Tesseramento 2012

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Sconfiggiamo le destre, uniamo i comunisti e la sinistra

Il Documento Politico approvato all'unanimità dalla Direzione Nazionale per il VI Congresso dei Comunisti Italiani è diviso in due parti.
La prima parte del Documento Politico, più organica e di linea politica, espone un insieme di tesi che toccano le questioni fondamentali del nostro progetto di “ricostruzione del partito comunista”. Osservazioni e considerazioni su questa prima parte del Documento Politico possono essere avanzate nelle risoluzioni e negli ordini del giorno dei congressi territoriali e, comunque, come previsto dal Regolamento congressuale, possono essere presentati documenti alternativi.
La seconda parte del Documento Politico raccoglie invece alcuni contributi più settoriali e programmatici: schede e allegati a cura dei nostri Dipartimenti e gruppi di lavoro, volti ad arricchire la nostra elaborazione e proposta su temi su cui sentiamo l'urgenza di un approfondimento più propriamente tematico; che sottoponiamo alla discussione e su cui sollecitiamo contributi anche specialistici, oltre che di linea. Questa seconda parte, così come votato dalla Direzione Nazionale, può essere emendata anche su singoli punti dalle assise congressuali territoriali.
Il Documento Politico è stato elaborato in modo collegiale da una commissione politica di 38 membri, che ha lavorato per due mesi, si è riunita ripetutamente ed ha lavorato grazie al contributo impegnato dei suoi membri, procedendo per sintesi successive, accogliendo e sintetizzando contributi ed emendamenti di varia natura, bandendo ogni spirito di gruppo o di fazione.
Su un documento così impegnativo chiamiamo tutte le compagne e i compagni del Partito, ma anche tutti gli interlocutori esterni che in vario modo si sentono coinvolti nella nostra riflessione, ad un lavoro attento di studio, discussione, arricchimento e proposta, tale da consentire al Congresso Nazionale un ulteriore arricchimento complessivo della nostra elaborazione. Il testo del Documento Politico è inviato a tutte/i le/gli iscritte/i, consegnato a tutti i partecipanti e delegati nelle varie istanze congressuali e pubblicato sul sito del Partito (www.pdci.it), dove si svolgerà una “Tribuna congressuale” libera e aperta anche a contributi esterni.

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Rimini 28-30 ottobre
Congresso Nazionale del Partito dei comunisti italiani - sintesi del documento politico


Battere le destre, unire la sinistra
Ricostruire il partito comunista


Tre anni lunghi, difficilissimi e travagliati ci separano dall’ultimo Congresso del PdCI. Tre anni in cui la drammatica crisi economica ha segnato il mondo. Una crisi del sistema economico capitalista, di cui la crisi finanziaria è solo il sintomo, che oggi investe gli Stati, sommersi dai debiti per aver salvato le banche dal fallimento. Una colossale “socializzazione delle perdite” scaricata, ancora una volta, sui lavoratori.

* Si impone un’intransigente opposizione ai tagli e alle misure antipopolari volute dall’UE. È nostro compito contrapporre all’Europa dei capitali, che sta implodendo sotto i colpi della crisi, un’Europa del lavoro che aumenti i salari, i diritti dei lavoratori e difenda Stato sociale e beni comuni. Si tratta di dare battaglia in quest’Europa, a questa Europa, per costruire un’altra Europa.

* La crisi non ha colpito i paesi allo stesso modo. In vaste regioni del mondo, in grandi Paesi, vi sono tassi di crescita spettacolari. Sono i luoghi più impermeabili al neoliberismo, governati dalle sinistre, da progressisti e comunisti: le forze protagoniste di una trasformazione che disegna i nuovi equilibri del mondo. Il dominio unipolare degli Usa è così messo in discussione e appare un nuovo multipolarismo, imperniato sui BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).
L’America Latina è segnata da processi democratici d’ispirazione socialista. Il contributo di Cuba socialista è stato straordinario: la sua resistenza è d’esempio per tutti i popoli Sudamericani, nonostante il criminale bloqueo.

* Quello che doveva essere secondo i neoconservatori “il nuovo secolo americano” sarà, invece, il secolo cinese: un paese ad orientamento socialista, con un’economia mista in cui convivono pianificazione e mercato, con un ruolo centrale dello Stato nelle scelte strategiche di sviluppo.
Si può ancora dire che il comunismo è stato sconfitto dalla storia?

*La reazione del capitalismo globale è feroce. La speranza di emancipazione di larghissime moltitudini nel mondo è sequestrata dall’imperialismo, da guerre, povertà, violenze e depredazioni ambientali. La lotta per la pace e il disarmo, lo scioglimento della NATO, la rimozione delle basi militari straniere, la messa al bando delle armi di distruzione di massa, il ridimensionamento del primato anche militare dell’imperialismo americano sono grandi priorità.

* La nostra condanna dell’intervento militare in Libia è totale e incondizionata: sosteniamo il diritto all’autodeterminazione del popolo libico e chiediamo l’immediato cessate il fuoco e la fine della partecipazione italiana alle operazioni militari (così come chiediamo il ritiro dall’Afghanistan).
La regione del Mediterraneo è attraversata da rivolte e instabilità, e il popolo di Palestina, cui siamo strenuamente al fianco, è privato del diritto di un proprio Stato.

Tre anni disastrosi anche per l’Italia

* Un Paese sfibrato, stanco, impoverito; con più paure, incertezze, ingiustizie, disuguaglianze, egoismi. Un Paese in guerra, in crisi. Una crisi da declinare al plurale. Perché l’Italia è sprofondata in una spirale reazionaria di crisi attorcigliate tra loro: economica, sociale, culturale, politica, istituzionale, etico-morale. E’ l’anomalia italiana costituita da Berlusconi: unico capo di governo in Europa, e in larga parte del mondo, ad assommare su di sé il controllo di un enorme potere economico, politico, esecutivo, legislativo e mediatico. Poteri tenuti insieme con un impasto perverso di corruzione e collusioni mafiose, xenofobia e neofascismo, populismo e cesarismo.

Centralità della contraddizione capitale-lavoro

* Occorre ridare rappresentanza politica al lavoro e conseguire risultati concreti: superare lo scandalo della precarietà, ridare dignità al lavoro pubblico (la “fabbrica dei diritti”), fermare lo stillicidio di morti e infortuni sul lavoro.
Il “modello Marchionne” non è solo iniquo, è sbagliato. Perché, anche nelle compatibilità del capitale, le politiche di taglio di salari e diritti sono ormai vecchie e inadeguate a reggere la competizione globale: bisogna reinventare il modello di società e virare con forza verso la società della conoscenza e dei saperi, che investa in innovazione tecnologica e ricerca scientifica e punti sulla buona occupazione e sull’aumento dei redditi. Il contrario di ciò che avviene con le manovre lacrime e sangue che ricadono sui lavoratori.

* Le risorse per finanziarie eque e per far ripartire la crescita ci sono: 135 miliardi è il giro d’affari delle mafie, la corruzione vale 60 miliardi e 120 miliardi l’evasione fiscale; poi ci sono 30 miliardi di spese militari e 44 miliardi di trasferimenti a fondo perduto dallo Stato alle imprese.

* La Cgil è per i comunisti il soggetto principale di confronto (e, se necessario, di scontro) sui temi sindacali e politici del lavoro. La Fiom rappresenta il punto di resistenza più importante e consistente contro l’attacco ai lavoratori. Il PdCI pone l’obiettivo di ricostruire una sinistra sindacale unita dentro la Cgil in grado di condurre una battaglia più incisiva per mantenere nel nostro Paese un grande sindacato confederale di classe e di massa.

