17 novembre: studenti in piazza a Fermo

In occasione della giornata mondiale della mobilitazione studentesca, siamo scesi in piazza anche a Fermo, 500 studenti partiti dal Liceo Scientifico fino al San Carlo.

Vogliamo dare un segnale forte al governo e alle logiche liberiste e privatiste della BCE.

La nuova lettera della BCE al governo Italiano prevede l’eliminazione del tetto massimo del 20% rispetto al fondo di finanziamento ordinario per le tasse studentesche e l’introduzione consistente del Prestito d’Onore.

Questi due provvedimenti provocheranno l’innalzamento delle tasse universitarie e metteranno lo studente nella difficile condizione di poter restituire il prestito, considerando che la disoccupazione giovanile tocca nel nostro paese il 30% .

Tutto questo accompagnato dallo smantellamento del diritto allo studio porterà lo studente a vivere una condizione precaria sin da subito, ad essere vittima di ricatti lavorativi, e sancirà il ritorno ad un sistema scolastico e universitario classista.

Il 17 Novembre è una data fondamentale per il movimento studentesco.

Siamo in piazza dal Cile alla Grecia per difendere il diritto allo studio e la cultura, con la volontà di cambiare questo sistema economico e sociale, contro le logiche del profitto e la mercificazione dei saperi.

Vogliamo portare le nostre rivendicazioni nelle strade, tra la cittadinanza, è importante che tutti comprendano il ruolo fondamentale della cultura in questo momento di crisi.

Solo investendo nel sistema dei saperi, nella ricerca scientifica e difendendo il lavoro e i lavoratori, possiamo contrastare le politiche liberiste della BCE che mirano a smantellare i diritti conquistati in anni di lotte e rivendicazioni. Per la prima volta la nostra generazione si trova a vivere una condizione peggiore rispetto alla generazione precedente. La precarietà come modello dominante di lavoro ma anche di vita, la disoccupazione giovanile al 30%, sono segnali di come questo sistema non funzioni e di quanto sia necessario costruire un’ alternativa a un modello che vuole reggersi sulle spalle dei più deboli, degli studenti, dei lavoratori, dei precari.

Un sistema fondato sulle logiche del profitto non si cancella dopo la caduta di un Governo, pessimo che sia, ma costruendo l’alternativa giorno dopo giorno e noi oggi stiamo facendo questo a patire da punti semplici e diretti:

Vogliamo più spazi di democrazia e confronto nelle nostre scuole.

Vogliamo che siano destinati all’istruzione risorse almeno pari alla media europea.

Vogliamo che sia previsto l’obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l’obiettivo di portare tutti i giovani almeno al diploma superiore.

Vogliamo agevolazioni sui consumi culturali e la gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari.

Vogliamo valorizzare il ruolo degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo, e vogliamo la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti precari.

Vogliamo che sia garantito il tempo pieno nell’insegnamento elementare.

Vogliamo che sia garantito il diritto all’istruzione dei figli dei migranti.

Vogliamo più fondi per il diritto allo studio, per le borse di studio.

Vogliamo che l’investimento per la ricerca sia pari alla media europea per il 2010.
Realizzare questi punti è possibile, solo se a pagare la crisi siano i più ricchi.

Dobbiamo lottare contro i finanziamenti militari, contro le guerre imperialiste, dobbiamo chiedere che vengano tagliati i finanziamenti pubblici alle scuole private.

E’ necessario ribadire l’importanza di una tassa patrimoniale per i redditi più alti e di una campagna seria di lotta all’evasione che ogni anno arriva a pesare 120 miliardi di euro; dobbiamo contrastare la mafia che detiene l’8% del PIL e insulta la democrazia e la dignità delle persone. Da questi punti, oggi, rilanciamo la nostra lotta: il futuro non è scritto!

Fgci Provincia di Fermo
Ribalta-Alternativa ribelle-Fermo


www.fgci.comunisti-fermano.it
http://ribaltalinformazione.wordpress.com

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Manifestazione studentesca a Fermo

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Oggi in tutta Italia sono scesi in piazza gli studenti e anche a Fermo abbiamo voluto manifestare creativamente il nostro dissenso nei confronti delle scelte scellerate del Governo e delle politiche liberiste della BCE. Abbiamo esposto due striscioni davanti al Liceo Classico e al Liceo Scientifico, per poi effettuare un volantinaggio all'entrata a scuola di studenti e professori.

La data di oggi rappresenta la prima risposta del movimento studentesco dopo la giornata europea di mobilitazione del 15 Ottobre. Una risposta che porta con se il carico politico di quella data, più di 550.000 manifestanti scesi in piazza per rivendicare giustizia sociale e diritti contro le logiche anti-democratiche della Banca Centrale Europea che, assecondata dal governo Berlusconi, ha messo in atto una vera e propria "macelleria sociale" colpendo lavoratori, precari, studenti e tutte le classi più deboli.

Nonostante il tentativo di screditare quella giornata attraverso l'azione violenta da parte di gruppi estranei al movimento, la voce di migliaia di persone che lottano, giorno dopo giorno nei luoghi di lavoro e di studio, contro le logiche del profitto e il capitalismo finanziario non si è spenta.

Noi rifiutiamo le logiche privatistiche e liberiste della BCE e proprio per questo oggi continuiamo a far sentire la nostra voce, ribadendo la necessità di un Sistema scolastico e universitario pubblico, accessibile e di qualità.

La cultura e i saperi devono tornare al centro del dibattito per la costruzione di un sistema politico e sociale alternativo. Noi manifestiamo contro un sistema che colpisce le classi sociali più deboli e difende gli interessi dei più ricchi , smantella i diritti dei lavoratori, attacca la cultura, toglie finanziamenti alla ricerca scientifica, mercifica i saperi, insulta la nostra costituzione portando avanti guerre imperialiste che limitano il diritto all'autodeterminazione dei popoli, rende precarie le vite di una generazione sottoposta al ricatto lavorativo.

