire i vertici aziendali, soprattutto in tempi di crisi ove i lavoratori sono, più che altro, protesi a subire i dettami della parte datoriale e per ovvie ragioni di opportunità/necessità, indotti a chiudere un occhio persino sulla tutela dei propri diritti (Pomigliano docet).
Se esiste un disagio tra lavoratori e azienda, o fosse anche con un unico lavoratore, la forza della politica (che governa queste strutture poiché la Presidenza ed il CdA sono espressione di una mediazione politica) deve essere in grado di risolvere il conflitto senza ricorrere necessariamente allo strumento della sanzione disciplinare ma cercando di trovare le corrette soluzioni ai problemi sollevati; altrimenti la legge apparirà sempre più la “foglia di fico” dove si rifugeranno politici incapaci di spiegare al meglio il proprio ruolo perché imbrigliati nel tecnicismo giuridico: quello che andava tanto in voga durante il ventennio fascista.
In tal caso, la politica delega ai tecnici anche le linee da seguire nei rapporti con i lavoratori; ma quando gli amministratori sono espressione di forze del centro sinistra (quindi anche la nostra) da sempre - almeno a parole - attente alle problematiche degli stessi lavoratori, non è possibile accettare indebite compressioni del diritto di critica e di opinione nei loro confronti, per principio, per rispetto delle nostre intelligenze, per non farci dire dai cittadini: “sono tutti uguali!”
Porto San Giorgio, lì 13.08.2010
Volantino sulla situazione giovanile nelle Marche
Come vivono i giovani nelle Marche?
Ti diamo qualche idea....
SCUOLA. Nelle Marche la “riforma” Gelmini porterà, per l’anno scolastico 2010 / 2011, alla perdita di altri 1000 posti di lavoro tra personale docente e non docente: ciò significa minore qualità dell’insegnamento, penalizzazione degli studenti che necessitano più attenzione, minore sicurezza per gli alunni e anche scarse possibilità di inserimento per i giovani insegnanti.
UNIVERSITÀ. Il taglio dei finanziamenti statali all’Università significa sparare sulla ricerca senza nulla togliere al baronato. Oltre a questo ci attendono aumenti delle tasse, nessuna soluzione ai problemi dei fuori sede e subentro dei privati nell’amministrazione degli atenei: si costringono alla “fuga dei cervelli” laureati e ricercatori, si rende più difficile l’accesso allo studio universitario e gli studenti non avranno la possibilità di incidere nella vita democratica degli atenei. Infine, nelle Marche i laureati rappresentano il 18% delle persone in cerca di occupazione, molto di più della media nazionale!
LAVORO. Nella nostra regione, dal 2008 al 2009, il tasso di disoccupazione dei più giovani è passato dal 10% al 22%! Come facilmente prevedibile, le assunzioni avvengono sfruttando ogni forma possibile di precariato o le collaborazioni tramite partita IVA: così si nega ai giovani la possibilità di una vita indipendente e sicura.
Non ti sembra troppo? I diritti non ci sono mai stati regalati, li abbiamo ottenuti con la lotta e grazie ad un forte partito comunista: per questo unisciti al PdCI e alla FGCI!

Partito dei Comunisti Italiani
Federazione Provinciale di Fermo
Mozione del Gruppo PdCI/PRC sulla crisi di Gaza

Il Consigliere Raffaele Bucciarelli
Assalto israeliano alle navi della pace: l’Assemblea legislativa delle Marche approva la mozione presentata da Raffaele Bucciarelli, Presidente del Gruppo consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC.Bucciarelli: le Marche parte attiva nel processo di pace e nella tutela dei diritti umani.
Una forte condanna per l’operazione militare israeliana, l’adesione al programma nazionale “100 città per la pace in Medio Oriente” e alla Rete europea degli Enti locali per la pace in Medio Oriente per rafforzare l’impegno dell’Italia e dell’Europa in Medio Oriente, anche attraverso un concreto impegno economico, e il coinvolgimento attivo dell’intera comunità marchigiana, a partire dai giovani e dalle scuole, nella realizzazioni di azioni concrete a sostegno della pace e a difesa dei diritti umani, sono i punti contenuti nella mozione approvata oggi dall’Assemblea legislativa delle Marche su proposta di Raffaele Bucciarelli, Presidente del Gruppo consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC.“L’assalto israeliano alla navi della pace che trasportavano aiuti umanitari alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza e le sanguinose conseguenze – dichiara Bucciarelli – ha scioccato profondamente tutti noi. Di fronte a simili tragedie la più alta istituzione regionale non poteva restare in silenzio o indifferente”. Con la mozione l’Assemblea legislativa delle Marche ha espresso preoccupazione per l’assedio e il blocco cui sono sottoposti i palestinesi della Striscia di Gaza da oramai più di tre anni, per le sofferenze, le violenze e le violazioni dei diritti umani causati dalla continuazione dell’occupazione israeliana i cui effetti sono denunciati da tutti gli organismi internazionali e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Le Marche – prosegue Bucciarelli – chiedono all’Italia, all’Europa e all’Onu di impegnarsi per l’apertura immediata e incondizionata del flusso di aiuti umanitari, merci e persone da e per Gaza e al Governo, al Parlamento italiano e a tutti i responsabili della politica di assumere con urgenza, in concorso con la comunità internazionale, tutte le iniziative necessarie per scongiurare ulteriori stragi e chiudere nel più breve tempo possibile il conflitto israelo-palestinese riconoscendo ad entrambi i popoli, come stabilito dalle risoluzioni dell’Onu, la stessa dignità, gli stessi diritti e la stessa sicurezza. Nonostante alcuni consiglieri regionali, intervenendo nel corso del dibattito, abbiano più tenuto ad affermare posizioni di partito anziché essere parte attiva di un processo di pace in un contesto europeo – conclude Bucciarelli – con questa mozione l’Assemblea legislativa delle Marche si impegna a contribuire attivamente alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese e alla costruzione della pace in Medio Oriente mediante progetti di cooperazione e solidarietà con la popolazione palestinese, di promozione del riconoscimento reciproco e del dialogo tra israeliani e palestinesi, di diffusione della cultura della pace, dei diritti umani e della riconciliazione, di sensibilizzazione e mobilitazione della propria comunità”.
L’attività di solidarietà, da realizzare tramite l’Università per la Pace, in accordo con il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, vedrà il coinvolgimento attivo della cittadinanza e in particolare dei giovani, delle scuole e delle organizzazioni della società marchigiana.
Ancona 06 luglio 2010
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Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.
Sciopero generale, adesione dei comunisti