Battere le destre

* Dopo le vittorie di Milano e Napoli e il successo dei referendum, possiamo avanzare l’ipotesi della fine della parabola politica berlusconiana. Una situazione che consegna ai comunisti il compito storico di combattere, insieme alle altre forze democratiche, il nemico principale: Berlusconi, fino a produrre una fase nuova per avviare la ricostruzione democratica e civile e uscire definitivamente dal berlusconismo. Per questo va restituita al più presto la parola agli elettori.

* I comunisti devono discutere il profilo programmatico dell’alleanza democratica avanzando proposte che, seppur parziali, siano concrete e recepibili. Proponiamo 5 punti:
-riforma della legge elettorale e norme sul conflitto d’interessi;
-riduzione del precariato, tutela dei diritti del lavoro, aumento del livello dei redditi, politiche per lo sviluppo delle forze produttive;
-recupero dell’evasione fiscale, patrimoniale, tassazione delle rendite finanziarie e politiche fiscali per favorire l’occupazione;
-investimenti in ricerca, cultura, scuola, università pubbliche; innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni; valorizzazione del patrimonio culturale-artistico-ambientale;
-pubblicizzazione dei servizi e difesa dei beni comuni (comprese le risorse ambientali).

* Su questi temi si può dare sostanza programmatica all’alleanza democratica, non necessariamente un accordo di programma organico. Permangono distanze strategiche su punti assai rilevanti: su partecipazione dell’Italia alle guerre (art. 11 Costituzione) e su politica economica e industriale (modello Marchionne) le posizioni del gruppo dirigente del PD sono diverse dalle nostre. La rilevanza di tali questioni impedisce, oggi, di stipulare un patto di Governo.

Unire la sinistra

* La sinistra c’è. È viva nella società. Nelle lotte della Fiom, della Cgil e del sindacalismo di base, nella galassia del pacifismo, nelle vertenze per i beni comuni, nelle mobilitazioni studentesche, nei movimenti delle donne, nelle lotte per i diritti civili, nelle sensibilità sui temi ambientali; e pur tuttavia esprime il voto dividendosi fra diverse forze politiche. Il popolo della sinistra stenta, così, a pesare nella vita sociale e politica: ad esso va offerto uno sbocco politico; perché, sconfitto Berlusconi, il modello Marchionne rimane. La democrazia è violata dagli attacchi alla Costituzione, dalla partecipazione dell’Italia alle guerre, dalla negazione dei diritti ai lavoratori, alle donne, dal razzismo e dall’omofobia.

* Sono posizioni condivise da tutta la sinistra, ma per essere realizzate devono costituire la base di un patto d’unità d’azione o di un accordo federativo o confederativo, anche sul piano elettorale e istituzionale. Occorre partire dal sociale, dalle questioni concrete, non da un politicismo che prefiguri, come nel recente passato, irrealizzabili fusioni a freddo in velleitari soggetti politici.
Abbiamo iniziato a percorrere questo sentiero con la Federazione della Sinistra. Essa va rafforzata e messa a disposizione di un’unità della sinistra più ampia.

Ricostruire il partito comunista

* La Federazione della Sinistra è un processo per noi irreversibile nella sua ispirazione unitaria, anzi da allargare, nell’autonomia delle diverse componenti, ad altre forze e movimenti della sinistra. La Federazione, che oscilla tra essere soggetto politico e cartello elettorale, deve risolvere due contraddizioni principali: la perdurante divisione e competizione tra PdCI e PRC e l’inadeguatezza ad essere luogo ampio per la costruzione dell’unità a sinistra.

* Proponiamo la ricostruzione di un unico partito comunista che nasca anzitutto dal superamento di PRC e PdCI e da una capacità di attrazione nei confronti di tante compagne/i senza tessera, per dare nuovi spazi alla partecipazione dei giovani (come nel caso del positivo processo unitario avviato tra Fgci e Gc).
Collochiamo, dunque, dentro l’unità della sinistra il processo di ricostruzione di un partito comunista unitario e autonomo, radicato nei luoghi di lavoro e del conflitto sociale. Il PdCI è a disposizione di questo progetto e chiediamo esplicitamente al PRC di accogliere anch’esso questa proposta.

Bilancio storico-critico, non liquidatorio

* L’esperienza sovietica ha avuto esiti diversi da quella cinese, vietnamita, cubana: non si può rubricare tutto sotto la categoria del “crollo” o “fallimento”.
La dissoluzione dell’URSS non è la fine della storia né del movimento comunista.
La questione del socialismo non nasce dall'utopia, ma dalle contraddizioni del capitalismo.

Il capitalismo è un sistema che va superato, proponendo i grandi obiettivi rivoluzionari del socialismo: la proprietà e il controllo sociale della produzione, la programmazione e pianificazione dello sviluppo economico, finalizzati al soddisfacimento dei bisogni dell’umanità, alla fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e ad uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, sottratto al profitto.
I comunisti non sono fuori dalla storia: sono nel movimento reale che si sta prendendo la briga di dimostrare che la storia è già di nuovo in cammino.

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Proseguono le attività del PdCI contro la guerra e il Governo Berlusconi

Dalla fine di marzo, i Comunisti Italiani della provincia di Fermo sono impegnati, con cadenza quasi settimanale, in volantinaggi e presidi per informare la popolazione sulla barbarie scatenata dalla NATO contro la Libia.
Oggi siamo stati impegnati a Porto San Giorgio, dove abbiamo distribuito volantini sugli sviluppi del conflitto libico e volantini sulla manovra finanziaria, invitando i lavoratori ad aderire allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 6 settembre.

Il testo dei volantini:

La verità sulla guerra in Libia, per la risoluzione pacifica della crisi e l’autodeterminazione del popolo libico!

La stampa e i media radiotelevisivi, sempre più asserviti al dogma della “esportazione della democrazia”, stanno sistematicamente nascondendo quanto sta in accadendo il Libia. Ecco la verità dei fatti:

- 20.000 sortite aeree e più di 4.000 bombardamenti: fino a qualche giorno fa, si contavano 1.600 di obiettivi civili colpiti e oltre 2.000 morti, sempre tra i civili. Ancora sconosciuto il numero delle vittime causato dai ribelli, impegnati anche in uno sterminio di stampo razzista ai danni degli immigrati di colore.

- Tra i ribelli sostenuti dalla NATO spiccano nomi di terroristi legati ad Al Qaeda, come Abdul Hakim Belhadj, attuale comandante delle “truppe ribelli” di Tripoli, e vari voltafaccia prezzolati invisi o sconosciuti alla popolazione, piazzati dalla NATO (come Karzai in Afghanistan) al fine di controllare unʼarea strategica per lʼAfrica e il Mediterraneo.

- Si sta procedendo alla spartizione del petrolio libico a modo di “bottino di guerra”, operazione che porterà in breve alla fame il popolo libico, fino a ieri il più benestante nel Maghreb.

- Inutile dire che le spese militari sostenute dallʼItalia sono tutte a carico dei lavoratori, a cui presto si aggiungerà, come ha preannunciato il Ministro Romani, il rimborso alle compagnie italiane presenti in Libia... economicamente danneggiate dal conflitto (!).

E mentre la Libia affonda in un bagno di sangue, gli artigli della NATO minacciano già la Siria con la diffusione su larga scala di notizie false (ricordate le “armi di distruzione di massa” di Saddam?) per preparare lʼopinione pubblica al prossimo massacro.