Vogliamo che siano destinati all'istruzione risorse almeno pari alla media europea.

Vogliamo che sia previsto l'obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l'obiettivo di portare tutti i giovani almeno al diploma superiore.

Vogliamo agevolazioni sui consumi culturali e la gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari.

Vogliamo valorizzare il ruolo degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo e vogliamo la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti precari.

Vogliamo che sia garantito il tempo pieno nell'insegnamento elementare.

Vogliamo che sia garantito il diritto all'istruzione dei figli dei migranti.

Vogliamo più fondi per il diritto allo studio, per le borse di studio.

Vogliamo che l'investimento per la ricerca sia pari alla media europea per il 2010. (3% del Pil)

Cambiare ora, cambiare subito si può: tassa patrimoniale per i redditi più alti, lotta all'evasione e al lavoro nero, redistribuzione dei finanziamenti a fondo perduto alle imprese e delle spese militari al sistema scolastico, universitario, della ricerca e in difesa del lavoro!

Nonostante un governo sordo e autoritario, noi continueremo a scendere nelle strade e nelle piazze. Quello che è successo ieri a Roma, dove una manifestazione pacifica è stata bloccata dalle forze dell'ordine con la violenza, non fermerà la volontà di cambiare.

Non sarà chi vuole reprimere le nostre rivendicazioni con la forza a screditare le nostre idee... Verso la società della conoscenza!

FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani)

Ribalta - Alternativa ribelle

Fermo, 4 novembre 2011

Recupero del patrimonio esistente e stop all'edificazione scriteriata. L'urbanistica secondo Paolo Rossi

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Riportiamo l’articolo di Simone Troiani apparso sul sito www.informazione.tv il 15 giugno 2011

L'avv. Paolo Rossi, con tanto di polemiche al seguito da parte dei suoi stessi compagni della Sinistra, è stato scelto dal primo cittadino per occuparsi di Programmazione e Pianificazione del Territorio. In una parola: l'Urbanistica.
Un avvocato all'urbanistica? Qualcuno è saltato su dal divano alla notizia. Ora le acque sembrano essersi calmate. “Mi ha lasciato indifferente quello che è successo – dice Paolo Rossi a distanza di qualche giorno – ma attenzione, indifferente non nel senso più presuntuoso del termine. Diciamo invece che tanti anni di professione mi hanno testato da questo punto di vista, quindi non voglio farci caso più di tanto. Vado avanti per la mia strada, consapevole che le critiche, se sono in buona fede, rappresentano uno stimolo a fare meglio. Mi auguro solo che da parte di tutti ci sia sempre il rispetto per le persone e per la verità delle cose”.
Messo un bel punto sulla questione, veniamo alla ricognizione, ancora in corso negli uffici del suo settore: “l'urbanistica è un affare molto complesso – dice l'assessore – e con le diverse professionalità che operano negli uffici comunali abbiamo individuato quelle che sono le incombenze, le questioni da risolvere il prima possibile. Priorità che porterò in giunta, affinchè ci sia condivisione su tutto. Diciamo che nell'urbanistica c'è tanto lavoro “oscuro” da fare, nel senso che le problematiche da fronteggiare sono tante e molto spesso non fanno notizia. Ma sono sicuro del fatto che i cittadini, più delle notizie, vogliono vedere i risultati”.
Abbottonatissimo Rossi su quelli che sono i suoi progetti futuri per la città: “vorrei mantenere un certo riserbo e affrontare prima in giunta determinate questioni, senza sparare titoloni solo per il gusto di farlo. Diciamo che tra gli obiettivi, noti sin dalla campagna elettorale, c'è il recupero del patrimonio esistente e il “no” a quella edificazione scriteriata che ha invece contraddistinto il recente passato. Il rispetto dell'ambiente starà sempre al primo posto per noi”.

Interlenghi sull'incendio del Cinema Helios

Leggo, oggi, sui giornali che il Sindaco Di Ruscio e la Giunta fermana chiedono alla cittadinanza indignazione per quanto accaduto al Cinema Helios. Giunge persino ad affermare che, se tale indignazone non ci sarà, significa che avrà lavorato per dieci anni a vuoto. Critica inoltre il fatto che dalle forze politiche non sia stata espressa solidarietà... A nome del PdCI, che rappresento, posso solo affermare che l'alta professionalità del Sostituto Procuratore della Repubblica (Dott.ssa Sacco) e degli organi inquirenti che si occupano delle indagini (in primis il Commissario Ciro De Luca), sono garanzia per i cittadini tutti che, ovviamente, avvertono il dolore per la ferita inferta al nostro centro storico e preoccupazione per un gesto che, per fortuna, non ha causato vittime innocenti. Non conosciamo il movente di un atto così sconsiderato. A chi parla di attacco terroristico, o di altre fantasiose ipotesi, possiamo solo rispondere che questo è lavoro per gli inquirenti. A meno che, chi si esprime in termini così categorici, non sia più esplicito (e mi riferisco al Sindaco Di Ruscio ed alla sua Giunta) ed anziché esternare sulla stampa affermazioni che hanno il solo pregio di far tornare alla mente ragionamenti dietrologici che sembrava avessimo lasciato alle spalle, sarebbe opportuno che spiegassero agli organi di indagine quanto a loro conoscenza. Certo è, che il nostro territorio è sempre più vittima di una criminalità che, stando alle cronache, appare "sistemica" (rapine, furti in serie...) e noi comunisti abbiamo sempre denunciato ogni forma di inquinamento del territorio attraverso personaggi poco limpidi che, come noto, hanno presenziato nella nostra città. La nostra indignazione parte da lontano, caro Sindaco, e da parte nostra ha tutta la solidarietà affinché possa aiutare la città a cancellare questa triste pagina di cronaca nera.

