elezioni comunali Fermo 2011

Procaccini sul risultato delle amministrative

Per dar ragione alla sua linea moderata il segretario regionale del PD Ucchielli enfatizza ed eleva a modello nazionale il risultato della provincia di Macerata, non solo contrapponendolo a quelli ben altrimenti rilevanti di Milano e Napoli, ma anche ignorando casi marchigiani che insegnano tutt’altro. Ad esempio al comune di Fermo il centrosinistra tradizionale senza l’Udc ha vinto al primo turno, al contrario di Macerata dove il povero Pettinari è dovuto ricorrere al soccorso di quelli con cui non aveva voluto avere niente a che fare al primo turno.
Che la linea Ucchielli sia tutt’altro che trionfante lo rivela il pressing senza pudore lanciato verso SEL perché rompa con i comunisti e la federazione della sinistra e si accomodi al tavolo del moderatismo centrista di Spacca e Pettinari.
In questo non c’è solo la sindrome del prete spretato, che spinge l’ex comunista ad un anticomunismo forsennato, ma il calcolo che dividendo la sinistra se ne rendono più deboli e malleabili le ragioni programmatiche.
E’ una posizione gretta e di corto respiro, già travolta dagli straordinari risultati delle coalizioni che hanno sostenuto De Magistris e Pisapia e di cui i comunisti sono parte essenziale. E’ un fatto che una sinistra unita e capace di autonomia è in grado di interloquire senza subalternità col PD e che questo è il modo per riportare in campo tanta parte del popolo di sinistra delusa e ripiegata nella passività per gli errori di questi anni, puntando ad una svolta profonda di cui c’è necessità in questo paese.
Negli stessi referendum del 12 e 13 giugno la posizione dell’UDC, pur apprezzabile per l’invito al voto ma contraria al merito dei quesiti, dimostra tutta la distanza della formazione di Casini da un programma di reale rinnovamento.

Cesare Procaccini
Segretario Regionale del Partito dei Comunisti Italiani

Fermo: vittoria al primo turno del centrosinistra

Vittoria schiacciante, al primo turno, del centrosinistra alle elezioni comunali di Fermo: con 10.896 voti, pari al 51,32%, diventa sindaco Nella Brambatti. Al PDL poco più della metà dei voti ottenuti dalla nostra coalizione (5.662, pari al 26.67%). Ottimo il risultato della Federazione della Sinistra, con 819 voti (pari al 4,18%) che consentono al compagno Andrea Morroni (consigliere uscente PRC) di sedere in consiglio comunale con 169 preferenze.
Il 31 maggio, sono stati ufficializzati i nomi dei componenti della Giunta comunale, che vede presente il compagno Paolo Rossi (scelto dal sindaco su una rosa di 5 nomi presentata unitariamente dalla FdS fermana) con delega alle alle Politiche della Programmazione e Pianificazione del Territorio.

A commento di questo risultato, riportiamo il comunicato stampa del nostro Segretario regionale, Cesare Procaccini:

Per dar ragione alla sua linea moderata il segretario regionale del PD Ucchielli enfatizza ed eleva a modello nazionale il risultato della provincia di Macerata, non solo contrapponendolo a quelli ben altrimenti rilevanti di Milano e Napoli, ma anche ignorando casi marchigiani che insegnano tutt’altro. Ad esempio al comune di Fermo il centrosinistra tradizionale senza l’Udc ha vinto al primo turno, al contrario di Macerata dove il povero Pettinari è dovuto ricorrere al soccorso di quelli con cui non aveva voluto avere niente a che fare al primo turno.
Che la linea Ucchielli sia tutt’altro che trionfante lo rivela il pressing senza pudore lanciato verso SEL perché rompa con i comunisti e la federazione della sinistra e si accomodi al tavolo del moderatismo centrista di Spacca e Pettinari.
In questo non c’è solo la sindrome del prete spretato, che spinge l’ex comunista ad un anticomunismo forsennato, ma il calcolo che dividendo la sinistra se ne rendono più deboli e malleabili le ragioni programmatiche.
E’ una posizione gretta e di corto respiro, già travolta dagli straordinari risultati delle coalizioni che hanno sostenuto De Magistris e Pisapia e di cui i comunisti sono parte essenziale. E’ un fatto che una sinistra unita e capace di autonomia è in grado di interloquire senza subalternità col PD e che questo è il modo per riportare in campo tanta parte del popolo di sinistra delusa e ripiegata nella passività per gli errori di questi anni, puntando ad una svolta profonda di cui c’è necessità in questo paese.
Negli stessi referendum del 12 e 13 giugno la posizione dell’UDC, pur apprezzabile per l’invito al voto ma contraria al merito dei quesiti, dimostra tutta la distanza della formazione di Casini da un programma di reale rinnovamento.