NOI COMUNISTI CHIEDIAMO IL CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E SOSTENIAMO L'OFFENSIVA DI PACE PROPOSTA DA CHAVEZ E DEI PAESI PROGRESSISTI LATINOAMERICANI, PER LA CREAZIONE DI UNA COMMISSIONE INTERNAZIONALE CHE RICERCHI UNA SOLUZIONE NEGOZIATA DEL CONFLITTO IN LIBIA.
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UNA MANOVRA INGIUSTA E SBAGLIATA!

La manovra finanziaria del Governo è ingiusta e sbagliata:
INGIUSTA perché colpisce lavoratori e pensionati, salvando ricchi e imprenditori
SBAGLIATA perché blocca la crescita economica e non risolve i problemi del debito pubblico italiano.

La crisi economica dimostra il fallimento del neoliberismo e delle politiche dell’UE, aggravate in Italia da Berlusconi e della Lega che per anni hanno finto che la crisi non esistesse.

Serve una svolta, i soldi per sistemare i conti e favorire la crescita ci sono:
- 120 miliardi di euro possono essere sottratti all’evasione fiscale
- 24 miliardi possono essere risparmiati tagliando le spese militari
- 44 miliardi sono i soldi annualmente regalati alle grandi imprese
- 60 miliardi si disperdono per via della corruzione del sistema
- 135 miliardi sono invece il “fatturato” delle mafie

A fronte di questo, noi comunisti chiediamo:
- equità fiscale: patrimoniale, lotta all’evasione, tassazione delle rendite e dei capitali all’estero
- diritto al lavoro: difesa del contratto nazionale, rinnovo dei contratti, difesa delle pensioni, stop al precariato
- fine degli interventi militari e ritiro delle truppe, contestualmente al taglio delle spese militari
- cambiare la politica economica per favorire la crescita e lo sviluppo: fine dei privilegi per aziende e imprenditori, finanziare gli enti locali e i servizi pubblici, investire nella ricerca e nell'istruzione, nel futuro dei giovani, per il diritto alla casa, per il governo pubblico dell’economia

CON QUESTE RIVENDICAZIONI I COMUNISTI ADERISCONO ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 SETTEMBRE E PARTECIPERANNO ALLA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DALLA CGIL A FERMO, PIAZZALE AZZOLINO, DALLE ORE 10.00

Partito dei Comunisti Italiani - Federazione Provinciale di Fermo

Marx Ventuno: nasce una nuova rivista

Presentazione MarxVentuno

Ricostruire il Partito Comunista

Il volume può essere richiesto alla Federazione di Fermo del PdCI al costo di 15 euro (10 euro per studenti e disoccupati): pdci@comunisti-fermano.it - tel. 366 4376178

Il titolo parla da sé: Ricostruire il partito comunista, appunti per una discussione.
E' edito dalla Simple, a cura e per conto di Marx 21: l'Associazione politico-culturale presieduta dal filosofo e storico Domenico Losurdo, che coinvolge buona parte dei principali intellettuali marxisti italiani e si propone, oltre al lavoro di ricerca teorica, di riunire in un solo partito i comunisti che in Italia, oggi frazionati e dispersi, non rinnegano il patrimonio migliore del movimento comunista italiano ed internazionale.
Gli autori che si sono cimentati con questo importante lavoro sono noti e stimati nel loro campo e quasi non ci sarebbe bisogno di nessuna presentazione. Sono: Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Partito dei Comunisti Italiani (Pdci), già dirigente del PCI, più volte deputato al Parlamento, è un famoso ed apprezzato docente di Diritto Romano all’Università La Sapienza di Roma. Vladimiro Giacchè, economista marxista ed esponente di un'area vasta di “comunisti senza partito”, è autore di volumi e saggi filosofici ed economici, editorialista del Fatto Quotidiano e vicepresidente dell’Associazione Marx XXI. Fausto Sorini, tra gli animatori della componente leninista ed internazionalista che negli anni '80 contrasta la mutazione genetica del PCI,  è tra i giovani fondatori di Rifondazione Comunista, dirigente del settore esteri, animatore de l'Ernesto (rivista e area-politico culturale), tra i fondatori dell'Associazione Marx XXI. Al lavoro collettivo ha partecipato anche Andrea Catone, saggista e storico del movimento operaio, che gli autori ringraziano per il “contributo inestimabile”.
Il volume (352 pagine, articolate in 7 capitoli e 243 tesi) di per sé ricco di argomenti e spunti di riflessione, affronta le principali questioni che animano il dibattito dei comunisti e della sinistra alle soglie del terzo millennio, in Italia e nel mondo, come potete vedere dall’
indice. Ma il punto di forza di questo libro sta nel fatto che nessuna tra le questioni fondamentali che rappresentano per un comunista la propria “cassetta degli attrezzi” (siano queste problematiche inerenti all’Italia, come al mondo, del passato come del presente) vengono rimosse. Non sembri banale questa considerazione: all’indomani della caduta dell’Urss e dello scioglimento del PCI, la ricostruzione di una forza comunista organizzata nel nostro paese è avvenuta rimuovendo proprio le ragioni della sconfitta e delle difficoltà che avevano portato a quello stato di crisi. La ripartenza, quindi, è stata segnata da un nobile moto d’animo di chi non si arrendeva e voleva continuare a dirsi comunista, rinunciando però ad una discussione seria ed approfondita sulle ragioni dei comunisti e dei rivoluzionari in quella, pur turbolenta, fase storica. È stato così che si sono poste basi fragili, che hanno portato all’eclettismo politico, che ha così impedito il formarsi di un gruppo dirigente unitario ed alle divisioni e frammentazioni precipitate poi nel corso degli anni. Per ricostruire, per segnare una significativa ripartenza, è necessario innanzitutto cambiare registro. Ecco perché questo libro si presenta come una occasione ghiotta per aprire una discussione troppo a lungo rimandata. E questo non perché in questo testo siano contenute tutte le risposte alle domande ed ai problemi del presente, tutt’altro: in questo contributo sono indicati i nodi problematici (storici, storiografici, ideologici, culturali, di analisti politica,…) con i quali gli autori si cimentano, fornendoci un punto di vista importante che obbliga in ultima analisi il lettore a cimentarsi in un confronto alto e costruttivo come mai, negli ultimi anni (forse sarebbe più corretto dire: negli ultimi decenni), si era fatto.
“In queste pagine – scrivono  gli autori in conclusione - non ci siamo nascosti né le difficoltà che stanno di fronte a noi, né il tempo che richiederà una ripresa effettiva del movimento comunista in Italia. Non si ricostruisce in un giorno un’organizzazione politica che voglia essere al tempo stesso solida e di massa, definita da un’identità chiara e radicata nei luoghi di lavoro e nel territorio...
Tutto questo non si può fare dall’oggi al domani.
Ma (…) in questo lavoro di ricostruzione, duro quanto necessario, non partiamo da zero. (…) Partiamo dalle esperienze compiute dal movimento operaio e comunista italiano e internazionale: uno straordinario patrimonio di conquiste e di vicende che rappresenta – inclusi i suoi errori e arretramenti – una delle pagine più importanti nella storia dell’emancipazione dell’umanità. Partiamo dalle necessità attuali di miliardi di esseri umani che subiscono un sistema economico la cui apparente razionalità e inevitabilità nascondono una profonda irrazionalità e inefficienza, ingiustizie enormi quanto evitabili, e oggi anche il rischio di arrecare danni irreversibili all’ambiente. “
Proprio nelle prossime settimane sono in cantiere tantissime presentazioni del libro in tutta Italia. Non è solo un modo per pubblicizzarne l’uscita, quanto l’occasione per aprire una discussione tanto necessaria quanto stringente ed alla quale questo testo fornisce un originale contributo. Ed è l’occasione per riavvicinare all’impegno ed al confronto tante compagne e compagni che, in questi anni, hanno abbandonato la militanza e si sono allontanati dalla politica, o ancora i tanti giovani che guardano a questo mondo ingiusto con l’ambizione e la speranza di poterlo cambiare.
Pertanto vi invitiamo non solo ad acquistare e leggere questo libro, ma anche ad organizzarne la presentazione (con gli autori ed altri relatori) nella vostra città. Anche questa semplice attività diventa un piccolo mattoncino utile nella titanica, quanto indispensabile, impresa della Ricostruzione del Partito Comunista.