Renzo Interlenghi
Segretario della Federazione di Fermo del Partito dei Comunisti Italiani

Nella Brambatti candidata a sindaco per il centro-sinistra fermano

Fermo, lì 20/11/2010

Il candidato Sindaco del centro sinistra per le amministrative 2011 della città di Fermo è la prof.ssa Nella Brambatti. Sul suo nome si è determinata la convergenza di tutte le forze politiche della coalizione, segno di forte unità e condivisione.
Nella Brambatti è una candidata autorevole e capace di dare alla nostra città una prospettiva di innovazione e rilancio. Oltre che sul nome del candidato Sindaco, si è raggiunta una forte intesa sulle principali linee programmatiche per la città e sulla “Carta dei Valori” che è stata sottoscritta.
Alle altre personalità del centro sinistra su cui il tavolo ha discusso, vanno il nostro ringraziamento e apprezzamento per la disponibilità unitaria a lavorare tutti insieme per una svolta necessaria ed urgente nella città capoluogo.

PD, IDV, SEL, PSI Lista Civica “La Spiga”, PdCI, PRC, Fermo Insieme, Lista Cesetti, Verdi
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Segui le prossime iniziative iscrivendoti su Facebook alla pagina Nella Brambatti Sindaco o visitando il sito www.nellabrambattisindaco.it

Paolo Rossi, intervista al Corriere Adriatico

Da giorni è iniziato il valzer delle candidature nel centrosinistra fermano. Lo scenario ha visto aumentare e diminuire il numero dei potenziali candidati alla carica di sindaco sul tavolo della coalizione, in cui a fare la parte del leone è il Partito democratico. Rientrata in gioco a tutti gli effetti Nella Brambatti, sembra che l'altro nome forte del panorama del centrosinistra sia quello dell'avvocato Paolo Rossi, del Partito dei comunisti italiani. Proprio ieri abbiamo riportato le dichiarazioni del segretario Renzo Interlenghi, che definiva Rossi un candidato di serie A, a cui il Pdci non rinuncerà facilmente. Insomma un confronto interno al centrosinistra con un dibattito che diventa serrato.

Avvocato Rossi, come valuta le parole di Interlenghi?

“Anzitutto, mi preme precisare che in questa fase è vitale affrontare certe questioni all'interno dei singoli partiti o comunque nelle sedi deputate. Fermo restando il massimo rispetto per la stampa locale e per il suo ruolo. D'altra parte, credo che Renzo Interlenghi abbia parlato come segretario del partito, ma anche e soprattutto come amico: è stato lui l'artefice della mia entrata in politica nel 2006. E' comprensibile, da parte del partito, rivendicare la coerenza e la bontà della propria scelta”.

Questo significa che il Pdci punta su Paolo Rossi?

“Le parole battagliere di Interlenghi non implicano la chiusura preventiva nei confronti degli altri partiti della coalizione. Anzi, se si dovesse raggiungere una convergenza su un nome autorevole, su una persona capace, sarò pronto a fare un passo indietro. E non ci vedo nulla di scandaloso”.

Si riferisce a Nella Brambatti?

“Non conosco personalmente la professoressa Brambatti, ma so che gode di ampia stima. Per il resto, diciamo che non voglio mettere il naso in casa altrui”.

Non ci dica che lei non aspira a fare il primo cittadino…

“E' evidente che ci credo, ma le assicuro che queste non sono decisioni che si prendono a cuor leggero: per accettare una responsabilità del genere bisogna interrogarsi umilmente sulle proprie capacità. La scelta definitiva deve tenere conto di tanti fattori, non da ultimo le condizioni in cui si andrà ad amministrare la città”.

Crede si finirà per andare alle primarie di coalizione?

“Le primarie sono un grande strumento di democrazia, ma che non diventino un feticcio. E' bene privilegiare un percorso volto al raggiungimento di una sintesi, di una convergenza. Il fatto che ci sia un'ampia rosa di candidati non è negativo né riflette la presenza di difficoltà”.

E se non si arrivasse ad un'intesa?

“Parteciperemo alle primarie, ma auspico che l'area della sinistra a cui apparteniamo si esprima con un solo candidato. Non deve essere necessariamente il sottoscritto, ma bisogna dare un messaggio forte”.

Su cosa punterà la sua campagna elettorale?

“Non è serio fare la lista della spesa, ma senza dubbio sarà necessario ristabilire un rapporto virtuoso tra Pubblica Amministrazione e cittadini, nel rispetto delle regole. Nessuno è ostile all'arrivo di investitori seri per il rilancio della città di Fermo”.

Intervista di Stella Alfieri su www.corriereadriatico.it

Interlenghi sulle comunali di Fermo

Partito dei Comunisti Italiani, parla Interlenghi: Paolo Rossi candidato di serie A, qualcun altro probabilmente no.

Ce l'hanno e se lo tengono, almeno per il momento. Questo il succo della questione. Stiamo parlando di Paolo Rossi, candidato sindaco del Partito dei Comunisti Italiani, coordinato nel capoluogo dall'avv. Renzo Interlenghi.

