elezioni regionali 2010
Non perdere più tempo: i comunisti e la sinistra
05/04/10 18:43

Abbiamo perduto, in maniera netta.
Bassa affluenza al voto che ha colpito anche la sinistra, da SEL alla Federazione della Sinistra (PdCI-PRC).
Dopo due anni di scandali, di inchieste giudiziarie, l'ombra della mafia sul governo e soprattutto unaterribile crisi economica che ha bruciato centinaia di migliaia di posti di lavoro, la destra è stabilmente al governo, anzi si consolida. Esiste un poderoso blocco sociale, segnato da una profonda cultura reazionaria, che vota a destra a prescindere da candidati, idee e programmi. Sistema economico-imprenditoriale, finanza, gerarchie ecclesiastiche, piccola, media borghesia, ceti produttivi, sono i segmenti di questo blocco sociale.
Il controllo pressoché totale dell'informazione rappresenta infine l'ultimo tratto che induce a scorgere una forte analogia con il regime fascista definito da Palmiro Togliatti un regime reazionario di massa: la torsione autoritaria che ha subito il modello istituzionale italiano e sociale è stata accompagnata e ancora sostenuta da un consenso larghissimo anche tra gli strati popolari.
La Federazione della Sinistra ha perduto 300.000 VOTI, così come SEL. La Federazione della Sinistra ha mancato un appuntamento essenziale perché ancora imbrigliata dalle dinamiche interne che hanno impedito che si potesse dispiegare a sinistra un progetto politico che compensasse la deriva moderata del PD e aprisse una nuova prospettiva di ricostruzione della sinistra. Adesso abbiamo lasciato anche l'ultima spiaggia e il mare è in burrasca e il tempo a disposizione è quasi finito, bruciato e non può attendere 8 mesi per svolgere un congresso costitutivo. Perciò la delegazione del PdCI ribadirà (domani) al Consiglio politico della Federazione della Sinistra la necessità della costituzione di un solo partito comunista (grottesca, oggi ancor più di ieri l'esistenza di due piccoli partiti comunisti): non ce ne vogliono due o tre o quattro, ma uno solo e più solido. Il PdCI è pronto, ma PRC? Nell'attesa della eventuale maturazione dentro il gruppo dirigente del Prc di questa proposta, diventa essenziale accelerare sulla strutturazione della Federazione da compiersi entro l'estate (luglio), per avviare quindi una stagione di lotte con le altre forze di sinistra e progressiste.
Nel frattempo chiudere le stanze di partito e andare (per restarci) in strada, in piazza, nei luoghi di lavoro, della formazione, nei mercati per sostenere la più grande e decisiva stagione di lotta referenderaia su Acqua, Nucleare e legge 30.
NB. A scanso dei soliti equivoci e per evitare le solite fastidiose litanie, preciso che:
1) il PdCI NON SI SCIOGLIE (salvo l'accettazione da parte di PRC della proposta di riunificazione dei due partiti);
2) il PdCI RINNOVERA' I SUOI GRUPPI DIRIGENTI;
3) il PdCI HA UN SEGRETARIO CHE SI CHIAMA OLIVIERO DILIBERTO, CHE SUPERATO L'INCIDENTE, TRA QUALCHE SETTIMANA TORNERA' IN CAMPO A GUIDARE IL PARTITO E IL PROCESSO DI RICOSTRUZIONE DELLA SINISTRA CON PIU' DETERMINAZIONE DI PRIMA.
Orazio Licandro, Segreteria Nazionale del PdCI
4 aprile 2010, dal sito de l’ernesto.
Interlenghi a proposito dell'Appello per l'UD per le Marche
04/04/10 12:43
All’Appello per l’Unione Democratica per le Marche ha risposto Renzo Interlenghi, Segretario della federazione di Fermo del PdCI:
Come Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani di Fermo (oramai quasi al termine della propria esperienza), mi sento chiamato in causa e mi si chiede di sottoscrivere un “Appello urgente per l'Unione Democratica per le Marche". Io credo che la mia firma sia stata posta nel momento in cui, appoggiando il programma e la candidatura di Massimo come Presidente di questa Regione, insieme a tutte le compagne ed ai compagni della nostra Provincia, ci siamo battuti in mezzo ad una autentica jungla elettorale per far sì che restasse accesa la fiamma della passione comunista e di sinistra in una Regione che ha virato verso politiche di centro destra. Ci siamo battuti per riaffermare quelle cose per le quali, oggi, mi si chiede un ulteriore atto di fedeltà; si chiede una ritualità ed una sacralità che, come rappresentante di un partito, uno di quelli così tanto denigrati, ingnorati, a volte derisi, laico nel pensiero e nel dogma, faccio fatica a seguire. Liberamente, non mi sento di appartenere ad una grande, o piccola, chiesa che nella liturgia ritrova il senso delle proprie azioni. Non credo nelle azioni urgenti, niente è più urgente della comprensione di essere tutti utili e nessuno indispensabile; sono utili i consiglieri regionali eletti, ma non sono indispensabili, altrimenti avremmo adottato altre scelte straetgiche (magari l'accordo con questo Centro Sinistra annacquato); sono utili le idee di chiunque abbia voglia di appassionarsi alla politica ma, la storia ci insegna, non sono indispensabili perché, per fortuna, non siamo soli e, come durante il fascismo sembrava che i comunisti fossero scomparsi, essi sono ritornati fuori, rialzando la testa. Non occorre la mia firma su questo appello, perché essa è già stata impressa nel riporre fiducia nelle idee prima, e negli uomini poi, anche in quegli uomini che, guardate, non seggono in Consiglio Regionale in maniera illegittima. Sono compagni che, al pari di tutti noi, hanno lottato per strappare un voto in più alla nostra coalizione e che, in base ad una legge elettorale (che non è ingiusta perché alla fine premia Tizio anziché Caio ma perché esclude chi virtualmente dovrebbe rappresentare tutti) approvata anche dai nostri partiti, all'epoca, voleva stroncare le gambe alle minoranze in generale. Siamo, quindi, vittime dei nostri stessi errori. Da nessuno, però, ho sentito una parola di incoraggiamento e di congratulazione per questi compagni eletti (come se fossero degli usurpatori), forse la meriterebbero, anche per farli sentire parte di questi progetti innovatori e democratici.