No all'intervento in Libia!

No all'intervento in Libia!
Dichiarazione di 58 partiti comunisti e operai
Per l'Italia aderisce il Partito dei Comunisti Italiani

Gli assassini imperialisti, guidati da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e NATO insieme, e con l'approvazione dell'ONU, hanno lanciato una nuova guerra imperialista. Questa volta in Libia.

I presunti pretesti umanitari sono del tutto falsi! Stanno gettando della polvere negli occhi dei popoli!
Il loro vero obiettivo è rappresentato dagli idrocarburi della Libia.

Noi, partiti comunisti e operai, condanniamo l'intervento militare imperialista.
E' il popolo stesso della Libia che deve determinare il proprio futuro, senza interventi imperialisti stranieri.

Chiamiamo i popoli a reagire e a esigere l'arresto immediato dei bombardamenti e dell'intervento imperialista!

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Clicca qui per una selezione di articoli sulla nuova guerra imperialista contro la Libia

Il volantino della Federazione di Fermo del PdCI contro la nuova guerra imperialista che distribuiremo nei prossimi giorni, a partire dal volantinaggio di domenica 27 aprile a Porto Sant’Elpidio:

volantino_guerra_libia

Libia: no alla guerra, sì all'autodeterminazione

Riproduciamo sotto il volantino che diffonderemo domenica a Valmir e, da lunedì, davanti alle scuole di Fermo.
Segnaliamo inoltre che venerdì 25 marzo alle ore 17.30 il compagno Francesco Francescaglia, responsabile esteri del PdCI, sarà ospite della sezione Tina Modotti di Ancona assieme al giornalista Bassam Saleh (corrispondente dell'agenzia palestinese "Al Nahr News") per un’iniziativa dedicata alle lotte dei popoli nordafricani e alle ingerenze imperialiste nel Maghreb. L’assemblea si terrà nella sala ANPI di via Palestro.

scarica il volantino per la stampa in bianco e nero

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L'anticomunismo in Europa non passerà!

Diliberto: solidarietà al KSCM, fermiamo l'anticomunismo

di Oliviero Diliberto
Le notizie che ci giungono dalla Repubblica Ceca sono inquietanti e gravissime. Una nuova caccia alle streghe è in atto, ai danni del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), con un tentativo evidente del governo di mettere fuori legge questa organizzazione che, ricordiamo, è la terza forza politica del paese, con consensi elettorali del 13% (alle elezioni politiche del 2006, il 14,18% alle Europee del 2009).
Nel cuore della Mitteleuropa, quindi, è in atto una feroce campagna che mira a mettere fuori legge i comunisti, a criminalizzare le lotte sociali e politiche di quel paese e dare la stura al revisionismo storico ed al revanscismo e ad equiparare gli eroi della lotta antifascista con i criminali di guerra che si sono macchiati di efferatezze ed azioni di brigantaggio nei confronti della popolazione civile. Non è la prima volta che una campagna del genere prende corpo: già alcuni anni fa il Ministero degli Interni lavorò alacremente per mettere fuori legge l’Unione dei Giovani Comunisti Cechi (KSM) e solo un ricorso al Tribunale ed una poderosa campagna di solidarietà internazionale, riuscì a far retrocedere il Governo di destra da questa decisione. Questa iniziativa è davvero incredibile e lesiva del Diritto e della Legge della Repubblica Ceca, inoltre incontra l’opposizione di larghi strati della popolazione di Boemia e Moravia, al punto che hanno espresso il loro disaccordo con questa legge anche numerosi e ben noti ex membri della dissidenza.
Sarebbe sbagliato considerare quanto sta accadendo oggi a Praga il frutto dell’azione isolata di un governo reazionario. In tutta l’Ue è in corso una poderosa campagna anticomunista, che mira a colpire (per via legislativa o con l’elevazione degli sbarramenti elettorali,…) tutte le forze comuniste che lavorano per una società libera dal capitalismo. Già il Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione che equipara “i crimini del comunismo” a quelli del nazismo, per preparare un retroterra culturale reazionario. E tutto questo accade mentre i paesi dell’Ue sprofondano in una crisi economica drammatica, paragonabile a quella degli anni Trenta.
La criminalizzazione dei comunisti, il tentativo di scioglierne le organizzazioni e metterle fuori legge, oltre a ricordare una delle pagine più nere della storia d’Europa, ci parla del tentativo di soffocare qualunque forma di protesta e dissenso e della costruzione di un alternativa ad un sistema che genera solo guerra, violenza e sofferenze.
Il Partito del Comunisti Italiani esprime la sua più convinta e fraterna solidarietà ai compagni del KSCM e continuerà a sostenere tutte le iniziative di contrasto al revisionismo storico anticomunista e si batterà per impedire tutti i tentativi di impedire ai comunisti di battersi per la trasformazione della società.
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Fermiamo la caccia alle streghe anticomunista nell'Unione Europea!
Comunicato di Jiri Mastalka, Vicepresidente del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), deputato europeo
Il Partito Comunista di Boemia e Moravia, minacciato di interdizione, fa appello alla solidarietà internazionale
(Traduzione di Mauro Gemma)