Di fronte alle altre forze del centrosinistra come SEL, Socialisti, Rifondazione e Fermo Insieme, tutte pronte a dare l'ok alla candidatura della pidina Nella Brambatti, i Comunisti si pongono in maniera diversa aspettando il prossimo vertice in programma forse sabato.
Il segretario comunista è chiaro: “Paolo Rossi è un candidato di serie A e non è secondo a nessuno. Il fatto che qualcun altro abbia già ritirato il suo uomo o è pronto a farlo mi fa pensare a candidature di serie B, o serie C addirittura. Non è così per noi. Legittima la posizione del PD nel caso proponga alla coalizione un solo nome invece di cinque, ma questo non cambia il fatto che Rossi c'è e resta una proposta credibile, forte e seria”.
Dunque, all'indomani delle dichiarazioni degli altri leader della coalizione, convinti che a questo punto si possano evitare le Primarie schierando subito il candidato unico (la Brambatti appunto), l'incognita Comunisti resta tale. Anzi, lanciando frecciate a chi il sindaco lo aveva proposto e lo ha già ritirato, il partito sembra voler rafforzare la sua posizione, a meno che...
“A meno che – dice provocatoriamente Interlenghi – il Partito Democratico non si presenti al tavolo della sinistra con un nuovo candidato, autorevole, come può essere il segretario comunale...”. Una provocazione, appunto, quella dell'avvocato fermano, che però fa capire come Rossi non debba essere considerato meno importante dei cinque candidati democratici. Nessuno di questi, dunque, convince a pieno i Comunisti.
A rafforzare la posizione di Interlenghi e compagni c'è forse quanto accaduto negli ultimi giorni a Milano, dove il deputato di Rifondazione Comunista Giuliano Pisapia ha fatto saltare i piani del PD vincendo le Primarie di coalizione. Se è successo a Milano perchè non potrebbe succedere a Fermo? Magari è questo il sogno dei più estremisti, che in questo preciso momento vedono il Partito Democratico in palese difficoltà a livello nazionale. Ecco allora che il famoso passo indietro dei partiti più piccoli potrebbe essere meno di moda rispetto a qualche tempo fa. Milano insegna.

Articolo di Simone Troiani, su www.informazione.tv

Interlenghi: questa volta la sinistra non si farà “cucinare” sul tavolo delle trattative.

di Diana Marilungo
da Il Messaggero, lunedì 13 settembre 2010.

FERMO. Il tavolo della coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni di primavera per il rinnovo del Consiglio comunale e del sindaco di Fermo stenta a riprendere gli incontri dopo le ferie estive e la compagine che si presenterà alle elezioni è ancora ufficialmente sulla carta. Intanto la sinistra è in fermento. Una serie di riunioni si sono svolte in questi giorni tra Pdci, Prc, alcune liste civiche e Sel. Altre ne sono in programma tra il Pdci e la “Fabbrica di Nichi”. Anche questo movimento scenderà in campo per le prossime elezioni comunali fermane. Il ritardo delle riunioni del tavolo di centrosinistra probabilmente è dovuto al fatto che il Pd attende lo svolgimento dei propri congressi che debbono tenersi entro il 31 ottobre e che iniziano il 23 settembre prossimo prima di confrontarsi con le altre forze politiche. Da rinnovare, oltre quelli dei circoli, i coordinatori dell’Unione Comunale fermana guidata attualmente dall’assessore provinciale Giuseppe Buondonno (che probabilmente sarà rieletto segretario) e quella provinciale di Cinzia De Santis. In queso caso la presentazione ufficiale dei nomi deve avvenire entro il 18 settembre. Se all’orizzonte non c’è ancora alcun nominativo ufficiale alla carica di segretario dell’Unione Comunale, per quella provinciale sono due le proposte in pole position oltre a quella della uscente Cinzia De Santis. Uno tra i più quotati è quello di Fabiano Alessandrini attuale presidente della Trasfer- Steat. L’altro, invece, è quello di Alessandro Spena, presidente del Gal Fermano scarl. «Nel centro sinistra il clima è ottimo - dice Buondonno, il quale ribadisce il suo appoggio alla De Santis - gli incontri riprenderanno quanto prima. Ci saranno le condizioni per definire entro il mese di ottobre gli accordi programmatici e il metodo per sceglire il candidato sindaco. Ma non è una corsa contro il tempo, le forze del centro sinistra hanno da oltre cinque anni un terreno comune di idee e proposte su cui lavorare, hanno il programma condiviso della Provincia (rispetto alla quale la città capoluogo non è certo un’appendice estranea), si tratta semmai di far sì che i cittadini prendano atto, con più chiarezza che il centro destra è in pezzi e da tre anni non governa la città». La sinistra intanto riafferma il proprio no ad un allargamento della coalizione all’Udc. «Stiamo, attraverso una serie di incontri, costruendo un terreno per andare compatti all’alleanza con tutto il centro sinistra - dice il segretario provinciale del Pdci, Renzo Interlenghi - Anche se è forte il rischio che possa accadere quanto avvenuto in Regione con l’entrata dell’Udc, questa volta la sinistra non si farà “cucinare” sul tavolo delle trattative. L’Udc deve rimanere fuori dalla coalizione di centrosinistra».

Il PdCI propone Paolo Rossi a sindaco di Fermo

Dal Messaggero del 2 settembre 2010.