Nel fermano, scenderemo in piazza assieme ai lavoratori per partecipare alla manifestazione organizzata dalla CGIL a Porto Sant'Elpidio.
Noi comunisti avevamo chiesto alla CGIL la proclamazione dello sciopero generale in occasione dell'appello lanciato dai compagni greci a maggio: lo sciopero generale di 8 ore viene ora proclamato dal più grande sindacato italiano contro la manovra finanziaria e nel contesto dei fatti di Pomigliano, gravi sia per l'atteggiamento servile di CISL e UIL, sia per la posizione adottata dai partiti di centrosinistra completamente concordi (salvo qualche voce solitaria) col ricatto della FIAT.
La finanziaria di Tremonti d'altro canto non porterà altro che ad aggravare la situazione dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, degli artigiani, dei commercianti, delle piccole imprese. Seguiranno a ruota innalzamenti delle tariffe di vario genere e tasse locali, dati i pesantissimi tagli a regioni, province e comuni.
Lavorare per il successo dello sciopero generale è un dovere di chi sostiene i lavoratori, è un dovere in primo luogo dei comunisti che sono l'unica forza politica a condividere le posizioni espresse dal sindacato.
Partito dei Comunisti Italiani
Federazione provinciale di Fermo
21 giugno 2010
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Il concentramento è previsto per le re 9.30 di venerdì 25 giugno presso il piazzale della stazione ferroviaria di Porto Sant’Elpidio.
Clicca qui per i documenti sulla manovra finanziaria e la crisi economica.
Bucciarelli con la RSU di Fincantieri

Si è svolto questa mattina l'incontro tra la RSU della Fincantieri di Ancona ed i rappresentanti della sinistra in Regione e Provincia. Nel corso dell'incontro, a cui hanno partecipato per la Federazione della Sinistra PdCI/PRC il consigliere regionale Raffaele Bucciarelli, l'assessore provinciale Maurizio Quercetti ed i consiglieri provinciali Renzo Amagliani e Pietro Aquilanti e per SEL il consigliere regionale Massimo Binci ed il consigliere provinciale Luca Barbadoro, le Rsu hanno illustrato la preoccupazione per la situazione dell'impianto anconetano che sta completando la lavorazione dell'ultima nave commissionata e per il quale, nonostante gli impegni assunti anche pubblicamente dalla Fincantieri, non sembrano esserci per il futuro prossimo commesse consistenti o comunque tali da garantire l'occupazione per tutto il personale diretto e per quello del subappalto. Infatti, mentre si avvicina rapidamente la scadenza della cassa integrazione ordinaria, Fincantieri avrebbe destinato ad Ancona solo la lavorazione di segmenti marginali di navi che verrebbero completate in altri. A fronte di queste preoccupazioni si è convenuto sulla necessità di tenere alta l'attenzione sul cantiere di Ancona anche promuovendo la convocazione di sedute aperte dei consigli comunale, provinciale e regionale sul tema. I Consiglieri regionali Bucciarelli e Binci, che presenteranno una specifica mozione in Consiglio regionale, hanno anche assunto l'impegno di organizzare in tempi strettissimi un incontro con i parlamentari del territorio per promuovere una iniziativa comune che, valutando anche le possibili sinergie tra le istituzioni nazionali e territoriali, promuova il rilancio del cantiere navale anconetano e ne salvaguardi i livelli occupazionali.
Ancona, 21 giugno 2010
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I comunisti con i lavoratori
La lotta della FIOM-CGIL e dei lavoratori FIAT di Pomigliano ha un carattere nazionale, perché far passare l'ultimatum intimidatorio della Fiat (accettato servilmente da Fim-Cisl, Uilm, Fismic, Ugl) significherebbe affossare definitivamente non solo la logica del contratto nazionale, ma anche ogni principio costituzionale di regolamentazione del lavoro.
Tutti i lavoratori quindi, anche quelli della nostra provincia, apparentemente lontana dalla grande produzione industriale, devono prestare la massima attenzione a quanto si sta verificando a Pomigliano e dare man forte alla CGIL, prima di tutto aderendo al prossimo sciopero generale indetto per il 25 giugno.
La CGIL, abbandonata ormai definitivamente dalla CISL e dalla UIL, è l'ultimo presidio di massa presente sul territorio a tutela dei diritti dei lavoratori. Essa è anche l'unica struttura ramificata in tutto il Paese capace di agire concretamente in difesa dei diritti e più in generale della Costituzione.
Analogamente i comunisti, nonostante subiscano da anni la censura da parte dei media, dimostrano di essere l'unica forza politica che rappresenta i lavoratori e ne porta avanti le istanze, a fronte di una opposizione parlamentare completamente assente o comunque inefficace sulle tematiche che riguardano il mondo del lavoro, quando non apertamente schierata dalla parte dei padroni e della Confindustria.
Rafforzare quindi la presenza dei comunisti nel Paese, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni, significa porre le basi per una svolta politica e sociale necessaria per uscire a sinistra dalla crisi.
PdCI, Federazione Provinciale di Fermo
15 giugno 2010
12 giugno, manifestazione nazionale CGIL
La CGIL di Fermo mette a disposizione dei pullman per partecipare: invitiamo i compagni a prendere parte alla manifestazione contro la politica finanziaria del governo.
Per prenotazioni: 0734 220811 (CGIL di Fermo).

L’agricoltura in crisi merita le stesse attenzioni delle altre categorie

Il Consigliere Raffaele Bucciarelli
L’agricoltura in crisi merita le stesse attenzioni delle altre categorie
Le motivazioni della mobilitazione e le richieste di C.I.A., Copragi e Confagricoltura Marche sono giuste e condivisibili.
Anche le condizioni di vita dei nostri agricoltori stanno peggiorando in modo preoccupante e se non ci saranno interventi adeguati di Regione e Governo Nazionale nei prossimi anni rischiamo di vedere le nostre campagne sempre più abbandonate.
Spero, quindi, che il Consiglio ed il Governo regionale dimostrino la stessa sensibilità avuta nei confronti di altre categorie nell'intervenire politicamente ed economicamente nel settore dell'agricoltura che rappresenta certamente uno dei volani indispensabili della ripresa per la quale tutti dobbiamo impegnarci.
Voglio assicurare i nostri agricoltori che i comunisti marchigiani in Consiglio regionale si impegneranno per sostenere le loro richieste.
Ancona, 01 giugno 2010
Raffaele Bucciarelli
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Bullismo e disagio giovanile