Il governo Ceco di destra continua a intensificare la pressione sul Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM). Senatori, deputati e ministri si sono pronunciati per la sospensione dell'attività del Partito o, addirittura, per la sua interdizione.
I tentativi di alcuni di questi individui si manifestano da molto tempo, ma fino ad oggi non c'era ancora stata ragione per prestarvi molta importanza, sebbene una Commissione Speciale del Senato fosse stata creata e fosse già stato preparato un progetto di legge che propone di sospendere l'attività del KSCM. Anche un partito della destra Ceca aveva disapprovato in passato questi tentativi.
Tuttavia ora la situazione è cambiata completamente. Per la prima volta dopo il 1989, tali questioni sono state messe all'ordine del giorno del governo Ceco, e alcuni suoi membri sono intenzionati a fare sul serio.
Dal punto di vista della destra, ciò sembra logico nel contesto delle misure prese, in ragione dell'impatto sociale devastatore di tali misure sul bilancio della maggior parte delle famiglie Ceche. Il governo opera in maniera imprudente e autocratica, da posizioni di forza, senza esitare a torcere le leggi per i propri fini, come è stato nel caso, ad esempio delle procedure del Parlamento Ceco. Mentre sferrava i suoi attacchi sociali alla fine dello scorso anno, il governo ha aggirato il Senato appena eletto, dopo aver perso la maggioranza nelle elezioni di autunno.
Esso ha sferrato colpi energici in campo sociale, mettendo progressivamente in pratica una serie di nuove misure miranti a svalorizzare il lavoro e a liquidare i diritti sociali dei lavoratori. I salari di tutti i funzionari sono stati drasticamente diminuiti. Le imposte di consumo saranno aumentate in proporzioni senza precedenti allo scopo di rendere possibile un sistema pensionistico, di cui beneficeranno solo i redditi più elevati e i fondi pensione privati, a detrimento della maggioranza. I diritti degli inquilini in affitto verranno ridotti e gli affitti saranno pesantemente rivisti al rialzo, ben al di là delle risorse di cui dispongono attualmente numerose famiglie. Sempre di più la gente prende coscienza che il solo fine di tali misure è l'aggravamento delle sue condizioni di vita, a beneficio di un pugno di ricchi. Inoltre, il governo Ceco è continuamente scosso da vicende di corruzione e da aspre lotte per il potere e l'influenza.
Ecco perché il governo ricorre a dei diversivi, per tenere occupati i cittadini in collera. Tra questi, tutta una serie di misure che hanno di mira de facto il Partito Comunista, per spaventare gli aderenti ed anche gli elettori del Partito. C'è, ad esempio, la cosiddetta Legge sulla Terza resistenza, che rende gli oppositori al precedente regime (socialista) eguali ai vecchi combattenti della guerra e ai valorosi combattenti della lotta antifascista, e che glorifica i criminali di guerra che hanno provocato morti tra i civili e si sono resi responsabili di atti di brigantaggio. Hanno espresso il loro disaccordo con questa legge non solo il KSCM ma anche numerosi noti ex membri della dissidenza.
La legge è già in discussione alla Camera dei deputati. Un'altra misura prospettata ora dal governo è quella di attingere dai redditi degli ex funzionari comunisti, per utilizzare i fondi sottratti per aumentare le pensioni dei membri della cosiddetta Terza resistenza.
Al momento, l'ultima misura presentata dal governo è quella di creare una commissione speciale al Ministero dell'Interno per raccogliere i documenti che permettano di intentare un'azione davanti alla Corte amministrativa suprema per sciogliere il KSCM.
E' possibile che il governo non decida di sospendere o di sciogliere il KSCM. Tuttavia, il nostro Partito deve essere pronto. Se necessario, il KSCM si difenderà con tutti i mezzi possibili, facendo ricorso ai Tribunali nazionali e stranieri. Contiamo anche sul sostegno di petizioni. La legge è dalla nostra parte; il nostro Partito non ha in alcun modo violato la Costituzione. Gli attacchi contro il KSCM sono stati sferrati solamente perché il governo della destra ha paura del rafforzamento della Sinistra.
Di conseguenza, facciamo appello alla vostra solidarietà e al vostro sostegno. Ne avremo particolarmente bisogno nell'ipotesi non dovessimo vincere la battaglia legale in condizioni interne particolarmente difficili e fossimo costretti a portare la questione a livello internazionale.

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Firmate l'appello del KKE contro il tentativo di vietare il comunismo in Europa!


Lo scorso 15 dicembre i Ministri degli Esteri di Lettonia, Lituania, Bulgheria, Repubblica Ceca, Ungheria e Romania si sono rivolti alla Commissione Europea per chiedere di formare una "posizione comune europea" riguardo ai presunti "crimini del comunismo" commessi in quei paesi ex-socialisti, dichiarando che "la giustizia deve assicurare un trattamento equo nei confronti delle vittime di tutti i regimi totalitari". Gli autori della lettera sostengono che è necessario assumere misure legislative per condannare i "crimini" commessi negli stati totalitari dell'Europa dell'Est, così come in molti paesi dell'UE vi sono leggi che proibiscono la negazione dell'Olocausto. Perciò sostengono di penalizzare "l'apologia pubblica, la negazione o una volgare banalizzazione dei crimini dei regimi totalitari".
Audronius Azubalis, Ministro degli Esteri della Lituania ha affermato: “chiunque conosce i crimini del nazismo, mentre solo una parte dell'Europa è consapevole dei crimini del regime comunista. L'UE necessita di strumenti legislativi contro i regimi totalitari, quelli del modello staliniano al pari di quelli dell'ideologia nazista". Aggiungendo che "nazismo e stalinismo sono ideologie sorelle".
Va sottolineato che nel 2010 la Lituania ha approvato una modifica del Codice penale che prevede due anni di carcere in caso di dichiarazioni pubbliche a favore "dell'occupazione sovietica" della Lituania o in caso di negazione o banalizzazione dell'importanza del presunto "genocidio della popolazione" o di altri "crimini" commessi dall'URSS.
Tale iniziativa cerca di generalizzare l'intimidazione dell'ideologia anticomunista attraverso l'adozione in Europa di misure legislative comuni contro coloro che difendono la verità storica dei fatti, il socialismo e le sue conquiste. Per questi motivi il partito comunista greco, KKE, ritiene che sia necessario che i partiti comunisti e dei lavoratori europei prendano immediate iniziative per condannare questa provocazione e per chiedere l'abolizione delle misure anticomuniste, le persecuzioni e i divieti.
Il KKE ha preparato una dichiarazione congiunta per condannare l'azione dei sei governi, che noi del PdCI abbiamo prontamente sottoscritto. Vi riportiamo, di seguito, il testo in inglese della bozza: entro la fine del mese sarà licenziato il testo definitivo con tutte le firme dei sottoscrittori.
Vi invitiamo a sottoscrivere anche singolarmente, oltre che come organizzazioni, la dichiarazione contro l'anticomunismo in Europa al fine di consentirci di inviare il tutto ai compagni del KKE:

http://www.oltre-confine.it/index.php?option=com_content&view=article&id=84:firmate-anche-voi-lappello-del-kke-contro-il-tentativo-di-vietare-il-comunismo-in-europa&catid=34:news

L'anticomunismo in Europa non passerà!

Dichiarazione congiunta di 45 Partiti Comunisti e Operai d'Europa


I Partiti Comunisti e Operai d'Europa condannano la provocatoria e oltraggiosa iniziativa dei ministri degli esteri della Bulgaria, Lettonia, Lituania, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca che chiede all'Unione europea di istigare la persecuzione legale di tutti quelli che all'interno dell'UE rifiutano le campagne reazionarie di riscrittura della storia e criminalizzazione dei comunisti e del comunismo.
Questo è un tentativo pericoloso di estendere la persecuzione e altre misure già in vigore in diversi paesi dell'UE contro chi non accetta le calunnie contro le esperienze storiche del socialismo reale e contro chi combatte i tentativi di cancellare il contributo decisivo che i comunisti hanno dato nella lotta per i diritti sociali e del lavoro e per la democrazia in Europa e respinge la distorsione della storia della Seconda Guerra mondiale e l'inaccettabile equiparazione del comunismo con il fascismo.
Non è un caso che questa iniziativa abbia luogo quando la classe operaia e le lotte popolari vanno rafforzandosi. L'intensificazione dell'assalto contro il lavoro va di pari passo con le misure anticomuniste. I comunisti sono bersaglio di questi attacchi non solo perché lottano affinché non siano i lavoratori a sopportare il peso della crisi capitalista ma perché sono gli unici che hanno la soluzione alla barbarie capitalista. La classe dominante, comprendendo a fondo l'impasse del sistema capitalistico e le sue contraddizioni insanabili, intensifica le persecuzioni, le minacce e i crimini. Tuttavia qualsiasi misura adotti non può sovvertire le inesorabili leggi dello sviluppo sociale né prevenire la necessità del rovesciamento del potere del capitale. Non è possibile impedire il rafforzamento dell'organizzazione della classe operaia e lo sviluppo della lotta di massa per il socialismo e il comunismo.
Dichiariamo fermamente che i piani anticomunisti della borghesia falliranno. La superiorità della nostra ideologia, la giusta causa della classe operaia infrangono le misure più aspre. Noi continueremo in maniera ancora più determinata e senza compromessi, al fine di sconfiggere il potere antipopolare del grande capitale. L'isteria anticomunista non inganna la classe operaia e le forze popolari che vivono i problemi della disoccupazione, l'arretramento della sicurezza sociale, dei diritti dei lavoratori, l'essenza della barbarie capitalista.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche, progressiste e antimperialiste di unirsi a noi nella lotta contro l'anticomunismo, una lotta che è direttamente collegata alla lotta per il lavoro e per i diritti popolari, la giustizia sociale, per un mondo senza sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