Renzo Interlenghi
Come Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani di Fermo (oramai quasi al termine della propria esperienza), mi sento chiamato in causa e mi si chiede di sottoscrivere un “Appello urgente per l'Unione Democratica per le Marche". Io credo che la mia firma sia stata posta nel momento in cui, appoggiando il programma e la candidatura di Massimo come Presidente di questa Regione, insieme a tutte le compagne ed ai compagni della nostra Provincia, ci siamo battuti in mezzo ad una autentica jungla elettorale per far sì che restasse accesa la fiamma della passione comunista e di sinistra in una Regione che ha virato verso politiche di centro destra. Ci siamo battuti per riaffermare quelle cose per le quali, oggi, mi si chiede un ulteriore atto di fedeltà; si chiede una ritualità ed una sacralità che, come rappresentante di un partito, uno di quelli così tanto denigrati, ingnorati, a volte derisi, laico nel pensiero e nel dogma, faccio fatica a seguire. Liberamente, non mi sento di appartenere ad una grande, o piccola, chiesa che nella liturgia ritrova il senso delle proprie azioni. Non credo nelle azioni urgenti, niente è più urgente della comprensione di essere tutti utili e nessuno indispensabile; sono utili i consiglieri regionali eletti, ma non sono indispensabili, altrimenti avremmo adottato altre scelte straetgiche (magari l'accordo con questo Centro Sinistra annacquato); sono utili le idee di chiunque abbia voglia di appassionarsi alla politica ma, la storia ci insegna, non sono indispensabili perché, per fortuna, non siamo soli e, come durante il fascismo sembrava che i comunisti fossero scomparsi, essi sono ritornati fuori, rialzando la testa. Non occorre la mia firma su questo appello, perché essa è già stata impressa nel riporre fiducia nelle idee prima, e negli uomini poi, anche in quegli uomini che, guardate, non seggono in Consiglio Regionale in maniera illegittima. Sono compagni che, al pari di tutti noi, hanno lottato per strappare un voto in più alla nostra coalizione e che, in base ad una legge elettorale (che non è ingiusta perché alla fine premia Tizio anziché Caio ma perché esclude chi virtualmente dovrebbe rappresentare tutti) approvata anche dai nostri partiti, all'epoca, voleva stroncare le gambe alle minoranze in generale. Siamo, quindi, vittime dei nostri stessi errori. Da nessuno, però, ho sentito una parola di incoraggiamento e di congratulazione per questi compagni eletti (come se fossero degli usurpatori), forse la meriterebbero, anche per farli sentire parte di questi progetti innovatori e democratici.
Renzo Interlenghi
L'eletto della FdS, Raffaele Bucciarelli
31/03/10 20:12
Dalla scheda personale del compagno Raffaele Bucciarelli (sito web del Consiglio Regionale):
Nato a Castelplanio il 10.06.1948, ha due figli e risiede a Maiolati Spontini.
Dopo il diploma di scuola media, ha frequentato il biennio dell’Istituto Agrario e, da autodidatta, ha appreso tre lingue (francese, tedesco, spagnolo).
Dal 1966 al 1968 è emigrato in Svizzera, dove ha lavorato come operaio. Rientra in Italia, fino al 1972 lavora come operaio metalmeccanico, assunto dalle ferrovie dello stato, dove ha lavorato impegnato con la qualifica di capotreno. Dal 2002 è pensionato.
Nel 1974 si iscrive al P.C.I. del cui Comitato federale di Ancona farà parte dal 1977.
Dal 1975, per un anno, è assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Maiolati Spontini, di cui diventa Sindaco nel 1976. E’ rieletto nell’80 e termina il mandato nel 1985, quando è stato eletto Consigliere Provinciale per il P.C.I.
Nel 1982 è promotore, fondatore e primo presidente del “Consorzio Intercomunale Metano” oggi “Consorzio Intercomunale Servizi” che opera nella media Vallesina.
È impegnato nel campo della solidarietà volontaria e, nel 1992, fonda l’Associazione “Collettivo Guatemala-Moie”, che attraverso incontri soprattutto con studenti, fa conoscere le condizioni di vita dei Maya del Guatemala in stretta collaborazione con il Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchù Tum; sostiene inoltre progetti di sviluppo sociale in Guatemala.
È eletto, sempre nel ‘92, nel comitato degli iscritti della F.I.L.T. – C.G.I.L. di Ancona.
Nel ’91 è tra i fondatori di R.C. nelle Marche; ora fa parte dei Comunisti Italiani. Dal ’94 è stato Assessore Provinciale con deleghe alla viabilità, trasporti, turismo, patrimonio porto, urbanistica, caccia e pesca, edilizia residenziale pubblica, rapporti con i Comuni, partecipazione democratica e dal ’98 all’agricoltura.
È stato anche Coordinatore Regionale dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio. Eletto nelle regionali del 2005 per il PdCI, ha rivestito il ruolo di Presidente del Consiglio Regionale.
____________________________
Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.

Dopo il diploma di scuola media, ha frequentato il biennio dell’Istituto Agrario e, da autodidatta, ha appreso tre lingue (francese, tedesco, spagnolo).
Dal 1966 al 1968 è emigrato in Svizzera, dove ha lavorato come operaio. Rientra in Italia, fino al 1972 lavora come operaio metalmeccanico, assunto dalle ferrovie dello stato, dove ha lavorato impegnato con la qualifica di capotreno. Dal 2002 è pensionato.
Nel 1974 si iscrive al P.C.I. del cui Comitato federale di Ancona farà parte dal 1977.
Dal 1975, per un anno, è assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Maiolati Spontini, di cui diventa Sindaco nel 1976. E’ rieletto nell’80 e termina il mandato nel 1985, quando è stato eletto Consigliere Provinciale per il P.C.I.
Nel 1982 è promotore, fondatore e primo presidente del “Consorzio Intercomunale Metano” oggi “Consorzio Intercomunale Servizi” che opera nella media Vallesina.
È impegnato nel campo della solidarietà volontaria e, nel 1992, fonda l’Associazione “Collettivo Guatemala-Moie”, che attraverso incontri soprattutto con studenti, fa conoscere le condizioni di vita dei Maya del Guatemala in stretta collaborazione con il Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchù Tum; sostiene inoltre progetti di sviluppo sociale in Guatemala.
È eletto, sempre nel ‘92, nel comitato degli iscritti della F.I.L.T. – C.G.I.L. di Ancona.