Lettera aperta di Francesco Interlenghi

Mi trovo nell’atrio della mia Facoltà di Filosofia e penso al futuro di questo luogo, spazio di dialogo e confronto, quando dall’anno prossimo sarà vittima della riforma Gelmini e dei tagli di Tremonti.
Penso a quali prospettive avremo noi studenti, quando e se l’opera di aziendalizzazione dell’università sarà compiuta, quando i tagli al “diritto allo studio” impediranno a molti di poter intraprendere o completare il proprio percorso formativo.
Penso al futuro dei ricercatori precari, dei dottorandi, del personale tecnico amministrativo.
Forse non so dare risposte, la mia posizione non lo permette, ma posso e possiamo continuare a contrastare queste logiche, portare avanti un reale cambiamento che risvegli le coscienze.
Con i compagni si parla spesso, ci si confronta sul percorso di lotta iniziato durante l’autunno, che dura ancora oggi, sull’impegno che è necessario investire quando si intraprende una strada ardua e lunga qual è quella della partecipazione democratica, della battaglia per l’uguaglianza giuridica e sostanziale, per la difesa del lavoro e dei lavoratori, dei beni comuni e della formazione.
Questa scelta è una lotta per la dignità e i diritti che vanno salvaguardati e conquistati, non svenduti.
Nelle discussioni si hanno spesso idee diverse ma tutte guardano verso prospettive comuni: una vita che non sia precaria, la possibilità di intraprendere gli studi, un lavoro che non sia legato a ricatti ed umiliazioni ma che sia una forma di crescita ed emancipazione.
È necessario ,allora, attivare un processo dal basso che miri ad un mutamento radicale della società e di un sistema che assoggetta gli interessi collettivi a quelli individuali, è importante ricominciare a parlare di giustizia sociale, onestà e rispetto.
Bisogna superare l’intolleranza, il pregiudizio ed aprirsi verso le altre culture, per rendere possibile una reale integrazione.
Bisogna avere il coraggio di denunciare le ingiustizie ed essere pronti a difendere i più deboli contro l’omertà e l’indifferenza.
È necessario riscoprire il valore della cultura, dell’arte, della salvaguardia del territorio.
Una società non può essere giusta se resta ignorante; l’istruzione è fondamentale se si vuole riuscire nell’impresa di una reale emancipazione e libertà dell’uomo.
Nel caos della società attuale c’è bisogno di valori solidi.
Nella marea in cui nuotiamo, dove ogni onda potrebbe sopraffarci, solo con l’aiuto reciproco potremmo salvarci.
La lotta non è individuale ma collettiva ed è necessario avere il coraggio di non rimanere ancorati nella propria sfera privata, riuscire a sentire la responsabilità che ci investe ogni volta che prendiamo una scelta, mantenendo una condotta morale onesta e coerente che non sia circoscritta dagli interessi individuali ma guardi verso un orizzonte comune da costruire.
Ho deciso di scrivere questa lettera perché mi è stato chiesto cosa dovrebbe spingere un cittadino a votare per la Federazione della Sinistra.
E’ vero, quelle che ho trattato sono questioni complesse di cui magari un Consiglio Comunale non si occupa, ma anche a livello locale si può adottare una politica onesta, trasparente, corretta che creda nell’importanza dell’integrazione con altre culture, della necessità di un sistema scolastico pubblico adeguato; si possono garantire i bisogni primari dei cittadini, dai trasporti alla sanità, si può credere in una visione della politica partecipata, che investa sulla cultura, sugli studenti e sulla loro crescita, che creda nell’importanza di spazi pubblici di dialogo e confronto.
Questo non lo dico come Francesco Interlenghi ma come comunista e candidato della Federazione della Sinistra, quindi vi chiedo un voto per questa realtà politica, per l’impegno e il coraggio che ogni militante investe giorno per giorno, nella prospettiva di rendere questo nostro mondo un luogo più giusto.