COMUNICATO STAMPA
BULLISMO E DISAGIO GIOVANILE: BUCCIARELLI E BINCI INTERROGANO LA REGIONE SUL CENTRO DI MEDIAZIONE PENALE MINORILE
I Consiglieri regionali Raffaele Bucciarelli (Federazione della Sinistra – Pdci/PRC) e Massimo Binci (Sinistra Ecologia e Libertà) hanno presentato oggi un’interrogazione alla Giunta regionale sul disagio giovanile, spesso alla base degli atti di violenza che in questi giorni sono accaduti in diverse città marchigiane. “I casi emergenti di disagio degli adolescenti stanno aumentando in modo preoccupante – si legge nell’interrogazione – e spesso sfociano in condotte e comportamenti criminali”. “Il più delle volte queste azioni hanno origine da situazioni dove sarebbe stata necessaria un’opera di mediazione tra i minori e i contesti dove vivono, la scuola, la famiglia, il quartiere, le istituzioni”. Il documento sottolinea nella premessa che la Regione Marche dispone dal 2007 di un Centro per la mediazione penale minorile (articolo 16 legge regionale 28/08) e di un elenco ufficiale dei mediatori penali minorili. Inoltre una delibera del 28 dicembre 2009 ha avviato il procedimento per i corsi di perfezionamento destinati ai mediatori da mettere a disposizione del Tribunale dei minori. L’interrogazione chiede prima di tutto alla Giunta di affrontare il rapporto con gli operatori del Centro che “lavorano gratuitamente da circa 5 anni” e di arginare e prevenire questo preoccupante fenomeno potenziando la struttura già esistente con l’utilizzo al meglio delle risorse umane presenti.
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Un impegno disatteso: il buon inizio di Spacca

COMUNICATO STAMPA del 15.05.2010
Un impegno disatteso: il buon inizio di Spacca
Preso atto che la nuova Giunta regionale non intende dare seguito agli impegni assunti dalla precedente amministrazione in merito alla cancellazione delle figure degli Amministratori unici degli enti controllati dalla Regione ed in considerazione di quanto dichiarato pubblicamente dal Presidente Spacca, in sede di illustrazione del programma di governo della nuova legislatura, sul fatto che nell'affidamento degli incarichi si sarebbero valutate esclusivamente le competenze e le esperienze dei candidati, ho proposto alla candidatura di Amministratore unico dell'ASSAM il Dottor Enzo Polidori in quanto unisce ad una indiscussa preparazione professionale una esperienza ultratrentennale nell'agenzia, di cui è stato per 6 anni Direttore generale. Il curriculum del Dottor Polidori è infatti non solo garanzia certa del miglior utilizzo delle competenze tecnico-amministrative del personale dell'ASSAM, peraltro accresciute sotto la sua Direzione, e della continuità in una sana gestione dell'ente, ma anche di un necessario potenziamento dei rapporti tra l'Agenzia ed il mondo agricolo e quello della ricerca e della sperimentazione.
Ancona, 17 maggio 2010
Il Consigliere Regionale
Raffaele Bucciarelli
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L’UDC rappresenta nella Giunta Regionale il Movimento Antiabortista

Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra – PdCI/PRC
COMUNICATO STAMPA del 14.05.2010
L’UDC rappresenta nella Giunta Regionale il Movimento Antiabortista
La presenza dell'UDC in Giunta regionale non ha tardato a produrre i primi imbarazzanti effetti. Infatti l'annunciata presenza dell'Assessore Marconi ad una manifestazione organizzata a Roma dall'antiabortista Movimento per la Vita quale rappresentante ufficiale della Giunta, che avrebbe dato la propria adesione all'iniziativa, ha prodotto il giusto sconcerto del Segretario regionale della CGIL e l'affannato tentativo di minimizzare da parte dell'Assessore Mezzolani. Ma da minimizzare c'è ben poco dato che la notizia viene proprio dal sito ufficiale dell'UDC. L'unica cosa che la Giunta dovrebbe fare è chiedere una immediata e pubblica smentita al partito di Casini, quella leale e propositiva componente della nuova maggioranza regionale all'alleanza con la quale lo stratega Ucchielli ha sacrificato 15 anni di collaborazione con le forze della sinistra. Certo che se questi sono i primi segnali di quelli che saranno i frutti della nuova stagione politica regionale sarà necessaria la massima attenzione e vigilanza per evitare pericolose involuzioni, soprattutto in materie delicatissime quali quelle che attengono alle politiche sanitarie e sociali che hanno visto sino ad oggi la nostra regione all'avanguardia.I marchigiani in generale e le donne in particolare hanno di che preoccuparsi!
Ancona, 14 maggio 2010
Il Consigliere Regionale, Raffaele Bucciarelli
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Raccolta firme FIOM - CGIL
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato dalla locale segreteria della FIOM.Informiamo che è possibile firmare, per questa proposta di legge di iniziativa popolare, anche presso gli uffici del Comune di Fermo.
Sabato 15 maggio dalle ore 9.30 in piazza del popolo a Fermo, continua la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla FIOM-CGIL per la democrazia e la rappresentanza nei luoghi di lavoro.
Tale iniziativa che vede la categoria dei metalmeccanici della Cgil impegnata su tutto il territorio nazionale è nata dall’esigenza di impedire nel futuro che i lavoratori vengano espropriati del diritto di decidere sul loro contratto nazionale e quindi sulle loro condizioni materiali. Dopo l’accordo separato sul modello contrattuale, firmato da CISL e UIL senza la firma della CGIL e il contratto nazionale separato dei metalmeccanici senza la firma della FIOM CGIL, si è realizzata una svolta autoritaria nei rapporti tra lavoratori e organizzazioni sindacali, che vede i primi subire decisioni per loro conto senza avere la possibilità di esprimere la propria opinione.
Il diritto democratico dei lavoratori di decidere sul loro contratto, di eleggere i propri rappresentanti nel luogo di lavoro deve essere stabilito per legge.
La democrazia nei luoghi di lavoro deve essere un diritto che tutti i lavoratori possono esercitare e non può essere una concessione di questa o quella Organizzazione Sindacale. Invitiamo cittadini e lavoratori a difendere la democrazia anche oltre il cancello della fabbrica.
Sarà possibile firmare anche presso l’ufficio elettorale del comune di Fermo, negli orari di apertura al pubblico.
La segretaria prov.le FIOM-CGIL
Giusy Montanini
Fermo, 13 maggio 2010
Massimo Rossi sulla modifica all'art. 18

“E’ una nuova gravissima conferma che il mercato del lavoro sta ormai diventando una specie di jungla”. Commenta così Massimo Rossi l’approvazione da parte del senato della cosiddetta norma sull’arbitrato, cioè il disegno di legge 1167 B, proprio alla vigilia della giornata che lo porterà, a Fabriano e ad Ancona, nei luoghi tra i più simbolici del settore industriale marchigiano . “Ciò che non si era riusciti a far passare otto anni fa grazie alla straordinaria manifestazione che il 23 marzo del 2002 portò a Roma tre milioni di persone, il governo lo fa oggi con una manovra furbesca che aggira l’articolo 18, e colpisce ancora una volta i diritti dei lavoratori, e precarizza ulteriormente il lavoro”. Ma di cosa si tratta? In sostanza in sede di stipula e di certificazione del contratto di lavoro si allargano le maglie dell’arbitrato. Infatti potrà essere inserita una clausola dove si afferma che in caso di controversie esse non si risolveranno davanti ad un giudice nel rispetto dei più elementari principi di equità. Dunque il datore di lavoro potrà imporre al nuovo assunto il ricatto dell’arbitrato. Per chi ha già un contratto a tempo indeterminato il dettato di legge prevede che potrà essere introdotto tramite accordo tra le parti. “Proprio in una fase –prosegue Rossi - dove è necessaria la tutela di chi lavora vista la gravissima crisi di sistema che sta colpendo i paesi industriali, si mette mano ad un provvedimento da macelleria sociale che fa scempio dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Mi auguro –conclude Massimo Rossi - che le forze sindacali, il movimento dei lavoratori e chi ha a cuore la democrazia metta in campo una mobilitazione forte e unitaria”.
Comunicato stampa - Renzo Interlenghi