Nel ’91 è tra i fondatori di R.C. nelle Marche; ora fa parte dei Comunisti Italiani. Dal ’94 è stato Assessore Provinciale con deleghe alla viabilità, trasporti, turismo, patrimonio porto, urbanistica, caccia e pesca, edilizia residenziale pubblica, rapporti con i Comuni, partecipazione democratica e dal ’98 all’agricoltura.
È stato anche Coordinatore Regionale dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio. Eletto nelle regionali del 2005 per il PdCI, ha rivestito il ruolo di Presidente del Consiglio Regionale.
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Per seguire le attività del Gruppo Consiliare Regionale della Federazione della Sinistra (PdCI - PRC) visitare il sito web www.gruppofdsmarche.blogspot.com dove è possibile trovare e scaricare le interrogazioni, le mozioni, le proposte di legge, le risoluzioni, i comunicati stampa e il calendario delle iniziative promosse dal Gruppo.
La Segreteria Regionale sul risultato elettorale
31/03/10 01:56
La Segreteria Regionale dei Comunisti Italiani ringrazia le elettrici e gli elettori che hanno dato sostegno alla lista Federazione della Sinistra e al candidato Presidente Massimo Rossi della coalizione “Unione Democratica per le Marche”, che in una situazione di sproporzioni di mezzi finanziari e di accesso all’informazione, ha ottenuto il 7%.
Il risultato è ancora più significativo se si considera l’aggressione fatta nei nostri confronti sul cosiddetto “voto utile”. Chi pensava e voleva cancellare la sinistra e i Comunisti dal Consiglio Regionale è rimasto deluso. In particolare il PD e Spacca che hanno vanificato, attraverso una imboscata di palazzo, 15 anni di centro-sinistra nelle Marche. Il “capolavoro“ consiste, secondo costoro, nell’aver cacciato senza nessun motivo la sinistra e i Comunisti dalla coalizione ed aver imbarcato l’UDC (e liste di destra) che porta meno voti della sinistra, il 5,8% contro il 7,11% e apre una stagione di discontinuità rispetto alla legislatura che si è chiusa.
Questo “capolavoro”, che accentua la democristianizzazione del PD marchigiano, è tutto l’opposto di ciò che serve per contrastare l’ascesa del Berlusconismo e della Lega, che per la prima volta entra nel Consiglio Regionale delle Marche. Con un nemico così forte come è il berlusconismo occorreva e occorre una vasta unità delle forze democratiche. In tutt’altro contesto il PCI di Togliatti contro il fascismo creò un fronte ampio fino a Badoglio, invece questi scienziati di provincia hanno spezzato un legame unitario che durava da molti anni. Il “laboratorio” ha funzionato, dicono all’unisono i due segretari amici, perché il rischio era di perdere, E’ vero l’opposto, con l’UDC Spacca ha rischiato di perdere, con noi aveva vinto con il 58% nel 2005, oggi vince con il 53,1%.
La Federazione della Sinistra ha eletto e riconferma il compagno Bucciarelli consigliere regionale che sarà, attraverso il lavoro istituzionale, portatore di una politica di continuità con quanto hanno fatto il PRC e il PdCI sui temi del lavoro, dei servizi pubblici, della sanità, della scuola, della cultura, dei diritti. I Comunisti Italiani continueranno il lavoro unitario per consolidare i rapporti con il PRC in tutte le sedi per costruire un unico partito comunista. Ringraziano in particolare il compagno Massimo Rossi per l’impegno e ritengono che l’esperienza dell’ “Unione Democratica delle Marche” debba continuare.
La Segreteria del PdCI che riunirà nella prossima settimana il Comitato Regionale per una più dettagliata analisi del voto, è preoccupata per la crescita esponenziale dell’astensionismo che trova nuova linfa da operazioni di trasformismo politico come nelle Marche, dove in queste ore l’ “operazione capolavoro” del PD e il “laboratorio ha funzionato” dell’UDC, si sta traducendo, ad esempio, al Comune di Macerata in uno scontro durissimo sul ballottaggio per le comunali, dove l’UDC, in “coerenza” con la scelta regionale, appoggia il sindaco di destra.
Un po’ più di serietà non guasterebbe.
La segreteria del PdCI augura un buon lavoro al compagno Bucciarelli e fa gli auguri al Presidente Spacca.
Ancona, 31 marzo ’10
Il risultato è ancora più significativo se si considera l’aggressione fatta nei nostri confronti sul cosiddetto “voto utile”. Chi pensava e voleva cancellare la sinistra e i Comunisti dal Consiglio Regionale è rimasto deluso. In particolare il PD e Spacca che hanno vanificato, attraverso una imboscata di palazzo, 15 anni di centro-sinistra nelle Marche. Il “capolavoro“ consiste, secondo costoro, nell’aver cacciato senza nessun motivo la sinistra e i Comunisti dalla coalizione ed aver imbarcato l’UDC (e liste di destra) che porta meno voti della sinistra, il 5,8% contro il 7,11% e apre una stagione di discontinuità rispetto alla legislatura che si è chiusa.
Questo “capolavoro”, che accentua la democristianizzazione del PD marchigiano, è tutto l’opposto di ciò che serve per contrastare l’ascesa del Berlusconismo e della Lega, che per la prima volta entra nel Consiglio Regionale delle Marche. Con un nemico così forte come è il berlusconismo occorreva e occorre una vasta unità delle forze democratiche. In tutt’altro contesto il PCI di Togliatti contro il fascismo creò un fronte ampio fino a Badoglio, invece questi scienziati di provincia hanno spezzato un legame unitario che durava da molti anni. Il “laboratorio” ha funzionato, dicono all’unisono i due segretari amici, perché il rischio era di perdere, E’ vero l’opposto, con l’UDC Spacca ha rischiato di perdere, con noi aveva vinto con il 58% nel 2005, oggi vince con il 53,1%.
La Federazione della Sinistra ha eletto e riconferma il compagno Bucciarelli consigliere regionale che sarà, attraverso il lavoro istituzionale, portatore di una politica di continuità con quanto hanno fatto il PRC e il PdCI sui temi del lavoro, dei servizi pubblici, della sanità, della scuola, della cultura, dei diritti. I Comunisti Italiani continueranno il lavoro unitario per consolidare i rapporti con il PRC in tutte le sedi per costruire un unico partito comunista. Ringraziano in particolare il compagno Massimo Rossi per l’impegno e ritengono che l’esperienza dell’ “Unione Democratica delle Marche” debba continuare.