Francesco Interlenghi

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Paolo Rossi al Corriere Adriatico

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A una settimana dalle elezioni amministrative, il Corriere Adriatico (n. del 7 maggio) intervista Paolo Rossi, capogruppo uscente del PdCI e candidato nella lista unitaria della Federazione della Sinistra.

Ha ancora senso essere comunisti oggi?

“Sì. Non sono così ipocrita da dover nascondere gli errori fatti in passato dal Pci ma posso dire altrettanto chiaramente che ha ancora un senso essere comunisti. Che per me significa avere rispetto degli altri. Nella politica come nella vita”. Paolo Rossi, avvocato, è consigliere uscente del Pdci e candidato con la Federazione della Sinistra.

Perché ha deciso di ricandidarsi?

“Sono entrato in corso d’opera, sostituendo Giulio Simoni. Sento l’esigenza e l’ansia di dover completare un cammino”.

Il Consiglio comunale è come se l’aspettava?

“In realtà mi aspettavo una politica un po’ più alta. Ho notato invece come molte decisioni prese in questi anni dalla maggioranza non siano state autenticamente al servizio della collettività. Per di più abbiamo assistito a liti furibonde nel centrodestra, a duelli rusticani che hanno dato vita ad un balletto sconcertante”.

La Brambatti vince?

“Vince, non so se al primo o al secondo turno. E’ una persona seria e competente, è sobria, ha rispetto degli altri e sa ascoltare. Sarà un bravo sindaco”.

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I candidati della FGCI alle elezioni comunali di Fermo

La lista della Federazione della Sinistra, che sostiene (in coalizione col centrosinistra) la candidatura a sindaco di Nella Brambatti, si contraddistingue per la grande presenza femminile (è la lista col maggior numero di candidate) e per la presenza di giovani sotto i trent’anni.
Questi sono i candidati della FGCI di Fermo che hanno voluto dare il proprio contributo per strappare Fermo alla destra e far rinascere la nostra città:

Serena Alessiani
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Giada Traini
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Francesco Interlenghi
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Daniel Palladio
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Federico Quondamatteo
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Messaggio elettorale della FdS fermana

Messaggio elettorale della Federazione della Sinistra di Fermo in vista delle elezioni comunali del 15 e 16 maggio.
Parla il compagno Paolo Rossi, consigliere comunale uscente e candidato nella lista della Federazione.


Presentazione della lista "Federazione della Sinistra"

Lunedì 2 maggio abbiamo presentato la lista della Federazione della Sinistra presso la Sala dei Ritratti, alla presenza del compagno Massimo Rossi, da poco nominato portavoce nazionale della Federazione, che ha poi tenuto le conclusioni dell’iniziativa. La serata è stata presentata dall’attore e compagno Giorgio Montanini, mentre l’introduzione è toccata a Sandro Volponi, membro del comitato scientifico dell’Associazione Marx XXI.
Tra i consiglieri, sono intervenuti il consigliere uscente, gruppo PRC, Giorgio Benni, che ha decisono di non ricandidarsi dopo due legislature in consiglio comunale, Paolo Rossi e Andrea Morroni, ambedue consiglieri uscenti e candidati per le prossime elezioni.
Nella serata sono state valorizzate le caratteristiche della lista, come la componente femminile (con interventi di Diletta Parrino, Patrizia Serafini e Maria Paola Volponi) e quella giovanile, con la presenza dei candidati FGCI, ovvero Serena Alessiani, Federico Quondamatteo, Daniel Palladio, Giada Traini, Francesco Interlenghi, Giorgio Raccichini.




