Il PdCI in piazza con la CGIL

Il Partito dei Comunisti Italiani della Provincia di Fermo ha partecipato alla manifestazione organizzata dalla CGIL in occasione dello sciopero generale. Abbiamo partecipato diffondendo il nostro materiale informativo sulla manovra finanziaria del Governo con le nostre proposte, il volantino contro la guerra della NATO in Libia e la sintesi del Documento politico del 6° Congresso del Partito assieme all’editoriale, apparso su MarxVentuno (8/08/11), di Oliviero Diliberto intitolato "La fase attuale e i nostri compiti".
Abbiamo diffuso anche delle copie della rivista MarxVentuno, nuova serie de l’ernesto.
Per vedere le foto e il resto del materiale diffuso, clicca qui.

Guglielmo Massucci interviene sulla soppressione delle festività civili

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Nel dibattito relativo alla soppressione delle festività civili come 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno, interviene anche l’Assessore della Provincia di Fermo Guglielmo Massucci.

“La proposta del Governo risulta drammaticamente paradossale su due fronti. Da un lato cancellerebbe la storia del nostro Paese, la sua identità, fatta soprattutto di quelle pagine straordinarie che hanno permesso la conquista della democrazia e di diritti inalienabili come quello del lavoro.

Dall’altro, ed è l’aspetto che come Assessore provinciale al Turismo mi preme evidenziare con forza, avrebbe ricadute devastanti in termini economici. Il periodo festivo primaverile, infatti, risulta essere un momento in cui il turista conosce i luoghi, cerca strutture ricettive per poi, in moltissimi casi, programmare proprio lì la vacanza estiva.

Stabilire di cancellare queste feste - tra l’altro senza alcun confronto con Enti locali ed associazioni di categoria - significa soffocare qualsiasi tentativo di destagionalizzazione del comparto turistico, un aspetto sul quale come Provincia di Fermo stiamo lavorando in perfetta sinergia con tutti gli operatori del territorio attraverso il Tavolo Azzurro.

E’ assolutamente folle togliere opportunità di sviluppo ad un settore cruciale, proprio nella sua fase più complessa e delicata: penso soltanto alla tassa sul turismo, proposta sempre da questo Governo, o alla direttiva Bolkestein che non si riesce ad eliminare. Se a questo quadro aggiungessimo anche la soppressione delle feste di Liberazione, del lavoro e della Repubblica, il turismo subirebbe un colpo mortale”.

da: http://www.provincia.fermo.it/notizie/comunicati-stampa/1013

Massucci: tutelare e sostenere il turismo fermano nella sua interezza

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In riferimento all’articolo apparso pochi giorni fa riguardante la programmazione turistica regionale e l’istituzione dei distretti turistici balneari, non si capisce a cosa si faccia riferimento quando si parla di spezzettamento del territorio fermano.
Riguardo al primo punto, l’unico strumento di programmazione regionale a livello turistico è il cosiddetto Programma di Promozione Turistico, il quale non fa distinguo a livello di territori ma descrive le operazioni che la Regione Marche intende porre in essere nel corrente anno al fine di rafforzare il brand Marche nel suo insieme ed aumentare quindi i flussi turistici, nazionali e stranieri.
Naturalmente,
la Provincia di Fermo resta vigile affinché gli interventi da realizzare siano quanto più rilevanti e, comunque, rappresentativi dell’intero territorio. In tale ottica, anche l’opera finora posta in essere dal S.T.L. Marca Fermana, con il quale vi è una stretta e proficua collaborazione, va nella stessa direzione (si ricorda, infatti, che nell’Asse 9 del predetto PPT 2011 gli unici beneficiari di contributi per progetti omogenei ed integrati a livello turistico provinciale sono i Sistemi Turistici Locali, ove costituiti e riconosciuti).
Riguardo ai “distretti turistico-balneari”, varati con Decreto Legge sullo sviluppo del 5 maggio scorso al fine di rilanciare i distretti a vocazione turistico balneare attraverso le Reti di impresa e le zone a burocrazia zero sulla fascia costiera, mi preme sottolineare che sin dalla sua emanazione la Provincia di Fermo ha seguito con attenzione tutto l’iter ed ancora sta monitorando la sua eventuale conversione in Legge, che dovrebbe avvenire tra circa un mese, ma che non è per nulla certa.
Per tale ragione sia la Regione Marche - che nel caso avrà competenza diretta nella costituzione di tali distretti - sia la Provincia di Fermo non possono far altro che attendere l’evolversi della situazione fermo restando che, nel caso di conversione, farà il possibile per quanto in suo potere per facilitare l’istituzione nel nostro territorio di tali opportunità.
Ricordo, infatti, che
la salvaguardia dei soggetti che operano nel settore turistico balneare è stata sempre una nostra prerogativa e la dimostrazione è stata la nostra netta opposizione alla Direttiva Bolkestein nell’ambito delle concessioni demaniali al fine di garantire agli operatori balneari interessati di poter continuare la loro attività in un clima di certezze e necessaria tranquillità, con la creazione di stabilità in un’economia essenziale per il nostro territorio e per il Paese.
 