Volevo, apertamente, ringraziare queste donne e questi uomini del PD, compagne e compagni con i quali abbiamo condiviso anni di lotte, vittorie e anche sconfitte ma, soprattutto, ai quali mi sento accomunato da quel rapporto che, ebbi a definire, di reciproca fiducia e che ci ha portato alla conquista della prima Provincia di Fermo. Un rapporto che nasce sin dai tempi della comune militanza nella FGCI prima e poi nel PCI.
Una assurda miopia politica, da parte del maggior partito del centro sinistra, ha visto i comunisti fuori dal Parlamento; oggi li si vorrebbe fuori anche dal Consiglio Regionale; non se ne comprende bene il motivo, se è vero come è vero che, non per cinque anni, ma per ben quindici anni i comunisti e la sinistra hanno governato questa Regione insieme a tutto il centro sinistra.
Apprezzo l’impegno assunto, da quelle donne e da quegli uomini, onde “evitare che il quadro politico consolidato nella Provincia di Fermo venga ad essere alterato dalle dinamiche regionali e che le scelte non condivise possano creare solchi incolmabili con le forze della sinistra quale parte integrante di un progetto di cambiamento nel territorio e nel Paese” ma, affinché ciò possa realizzarsi, occorre che le forze della sinistra abbiano un buon risultato ed ottengano il gradimento di tutti coloro che ritengono ingiusto lo strappo voluto dai vertici di quel partito.
I comunisti e la sinistra hanno lavorato e lavoreranno sempre perché si creino le condizioni per un governo pluralista, democratico e progressista che dia alle persone la speranza di poter credere nella giustizia e nell’eguaglianza sociale, ben consci dei rapporti di forza oggi esistenti nel paese.
Perché ciò possa realizzarsi occorre che in Regione sia forte la presenza dei comunisti e della sinistra, per battere le destre e per ridare slancio a tutto il centro sinistra in vista dei futuri appuntamenti elettorali.
Renzo Interlenghi
Candidato Lista Comunista - Per Massimo Rossi Presidente
25 febbraio 2010
Comunicati della Sezione di Porto San Giorgio
Oltre all’area ex-Grand Hotel e a quella del porto, adesso anche la bella collina sangiorgese sarà esposta alle distruzioni volute dai privati. A voi amministratori e imprenditori che sarete responsabili della definitiva rovina della città, vi si chiede almeno di abolire dal vostro linguaggio l’ipocrisia che vi contraddistingue: per favore, non usate più espressioni come “riqualificazione turistica e ambientale” e “riqualificazione sociale” mentre portate avanti esclusivamente i vostri profitti!
28 gennaio 2010
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L’assessore Marinangeli ha una strana concezione dello sviluppo turistico. Non dovrebbero essere certamente nuovi e lussuosi alberghi ad attirare i turisti e a beneficiare i cittadini, ma le attrattive ambientali e culturali, cose di cui la città è già carente. Con l’hotel che vorrebbero costruire i proprietari de la Cascina e con le relative opere compensatorie si intende favorire esclusivamente il turismo religioso, a tutto vantaggio di alcuni alberghi e del centro neocatecumenale e sicuramente non della collettività.
Inoltre, dal momento che sarà il centro destra ad essere fautore della devastazione collinare, oltre che di altre aree della città, mi sembra come minimo fuori luogo ogni tentativo dell’assessore Marinangeli di presentare la sinistra, specie un PdCI molto attento alle problematiche ambientali, come peggiore del suo schieramento politico sul problema della cementificazione.
30 gennaio 2010
Nota sulla Lega Nord
Già di per sé la presenza della Lega Nord nel fermano, ben al di sotto del Po e pure del Rubicone, sarebbe un’anomalia: ma per altri motivi i nostri leghisti non sono da meno dei loro mentori lombardi, soprattutto quando si tratta di travestirsi da agnellini se la visibilità lo richiede. Da qualche giorno questi personaggi se ne stanno in varie piazze della Provincia a raccogliere delle firme per mantenere il crocifisso nei luoghi pubblici (mentre, nello stesso tempo, vengono sconfessati addirittura dall’organo della Conferenza Episcopale) ed è capitato che a Porto San Giorgio, così riportano varie testate, un cittadino si sia “scagliato” (?) contro il banchino leghista.
I locali caporioni del Carroccio non hanno perso occasione per ricordare i “noti e reiterati” attacchi (due) di cui sono stati vittime: una scritta “BR” sulla vetrina della sede e un “atto vandalico” contro uno striscione. A questi si aggiunge il recente “assalto” al banchino della raccolta firme, ma i leghisti fermani non si lasciano intimidire e rilanciano: “certi gesti sono antidemocratici e da censurare con risoluzione”, e ciò dona alla cronaca un carattere demenziale, se si pensa alla volgarità e alla violenza verbale di cui i leghisti sono stati da sempre maestri insuperabili (basta citare il continuo riferimento a fucili e pallottole), alle provocazioni del fascista confesso Borghezio, alle azioni di intolleranza in salsa padana contro gli stranieri e contro il nostro meridione fino alle recenti posizioni istituzionali degne dell’apartheid, ovvero la richiesta di carrozze di treni e metro separate per gli immigrati e la caccia al “clandestino” (termine che questi individui “confondono” spesso con “immigrato”) varata in alcuni comuni governati dalla Lega.
Il nostro è un Partito laico e marxista, la nostra posizione sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici è nota e lasciamo a chi fa della religione una missione la difesa sacrosanta del proprio simbolo dalle strumentalizzazioni leghiste e fasciste.
Tuttavia ci piacerebbe che la Lega Nord, inclusi i luogotenenti locali, sia per una buona volta chiara e difenda i simboli più vicini al suo modo di pensare: non certo la croce di Cristo, ma la croce celtica e i cappucci a punta del Ku Klux Klan.
Chiunque ha diritto di esprimere liberamente le proprie idee, senza subire intimidazioni di alcun genere: ma non è accettabile che chi fomenta continuamente odio e violenza (leghisti e fascisti in primo luogo) vesta i panni della povera vittima alla prima occasione.
Fermo, 9 dicembre 2009
Comunicato del PdCI di Porto San Giorgio
Nota del PdCI di Porto San Giorgio
Quello del sindaco è, in definitiva, l’agire tipico di una destra nazionale che da circa vent’anni sta tentando di distruggere nella cittadinanza il senso del bene pubblico e qualsiasi valore solidaristico e di far affermare un egoismo funzionale ai modelli consumistici imposti dal mercato. Il motto di questa destra è: “Siate soli e agite solo per il vostro esclusivo interesse”. Per questa destra gli spazi in cui le persone e soprattutto i giovani possono incontrarsi sono pericolosi, perché potrebbero rompere l’isolamento in cui ognuno è costretto a vivere, indispensabile per far meglio passare quei messaggi che hanno trasformato l’uomo da essere sociale a mero consumatore.
Direzione Provinciale del 24 luglio
Il processo unitario, declinato attraverso le liste unitarie in molte realtà, presuppone una rappresentanza istituzionale di pari dignità tra i due partiti comunisti, a prescindere dagli eletti.
L’atteggiamento di chi è contrario a questa impostazione che risponde all’interesse più generale dell’unità dei comunisti e della sinistra non può in nessun modo rappresentare i comunisti.
La Direzione Provinciale del PdCI mantiene fermo l’impegno unitario, col PRC e insieme al resto della maggioranza, lavorerà per l’attuazione del programma elettorale e a sostegno della Giunta presieduta da Fabrizio Cesetti.
In questo senso i Comunisti Italiani contrasteranno con forza qualsiasi operazione trasformistica ed opportunistica, da qualunque parte provenga.