Spira un vento gelido tra molti rappresentanti dei partiti e dei movimenti civici all’interno delle coalizioni di centro destra e centro sinistra. In tutti e due i casi la costruzione delle alleanze per affrontare le elezioni amministrative di Fermo in primavera è irta di ostacoli. Tra l’altro la dirigenza (leggi on. Remigio Ceroni) del Pdl tace su tutto il fronte, mentre martedì sera c’è stata una riunione tra alcuni rappresentanti locali proprio sulle alleanze con alcuni componenti di una delle civiche fermane. La prossima settimana, però lo stesso Ceroni si incontrerà con l’on. Luca Paolini Commissario della Lega Nord fermana. In attesa, invece, di una riunione del tavolo del centrosinistra per discutere di programmi e candidati il Pdci di Renzo Interlenghi, in mancanza di una candidatura da parte del Pd, propone un proprio rappresentante come candidato sindaco che riunirebbe tutte le anime della coalizione. Si tratta dell’avvocato Paolo Rossi, presidente della Camera Penale del Tribunale di Fermo e attuale consigliere comunale del Pdc. La riunione di maggioranza di martedì sera dei partiti aderenti alla coalizione provinciale di centrosinistra guidata da Fabrizio Cesetti non ha portato molte novità di rilievo in merito alle prossime elezioni. Oltre alla discussione degli argomenti da portare nel prossimo Consiglio provinciale, ad un confronto sulla realizzazione del motodromo a San Marco alle Paludi (finita con un no all’impianto di tutti i partiti ed un distinguo del Centro del Fermano che vuole ulteriori approfondimenti), tutti sono rimasti sulle proprie posizioni in merito ad una coalizione identica a quella della Provincia aperta anche all’Udc come suggerito a più riprese da Cesetti. Il Prc ha nuovamente detto no ad un’entrata degli udiccini nella nuova coalizione di centro sinistra. Cauto anche il Pd provinciale che parla, sì, di una coalizione allargata ma ci va con le molle. «Non sarebbe scandaloso che il Pd rivendicasse il candidato sindaco di Fermo - dice, invece, Interlenghi -ma è evidente che ad oggi sembra non esserci un soggetto in grado di raccogliere questa sfida, mentre sarebbe opportuno arrivare ad una rapida definizione della candidatura. Naturalmente questo permetterebbe a tutta la coalizione di intraprendere un percorso comune per la sua individuazione. Fermo restando che per quanto concerne il nostro partito è già stata data un’indicazione che potrebbe raccogliere ampi consensi in tutte le forze del centrosinistra. Per un allargamento a forze che non fanno parte del centrosinistra (Udc) - conclude il segretario provinciale del Pdci- credo sia prima di tutto opportuno stringere l’accordo con i moderati già presenti, ad esempio in Provincia come il Centro del Fermano. Ritengo che l’unica coalizione in grado di poter governare questa città possa essere quella attualmente presente in Provincia non escludendo i civici».
Di.Mar.

Sul raid fascista contro Il Ponte e Casa Betesda

Quando, lo scorso aprile, denunciammo a Fermo il blitz mediatico e la presenza ormai ufficiale del Blocco Studentesco, le istituzioni cittadine (attraverso l’Assessore Romagnoli, esplicitamente chiamato in causa nel nostro comunicato) fecero orecchio da mercante.
Nel nostro documento, oltre a far notare che questa organizzazione “studentesca” neofascista (responsabile nell’ottobre 2008 degli scontri di piazza Navona, scontri mascherati e coperti da media e forze dell’ordine) è anche un’appendice di Casa Pound, avevamo previsto la reale possibilità che dalle scritte sui muri qualche esaltato potesse passare ai fatti: il raid contro le associazioni “Il Ponte” e “Casa Betesda” rischia di essere solo la prima di queste azioni.

Non siamo ovviamente in grado, e non è nostro compito, di legare il raid dei giorni scorsi contro le associazioni di volontariato a qualche sigla presente nel nostro territorio: sta di fatto che il retroterra “culturale” in cui si sviluppano certe dinamiche è ben noto, ed è ben nota la compiacente indifferenza dell’amministrazione cittadina la quale assegna addirittura interi stabili a condizioni di estremo favore ad associazioni come Aries che proprio in questi giorni festeggiano un anno di attività con tanto di tricolore nero-bianco-rosso, “cuore avanguardista” e foto di Corneliu Codreanu.

Il retroterra “culturale” di cui parliamo, del neofascismo residuato dagli anni ’70 del secolo scorso, è ben esplicitato dagli slogan tipo “nel dubbio mena”, dai manifesti (abusivi) in cui si esalta “la filosofia del menatore”, alle canzonacce che recitano “botte a tutti botte”. 
A nostro avviso dunque, non è stata un caso la presenza a Fermo di personaggi come Rutilio Sermonti (Ordine Nuovo, ospitato in uno spazio comunale circa un anno fa), e neanche sono casuali  le iniziative di solidarietà nei confronti di Luigi Ciavardini (NAR, condannato per la strage di Bologna), per non parlare della simpatia espressa a Massimo Morsello (NAR, condannato a oltre 9 anni mai scontati, poi tra i fondatori di Forza Nuova). E il fenomeno non riguarda solo Fermo, ma anche comuni come Porto Sant’Elpidio e Montegranaro, dove assieme agli atti di vandalismo si segnala la presenza attiva di militanti di Casa Pound che organizzano iniziative col patrocinio del Comune.

Tornando ai recenti fatti di Fermo, non possiamo non esprimere la nostra solidarietà alle associazioni che sono state vittime di questa vigliacca spedizione, agli immigrati e ai cittadini italiani impoveriti dal governo di centrodestra che beneficiano dei servizi messi a disposizione dal Ponte e da Casa Betesda, e condanniamo senza mezzi termini l’atteggiamento ipocrita dell’amministrazione comunale che foraggia indirettamente e direttamente la presenza neofascista nel territorio.
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I comunisti non sono arretrati di un passo col fascismo di regime, e non arretreranno di un passo con questo fascismo da operetta. Né ci lasciamo intimidire dalle “esibizioni di forza” sotto la vigile copertura della Questura, come accaduto a marzo in Piazza del Popolo.