L’Assessore al Turismo della Provincia di Fermo
Prof. Guglielmo Massucci

Intervento di G. Massucci: l'importanza di promuovere un territorio di qualità e delle qualità

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Alla luce dei favorevoli dati turistici della stagione estiva appena conclusa, che ha visto la Provincia di Fermo incrementare sia le presenze del 5,2%, sia gli arrivi del 2,8% (periodo gennaio-agosto 2010), l’Assessore al Turismo della Provincia di Fermo, Guglielmo Massucci, si interroga su come la proposta di istituzione del modotromo nell’area di San Marco alle Paludi, alle porte di Fermo, si possa coniugare con una politica turistica incentrata nel promuovere un territorio di qualità e delle qualità.

“In tale ottica stiamo lavorando per dare un’immagine di territorio indenne da situazioni critiche ed inquinanti – sottolinea Massucci – puntando anche su un’agricoltura salubre che possa quindi dare prodotti genuini. In questo, siamo stati anche aiutati dalla nostra storia recente che è scampata ad un’urbanizzazione selvaggia, conservando la sua integrità che oggi stiamo vendendo a livello turistico. Per tale ragione sono contrario all’inserimento in un polmone verde dell’entroterra fermano, quale quello dell’area di San Marco alle Paludi, di un motodromo che non potrà che deteriorare un suolo ed un’area ad alto valore paesaggistico, storico e naturalistico. E con esso l’immagine turistica che nel tempo abbiamo costruito e che stiamo veicolando, a quanto pare con buoni risultati. I dati positivi di questa stagione turistica lo dimostrano ed ancora di più se si sommano a quelli della passata stagione (+ 10% negli arrivi e + 4,6% nelle presenze) ove il dato fu in parte gonfiato dall’ospitalità fornita ai terremotati aquilani, quest’anno non influente. Dati importanti per il turismo fermano, che ci debbono far riflettere. Come d’altronde il rapporto costi/benefici dell’operazione i quali, a mio parere, tendono dalla parte del territorio. Alla lunga – volendo ragionare soltanto in termini economici – i posti di lavoro che può produrre il motodromo rispetto a quelli che il comparto turistico in quella zona può veicolare sono minori: basti pensare ad un paesaggio ben conservato sotto forma di turismo culturale, di agriturismo, di residenze qualificate in antichi borghi e casali, di agricoltura specializzata, ecc. Il turismo è un settore economico trainante per la nostra economia e nel futuro lo sarà sempre di più. E per fare turismo, per organizzare un prodotto turistico efficace non si può non partire dal territorio. E questo deve essere tutelato. Se una prestigiosa rivista americana ha inserito le Marche fra i paradisi terrestri del mondo lo ha fatto anche e soprattutto per la salubrità che il territorio in cui viviamo possiede e sprigiona, per l’ambiente ancora tutto sommato incontaminato dove poter vivere bene ed in salute”.

Tratto dal sito web della Provincia di Fermo.

Intervista a Guglielmo Massucci

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Laura Gioventù incontra il Prof. Gugliemo Massucci, Assessore al Turismo, Agricoltura, Patrimonio e Edilizia Scolastica della Provincia di Fermo.

Fermo, 28 aprile 2010

Leopardi scrive della Donzelletta che venendo dalla campagna sogna di un sabato pieno di speranze. A oggi l'immagine agreste e campagnola dei Marchigiani com’è cambiata e chi potrebbe essere il prototipo simbolo del cambiamento, il solito "scarparo” arricchito sfornando suole e tacchi nel sottoscala di casa, oppure una nuova considerazione di se stessi non più come provinciali ma come partecipanti attivi nel contesto Europeo tramite la Cultura e il Turismo sempre più adeguati ai tempi che cambiano?