Il PdCI è impegnato con il tesseramento 2009 a rafforzare il Partito e per costruire la Federazione con il PRC e altre organizzazioni di sinistra.
Fermo, 24 luglio 2009
I comunisti contro le nuove leggi razziali
Sulla centrale a biomasse di Montegranaro
Cominciamo a capirne di più sulla centrale che si intende realizzare a Montegranaro. L’impianto, alimentato a biomasse, sarà dedicato alla produzione di energia elettrica, con potenza di 1 MW. Trattandosi di potenze inferiori a 20 MW non è necessaria la procedura di VIA, ma c’è l’obbligo del rilascio dell’autorizzazione ambientale integrata che tiene comunque conto dei diversi impatti sociali, sanitari e ambientali. Questa modalità autorizzativa, basata sulla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento, prevede l'analisi dell'impatto sull'ambiente dell'insediamento industriale - produttivo e dei relativi effluenti in maniera integrata, facendo leva su meccanismi preventivi di riduzione dell'inquinamento, tramite l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili sia per i cicli tecnologici che per gli impianti di abbattimento e anche per i meccanismi di comando/controllo.
L’espressione “migliori tecnologie disponibili” deriva dalla conclusione, in base ad esperienze precedenti, che non esiste la tecnologia disinquinante come tale, ma esiste la tecnologia migliore applicata al processo specifico.
L´autorizzazione ambientale integrata contiene gli opportuni requisiti di controllo delle emissioni, che specificano la metodologia e la frequenza di misurazione, nonche´ la relativa procedura di valutazione, in conformita´ a quanto disposto dalla vigente normativa in materia ambientale, nonche´ l´obbligo di comunicare all´autorita´ competente i dati necessari per verificarne la conformita´ alle condizioni di autorizzazione ambientale integrata.L´autorizzazione ambientale integrata contiene le misure relative alle condizioni diverse da quelle di normale esercizio, in particolare per le fasi di avvio e di arresto dell´impianto, per le emissioni fuggitive, per i malfunzionamenti e per l´arresto definitivo dell´impianto.
Da qualche tempo a questa parte – e dopo un lungo periodo di illusione tecnocratica da parte di politici e tecnici urbanisti – è tornata ad imporsi l'esigenza, prima di disegnare un piano, di confrontarsi con le esigenze dei cittadini, delle associazioni di categoria, delle imprese operanti sul territorio e di quanti altri pensano di avere qualcosa da chiedere o anche solo da dire all'Amministrazione comunale. Lo raccomanda autorevolmente l'Istituto Nazionale di Urbanistica, ma lo impone soprattutto la legislazione regionale, attraverso l'attivazione di strumenti preliminari all'adozione del PRG, come la pubblicizzazione di un documento programmatico preliminare e la convocazione di una conferenza interistituzionale cosiddetta di co-pianificazione.
Ma, prima di ogni altra esigenza, rappresenta un obbligo morale della p.a. aprire un percorso di confronto e di dialogo con la cittadinanza, causa la dimensione di queste centrali e soprattutto perché sono i cittadini i veri destinatari degli interventi. L’amministrazione avrebbe potuto allora organizzare, ad esempio, conferenze e dibattiti, in quanto l’opinione pubblica non è ancora informata correttamente su questo tipo di impianti. La popolazione ha il sacrosanto diritto di comprendere quali siano le esigenze della costruzione di una centrale a biomasse e quali siano i punti favorevoli e quelli sfavorevoli al progetto.
Bruciare biomasse in piccole centrali come questa al solo scopo della produzione di elettricità senza prevedere nel progetto l'utilizzo del calore che non finisce in energia e quindi con dissipazione di calore è antieconomico.Trasportarle da lontano, molto lontano non è economico e potrebbe portare alla chiusura della centrale, come è avvenuto ad esempio a Crotone che è sul mare e quindi favorita per i trasporti. A meno che non vi si vogliano bruciare i rifiuti, ma allora lo si dica chiaramente alle popolazioni interessate.
Altre doverose considerazioni riguardano il compito istituzionale degli amministratori pubblici di difendere i cittadini dai pericoli derivanti dall'inquinamento ambientale e sui danni devastanti dei prodotti della combustione sulle salute dei cittadini soprattutto per quanto riguarda la produzione di tumori e l'insorgenza di malattie respiratorie, nel rispetto dei principi fondamentali di precauzione e prevenzione.
Non deve restare infine secondario lo sconcerto per l'oltraggio ad un territorio dove natura e storia in passato si sono meravigliosamente incontrati e dove gli amministratori pubblici invece di valorizzare e tutelare il paesaggio avalla progetti di ecomostri d'incerto valore economico ma di sicuro danno, anche economico, per l'ambiente e per la salute di tutti noi.
Se questo dovrà essere il modello di trattamento riservato ai cittadini ed al territorio da parte, oltre che nuova amministrazione comunale di Montegraro del sindaco Gismondi anche della neonata Provincia di Fermo con l’eventuale guida del tandem Di Ruscio - Basso, allora ci aspettano tempi bui tra informazioni nascoste, diritti palesemente calpestati e paesaggi violentati.
Comunicato della FILTEA-CGIL
La Filtea Cgil di Fermo denuncia il clima che si sta instaurando all’interno di molte fabbriche del fermano. Infatti nei giorni scorsi si sono svolte diverse assemblee nei luoghi di lavoro di proprietà di Enrico Bracalente o che lavorano conto terzi per il marchio Nero Giardini, che hanno visto la presenza dello stesso imprenditore e del candidato Presidente della Provincia nonché Sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio. Crediamo che il luogo di lavoro non debba mai diventare luogo di scontro politico e di propaganda elettorale, legittima se si svolgesse nei luoghi deputati. I lavoratori hanno facoltà e capacità di giudicare e decidere sul proprio diritto di voto senza dover essere condizionati dal datore di lavoro.
Peraltro la prossima settimana si terrà un’assemblea con Di Ruscio addirittura in orario di lavoro, in un’azienda dove al sindacato non è permesso fare assemblee, pur avendone pieno diritto in quanto vi è una rappresentanza di alcuni lavoratori.
Temiamo che questo clima possa fortemente condizionare anche i rapporti consolidati che ci hanno visto in questi anni affrontare e risolvere insieme alla Confindustria i difficili momenti di crisi di molte aziende e chiediamo alla Confindustria di prendere una posizione per ribadire l’autonomia delle associazioni di rappresentanza dalla politica.
La Segreteria Prov.le Cgil Fermo
Fermo li, 08.05.2009
Censura vera e censura immaginaria
Il PdCI non intende censurare nessuno, semmai restiamo colpiti dalla disparità di trattamento che l’Amministrazione Comunale riserva da una parte agli antifascisti (ai quali è stata negata una sala comunale regolarmente concessa in precedenza poiché l’iniziativa avrebbe “smentito una legge dello Stato Italiano”) e dall’altra a gruppi che fanno aperto riferimento al fascismo o che, come accaduto in precedenza, ne invitano addirittura degli apologeti per assemblee in sale comunali (anche in questo ci sarebbero ben molte leggi ad essere “smentite”).
Ed invitiamo anche, a meno che non si tratti di refusi, a non tirare in ballo o a farsi pubblicità con le tragedie che hanno colpito le popolazioni del vicino Abruzzo e che hanno visto e vedono impegnate nei soccorsi e negli aiuti persone e organizzazioni di qualsiasi fede politica o credo religioso, com’è giusto che sia in eventi del genere.
Comunicato stampa della Sezione di Fermo