Tutti i candidati

1 Alessiani Serena
2 Arduini Federica
3 Bordò Alberto
4 Cartacci Fulvia
5 Di Antonio Elena
6 Faggio Stefano
7 Fortuna Alessandro
8 Galiè Rosanna
9 Giacobbi Pierluigi
10 Interlenghi Francesco
11 Liberati Stefano
12 Marzoni Antonella
13 Matè Andrea
14 Meloni Vincenza
15 Mercuri Anna Maria
16 Montanini Fabio


17 Morroni Andrea
18 Palladio Daniel
19 Parrino Diletta
20 Pettinari Flavio
21 Pieroni Helena
22 Quondamatteo Federico
23 Raccichini Giorgio
24 Romagnoli Clara
25 Rossi Paolo
26 Rubicini Michele
27 Serafini Patrizia
28 Tarquini Alberto
29 Tizi Simone
30 Torelli Ivan
31 Traini Giada
32 Volponi Maria Paola


comunalifermo2011

Contribuisci al programma del centrosinistra

afFermounidea
Le forze politiche di Centrosinistra, che appoggiano la candidatura di Nella Brambatti a sindaco della città di Fermo, credono fortemente nel valore della partecipazione attiva dei cittadini alla vita della propria città. Per questo motivo ti invitiamo a indicare quali sono, secondo te, le priorità per Fermo in modo da renderla una città migliore e accrescere la qualità della vita di tutti noi. Abbiamo chiamato questo progetto afFermo un'idea: proposte, spunti e riflessioni per una città migliore.

Puoi dare il tuo contributo negli incontro pubblici che stiamo organizzando, oppure attraverso il sito
nellabrambattisindaco.it

comunalifermo2011

Presentazione del programma del Centro Sinistra

4febbraio
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comunalifermo2011

Brindisi con Nella Brambatti

MERCOLEDI 22 DICEMBRE, ALLE ORE 19 (fino alle 20 circa)
BOCCIODROMO "MINNETTI" (S.MICHELE-LIDO DI FERMO)

BRINDISI AUGURALE CON LA CANDIDATA SINDACO
NELLA BRAMBATTI

Un'occasione per farci gli auguri, per parlare con Nella, per raccogliere la disponibilità di tanti volontari per la prossima campagna elettorale a Fermo.
Cominciamo a lavorare per una nuova primavera fermana.
Fermo: il bene comune!

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Nella Brambatti candidata a sindaco per il centro-sinistra fermano

Fermo, lì 20/11/2010

Il candidato Sindaco del centro sinistra per le amministrative 2011 della città di Fermo è la prof.ssa Nella Brambatti. Sul suo nome si è determinata la convergenza di tutte le forze politiche della coalizione, segno di forte unità e condivisione.
Nella Brambatti è una candidata autorevole e capace di dare alla nostra città una prospettiva di innovazione e rilancio. Oltre che sul nome del candidato Sindaco, si è raggiunta una forte intesa sulle principali linee programmatiche per la città e sulla “Carta dei Valori” che è stata sottoscritta.
Alle altre personalità del centro sinistra su cui il tavolo ha discusso, vanno il nostro ringraziamento e apprezzamento per la disponibilità unitaria a lavorare tutti insieme per una svolta necessaria ed urgente nella città capoluogo.