PdCI, Sezione cittadina di Fermo
Fermo, 30 novembre 2009

Censura vera e censura immaginaria

Rispondiamo brevemente ed informalmente ad un comunicato apparso su varie testate del Fermano.
Il PdCI non intende censurare nessuno, semmai restiamo colpiti dalla disparità di trattamento che l’Amministrazione Comunale riserva da una parte agli antifascisti (ai quali è stata negata una sala comunale regolarmente concessa in precedenza poiché l’iniziativa avrebbe “smentito una legge dello Stato Italiano”) e dall’altra a gruppi che fanno aperto riferimento al fascismo o che, come accaduto in precedenza, ne invitano addirittura degli apologeti per assemblee in sale comunali (anche in questo ci sarebbero ben molte leggi ad essere “smentite”).
Ed invitiamo anche, a meno che non si tratti di refusi, a non tirare in ballo o a farsi pubblicità con le tragedie che hanno colpito le popolazioni del vicino Abruzzo e che hanno visto e vedono impegnate nei soccorsi e negli aiuti persone e organizzazioni di qualsiasi fede politica o credo religioso, com’è giusto che sia in eventi del genere.

Comunicato stampa della Sezione di Fermo

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Apprendiamo dalla stampa, e solo da essa poiché l’evento non ha sortito nessun riscontro nell’opinione pubblica nonostante il furbo “blitz” mediatico degli organizzatori, che sabato 4 aprile sarebbe stato presentato a Fermo dai militanti del cosiddetto “Blocco Studentesco” un filmato sulla “verità” circa i fatti di Piazza Navona dello scorso ottobre.
Come andarono veramente le cose è ben noto (vedi il video), sono decine le testimonianze di quanto accaduto e nessun montaggio - per quanto sapiente - può modificare la realtà dei fatti.
Piuttosto ci chiediamo come mai l’Amministrazione Comunale ed il suo primo esponente, così pronti a lanciare moniti e divieti contro gli antifascisti, non abbiano speso una parola per la presenza a Fermo di questa organizzazione legata esplicitamente alla neofascista “Casa Pound”. Anche se la manifestazione ha avuto luogo presso un locale privato, sarebbe stato quantomeno opportuno stigmatizzare la mini-adunata, visto che senza mezzi termini i membri di questa associazione definiscono Il Blocco Studentesco come “un movimento che nasce nell’estate 2006 a Casapound, l’occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio” il cui obiettivo “è quello di portare lo stesso spirito d’avanguardia, lo stesso stile che ha contraddistinto l’esperienza delle occupazioni non conformi, nelle scuole”: magari prendendosi a cinghiate come nella loro ormai tipica “cinghiamattanza”.
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Il silenzio dell’Amministrazione Comunale è ancora più grave se consideriamo i numerosi episodi di cui si sono resi responsabili in altre parti d’Italia i personaggi di “Casa Pound”, e non vorremmo che anche a Fermo, visto il silenzioso avallo della destra al governo cittadino, questi individui possano sentirsi liberi di passare dalle scritte sui muri a fatti ben gravi (anche se già imbrattare i muri, come ha ricordato pochi giorni fa l’Assessore Romagnoli, è un reato da sanzionare... e ci auguriamo che oltre a ricordare le ordinanze l’Assessore provveda a rimuovere le scritte fasciste che ricoprono da mesi le mura del centro, del maxi parcheggio e di Piazzale Carducci).
Fermo, 11 aprile 2009

Consiglio comunale / nota dell'opposizione

Segue la nota congiunta di PdCI, PRC, PD, PS, Fermo Insieme sull’esito scandaloso del Consiglio Comunale di ieri.

Quanto accaduto al Consiglio comunale di Fermo, martedì 17 marzo, costituisce un fatto di estrema gravità sul piano del rispetto delle Istituzioni democratiche e del diritto dei cittadini ad essere informati sulle vicende della propria città.
Dopo tre mesi che il Consiglio del capoluogo di Provincia non veniva riunito, per le divisioni che la candidatura e le ambizioni personali del Sindaco Di Ruscio hanno scatenato nel centro destra; dopo tre mesi di assoluta paralisi amministrativa, in una città sommersa da problemi e ritardi, tre mesi in cui è successo di tutto (dimissioni del vertice della società ASITE, poi rinnovato senza discussione in Consiglio; un Assessore cacciato senza alcuna motivazione amministrativa; il Sindaco e due dirigenti del Comune rinviati a giudizio dalla Magistratura, per la vicenda del deposito di sabbia), il Consiglio comunale viene, finalmente, riunito, su iniziativa e richiesta dell’opposizione, per discutere tali gravi questioni, informare la città ed il territorio.
Il Sindaco, dando prova di debolezza, ha imposto, con una parte della sua maggioranza, sempre più divisa, il rinvio di tale discussione. Di fronte a questo atto di paura e protervia, l’opposizione ed alcuni esponenti della stessa maggioranza hanno reagito abbandonando l’aula e facendo mancare, per protesta e per tutelare il diritto di discussione ed informazione, il numero legale. Abbiamo, poi, assistito allo spettacolo penoso del Sindaco attaccato al telefono per far venire in Consiglio assenti e malati di un centro destra a pezzi.
Quando, poi, è iniziata la discussione sulla mozione dell’opposizione, cioè sui problemi della città, il Sindaco e i “cocci” della maggioranza, sono usciti dall’aula, per evitare il confronto. La discussione è andata avanti in un’aula semivuota, ma con alcuni esponenti del centro destra che, correttamente, non hanno “obbedito” all’ordine di fuga.
La scena di un Consiglio in cui l’opposizione chiedeva le ragioni di scelte gravi, ai banchi della Giunta vuoti, e a quelli della maggioranza semi vuoti, non ha offeso l’opposizione, ma la città.
Questo Sindaco sempre più debole, che ha spaccato, ripetutamente, la sua stessa maggioranza; sempre più traballante e perdente, come candidato, pensa di poter fare, in questo modo indecente, senza rispetto dell’opposizione e dei territori, il Presidente della nuova Provincia? I cittadini del fermano non glielo consentiranno e, per questo Di Ruscio è impaurito e scappa dalle proprie responsabilità, in una città che viene sacrificata per le improbabili ambizioni del suo primo cittadino.
Una città come Fermo, che ha sempre avuto, nel territorio un ruolo importante, ed oggi è un capoluogo e dovrebbe essere punto di riferimento, che ha una tradizione di serietà e rispetto del confronto civile, non merita di essere amministrata così male, né di vedere così ridotte le proprie Istituzioni.