La Segreteria del PdCI che riunirà nella prossima settimana il Comitato Regionale per una più dettagliata analisi del voto, è preoccupata per la crescita esponenziale dell’astensionismo che trova nuova linfa da operazioni di trasformismo politico come nelle Marche, dove in queste ore l’ “operazione capolavoro” del PD e il “laboratorio ha funzionato” dell’UDC, si sta traducendo, ad esempio, al Comune di Macerata in uno scontro durissimo sul ballottaggio per le comunali, dove l’UDC, in “coerenza” con la scelta regionale, appoggia il sindaco di destra.
Un po’ più di serietà non guasterebbe.
La segreteria del PdCI augura un buon lavoro al compagno Bucciarelli e fa gli auguri al Presidente Spacca.
Ancona, 31 marzo ’10
Regionali, i risultati nel Fermano
30/03/10 22:29
Ad una veloce lettura dei risultati delle elezioni regionali, non possiamo non constatare in primo luogo il risultato significativo della Sinistra e dei comunisti in particolare, dato che mette in luce anche il fallimento del laboratorio targato Ucchielli-Casini-Favia. Pur vincendo, infatti, la coalizione di Spacca perde 90.000 voti: alla faccia delle strategie della rincorsa al centro dei neodemocristiani “sotto copertura”.
Nonostante il richiamo al “voto utile” (ritornello che in tempi non lontani accompagnò la vittoria di Berlusconi alle ultime politiche e il flop del centrosinistra alle passate europee...) gli elettori marchigiani hanno portato all’Unione Democratica di Rossi quasi 54.851 voti (ovvero il 7,11%), consentendo l’elezione di due consiglieri, tra cui il compagno Raffaele Bucciarelli che nella Circoscrizione di Ancona ha raccolto 943 preferenze su 8.795 voti alla Federazione della Sinistra.
Nel Fermano, la coalizione di Massimo Rossi ha preso 7.216 voti, di cui 3.244 alla Federazione che equivalgono al 4,12%. I voti al solo candidato presidente sono stati 1.279: la preferenza politica ai comunisti viene dunque messa in evidenza, così come in tutta la Regione. Il compagno Interlenghi, segretario provinciale del PdCI, ha incassato quasi 700 preferenze (per l’esattezza 694).
Seguiranno certamente analisi più dettagliate: per il momento, ci sembra chiaro che il risultato dei comunisti sta a significare che gli elettori non ci vogliono subalterni né al PD, né a coalizioni allargate all’infinito. L’epoca del “meno peggio” è finita, si riparte da noi comunisti per costruire l’alternativa di classe.
Tutti i risultati alla pagina www.elezioni.marche.it
Nonostante il richiamo al “voto utile” (ritornello che in tempi non lontani accompagnò la vittoria di Berlusconi alle ultime politiche e il flop del centrosinistra alle passate europee...) gli elettori marchigiani hanno portato all’Unione Democratica di Rossi quasi 54.851 voti (ovvero il 7,11%), consentendo l’elezione di due consiglieri, tra cui il compagno Raffaele Bucciarelli che nella Circoscrizione di Ancona ha raccolto 943 preferenze su 8.795 voti alla Federazione della Sinistra.
Nel Fermano, la coalizione di Massimo Rossi ha preso 7.216 voti, di cui 3.244 alla Federazione che equivalgono al 4,12%. I voti al solo candidato presidente sono stati 1.279: la preferenza politica ai comunisti viene dunque messa in evidenza, così come in tutta la Regione. Il compagno Interlenghi, segretario provinciale del PdCI, ha incassato quasi 700 preferenze (per l’esattezza 694).
Seguiranno certamente analisi più dettagliate: per il momento, ci sembra chiaro che il risultato dei comunisti sta a significare che gli elettori non ci vogliono subalterni né al PD, né a coalizioni allargate all’infinito. L’epoca del “meno peggio” è finita, si riparte da noi comunisti per costruire l’alternativa di classe.
Tutti i risultati alla pagina www.elezioni.marche.it
Bargoni colpisce ancora
27/03/10 14:16

Resteranno indimenticate le burle dell’avvocato Bargoni, che ha affrontato la corsa per le regionali con la foga dell’Alvaro Vitali dei tempi migliori. Oltre all’ingente spesa per vele e 6X3 (che hanno avuto la sola funzione di far calare drasticamente il numero dei visitatori della provincia), il Bargoni non ha lesinato sberleffi a questo e quello e soprattutto ha abbondato in affissioni abusive... prevalentemente a danno dei suoi colleghi di lista, credendo che questi avrebbero preferito non denunciare l’occupazione illegale dei loro spazi sui tabelloni.
Però le cose non sono andate così, e mentre sul sito web bargoniano continuano a comparire proclami sgrammaticati e programmi sconclusionati, ecco la Vitturini denunciare in conferenza stampa le affissioni abusive del compare di lista a discapito degli altri candidati di centrodestra.
Come ha risposto Bargoni? Ha dichiarato, probabilmente tra una pernacchia e una miccetta, che lui gli attacchini non li conosce e che poi sono tutti extracomunitari che non si intendono di politica.
Già: come dicono gli esperti, gli immigrati svolgono i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Attaccare i manifesti di Pierino Bargoni, evidentemente, rientra in questa categoria di mansioni.
Iniziativa elettorale a Sant'Elpidio a Mare
19/03/10 21:40
Assemblea pubblica con i candidati della Federazione della Sinistra e il candidato Presidente Massimo Rossi per parlare della scuola e della necessità dei finanziamenti pubblici alle istituzioni statali e non a quelle private... contrariamente a quanto vorrebbero PD, IdV, UDC e il resto della compagnia (in barba alla Costituzione Italiana che a chiacchiere dicono di difendere: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”, Art. 33).
Giovedì 25 marzo, ore 18.00, Auditorium Giusti a S.Elpidio a Mare.
Giovedì 25 marzo, ore 18.00, Auditorium Giusti a S.Elpidio a Mare.
Margherita Hack per Massimo Rossi
17/03/10 21:23
“Invio i miei auguri alla coalizione di sinistra e a Massimo Rossi, con la speranza che anche a livello nazionale si capisca la necessità dell’unità di tutta la sinistra per battere questa destra arrogante e ignorante, asservita a chi si crede il padrone dell’Azienda Italia, che sta cancellando un secolo di conquiste sociali sancite dalla nostra Costituzione”.