Come andarono veramente le cose è ben noto (vedi il video), sono decine le testimonianze di quanto accaduto e nessun montaggio - per quanto sapiente - può modificare la realtà dei fatti.
Piuttosto ci chiediamo come mai l’Amministrazione Comunale ed il suo primo esponente, così pronti a lanciare moniti e divieti contro gli antifascisti, non abbiano speso una parola per la presenza a Fermo di questa organizzazione legata esplicitamente alla neofascista “Casa Pound”. Anche se la manifestazione ha avuto luogo presso un locale privato, sarebbe stato quantomeno opportuno stigmatizzare la mini-adunata, visto che senza mezzi termini i membri di questa associazione definiscono Il Blocco Studentesco come “un movimento che nasce nell’estate 2006 a Casapound, l’occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio” il cui obiettivo “è quello di portare lo stesso spirito d’avanguardia, lo stesso stile che ha contraddistinto l’esperienza delle occupazioni non conformi, nelle scuole”: magari prendendosi a cinghiate come nella loro ormai tipica “cinghiamattanza”.

Il silenzio dell’Amministrazione Comunale è ancora più grave se consideriamo i numerosi episodi di cui si sono resi responsabili in altre parti d’Italia i personaggi di “Casa Pound”, e non vorremmo che anche a Fermo, visto il silenzioso avallo della destra al governo cittadino, questi individui possano sentirsi liberi di passare dalle scritte sui muri a fatti ben gravi (anche se già imbrattare i muri, come ha ricordato pochi giorni fa l’Assessore Romagnoli, è un reato da sanzionare... e ci auguriamo che oltre a ricordare le ordinanze l’Assessore provveda a rimuovere le scritte fasciste che ricoprono da mesi le mura del centro, del maxi parcheggio e di Piazzale Carducci).
Fermo, 11 aprile 2009
Terremoto in Abruzzo: solidarietà attiva dei comunisti
CHIETI SCALO, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Scaraviglia, n. 20. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Valerio Di Ruscio cell.338.3343228, Dario Leone cell. 320.2727121
PESCARA, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Marconi, n. 109. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Silvana Palumbi cell. 335.8121927
TERAMO, presso la sede della Federazione del PdCI in corso De Michetti, 56°. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Francesco Antonini cell. 347.2791175
GIULIANOVA (TE), presso la sede della sezione del PdCI, in via Gramsci, 38. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Franco Caruso cell. 349.2161843.
Oltre alla raccolta, il PdCI abruzzese organizza anche dei volontari. Sia per la consegna delle donazioni, che per partecipare alle operazioni di soccorso, chiediamo di fare riferimento ai numeri sopra indicati per evitare disguidi.
Il PdCI di Fermo con la CGIL
COMUNICATO STAMPA
Il Partito dei Comunisti Italiani della Federazione di Fermo aderisce e si mobilita per la Manifestazione Nazionale di sabato 4 Aprile organizzata dalla CGIL a Roma Circo Massimo.
Organizzeremo e lavoreremo per la massima partecipazione.
Condividiamo la piattaforma della manifestazione in particolare siamo convinti che occorra difendere i salari, le pensioni, i diritti, occorre riscoprire il ruolo pubblico nell’economia e chiudere con la stagione delle privatizzazioni selvagge.
Serve la riforma degli ammortizzatori sociali, una nuova politica dei redditi, ed è necessario in questo paese costruire una vera politica industriale.
Una piattaforma tanto più necessaria, indispensabile in una situazione di crisi pesante, molto grave come quella che stiamo vivendo in questo periodo.
E’ necessario, tanto più oggi, potenziare i Diritti ed aumentare le Tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, dei migranti.
Il Governo sta facendo esattamente il contrario, e, addirittura, con l’obiettivo di disarticolare la politica sindacale e lo stesso ruolo del sindacato ha proposto un nuovo modello contrattuale dannoso per i salari e lesivo dei diritti di chi lavora.
La CGIL non ha firmato, giustamente, quell’accordo e ha indetto un referendum tra i lavoratori per dire no.
I Comunisti Italiani rivolgono un appello e invitano tutti i cittadini a recarsi a votare contro quell’accordo.
Si può votare fino al 27 marzo compreso, nei seggi territoriali, in quelli dei luoghi di lavoro ed anche on line sul sito: www.cgil.it/marche.