Democrazia e giustizia secondo Di Ruscio

Comunicato della Sezione di Fermo del PdCI.

Alle polemiche suscitate dalla censura del Sindaco nei confronti degli antifascisti, risponde lo stesso Gabinetto di Di Ruscio, ribadendo ancora una volta il carattere autoritario della decisione e la più assoluta ignoranza dei temi trattati nella conferenza sulle Foibe:

Fermo è una città dove in questi anni è stato dato spazio alle più alte forme di democrazia e partecipazione. Però non possiamo permettere che vengano messi a disposizione spazi pubblici per supportare teorie che smentiscono leggi dello stato italiano (legge n. 92 del 30 marzo 2004 che recita all’art. 1 “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del Ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dall’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”) e teorie che vogliono negare l’esistenza delle foibe le quali sono documentate non solo da testimonianze di chi è ancora oggi vivente ma anche da filmati dell’epoca.

Perseverando nell’errore, le ricerche della Kersevan, e di ricerche si tratta, vengono definite “teorie” negazioniste: prima di incappare per la terza volta nel medesimo scivolone, il Sindaco dovrebbe informarsi meglio, magari leggendo qualche libro proprio di Alessandra Kersevan, dove non vengono negate né le Foibe, né l’esodo. Oppure, se lo ritiene più affidabile, potrebbe leggersi almeno il breve rapporto della Commissione mista storico-culturale italo-slovena, commissione istituita nell’ottobre 1993 su iniziativa dei Ministri degli Esteri di Italia e Slovenia.

benitodirusciomarcellino
Viene inoltre ribadito che eventuali teorie che smentiscono le leggi dello Stato non possono godere di spazi pubblici. Quindi ne deduciamo che qualsiasi manifestazione di dissenso non debba essere autorizzata: bella prova di democrazia! A quando un’ordinanza comunale sul reato d’opinione?
E comunque, anche l’eversione nera “smentisce le leggi dello Stato” (Di Ruscio sa chi sono Rutilio Sermonti e Luigi Ciavardini, accolti o celebrati a Fermo con tutti gli onori?). Ci stupisce poi che un Sindaco così rigoroso abbia accolto trionfalmente il pregiudicato Marcello Dell’Utri... addirittura per pubblicizzare i (falsi) diari di Mussolini “lo statista”* (e verrebbe spontaneo citare in proposito la Legge 20 giugno 1952, n. 645, art. 4: “...alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo”).

Vorremmo infine rispondere all’assessore Mariantonietta Di Felice, che alla commemorazione di ieri dell’eccidio di Montemonaco ha avuto la faccia tosta di equiparare i caduti partigiani ai repubblichini, e le rispondiamo citando Vittorio Foa:

Una volta ho partecipato a una trasmissione televisiva con Pisanò uno dei fondatori del Movimento Sociale, che allora era senatore. Pisanò mi si è rivolto dicendo: “Lei sa quanto me che avevamo degli ideali tutti e due. Diversi, certo. Ma la patria era un valore per lei e per me”.
Io gli ho risposto “Senta, sarà pure come dice Lei. Però se vinceva Lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, Lei è senatore della Repubblica e parla qui con me.


La differenza tra partigiani e repubblichini, gentile assessore, è tutta qui.


* Il panegirico del Sindaco Di Ruscio dedicato a Mussolini è disponibile su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=JxsfaMOLEIc

Solidarietà al Collettivo Antifascista

Segue una nota congiunta dei comunisti di Fermo:

Tralasciando il fatto, non da poco, riguardante la modalità della ricusazione della concessione della Sala Multimediale - regolarmente richiesta ed accordata nei tempi dovuti - avvenuta un giorno prima l’evento previsto (il 12 c.m.), che ha creato una serie di problemi logistici ed organizzativi. Tralasciando anche il fatto che la legge italiana che si presume - erroneamente - possa impedire un dibattito sulle Foibe (cosa invece prevista, basta leggere la legge stessa: “È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende… “) è stata trovata alla prima voce di Google, conseguenza di una evidente imbeccata degli uomini di Aries e Terza Via, gente che usa scrivere “Shoà”. A parte tutto questo, già bastante a screditare definitivamente l’operato approssimativo di questo Sindaco e della sua attuale Giunta, bisogna ricordare a questi personaggi, che si improvvisano politici della nostra città determinandone i destini, ed a tutti i cittadini, che in questo territorio sono stati organizzati eventi ed incontri con gente condannata in primo grado o definitivamente, concerti di gruppi neofascisti e neonazisti, iniziative tese a riabilitare sanguinari dittatori del calibro di Mussolini, quando l’apologia del fascismo è, questa sì, anticostituzionale.

E’ evidente l’intento di questo Sindaco di raggranellare voti accontentando quelle forze di estrema destra che lo sostengono, al punto di usare arbitrariamente la politica del bastone e della carota, che lo qualifica per quello che è, un improvvisatore della politica stessa, un uomo senza ideali prestato all’amministrazione comunale per affare, e che fa tutto questo mostrando limiti democratici preoccupanti ed imbarazzanti.

Tutte le forze comuniste della città solidarizzano col Collettivo Antifascista del Fermano al fine di stigmatizzare la deriva autoritaria che sta prendendo sempre più piede in questa amministrazione comunale.