PD, IDV, SEL, PSI Lista Civica “La Spiga”, PdCI, PRC, Fermo Insieme, Lista Cesetti, Verdi
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Paolo Rossi, intervista al Corriere Adriatico

Da giorni è iniziato il valzer delle candidature nel centrosinistra fermano. Lo scenario ha visto aumentare e diminuire il numero dei potenziali candidati alla carica di sindaco sul tavolo della coalizione, in cui a fare la parte del leone è il Partito democratico. Rientrata in gioco a tutti gli effetti Nella Brambatti, sembra che l'altro nome forte del panorama del centrosinistra sia quello dell'avvocato Paolo Rossi, del Partito dei comunisti italiani. Proprio ieri abbiamo riportato le dichiarazioni del segretario Renzo Interlenghi, che definiva Rossi un candidato di serie A, a cui il Pdci non rinuncerà facilmente. Insomma un confronto interno al centrosinistra con un dibattito che diventa serrato.

Avvocato Rossi, come valuta le parole di Interlenghi?

“Anzitutto, mi preme precisare che in questa fase è vitale affrontare certe questioni all'interno dei singoli partiti o comunque nelle sedi deputate. Fermo restando il massimo rispetto per la stampa locale e per il suo ruolo. D'altra parte, credo che Renzo Interlenghi abbia parlato come segretario del partito, ma anche e soprattutto come amico: è stato lui l'artefice della mia entrata in politica nel 2006. E' comprensibile, da parte del partito, rivendicare la coerenza e la bontà della propria scelta”.

Questo significa che il Pdci punta su Paolo Rossi?

“Le parole battagliere di Interlenghi non implicano la chiusura preventiva nei confronti degli altri partiti della coalizione. Anzi, se si dovesse raggiungere una convergenza su un nome autorevole, su una persona capace, sarò pronto a fare un passo indietro. E non ci vedo nulla di scandaloso”.

Si riferisce a Nella Brambatti?

“Non conosco personalmente la professoressa Brambatti, ma so che gode di ampia stima. Per il resto, diciamo che non voglio mettere il naso in casa altrui”.

Non ci dica che lei non aspira a fare il primo cittadino…

“E' evidente che ci credo, ma le assicuro che queste non sono decisioni che si prendono a cuor leggero: per accettare una responsabilità del genere bisogna interrogarsi umilmente sulle proprie capacità. La scelta definitiva deve tenere conto di tanti fattori, non da ultimo le condizioni in cui si andrà ad amministrare la città”.

Crede si finirà per andare alle primarie di coalizione?

“Le primarie sono un grande strumento di democrazia, ma che non diventino un feticcio. E' bene privilegiare un percorso volto al raggiungimento di una sintesi, di una convergenza. Il fatto che ci sia un'ampia rosa di candidati non è negativo né riflette la presenza di difficoltà”.

E se non si arrivasse ad un'intesa?

“Parteciperemo alle primarie, ma auspico che l'area della sinistra a cui apparteniamo si esprima con un solo candidato. Non deve essere necessariamente il sottoscritto, ma bisogna dare un messaggio forte”.

Su cosa punterà la sua campagna elettorale?

“Non è serio fare la lista della spesa, ma senza dubbio sarà necessario ristabilire un rapporto virtuoso tra Pubblica Amministrazione e cittadini, nel rispetto delle regole. Nessuno è ostile all'arrivo di investitori seri per il rilancio della città di Fermo”.

Intervista di Stella Alfieri su www.corriereadriatico.it

Interlenghi sulle comunali di Fermo

Partito dei Comunisti Italiani, parla Interlenghi: Paolo Rossi candidato di serie A, qualcun altro probabilmente no.

Ce l'hanno e se lo tengono, almeno per il momento. Questo il succo della questione. Stiamo parlando di Paolo Rossi, candidato sindaco del Partito dei Comunisti Italiani, coordinato nel capoluogo dall'avv. Renzo Interlenghi.