Il Segretario Provinciale
Renzo Interlenghi
Fermo, 25 marzo 2009
Consiglio comunale / nota dell'opposizione
Quanto accaduto al Consiglio comunale di Fermo, martedì 17 marzo, costituisce un fatto di estrema gravità sul piano del rispetto delle Istituzioni democratiche e del diritto dei cittadini ad essere informati sulle vicende della propria città.
Dopo tre mesi che il Consiglio del capoluogo di Provincia non veniva riunito, per le divisioni che la candidatura e le ambizioni personali del Sindaco Di Ruscio hanno scatenato nel centro destra; dopo tre mesi di assoluta paralisi amministrativa, in una città sommersa da problemi e ritardi, tre mesi in cui è successo di tutto (dimissioni del vertice della società ASITE, poi rinnovato senza discussione in Consiglio; un Assessore cacciato senza alcuna motivazione amministrativa; il Sindaco e due dirigenti del Comune rinviati a giudizio dalla Magistratura, per la vicenda del deposito di sabbia), il Consiglio comunale viene, finalmente, riunito, su iniziativa e richiesta dell’opposizione, per discutere tali gravi questioni, informare la città ed il territorio.
Il Sindaco, dando prova di debolezza, ha imposto, con una parte della sua maggioranza, sempre più divisa, il rinvio di tale discussione. Di fronte a questo atto di paura e protervia, l’opposizione ed alcuni esponenti della stessa maggioranza hanno reagito abbandonando l’aula e facendo mancare, per protesta e per tutelare il diritto di discussione ed informazione, il numero legale. Abbiamo, poi, assistito allo spettacolo penoso del Sindaco attaccato al telefono per far venire in Consiglio assenti e malati di un centro destra a pezzi.
Quando, poi, è iniziata la discussione sulla mozione dell’opposizione, cioè sui problemi della città, il Sindaco e i “cocci” della maggioranza, sono usciti dall’aula, per evitare il confronto. La discussione è andata avanti in un’aula semivuota, ma con alcuni esponenti del centro destra che, correttamente, non hanno “obbedito” all’ordine di fuga.
La scena di un Consiglio in cui l’opposizione chiedeva le ragioni di scelte gravi, ai banchi della Giunta vuoti, e a quelli della maggioranza semi vuoti, non ha offeso l’opposizione, ma la città.
Questo Sindaco sempre più debole, che ha spaccato, ripetutamente, la sua stessa maggioranza; sempre più traballante e perdente, come candidato, pensa di poter fare, in questo modo indecente, senza rispetto dell’opposizione e dei territori, il Presidente della nuova Provincia? I cittadini del fermano non glielo consentiranno e, per questo Di Ruscio è impaurito e scappa dalle proprie responsabilità, in una città che viene sacrificata per le improbabili ambizioni del suo primo cittadino.
Una città come Fermo, che ha sempre avuto, nel territorio un ruolo importante, ed oggi è un capoluogo e dovrebbe essere punto di riferimento, che ha una tradizione di serietà e rispetto del confronto civile, non merita di essere amministrata così male, né di vedere così ridotte le proprie Istituzioni.
Democrazia e giustizia secondo Di Ruscio
Alle polemiche suscitate dalla censura del Sindaco nei confronti degli antifascisti, risponde lo stesso Gabinetto di Di Ruscio, ribadendo ancora una volta il carattere autoritario della decisione e la più assoluta ignoranza dei temi trattati nella conferenza sulle Foibe:
Fermo è una città dove in questi anni è stato dato spazio alle più alte forme di democrazia e partecipazione. Però non possiamo permettere che vengano messi a disposizione spazi pubblici per supportare teorie che smentiscono leggi dello stato italiano (legge n. 92 del 30 marzo 2004 che recita all’art. 1 “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del Ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dall’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”) e teorie che vogliono negare l’esistenza delle foibe le quali sono documentate non solo da testimonianze di chi è ancora oggi vivente ma anche da filmati dell’epoca.
Perseverando nell’errore, le ricerche della Kersevan, e di ricerche si tratta, vengono definite “teorie” negazioniste: prima di incappare per la terza volta nel medesimo scivolone, il Sindaco dovrebbe informarsi meglio, magari leggendo qualche libro proprio di Alessandra Kersevan, dove non vengono negate né le Foibe, né l’esodo. Oppure, se lo ritiene più affidabile, potrebbe leggersi almeno il breve rapporto della Commissione mista storico-culturale italo-slovena, commissione istituita nell’ottobre 1993 su iniziativa dei Ministri degli Esteri di Italia e Slovenia.

E comunque, anche l’eversione nera “smentisce le leggi dello Stato” (Di Ruscio sa chi sono Rutilio Sermonti e Luigi Ciavardini, accolti o celebrati a Fermo con tutti gli onori?). Ci stupisce poi che un Sindaco così rigoroso abbia accolto trionfalmente il pregiudicato Marcello Dell’Utri... addirittura per pubblicizzare i (falsi) diari di Mussolini “lo statista”* (e verrebbe spontaneo citare in proposito la Legge 20 giugno 1952, n. 645, art. 4: “...alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo”).
Vorremmo infine rispondere all’assessore Mariantonietta Di Felice, che alla commemorazione di ieri dell’eccidio di Montemonaco ha avuto la faccia tosta di equiparare i caduti partigiani ai repubblichini, e le rispondiamo citando Vittorio Foa:
Una volta ho partecipato a una trasmissione televisiva con Pisanò uno dei fondatori del Movimento Sociale, che allora era senatore. Pisanò mi si è rivolto dicendo: “Lei sa quanto me che avevamo degli ideali tutti e due. Diversi, certo. Ma la patria era un valore per lei e per me”.
Io gli ho risposto “Senta, sarà pure come dice Lei. Però se vinceva Lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, Lei è senatore della Repubblica e parla qui con me.
La differenza tra partigiani e repubblichini, gentile assessore, è tutta qui.
* Il panegirico del Sindaco Di Ruscio dedicato a Mussolini è disponibile su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=JxsfaMOLEIc
Solidarietà al Collettivo Antifascista
Tralasciando il fatto, non da poco, riguardante la modalità della ricusazione della concessione della Sala Multimediale - regolarmente richiesta ed accordata nei tempi dovuti - avvenuta un giorno prima l’evento previsto (il 12 c.m.), che ha creato una serie di problemi logistici ed organizzativi. Tralasciando anche il fatto che la legge italiana che si presume - erroneamente - possa impedire un dibattito sulle Foibe (cosa invece prevista, basta leggere la legge stessa: “È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende… “) è stata trovata alla prima voce di Google, conseguenza di una evidente imbeccata degli uomini di Aries e Terza Via, gente che usa scrivere “Shoà”. A parte tutto questo, già bastante a screditare definitivamente l’operato approssimativo di questo Sindaco e della sua attuale Giunta, bisogna ricordare a questi personaggi, che si improvvisano politici della nostra città determinandone i destini, ed a tutti i cittadini, che in questo territorio sono stati organizzati eventi ed incontri con gente condannata in primo grado o definitivamente, concerti di gruppi neofascisti e neonazisti, iniziative tese a riabilitare sanguinari dittatori del calibro di Mussolini, quando l’apologia del fascismo è, questa sì, anticostituzionale.
E’ evidente l’intento di questo Sindaco di raggranellare voti accontentando quelle forze di estrema destra che lo sostengono, al punto di usare arbitrariamente la politica del bastone e della carota, che lo qualifica per quello che è, un improvvisatore della politica stessa, un uomo senza ideali prestato all’amministrazione comunale per affare, e che fa tutto questo mostrando limiti democratici preoccupanti ed imbarazzanti.
Tutte le forze comuniste della città solidarizzano col Collettivo Antifascista del Fermano al fine di stigmatizzare la deriva autoritaria che sta prendendo sempre più piede in questa amministrazione comunale.
P.s. L’iniziativa si è poi svolta nella sede dell’A.N.P.I. di Fermo, e la Kersevan, che è stata esauriente, farà un esposto alla magistratura riguardo questa inammissibile censura.