Margherita Hack
Margherita Hack
Intervista a Renzo Interlenghi
05/03/10 22:03
Il sito INFOFERMO.it ha pubblicato un articolo contenente un’intervista a Renzo Interlenghi, Segretario provinciale del PdCI e candidato per la Federazione della Sinistra alle regionali.
Per leggere l’articolo, clicca qui.
Per leggere l’articolo, clicca qui.
Massimo Rossi sulla modifica all'art. 18
04/03/10 23:19

“E’ una nuova gravissima conferma che il mercato del lavoro sta ormai diventando una specie di jungla”. Commenta così Massimo Rossi l’approvazione da parte del senato della cosiddetta norma sull’arbitrato, cioè il disegno di legge 1167 B, proprio alla vigilia della giornata che lo porterà, a Fabriano e ad Ancona, nei luoghi tra i più simbolici del settore industriale marchigiano . “Ciò che non si era riusciti a far passare otto anni fa grazie alla straordinaria manifestazione che il 23 marzo del 2002 portò a Roma tre milioni di persone, il governo lo fa oggi con una manovra furbesca che aggira l’articolo 18, e colpisce ancora una volta i diritti dei lavoratori, e precarizza ulteriormente il lavoro”. Ma di cosa si tratta? In sostanza in sede di stipula e di certificazione del contratto di lavoro si allargano le maglie dell’arbitrato. Infatti potrà essere inserita una clausola dove si afferma che in caso di controversie esse non si risolveranno davanti ad un giudice nel rispetto dei più elementari principi di equità. Dunque il datore di lavoro potrà imporre al nuovo assunto il ricatto dell’arbitrato. Per chi ha già un contratto a tempo indeterminato il dettato di legge prevede che potrà essere introdotto tramite accordo tra le parti. “Proprio in una fase –prosegue Rossi - dove è necessaria la tutela di chi lavora vista la gravissima crisi di sistema che sta colpendo i paesi industriali, si mette mano ad un provvedimento da macelleria sociale che fa scempio dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Mi auguro –conclude Massimo Rossi - che le forze sindacali, il movimento dei lavoratori e chi ha a cuore la democrazia metta in campo una mobilitazione forte e unitaria”.
Intervista a Renzo Interlenghi
04/03/10 00:34
Dalla testata online Metonimia del 3 marzo 2010
FERMO - Abbiamo incontrato il segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani, Avvocato Renzo Interlenghi nel suo studio di Fermo e, dati i fatti di cronaca, la prima domanda che gli abbiamo posto è stata obbligata.
D - Che cosa ci può dire sui due passaggi dal suo partito all’Italia dei Valori: quello del presidente del Consiglio Comunale di Ancona, Andrea Filippini e quello del consigliere della Provincia di Fermo, Licia Canigola?
Sorride, guarda in basso e poi, alzando gli occhi, ci appare sereno nella sua analisi, come a significare: “Che si può dire, se ne prende atto”.
R - Addirittura Andrea Filippini fu eletto una prima volta e poi riconfermato, proprio nel ruolo istituzionale di presidente del Consiglio Comunale di Ancona. Licia Canigola, invece, era candidata nella lista del PDCI nella tornata elettorale per la provincia di Ascoli Piceno che vide la vittoria della coalizione che appoggiava Massimo Rossi. Il risultato che ottenne fu mediocre. Questo, però non ci impedì di indicarla come persona adatta a ricoprire il ruolo di assessore nella giunta Rossi, il quale le affidò un incarico importante e delicato, quello dei Servizi Sociali. Noi non abbiamo voluto seguire la logica dei numeri, ma quella di dare spazio ai giovani.
D - Poi fu eletta nel nuovo consiglio provinciale di Fermo.
R - Sì, infatti risultò la prima dei non eletti. Poi Guglielmo Massucci fu nominato assessore e il seggio provinciale toccava di regola a lei. Noi le chiedemmo di farsi da parte per dare la possibilità ad un altro giovane di fare un’importate esperienza amministrativa.
D - Dunque quest’invito a dimettersi fu vissuto come un sopruso da parte della dirigenza del partito.
R - Credo di sì, ma va detto che il buon risultato delle provinciali 2009 fu innegabilmente raggiunto anche grazie alla visibilità che Licia Canigola aveva acquisito in virtù di quell’assessorato che aveva ricoperto nella precedente giunta. Dunque il partito aveva deciso di investire su persone nuove che considerava capaci. Con la stessa logica che ci aveva spinto ad indicare lei come assessore, le avevamo chiesto di lasciare il seggio provinciale ad un altro giovane.
D - Perché pensa che ci siano tanti casi di passaggi da un partito all’altro?
R - Credo che il problema sia da un lato la personalizzazione della politica e dall’altro il considerare la politica come privilegio. Bisogna capire che facendo politica si diventa un punto di riferimento e quindi ci si deve come “spersonalizzare”, perché ogni scelta che viene fatta dal singolo ha una ricaduta sul gruppo. Deve tornare ad emergere il concetto di “servizio”. Il futuro va progettato imparando a superare gli ostacoli, non ad aggirarli.
D - Al di là di questi casi locali che riguardano direttamente il suo partito, non crede che ogni volta che c’è un passaggio da un partito all’altro i cittadini si sentano traditi? Soprattutto quando questi passaggi avvengono durante un mandato elettorale ancora in atto? Il concetto su cui si basa l’elezione, quello della rappresentatitività, non viene completamente stravolto? Non crede che questi amministratori dovrebbero lasciare il loro incarico?
R - Non c’è un vincolo di mandato che obblighi a rimanere legato al partito nel quale si viene eletti. Quindi chiunque può cambiare gruppo o partito senza nessun obbligo di dimettersi. La ratio è che il rappresentante viene eletto dal popolo e non dal partito, anche se il partito ha lavorato ed investito sulla persona, la quale viene eletta anche grazie ad una organizzazione. Nulla vieta i passaggi da una parte all’all’altra, se non una morale interna.
D - Che cosa ci può dire riguardo alle prossime elezioni regionali? Quali sono le sue riflessioni sulla scelta del governatore uscente di allearsi con l’UDC rinunciando ad un’alleanza ormai collaudata con le forze di sinistra?
R - E’ vero che per l’accordo l’UDC aveva posto la regola “fuori i comunisti della falce e martello”. E’ vero anche che per noi un eventuale accordo con l’UDC sarebbe stato nefasto. Però io credo che alla base di questa scelta ci siano ben altre motivazioni.