P.s. L’iniziativa si è poi svolta nella sede dell’A.N.P.I. di Fermo, e la Kersevan, che è stata esauriente, farà un esposto alla magistratura riguardo questa inammissibile censura.
foibe

Un sindaco nazional popolare

dal sito informazione.tv:

(26/01/09-11:20) I sessanta ragazzi di Aries rinnovano la fiducia e la stima al sindaco Di Ruscio.
“Siamo con te signor sindaco – si legge in una nota diffusa stamani - quando segui il cuore e l`istinto quando senza pensarci troppo fai scelte difficili ma dovute”.
“Siamo con te perché siamo sicuri che è possibile ancora una volta vincere insieme guardando i partiti dall`alto in basso senza mai piegarsi ad essi. Noi siamo ragazzi ribelli ed idealisti ma che nella genuinità che ti caratterizza ritrovano un pezzetto di noi. Il fermento si avverte in strada nei discorsi, e nelle espressioni sincere della nostra gente. L`uomo del popolo della quinta provincia porta il tuo nome: Saturnino Di Ruscio”.

Tradotto dell’epico al linguaggio corrente:
“Caro Di Ruscio, alle provinciali non faremo mancare il nostro voto. Ceroni e compagnia alla fine si sono accodati, hai imbarcato pure l’ex socialista Basso (d’altronde gli ex socialisti hanno sempre reso grande la storia d’Italia) quindi ci risentiamo a metà giugno.
Se da sindaco ci hai dato la casa in campagna, da presidente della provincia saprai ancora una volta essere riconoscente a noi!”.

A proposito delle “scelte difficili ma dovute”: non sappiamo a cosa ci si riferisca, ma siamo certi che tra la questione dei derivati, il project financing di Piazzale Azzolino, la gestione dell’ex Sadam e tante altre “scelte difficili”... c’è proprio l’imbarazzo della “scelta”!

Rossi sulla ex Sadam

dal Corriere Adriatico (edizione online) del 18 gennaio
FERMO - Il Partito dei comunisti italiani, che ha un consigliere comunale a Fermo, ha voluto puntualizzare alcune cose emerse in seguito al consiglio comunale di venerdì 9 gennaio scorso.

“Abbiamo sentito alcuni commenti che, purtroppo, attestano ancora una situazione d’esasperata conflittualità che nelle intenzioni del centrosinistra non esistevano – ha detto il consigliere del Pdci, Paolo Rossi –: anzi, l’ultimo consiglio comunale doveva servire per stemperare queste tensioni anche perché c’era la sensazione che fosse stato preparato un terreno nel quale si evocava uno scenario di forte contrapposizione tra due gruppi: quelli a favore dei lavoratori e quelli che invece che vedevano di buon occhio i comitati (e quindi addirittura sobillati contro i lavoratori)”.

E’ indubbio che in questo caso non si sta parlando solo di un problema di salute, di salubrità o meno della Ned o della centrale a biomasse. “Si sta parlando anche di un problema occupazionale – conclude Rossi – che è stato in qualche modo ’scaricato’ sulla collettività”. C’è anche il fatto dell’attività sperimentale (pilota) che svolgerà la Ned, perché sembra che non sia una attività destinata a durare nel tempo e non si sa se alla fine di questo periodo di 4 anni l’attività della Ned avrà prodotto dei risultati positivi tali da farle continuare la produzione nella nostra zona.

Proprio in questo senso la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) dell’Eridania-Sadam di Fermo in una lettera aperta inviata anche al ministero per le Politiche Agricole dice che prima di muoversi bisogna attendere la valutazione di impatto ambientale; dunque è doveroso ricevere l’esito delle valutazioni all’esame presso gli uffici competenti della Regione. “La Ned silicon, tra pochi giorni, presenterà ad Ancona le controrisposte alle osservazioni ricevute sulla valutazione d’impatto ambientale proposta in Regione a settembre; mentre la Power Crop ha presentato da circa tre settimane la Via e la riunione tecnica di qualche giorno fa in Regione ha aperto l’analisi della documentazione riguardo il progetto della centrale a biomasse”. Ora si aspetta l’ incontro del 21 gennaio, alle ore 15.30, organizzato a Roma, dove il ministro dell’Agricoltura Paolo Zaia ha convocato tutte le parti firmatarie dell’accordo di programma risalente al luglio 2007, nella speranza di fare una volta per tutte chiarezza nell’interesse.

Questo anche nell’interesse delle 100 famiglie che oramai da 4 anni (s’è iniziato a parlare di riconversione dal dicembre 2005) aspettano di riavere il lavoro promesso. “E’ importante ricordare – dicono i sindacati presenti nell’ex zuccherificio di Fermo - che se Power Crop e Ned silicon decidessero di lasciare o, peggio, di investire in altri territori per noi operai non ci sarebbe più nessuna speranza occupazionale; quindi ci auguriamo fortemente che alla fine il buon senso tra tutte le parti in causa prevalga e una soluzione possa (e deve) essere trovata”.

La situazione resta molto fluida anche se le due mozioni approvate all’ultimo consiglio comunale, quella del sindaco Saturnino Di Ruscio che dice no alla centrale a biomasse e dice sì a quella della Ned ma solo nel caso in cui non venga realizzata a Campiglione, e quella del gruppo Strovegli contraria del tutto a entrambe le ipotesi, rappresentano ormai un punto fermo che occorre tener presente al momento delle prossime scelte. Che fare? I prossimi passi, quello relativo alla valutazione dell’impatto ambientale e l’incontro nella Capitale, rappresentano forse la chiave per risolvere la questione.

Il caso delle due centrale tiene banco ormai da una vita. La riconversione sarà anche terreno di scontro in occasione delle prossime elezioni provinciali. E’ gioco il futuro non solo del capoluogo ma dell’intero capoluogo. 
ROLANDO CIRENEI