internazionale_kke
Partito Comunista d’Armenia, Partito Comunista d’Azerbaijan, Partito Comunista di Bielorussia, Partito del Lavoro del Belgio, Partito Comunista della Gran Bretagna, Nuovo Partito Comunista della Gran Bretagna, Partito Comunista di Bulgaria, Partito dei Comunisti Bulgari, Partito Socialista del Lavoro (Croazia), AKEL (Cipro), Partito Comunista di Boemia e Moravia, Partito Comunista di Danimarca, Partito Comunista in Danimarca, Partito Comunista d’Estonia, Partito Comunista di Finlandia, Partito Comunista di Macedonia, Partito Comunista Unificato di Georgia, Partito Comunista Tedesco, Partito Comunista di Grecia, Partito Comunista del Lavoro Ungherese, Partito Comunista d’Irlanda, Partito del Lavoro d’Irlanda, Partito dei Comunisti Italiani, Partito Comunista del Kazakistan, Partito Socialista di Lettonia, Partito Comunista del Lussemburgo, Partito Comunista di Malta, Partito Comunista di Norvegia, Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi, Partito Comunista di Polonia, Partito Comunista Portoghese, Partito Comunista Romeno, Partito Comunista della Federazione Russa, Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Partito Comunista del Lavoro di Russia - Partito dei Comunisti di Russia, Unione dei Partiti Comunisti - Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Partito dei Comunisti (Serbia), Nuovo Partito Comunista di Iugoslavia, Partito Comunista di Slovacchia, Partito Comunista dei Popoli di Spagna, Partito Comunista di Spagna, Partito Comunista di Svezia, Partito Comunista di Turchia, Partito Comunista d’Ucraina, Unione dei Comunisti d’Ucraina

Altri firmatari:
Unione della Gioventù Comunista (KSM, Rep. Ceca), Unione Comunista Rivoluzionaria di Francia, Partito dei Comunisti (Bolscevichi) d’Ucraina

Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare,
dal sito internazionale del KKE.

Vent'anni dopo, intervista di l'Ernesto online a Oliviero Diliberto

Un Congresso nel 2011 per aprire un cantiere per la ricostruzione del Partito Comunista

di Sara Milazzo

VENT’ANNI DOPO - Quadro internazionale e nazionale; scontro di classe in Italia ed esigenza dell’unità dei comunisti e della ricostruzione del Partito comunista come cardine dell’unità a sinistra


su l'Ernesto Online del 31/01/2011

scarica l’intervista in formato pdf

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Parte la campagna Tesseramento 2011

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L’anno che comincia può essere decisivo per le lotte, quindi il ruolo dei comunisti nella società italiana. L’avanzamento del sistema socio-culturale della destra ci richiama ancora maggiormente al compito di responsabilità che la storia ci ha assegnato e che dobbiamo perpetrare senza esitazione alcuna.

La disoccupazione giovanile cresce, le diseguaglianze sociali anche, ripren-dono massicciamente le emigrazioni dal sud d’Italia e le condizioni di vita dei lavoratori e dei pensionati peggiorano a vista d’occhio. Le nostre città sono meno sicure, il futuro è di fatto un’incognita per tutti e la cultura che potrebbe rappresentare un’opportunità è invece vista come onere non supportabile. Il ruolo della donna, inoltre, torna ad essere propedeutico ai bisogni preminenti dell’uomo ed è venuta meno ogni forma di reciproco sostegno.

Una stagione intera di diritti e conquiste viene dunque vanificata nei fatti e quello che qualcuno vorrebbe spacciare per progresso è in realtà un arretramento preoccupante della condizione umana.

Il Governo Berlusconi, responsabile primario di questo stato di cose, stretto tra gli opportunismi del suo leader e la violenza culturale della Lega Nord, potrebbe essere al capolinea, ma ciò non significa che gli effetti devastanti dei principi antidemocratici, illiberali, discriminatori, che esso ha inculcato in gran parte della popolazione siano facilmente superabili, tutt’altro. Un’opposizione parlamentare inconcludente fa il resto. Il nostro ruolo, va perciò oltre l’azione politica originaria, interviene in un quadro di riferimento più ampio nel quale serve osare, credendo pienamente nelle nostre idee e nella possibilità che esse rappresentino una vera inversione di tendenza. Serve perciò continuare le mobilitazioni a tutti i livelli, nel mondo della scuola e con gli studenti, nelle fabbriche e con i lavoratori, in ogni situazione di conflitto che protenda ad un miglioramento dell’esistente ed a rimettere in moto le leve del pensiero.

Facciamolo orgogliosamente da comunisti, nella Federazione della Sinistra, aderendo da subito al PdCI, rinnovando la tessera, tenuto conto che crescente è anche la richiesta di nuove adesioni (soprattutto di giovani), tessera che quest’anno si richiama alla migliore tradizione di quel Partito che ha segnato in positivo la storia del nostro Paese, consapevoli che ognuno di non da solo non vale niente, ma insieme si possono davvero cambiare le cose.

Vincenzo Calò, responsabile del tesseramento
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Per la ricostruzione del partito comunista

di Marino Severini* e Fosco Giannini**, su Il Resto del Carlino del 12/01/2011

Una goccia del mare è tutto il mare. Ciò che è accaduto agli operai del Cantiere Navale di Ancona, a quelli della Merloni e alle operaie della Jenni accade all’intera classe operaia italiana. Sfruttare, delocalizzare, licenziare: unici verbi dei padroni. La fase che viviamo è la peggiore della storia della Repubblica. Le guerre, il razzismo, l’abbattimento dei salari e dei diritti, la precarizzazione della vita stessa, la distruzione del welfare, l’indifferenza sociale: il dominio del capitale è assoluto. A Genova vedemmo il neo fascismo all’opera e oggi gli studenti che lottano contro la distruzione della scuola e dell’università pubblica sono per Gasparri “terroristi” e contro il movimento studentesco è richiesto lo stato di polizia. La stessa Fiom è collocata sul versante “terrorista”. Ma l’ordine antioperaio e padronale non ha più limiti: il progetto Marchionne – Fiat dello scorso dicembre schiavizza i lavoratori. E i comunisti e il sindacato di classe, come in un colpo di stato, sono esclusi dalla fabbrica. Di fronte a ciò occorre una controtendenza culturale e politica di massa; è tempo che una forza organizzata, radicata nei luoghi di lavoro e nella società torni a dire ai giovani, ai lavoratori che il capitalismo non è un destino storico. Occorre un nuovo e più forte partito comunista, che si ponga alla testa delle lotte, che riconsegni ai lavoratori una coscienza di classe e riapra un orizzonte socialista. Occorre unire le comuniste e i comunisti in un unico partito, che sappia essere cardine dell’unità della sinistra di classe.

La ricostruzione di un Partito comunista è per noi come l’approdo ad una Terra nuova dopo tanto naufragare. Chi chiama è uscito vivo dal naufragio, ha superato la palude del pensiero debole, della sinistra mediocre, genuflessa al potere. Un Partito comunista è oggi necessario per contrattaccare e non contrattare; per riaffermare la centralità del lavoro in un progetto di società solidale. Il che significa ricollocare al centro la categoria rivoluzionaria della Dignità e lo strumento per la sua conquista: la Coscienza. E per questa forza c’è bisogno di tutti/e coloro che hanno mantenuto buona volontà e intelligenza del cuore.