D - Quindi non motivazioni puramente ideologiche.
R - Certamente no. Vede, la politica dovrebbe lavorare per stemperare lo scontro tra le parti e con l’unico scopo di fare il bene dei cittadini. E questo paese ha chiare tendenze centriste e moderate, quindi le motivazioni vanno ricercate altrove. Alla base di tutto c’è il federalismo.
D - Che cosa intende esattamente?
R - Federalismo non significa stare soli, bensì significa che le regioni gestiranno un enorme potere. Oggi il problema chiave sta nella gestione delle risorse. Oggi, qui nelle Marche, il “padrone delle ferriere” è Merloni, che non a caso ha una sua presenza anche nella NED. Questo gruppo si è dunque inserito nella gestione delle risorse, sia delle rinnovabili sia dell’eventuale nucleare. Io non sono contro il nucleare a priori, ma sono contro il nucleare in una terra ad elevato rischio sismico, con tutte le possibili conseguenze che questo fatto porta con sé. Dunque, si è preferito inserire nella coalizione una forza come l’UDC che su questi temi non assumerebbe posizioni forti o di eventuale contrasto. Si è preferito invece escludere quelle forze che avrebbero fatto sentire la propria voce, che avrebbero sicuramente avuto qualcosa da dire. Vede, il grande capitale si crede l’unico legittimato a gestire il potere e le risorse ed i cittadini dovrebbero accodarsi a decisioni prese da altri perché ritenuti non capaci di decidere cosa è meglio per loro. E questo è anche un errore di certa sinistra.
D - Tornando al discorso col quale siamo partiti, crede che l’uscita di alcuni esponenti dal suo partito possa configurarsi come fatto lesivo per la vostra campagna elettorale?
R - Se fosse uscito Diliberto, sì.
FERMO - Abbiamo incontrato il segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani, Avvocato Renzo Interlenghi nel suo studio di Fermo e, dati i fatti di cronaca, la prima domanda che gli abbiamo posto è stata obbligata.
D - Che cosa ci può dire sui due passaggi dal suo partito all’Italia dei Valori: quello del presidente del Consiglio Comunale di Ancona, Andrea Filippini e quello del consigliere della Provincia di Fermo, Licia Canigola?
Sorride, guarda in basso e poi, alzando gli occhi, ci appare sereno nella sua analisi, come a significare: “Che si può dire, se ne prende atto”.
R - Addirittura Andrea Filippini fu eletto una prima volta e poi riconfermato, proprio nel ruolo istituzionale di presidente del Consiglio Comunale di Ancona. Licia Canigola, invece, era candidata nella lista del PDCI nella tornata elettorale per la provincia di Ascoli Piceno che vide la vittoria della coalizione che appoggiava Massimo Rossi. Il risultato che ottenne fu mediocre. Questo, però non ci impedì di indicarla come persona adatta a ricoprire il ruolo di assessore nella giunta Rossi, il quale le affidò un incarico importante e delicato, quello dei Servizi Sociali. Noi non abbiamo voluto seguire la logica dei numeri, ma quella di dare spazio ai giovani.
D - Poi fu eletta nel nuovo consiglio provinciale di Fermo.
R - Sì, infatti risultò la prima dei non eletti. Poi Guglielmo Massucci fu nominato assessore e il seggio provinciale toccava di regola a lei. Noi le chiedemmo di farsi da parte per dare la possibilità ad un altro giovane di fare un’importate esperienza amministrativa.
D - Dunque quest’invito a dimettersi fu vissuto come un sopruso da parte della dirigenza del partito.
R - Credo di sì, ma va detto che il buon risultato delle provinciali 2009 fu innegabilmente raggiunto anche grazie alla visibilità che Licia Canigola aveva acquisito in virtù di quell’assessorato che aveva ricoperto nella precedente giunta. Dunque il partito aveva deciso di investire su persone nuove che considerava capaci. Con la stessa logica che ci aveva spinto ad indicare lei come assessore, le avevamo chiesto di lasciare il seggio provinciale ad un altro giovane.
D - Perché pensa che ci siano tanti casi di passaggi da un partito all’altro?
R - Credo che il problema sia da un lato la personalizzazione della politica e dall’altro il considerare la politica come privilegio. Bisogna capire che facendo politica si diventa un punto di riferimento e quindi ci si deve come “spersonalizzare”, perché ogni scelta che viene fatta dal singolo ha una ricaduta sul gruppo. Deve tornare ad emergere il concetto di “servizio”. Il futuro va progettato imparando a superare gli ostacoli, non ad aggirarli.
D - Al di là di questi casi locali che riguardano direttamente il suo partito, non crede che ogni volta che c’è un passaggio da un partito all’altro i cittadini si sentano traditi? Soprattutto quando questi passaggi avvengono durante un mandato elettorale ancora in atto? Il concetto su cui si basa l’elezione, quello della rappresentatitività, non viene completamente stravolto? Non crede che questi amministratori dovrebbero lasciare il loro incarico?
R - Non c’è un vincolo di mandato che obblighi a rimanere legato al partito nel quale si viene eletti. Quindi chiunque può cambiare gruppo o partito senza nessun obbligo di dimettersi. La ratio è che il rappresentante viene eletto dal popolo e non dal partito, anche se il partito ha lavorato ed investito sulla persona, la quale viene eletta anche grazie ad una organizzazione. Nulla vieta i passaggi da una parte all’all’altra, se non una morale interna.
D - Che cosa ci può dire riguardo alle prossime elezioni regionali? Quali sono le sue riflessioni sulla scelta del governatore uscente di allearsi con l’UDC rinunciando ad un’alleanza ormai collaudata con le forze di sinistra?
R - E’ vero che per l’accordo l’UDC aveva posto la regola “fuori i comunisti della falce e martello”. E’ vero anche che per noi un eventuale accordo con l’UDC sarebbe stato nefasto. Però io credo che alla base di questa scelta ci siano ben altre motivazioni.
D - Quindi non motivazioni puramente ideologiche.
R - Certamente no. Vede, la politica dovrebbe lavorare per stemperare lo scontro tra le parti e con l’unico scopo di fare il bene dei cittadini. E questo paese ha chiare tendenze centriste e moderate, quindi le motivazioni vanno ricercate altrove. Alla base di tutto c’è il federalismo.
D - Che cosa intende esattamente?