Di fronte alle altre forze del centrosinistra come SEL, Socialisti, Rifondazione e Fermo Insieme, tutte pronte a dare l'ok alla candidatura della pidina Nella Brambatti, i Comunisti si pongono in maniera diversa aspettando il prossimo vertice in programma forse sabato.
Il segretario comunista è chiaro: “Paolo Rossi è un candidato di serie A e non è secondo a nessuno. Il fatto che qualcun altro abbia già ritirato il suo uomo o è pronto a farlo mi fa pensare a candidature di serie B, o serie C addirittura. Non è così per noi. Legittima la posizione del PD nel caso proponga alla coalizione un solo nome invece di cinque, ma questo non cambia il fatto che Rossi c'è e resta una proposta credibile, forte e seria”.
Dunque, all'indomani delle dichiarazioni degli altri leader della coalizione, convinti che a questo punto si possano evitare le Primarie schierando subito il candidato unico (la Brambatti appunto), l'incognita Comunisti resta tale. Anzi, lanciando frecciate a chi il sindaco lo aveva proposto e lo ha già ritirato, il partito sembra voler rafforzare la sua posizione, a meno che...
“A meno che – dice provocatoriamente Interlenghi – il Partito Democratico non si presenti al tavolo della sinistra con un nuovo candidato, autorevole, come può essere il segretario comunale...”. Una provocazione, appunto, quella dell'avvocato fermano, che però fa capire come Rossi non debba essere considerato meno importante dei cinque candidati democratici. Nessuno di questi, dunque, convince a pieno i Comunisti.
A rafforzare la posizione di Interlenghi e compagni c'è forse quanto accaduto negli ultimi giorni a Milano, dove il deputato di Rifondazione Comunista Giuliano Pisapia ha fatto saltare i piani del PD vincendo le Primarie di coalizione. Se è successo a Milano perchè non potrebbe succedere a Fermo? Magari è questo il sogno dei più estremisti, che in questo preciso momento vedono il Partito Democratico in palese difficoltà a livello nazionale. Ecco allora che il famoso passo indietro dei partiti più piccoli potrebbe essere meno di moda rispetto a qualche tempo fa. Milano insegna.

Articolo di Simone Troiani, su www.informazione.tv

Interlenghi: questa volta la sinistra non si farà “cucinare” sul tavolo delle trattative.

di Diana Marilungo
da Il Messaggero, lunedì 13 settembre 2010.

FERMO. Il tavolo della coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni di primavera per il rinnovo del Consiglio comunale e del sindaco di Fermo stenta a riprendere gli incontri dopo le ferie estive e la compagine che si presenterà alle elezioni è ancora ufficialmente sulla carta. Intanto la sinistra è in fermento. Una serie di riunioni si sono svolte in questi giorni tra Pdci, Prc, alcune liste civiche e Sel. Altre ne sono in programma tra il Pdci e la “Fabbrica di Nichi”. Anche questo movimento scenderà in campo per le prossime elezioni comunali fermane. Il ritardo delle riunioni del tavolo di centrosinistra probabilmente è dovuto al fatto che il Pd attende lo svolgimento dei propri congressi che debbono tenersi entro il 31 ottobre e che iniziano il 23 settembre prossimo prima di confrontarsi con le altre forze politiche. Da rinnovare, oltre quelli dei circoli, i coordinatori dell’Unione Comunale fermana guidata attualmente dall’assessore provinciale Giuseppe Buondonno (che probabilmente sarà rieletto segretario) e quella provinciale di Cinzia De Santis. In queso caso la presentazione ufficiale dei nomi deve avvenire entro il 18 settembre. Se all’orizzonte non c’è ancora alcun nominativo ufficiale alla carica di segretario dell’Unione Comunale, per quella provinciale sono due le proposte in pole position oltre a quella della uscente Cinzia De Santis. Uno tra i più quotati è quello di Fabiano Alessandrini attuale presidente della Trasfer- Steat. L’altro, invece, è quello di Alessandro Spena, presidente del Gal Fermano scarl. «Nel centro sinistra il clima è ottimo - dice Buondonno, il quale ribadisce il suo appoggio alla De Santis - gli incontri riprenderanno quanto prima. Ci saranno le condizioni per definire entro il mese di ottobre gli accordi programmatici e il metodo per sceglire il candidato sindaco. Ma non è una corsa contro il tempo, le forze del centro sinistra hanno da oltre cinque anni un terreno comune di idee e proposte su cui lavorare, hanno il programma condiviso della Provincia (rispetto alla quale la città capoluogo non è certo un’appendice estranea), si tratta semmai di far sì che i cittadini prendano atto, con più chiarezza che il centro destra è in pezzi e da tre anni non governa la città». La sinistra intanto riafferma il proprio no ad un allargamento della coalizione all’Udc. «Stiamo, attraverso una serie di incontri, costruendo un terreno per andare compatti all’alleanza con tutto il centro sinistra - dice il segretario provinciale del Pdci, Renzo Interlenghi - Anche se è forte il rischio che possa accadere quanto avvenuto in Regione con l’entrata dell’Udc, questa volta la sinistra non si farà “cucinare” sul tavolo delle trattative. L’Udc deve rimanere fuori dalla coalizione di centrosinistra».