Siamo dei sognatori? No, la realtà ci dimostra che la nostra idea ha basi materiali: nell’ultimo quindicennio le forze comuniste, rivoluzionarie, antimperialiste hanno registrato vittorie immense in tutta l’America Latina, in vaste aree dell’Africa, in Asia; e anche in Europa i partiti comunisti e le forze della sinistra rialzano la testa e conducono le lotte contro le guerre e il liberismo. E non siamo sognatori chiedendo che un nuovo e più forte partito comunista torni alla lotta, non lo siamo perché a chiederlo è lo stesso e vastissimo dolore sociale. Ivan Della Mea, cantando l’Internazionale di Fortini, diceva per tutto noi che “questo mondo non ci avuti e non ci avrà”. Siamo per l’unità dei comunisti e per il rilancio di un partito comunista in Italia. Per questo ci impegniamo e lotteremo.

* “Voce” de La Gang
** Senatore PRC XV Legislatura
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Pietro Secchia, iniziativa dell'Ass. Marx XXI

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Relazione sull’iniziativa


“Pietro Secchia. Attualità di una proposta di lotta
per la democrazia progressiva”
Fermo – 7/12/2010

Associazione politico-culturale Marx XXI


Il 7 dicembre scorso, a Fermo, si è svolta un’iniziativa incentrata sulla figura di Pietro Secchia, importantissimo dirigente della Resistenza e del Partito Comunista Italiano. L’incontro, intitolato “
Pietro Secchia, attualità di una proposta di lotta per la democrazia progressiva” e promosso dall’Associazione politico-culturale Marx XXI in collaborazione con il Partito dei Comunisti Italiani del Fermano, è stato un importante momento di riflessione e di dibattito sulle attuali principali problematiche, come quella del rapporto tra lotta istituzionale ed extra-istituzionale, dell’azione dei comunisti in Italia. Non si è trattato quindi tanto di un appuntamento di carattere meramente storico, bensì di un’iniziativa mirante a far riflettere sull’attualità del pensiero e dell’azione politici di Pietro Secchia. -> Scarica il file della relazione in formato pdf

Tra le macerie di Haiti: la situazione a dieci mesi dal terremoto

Venerdì 3 dicembre alle ore 17.00, presso la Sala Imperatori di Porto San Giorgio, si terrà un'iniziativa organizzata dal coordinamento provinciale della FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) dedicata all'informazione su quanto è avvenuto e sta avvenendo ad Haiti dopo il terremoto dello scorso gennaio. All'emergenza umanitaria, aggravatasi recentemente con la diffusione del colera, si sono aggiunte problematiche di tipo sociale e politico che risentono anche della presenza militare straniera e della collocazione geopolitica del paese. Di questo parleremo col dott. Massimo Urbani (medico chirurgo esperto di cooperazione internazionale, già in servizio ad Haiti per la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa) e con Francesco Francescaglia (responsabile esteri del Partito dei Comunisti Italiani e membro del Consiglio Nazionale della Federazione della Sinistra). Interverrà anche Raffaele Bucciarelli, consigliere regionale della Federazione della Sinistra: oltre all'informazione, gli organizzatori infatti intendono dare il via ad un intervento concreto per la popolazione dell'isola chiedendo anche l'impegno da parte delle istituzioni regionali.

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Intervento di Diliberto al Congresso della Federazione della Sinistra

1° Congresso della Federazione della Sinistra

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FIOM - DILIBERTO: "SCIOPERO GENERALE PROPOSTA GIUSTA E SENSATA"

"Dalla manifestazione della Fiom è venuta la proposta dello sciopero generale, accolta con entusiasmo consapevole dalla enorme massa di persone che vi partecipavano. E' la proposta giusta, l'unica sensata, arrivata direttamente dal popolo della sinistra. Perchè quello di sabato era il popolo di sinistra, c'erano tutti al fianco degli operai della Fiom, tutti quelli che non ne possono più della deriva a cui Berlusconi ha portato l'Italia. E che sono molti di più di quanto non ci si renda conto".
Lo dichiara Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Fds.
"Oggi - continua Diliberto - pur nell'assenza del più grande partito del centrosinistra, il Pd, il popolo della sinistra ha preso il proprio destino nelle mani. E sbaragliando tutto il chiacchiericcio del Palazzo ha rimesso al centro dell'agenda politica la grande, democratica questione del lavoro e dei suoi diritti".

Direzione Nazionale del PdCI

Il 17 e 18 luglio si è riunita a Roma la Direzione Nazionale del Partito, allargata alle Segreterie di Federazione.
In attesa della pubblicazione ufficiale dei documenti, pubblichiamo la relazione conclusiva del Segretario Oliviero Diliberto.

Solidarietà al popolo greco!

Scarica il volantino stampabile in formato pdf

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Pettinari premiato dai comunisti romeni

Flavio Pettinari, dirigente della Federazione Provinciale di Fermo del PdCI, è stato recentemente insignito del Diploma d'Onore dell'Associazione Romania Operaia e dell'Unione dei Comunisti Romeni.
Daniel Dediu e Ciprian Pop, ovvero il Presidente e il Primo Segretario delle citate organizzazioni, hanno motivato questo riconoscimento con l'impegno di Pettinari nell'ambito della solidarietà internazionale comunista e operaia, volendo inoltre sottolineare i legami di Pettinari con la Romania, dove frequentò alla fine degli anni '90 l'Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca per poi collaborare con la rivista Flacara del poeta Adrian Paunescu.
Il riconoscimento è stato consegnato all'esponente fermano dei Comunisti Italiani durante una visita in Italia del Segretario dell'Unione dei Comunisti Romeni.

Terremoto in Abruzzo: solidarietà attiva dei comunisti

Ringraziamo tutti i compagni che hanno prontamente offerto la propria disponibilità per la brigata di solidarietà per le vittime del terribile sisma in Abruzzo. Alcuni compagni stanno gia operando sul posto curando vari aspetti logistici. Poichè non è possibile al momento raggiungere celermente l'area colpita dal terremoto è necessario attivare una catena di solidarietà attraverso l'invio di cibo, acqua, vestiario, tende ai punti di raccolta che il Partito ha predisposto:

CHIETI SCALO, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Scaraviglia, n. 20. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Valerio Di Ruscio cell.338.3343228, Dario Leone cell. 320.2727121

PESCARA, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Marconi, n. 109. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Silvana Palumbi cell. 335.8121927

TERAMO, presso la sede della Federazione del PdCI in corso De Michetti, 56°. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Francesco Antonini cell. 347.2791175

GIULIANOVA (TE), presso la sede della sezione del PdCI, in via Gramsci, 38. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Franco Caruso cell. 349.2161843.

Oltre alla raccolta, il PdCI abruzzese organizza anche dei volontari. Sia per la consegna delle donazioni, che per partecipare alle operazioni di soccorso, chiediamo di fare riferimento ai numeri sopra indicati per evitare disguidi.

Un'altra Italia, un'altra politica

Appello per la manifestazione dell’11 ottobre

Roma 10 settembre 2008 
Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.
Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l'hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E' una risposta che non può tardare ed è l'unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica.
Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un'opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi:

riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell'Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione) ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;

imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" è necessario intensificare i controlli e imporre l'applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;

respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università e alla ricerca, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E' una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo è costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;

rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico;

sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni, prima fra tutti l'acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un'idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un'idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell'esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell'uso delle risorse e l'uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E' fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico;

contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l'immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.

Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno.
L'attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com'è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali). Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l'ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
A tal fine proponiamo la convocazione per l'11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un'iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all'avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

Tra i promotori:
Vittorio Agnoletto, Ciro Argentino, Alberto Burgio, Fausto Bertinotti, Augustin Breda, Luciana Castellina,  Aurelio Crippa, Sandro Curzi, Nunzio D'Erme, Jose Luis Del Rojo, Don Roberto Sardelli, Fosco Giannini, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Claudio Grassi, Heidi Giuliani, Igor Kocijancic, Margherita Hack, Pietro Ingrao, Orazio Licandro, Ramon Mantovani,  Citto Maselli, Lidia Menapace, Mario Monicelli, Valerio Monteventi, Gennaro Migliore, Gianni Minà, Roberto Musacchio, Andrea Occhipinti, Manuela Palermi, Luigi Pegolo, Simona Panzino, Giovanni Russo Spena, Pino Sgobio, Ersilia Salvato, Stefano Tassinari, Aldo Tortorella, Nichi Vendola, Jacopo Venier.

Ribelli e partigiani, la Resistenza nelle Marche

E’ uscita presso l’editrice Affinità Elettive la nuova edizione, riveduta e ampliata, del libro Ribelli e partigiani. La resistenza nelle Marche 1943-1944, di Ruggero Giacomini.
Il libro verrà presentato al pubblico Venerdì 29 agosto 2008 ore 18,15, in Ancona presso la Sala Anpi di Via Palestro 6, ad iniziativa dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, del Centro culturale marchigiano La Città futura e dell’ANPI Regionale delle Marche il prossimo. Oltre all’Autore interverranno:
Massimo Papini, Direttore dell’IRSMLM
Nazareno Re, Presidente regionale dell’ANPI
Amoreno Martellini, Docente di Storia contemporanea Università di Urbino

IL LIBRO
Ribelli e partigiani offre un racconto aggiornato della Resistenza nelle Marche, insieme di piacevole lettura e scientificamente rigoroso, rivolto specialmente ad un pubblico giovane.
E’ la prima ricostruzione della resistenza che assume l’intero ambito marchigiano a riferimento, occupandosi della lotta partigiana, ma anche dei molteplici e controversi aspetti legati al periodo della guerra e dell’occupazione nazifascista.
Rispetto alla precedente del 2005 andata da tempo esaurita, questa edizione si caratterizza per una maggiore ampiezza e completezza di temi, il recupero critico di protagonisti e figure dimenticate, l’utilizzo di nuove fonti archivistiche resesi nel frattempo disponibili, come i rapporti sugli eccidi nelle Marche occultati nell’armadio della vergogna, l’esame pressoché esaustivo della immensa e dispersa bibliografia locale.
La resistenza marchigiana si inserisce così nel quadro del movimento e degli studi nazionali, ponendo rimedio ad una lunga rimozione e sottovalutazione.
Il volume è dedicato a Enzo Santarelli, il grande storico contemporaneista anconetano scomparso da alcuni anni, e reca in copertina un disegno del celebre pittore jesino Carlo Cecchi, nipote di uno dei caduti nell’eccidio fascista del 20 giugno ’44.
Il volume è arricchito in appendice delle canzoni prodotte dalla resistenza marchigiana, di lettere partigiane che documentano dall’interno i sentimenti e le attese dei protagonisti e dei caduti, del “medagliere” della resistenza.

UN TEMA SEMPRE VIVO
L’interesse per la Resistenza è sempre vivo, per la consapevolezza diffusa che quel movimento pur concentrato nel tempo ha rappresentato un evento straordinario di partecipazione e di crescita democratica, segnando fortemente il vissuto e il futuro degli individui, delle comunità e del paese. Lo confermano le stesse distorsioni interessate e gli assalti revisionistici, protesi a confondere, rovesciare e cancellare il senso stesso degli avvenimenti. Ritornare con rigore critico al passato è un efficace e sicuro antidoto alle rimozioni e un contributo alla responsabilizzazione per il presente e il futuro della democrazia.

L’AUTORE
Ruggero Giacomini, dottore di ricerca in storia dei partiti e movimenti politici, è nato a Sarnano, ha studiato a Urbino e vive ad Ancona. E’ stato allievo e collaboratore dello storico Enzo Santarelli. Studioso di Gramsci – una sua biografia è stata tradotta a Cuba - e dei movimenti per la pace, ha pubblicato lavori con Vangelista, Angeli, Teti, Editori Riuniti, La Città del Sole, Il Lavoro Editoriale, L’orecchio di Van Gogh. Della Resistenza si è occupato a partire dalla tesi di laurea su Urbino 1943-44. Ha curato voci per l’
Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza (La Pietra), è coautore dell’antologia Guerra di Resistenza. Le Marche dal fascismo alla liberazione, edita nell’ambito delle iniziative del Comitato regionale per il 50° della Liberazione. Partecipa dalla costituzione alle attività dell’Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione delle Marche e del Centro culturale marchiiano “La Città futura”. E’ stato coordinatore scientifico del progetto per il Museo della Resistenza realizzato dal Comune di Falconara Marittima.

IL GIUDIZIO di Massimo Papini, Direttore dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche:
“La lunga frequentazione della resistenza marchigiana da parte di Giacomini (coautore e curatore, tra l’altro, nel cinquantesimo anniversario, di un’antologia per le scuole per conto dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche) emerge dalle pagine del libro. La materia è a lui ben nota e occorre ricordare che in altre occasioni ha avuto delle importanti intuizioni, storiograficamente rilevanti, in merito al tema della disobbedienza civile nella scelta partigiana, dell’uso del terrore nella strategia d’occupazione tedesca o quello del rifiuto della guerra come radice della Resistenza (in sintonia con i suoi studi sul pacifismo). E’ evidente come egli cerchi in quest’opera di raccogliere e di mettere a frutto tutto il patrimonio di letture, di conoscenze e di riflessioni maturato in tanti anni”.

Nuovo sito...

Cari compagni,

abbiamo pubblicato la nuova versione del sito, più leggera e conforme agli standard "www2".
Per ora è un po' spoglia, ma piano piano la riempiremo magari con più contenuti rispetto alle immagini... com'era invece nelle versioni precedenti.

A questo proposito, come vedete abbiamo messo anche una sezione "blog & notizie", dove pubblicare le comunicazioni, i commenti, le iniziative a così via. Quindi chiedo a tutti, ma soprattutto agli eletti, ai membri dei direttivi, ai responsabili di sezione di mandarci qualsiasi cosa di interesse (iniziative, comunicati stampa, commenti a quanto succede ecc.) inclusi gli articoli che appaiono sulla stampa e che ci riguardano.

Insistiamo su questo aspetto perché l'unico spazio che per ora ci rimane gestibile dopo essere stati estromessi dal Parlamento è proprio la rete, e avere un sito continuamente aggiornato è un modo per farsi sentire.
Tra l'altro, il nostro sito, che ha quasi un anno, ha avuto una media di circa 30 visite al giorno, con dei dei picchi di 60 durante il periodo pre-elettorale, ciò significa che pur con scarsa pubblicità gli elettori e i compagni vi hanno cercato informazioni.

Infine, proprio per questo scopo, vi chiediamo di aggiungere l'indirizzo del sito ai volantini, ai manifesti, alle comunicazioni soprattutto in vista della campagna elettorale per le provinciali!

Grazie