a Licia e Guglielmo: grazie!

A conclusione della legislatura provinciale, la Segreteria di Federazione del P.d.C.I. ringrazia per il grande lavoro svolto l'assessore Licia Canigola e il consigliere capogruppo Guglielmo Massucci.
In una legislatura non facile in cui ha pesato, soprattutto nell'ultima fase, la divisione della provincia che ha generato problemi, tensioni e dispute anche molto al di là del lecito e del buon senso, il nostro assessore e il nostro capogruppo hanno profuso un impegno totale per raggiungere gli obiettivi programmatici che la coalizione aveva sottoscritto e che gli elettori avevano premiato facendoci vincere le elezioni.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti e noi comunisti con i nostri due rappresentanti nell'amministrazione provinciale siamo orgogliosi del grande lavoro svolto dall'amministrazione guidata dal Presidente Massimo Rossi.
Licia Canigola e Guglielmo Massucci saranno per noi comunisti due punti di forza nelle candidature per la tornata elettorale di giugno ed in generale saranno risorse a disposizione del territorio della nuova Provincia di Fermo per cui molto hanno già fatto e tanto altro possono, vogliono e devono fare.
Fermo, 11 febbraio 2009
Comunicato stampa
La conclusione del percorso che ha individuato il candidato del PD alla Presidenza della Provincia di Fermo rappresenta un ulteriore elemento di chiarezza che dovrà aiutare il centro sinistra intero nella scelta di un candidato unitario.
Le quattro forze della sinistra, che per prime sono state in grado di fare una sintesi sul nominativo dell’Avvocato Fabrizio Cesetti quale candidato alla Presidenza della Provincia, ritengono che, allo stato, sia necessario che il centro sinistra affronti i temi programmatici per concordare un progetto di governo del territorio.
Respingono ogni ipotesi di scelta del candidato dettata dall’alto e legata a mere logiche spartitorie e sono convinti che debba essere il territorio ad esprimere il soggetto che dovrà rappresentare il centro sinistra ed attuare il suo progetto.
Fermo restando che tutte le candidature sul tavolo hanno pari dignità, la sinistra e il suo candidato Cesetti non si sottrarranno, nell’auspicata ipotesi di un accordo programmatico tra tutte le forze del centro sinistra alla volontà degli elettori del centro sinistra di scegliere il candidato mediante il sistema delle primarie di coalizione alle quali dovranno sottoporsi i candidati oggi individuati, concordandone le modalità per costruire un vero percorso di coesione.
2 dicembre 2008
Giacomo Piergentili - PRC
Renzo Interlenghi - PdCI
Luigi Silenzi - SD
Massimo Marcaccio - Verdi
Comunicato stampa congiunto PdCI, PRC, Verdi, SD, IdV
Il 2 ottobre si sono riunite le delegazioni provinciali del fermano dei Verdi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Comunisti Italiani, e Italia dei Valori, per discutere ed approfondire, in vista delle prossime elezioni amministrative (provinciali e comunali), gli aspetti tematici che dovranno caratterizzare l'alleanza di centro sinistra.
L'incontro, che ha avuto un esito molto positivo, è stato organizzato al fine di favorire la semplificazione del quadro politico, privilegiando soprattutto l'intesa programmatica, partendo dal giudizio positivo sull'operato della Amministrazione Provinciale uscente. Tale giudizio, infatti, è suffragato dagli ottimi riscontri che stanno emergendo in occasione della “campagna di ascolto” che la attuale maggioranza ha promosso in tutti i Comuni della Nuova Provincia di Fermo.Soltanto dopo raggiunto l'accordo sulle opzioni tematiche (ambiente/energia, sociale, gestione del territorio, nuova viabilità e trasporti, formazione professionale, ecc...) si potrà pervenire alla scelta del candidato Presidente della coalizione, attraverso la più ampia consultazione popolare, concordemente accettata. Ogni altra questione, come ad esempio le modalità di scelta degli aspiranti candidati delle singole forze politiche, non riguarda la coalizione tutta che, invece, deve individuare nella visione programmatica atta a garantire il governo delle amministrazioni locali, il principale motivo dell'alleanza medesima.
Fermo, lì 03.10.2008
Massimo Marcaccio (Verdi)
Giacomo Piergentili (PRC)
Roberto Vallasciani (SD)
Renzo Interlenghi (PdCI)
Adolfo Marinangeli (IdV)
Comunicato stampa PdCI Regionale
Siamo venuti a conoscenza di un progetto nazionale elaborato dalla Direzione Generale delle Ferrovie che ridisegna la mappa dei centri direzionali di R.F.I. e che dovrebbe essere varato in tempi molto bevi senza alcuna preventiva informazione né discussione con le istituzioni locali e regionali.
Tale progetto prevede la cancellazione delle Direzioni Compartimentali di RFI di Ancona che verrebbero trasferite a Bari, lasciando nel capoluogo di regione una struttura minima di presidio, svuotata peraltro da qualsiasi ruolo decisionale.
E’ evidente che tale decisione va contrastata ad ogni livello e il Gruppo consiliare regionale dei Comunisti Italiani è nettamente contrario per le negative e pesanti ripercussioni che avrà non solo sull’occupazione e sulle sorti del personale ferroviario coinvolto, ma anche perché foriera di ulteriori penalizzazioni (quale la riduzione dei treni EUROSTAR sulla linea Orte-Falconara, già attuata con il nuovo orario) ai danni dell’utenza marchigiana e dell’imprenditoria regionale per lo sviluppo del traffico merci, con particolare riguardo a quello intermodale.
Cesare Procaccini
Presidente Gruppo Consiliare dei Comunisti Italiani