R - Federalismo non significa stare soli, bensì significa che le regioni gestiranno un enorme potere. Oggi il problema chiave sta nella gestione delle risorse. Oggi, qui nelle Marche, il “padrone delle ferriere” è Merloni, che non a caso ha una sua presenza anche nella NED. Questo gruppo si è dunque inserito nella gestione delle risorse, sia delle rinnovabili sia dell’eventuale nucleare. Io non sono contro il nucleare a priori, ma sono contro il nucleare in una terra ad elevato rischio sismico, con tutte le possibili conseguenze che questo fatto porta con sé. Dunque, si è preferito inserire nella coalizione una forza come l’UDC che su questi temi non assumerebbe posizioni forti o di eventuale contrasto. Si è preferito invece escludere quelle forze che avrebbero fatto sentire la propria voce, che avrebbero sicuramente avuto qualcosa da dire. Vede, il grande capitale si crede l’unico legittimato a gestire il potere e le risorse ed i cittadini dovrebbero accodarsi a decisioni prese da altri perché ritenuti non capaci di decidere cosa è meglio per loro. E questo è anche un errore di certa sinistra.
D - Tornando al discorso col quale siamo partiti, crede che l’uscita di alcuni esponenti dal suo partito possa configurarsi come fatto lesivo per la vostra campagna elettorale?
R - Se fosse uscito Diliberto, sì.
Comunicato stampa - Renzo Interlenghi
26/02/10 15:28

Volevo, apertamente, ringraziare queste donne e questi uomini del PD, compagne e compagni con i quali abbiamo condiviso anni di lotte, vittorie e anche sconfitte ma, soprattutto, ai quali mi sento accomunato da quel rapporto che, ebbi a definire, di reciproca fiducia e che ci ha portato alla conquista della prima Provincia di Fermo. Un rapporto che nasce sin dai tempi della comune militanza nella FGCI prima e poi nel PCI.
Una assurda miopia politica, da parte del maggior partito del centro sinistra, ha visto i comunisti fuori dal Parlamento; oggi li si vorrebbe fuori anche dal Consiglio Regionale; non se ne comprende bene il motivo, se è vero come è vero che, non per cinque anni, ma per ben quindici anni i comunisti e la sinistra hanno governato questa Regione insieme a tutto il centro sinistra.
Apprezzo l’impegno assunto, da quelle donne e da quegli uomini, onde “evitare che il quadro politico consolidato nella Provincia di Fermo venga ad essere alterato dalle dinamiche regionali e che le scelte non condivise possano creare solchi incolmabili con le forze della sinistra quale parte integrante di un progetto di cambiamento nel territorio e nel Paese” ma, affinché ciò possa realizzarsi, occorre che le forze della sinistra abbiano un buon risultato ed ottengano il gradimento di tutti coloro che ritengono ingiusto lo strappo voluto dai vertici di quel partito.
I comunisti e la sinistra hanno lavorato e lavoreranno sempre perché si creino le condizioni per un governo pluralista, democratico e progressista che dia alle persone la speranza di poter credere nella giustizia e nell’eguaglianza sociale, ben consci dei rapporti di forza oggi esistenti nel paese.
Perché ciò possa realizzarsi occorre che in Regione sia forte la presenza dei comunisti e della sinistra, per battere le destre e per ridare slancio a tutto il centro sinistra in vista dei futuri appuntamenti elettorali.
Renzo Interlenghi
Candidato Lista Comunista - Per Massimo Rossi Presidente
25 febbraio 2010
Cena - incontro con Massimo Rossi
25/02/10 20:19

Con l'occasione, si terrà una cena presso la sede del PRC a Porto San Giorgio (via della Resistenza) a partire dalle ore 20.00 con la presenza dei candidati del fermano e dello stesso Rossi: sarà quindi possibile discutere delle ragioni di questa candidatura e contribuire al successo della coalizione di Sinistra.
La Federazione della Sinistra unisce sotto un unico simbolo i Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Socialismo 2000, Lavoro-Solidarietà e altre associazioni e movimenti legati al territorio e alle lotte sociali.
La cena è aperta a tutti, per informazioni contattare il num. 3664376178.
Presentazione dei candidati
24/02/10 10:55
Sabato 27 febbraio alle 14.30, presso la Sala dei Gruppi Consiliari del Comune di Fermo, la Federazione della Sinistra presenterà i propri candidati per la coalizione che sosterrà la candidatura di Massimo Rossi a Presidente della Regione Marche.
Lettera di Interlenghi a Ucchielli, segretario regionale PD
24/01/10 01:23
LETTERA AL SEGRETARIO REGIONALE DEL PD - RIFLESSIONE SEMI SERIA SULLE ALLEANZE NELLA REGIONE MARCHE
Premetto di non essere un anti berlusconiano, anzi, scherzando dico sempre che mi sta simpatico perché è l’unico a sostenere che in Italia siamo tutti comunisti e per di più pericolosamente al potere.
Chi, per primo, sta prendendo sul serio ciò che dice il premier è Bersani e, con lui, i suoi affezionati segretari regionali come Ucchielli nelle Marche.
Anche Ucchielli appare, a prima vista, una persona simpaticamente di sinistra, non fosse per quel pizzetto alle Lenin, che lo fa tanto fine ‘8oo e poi, quel nome…, tutti sanno come si chiama, che induce chiunque abbia a cuore la storia del grande P.C.I. a fidarsi del marchio, come dire “Se la famiglia l’ha chiamato così, le origini sono assolutamente controllate!”
Il nostro Palmiro è così convinto di ciò che dice il Silvio nazionale che, non potendo cambiare nome e look, ha deciso di dimostrare a tutti che lui, no, non è un vetero comunista, anzi guarda al centro e, con il centro, vuole partire (sul pullman) per lunghi viaggi, magari lasciando a terra gli straccioni della sinistra che, se si accontentano di stare zitti e buoni, lo strapuntino ce l’avranno ma che, altrimenti, si viaggia anche più larghi…
Eh, Palmiro, Palmiro…non era meglio che cambiavi tu, il nome e magari tagliavi il pizzetto, così nessuno ti avrebbe accusato di essere ancora comunista anziché, per dimostrar di non esserlo e dare alito alla modernità del tuo partito, gettare alle ortiche oltre quindici anni di serio governo di centro sinistra, trattando “privatamente” con l’UDC di Casini e Cuffaro?