Il PdCI propone Paolo Rossi a sindaco di Fermo

Dal Messaggero del 2 settembre 2010.

Spira un vento gelido tra molti rappresentanti dei partiti e dei movimenti civici all’interno delle coalizioni di centro destra e centro sinistra. In tutti e due i casi la costruzione delle alleanze per affrontare le elezioni amministrative di Fermo in primavera è irta di ostacoli. Tra l’altro la dirigenza (leggi on. Remigio Ceroni) del Pdl tace su tutto il fronte, mentre martedì sera c’è stata una riunione tra alcuni rappresentanti locali proprio sulle alleanze con alcuni componenti di una delle civiche fermane. La prossima settimana, però lo stesso Ceroni si incontrerà con l’on. Luca Paolini Commissario della Lega Nord fermana. In attesa, invece, di una riunione del tavolo del centrosinistra per discutere di programmi e candidati il Pdci di Renzo Interlenghi, in mancanza di una candidatura da parte del Pd, propone un proprio rappresentante come candidato sindaco che riunirebbe tutte le anime della coalizione. Si tratta dell’avvocato Paolo Rossi, presidente della Camera Penale del Tribunale di Fermo e attuale consigliere comunale del Pdc. La riunione di maggioranza di martedì sera dei partiti aderenti alla coalizione provinciale di centrosinistra guidata da Fabrizio Cesetti non ha portato molte novità di rilievo in merito alle prossime elezioni. Oltre alla discussione degli argomenti da portare nel prossimo Consiglio provinciale, ad un confronto sulla realizzazione del motodromo a San Marco alle Paludi (finita con un no all’impianto di tutti i partiti ed un distinguo del Centro del Fermano che vuole ulteriori approfondimenti), tutti sono rimasti sulle proprie posizioni in merito ad una coalizione identica a quella della Provincia aperta anche all’Udc come suggerito a più riprese da Cesetti. Il Prc ha nuovamente detto no ad un’entrata degli udiccini nella nuova coalizione di centro sinistra. Cauto anche il Pd provinciale che parla, sì, di una coalizione allargata ma ci va con le molle. «Non sarebbe scandaloso che il Pd rivendicasse il candidato sindaco di Fermo - dice, invece, Interlenghi -ma è evidente che ad oggi sembra non esserci un soggetto in grado di raccogliere questa sfida, mentre sarebbe opportuno arrivare ad una rapida definizione della candidatura. Naturalmente questo permetterebbe a tutta la coalizione di intraprendere un percorso comune per la sua individuazione. Fermo restando che per quanto concerne il nostro partito è già stata data un’indicazione che potrebbe raccogliere ampi consensi in tutte le forze del centrosinistra. Per un allargamento a forze che non fanno parte del centrosinistra (Udc) - conclude il segretario provinciale del Pdci- credo sia prima di tutto opportuno stringere l’accordo con i moderati già presenti, ad esempio in Provincia come il Centro del Fermano. Ritengo che l’unica coalizione in grado di poter governare questa città possa essere quella attualmente presente in Provincia non escludendo i civici».
Di.Mar.