Cuffaro: ovvero l’ex governatore di Sicilia che la Corte di Appello ha condannato a 7 anni per favoreggiamento a Cosa Nostra, addirittura aumentando la pena inflittagli in primo grado! Eppure mi risulta che, Palmiro, tu sia stato membro della Comissione Stragi al Senato, ti dice niente la Strage di Capaci? Riesci a comprendere cosa sia Cosa Nostra?
Dai Palmiro dovresti essere degno del nome che indossi e invece, cosa ci combini? Vuoi a tutti i costi allearti con l’UDC, qui, nelle Marche dove non ne avremmo bisogno, perché abbiamo governato bene in tutti questi anni, grazie anche a quei comunisti dai quali tu, oggi, ti dissoci, dimentico che quel partito (l’UDC) ha al suo interno personaggi come quello poc’anzi citato!
Mi dispiace e, come disse una volta Scalfaro, proprio rivolto a Cosa Nostra, “Non ci sto”, perché anche la politica ha delle regole che vanno rispettate e, soprattutto, deve essere rispettata la dignità delle persone.
Nel fermano siamo riusciti ad arginare pericolose infiltrazioni, è noto a tutti l’interessamento per questa area da parte dei Circoli del Buongoverno di Dell’Utri; con ciò non voglio fare di ogni erba un fascio ma ritengo sia ingeneroso, sbagliato e politicamente miope la scelta del PD di voler fare alleanze con un partito che, altrove, è stretto alleato del PDL.
Se poi l’UDC marchigiana, non so per quale motivo se non per mero opportunismo, volesse aggiungersi alla nostra coalizione, che abbia almeno il pudore di farlo aderendo ad un programma che ci siamo dati e che abbiamo siglato dinanzi ai cittadini lo scorso 21 dicembre, senza forzature e senza puntare occhiate discriminatorie nei nostri confronti.
Ovviamente non mi nascondo che il silenzio dell’IDV sul punto è veramente assordante…
Termino qui, questa riflessione semi seria, nella speranza che le fobie anticomuniste di berlusconia memoria, non abbiano contagiato il corpo elettorale del PD perché, vedi caro Palmiro, molti dei vostri elettori, ancora credono di esserlo, comunisti, allora getta la maschera e…accetta simpaticamente un consiglio: taglia il pizzetto!
Renzo Interlenghi
Segretario della Federazione di Fermo del PdCI - 23 gennaio 2010

Premetto di non essere un anti berlusconiano, anzi, scherzando dico sempre che mi sta simpatico perché è l’unico a sostenere che in Italia siamo tutti comunisti e per di più pericolosamente al potere.
Chi, per primo, sta prendendo sul serio ciò che dice il premier è Bersani e, con lui, i suoi affezionati segretari regionali come Ucchielli nelle Marche.
Anche Ucchielli appare, a prima vista, una persona simpaticamente di sinistra, non fosse per quel pizzetto alle Lenin, che lo fa tanto fine ‘8oo e poi, quel nome…, tutti sanno come si chiama, che induce chiunque abbia a cuore la storia del grande P.C.I. a fidarsi del marchio, come dire “Se la famiglia l’ha chiamato così, le origini sono assolutamente controllate!”
Il nostro Palmiro è così convinto di ciò che dice il Silvio nazionale che, non potendo cambiare nome e look, ha deciso di dimostrare a tutti che lui, no, non è un vetero comunista, anzi guarda al centro e, con il centro, vuole partire (sul pullman) per lunghi viaggi, magari lasciando a terra gli straccioni della sinistra che, se si accontentano di stare zitti e buoni, lo strapuntino ce l’avranno ma che, altrimenti, si viaggia anche più larghi…
Eh, Palmiro, Palmiro…non era meglio che cambiavi tu, il nome e magari tagliavi il pizzetto, così nessuno ti avrebbe accusato di essere ancora comunista anziché, per dimostrar di non esserlo e dare alito alla modernità del tuo partito, gettare alle ortiche oltre quindici anni di serio governo di centro sinistra, trattando “privatamente” con l’UDC di Casini e Cuffaro?
Cuffaro: ovvero l’ex governatore di Sicilia che la Corte di Appello ha condannato a 7 anni per favoreggiamento a Cosa Nostra, addirittura aumentando la pena inflittagli in primo grado! Eppure mi risulta che, Palmiro, tu sia stato membro della Comissione Stragi al Senato, ti dice niente la Strage di Capaci? Riesci a comprendere cosa sia Cosa Nostra?
Dai Palmiro dovresti essere degno del nome che indossi e invece, cosa ci combini? Vuoi a tutti i costi allearti con l’UDC, qui, nelle Marche dove non ne avremmo bisogno, perché abbiamo governato bene in tutti questi anni, grazie anche a quei comunisti dai quali tu, oggi, ti dissoci, dimentico che quel partito (l’UDC) ha al suo interno personaggi come quello poc’anzi citato!
Mi dispiace e, come disse una volta Scalfaro, proprio rivolto a Cosa Nostra, “Non ci sto”, perché anche la politica ha delle regole che vanno rispettate e, soprattutto, deve essere rispettata la dignità delle persone.
Nel fermano siamo riusciti ad arginare pericolose infiltrazioni, è noto a tutti l’interessamento per questa area da parte dei Circoli del Buongoverno di Dell’Utri; con ciò non voglio fare di ogni erba un fascio ma ritengo sia ingeneroso, sbagliato e politicamente miope la scelta del PD di voler fare alleanze con un partito che, altrove, è stretto alleato del PDL.
Se poi l’UDC marchigiana, non so per quale motivo se non per mero opportunismo, volesse aggiungersi alla nostra coalizione, che abbia almeno il pudore di farlo aderendo ad un programma che ci siamo dati e che abbiamo siglato dinanzi ai cittadini lo scorso 21 dicembre, senza forzature e senza puntare occhiate discriminatorie nei nostri confronti.
Ovviamente non mi nascondo che il silenzio dell’IDV sul punto è veramente assordante…
Termino qui, questa riflessione semi seria, nella speranza che le fobie anticomuniste di berlusconia memoria, non abbiano contagiato il corpo elettorale del PD perché, vedi caro Palmiro, molti dei vostri elettori, ancora credono di esserlo, comunisti, allora getta la maschera e…accetta simpaticamente un consiglio: taglia il pizzetto!
Renzo Interlenghi
Segretario della Federazione di Fermo del PdCI - 23 gennaio 2010