Noi abbiamo un grosso patrimonio sia come Provincia di Fermo ma credo anche come Regione Marche ed è la nostra ruralità e sono sicuro che la Donzelletta del Leopardi oggi possa essere inserita in questo contesto rurale, perché quando parliamo di ruralità, parliamo di borghi antichi, di agriturismi e parliamo di sapori che provengono dai saperi antichi del territorio. Credo quindi che la “Donzelletta che rientra in sul calar del sole” si può ambientare facilmente in questo nostro contesto attuale. La ruralità sarà sicuramente l’arma e il motore più forte per il nostro inserimento nell’ambito turistico europeo: abbiamo avuto alcuni turismi particolari come il mare, la montagna, la Cultura e ora si inserisce il nuovo filone dell’ambiente, dei prodotti agro-alimentari, dei prodotti sani, del recupero del territorio, della salubrità dell’aria. Queste saranno le nostre nuove potenzialità da mettere in campo per avere un riscontro proficuo nel contesto europeo. Si punta sulla ruralità, anche perché in questo momento sono disponibili finanziamenti europei, c’è il nuovo PSR (Programma di Sviluppo Rurale) che concede aiuti, ci sono i Piani Integrati Territoriali, i famosi PIT, che danno supporti, e si tratta appunto di sostegni che vanno verso il recupero di una produzione agricola sana, che poi va riversata nel settore turismo.

Il Turismo, specialmente del nostro litorale, è sempre stato considerato idoneo per le famiglie, ed anche le offerte alberghiere lo confermano, oltre al già consolidato turista-famiglia cosa e con quali forme strutturali potremmo far divenire spazio e tempo libero interessanti anche per i ragazzi, sia Italiani sia Europei? Un nuovo rapporto Cultura-Divertimento-Turismo è possibile?

Possibile lo è, ma sicuramente difficoltoso per noi, soprattutto come Provincia di Fermo. La nostra costa è stata sempre a servizio della famiglia almeno fino al raggiungimento di una certa età dei figli, infatti, quando i genitori cominciano ad avere un’età matura, seria, importante (ride) e i figli entrano nella maggiore età, chiaramente il nostro turismo non è più adatto alle esigenze giovanili, di conseguenza, scattano turismi come Rimini oppure San Benedetto del Tronto e i ragazzi si spostano più a Nord o più a Sud; questi luoghi rappresentano una grande attrattiva per i giovani.

Come possiamo invertire questo trend? Quale potrebbe essere la caratteristica seducente per attirare, nella nostra Provincia, il Turismo giovanile, strutture più ricettive o programmi più intriganti?

Io credo che le risorse ci siano, forse, per il momento possiamo dire che si tratta di risorse un po’ “virtuali”: parliamo della riorganizzazione dei piani spiaggia. Oggi la Regione Marche sta consentendo ai gestori delle concessioni demaniali l’uso di piscine, l’utilizzo di strutture per feste sulla spiaggia e l’offerta degli chalet si stanno modificando per andare incontro alle esigenze delle nuove generazioni e questo potrebbe rappresentare un valido aiuto per avere un turismo più giovane. Tuttavia, questa grande risorsa che è il nostro litorale oggi è molto a rischio, ci sono, infatti, disposizioni europee e nazionali che limitano a sei anni i tempi della gestione delle concessioni. Se questa legge è già in vigore a livello statale e della Comunità Europea, se noi non riusciremo a modificare questa normativa, sicuramente cadrà anche questo discorso perché i nostri gestori balneari non avranno più interesse ad investire in queste strutture; del resto, perché riversare denaro su qualcosa di cui si è responsabili per soli sei anni? Di questo passo si rischia la “desertificazione” delle nostre spiagge e delle nostre strutture.

Questo considerando solo la costa, nell’entroterra, invece, che cosa potremmo fare?

Per il discorso della montagna e delle zone interne, lì certo, diventa più difficoltoso organizzare un turismo per i giovani. Qualcosa sta avvenendo a livello organizzativo e nelle strutture dei piccoli paesi dove sono nate nuove Associazioni che stanno organizzando diverse feste, soprattutto “feste della birra”, riservate principalmente ai giovani e che comunque, soprattutto nella stagione estiva, sono anche motivo di attrazione turistica. L’entroterra sta facendo diverse proposte, tra cui rassegne enogastronomiche e festival musicali, che potrebbero essere una valida attrattiva per il divertimento giovanile, ma siamo ancora all’inizio!

Per un discorso coordinato su tutto il territorio, avete mai pensato di aprire un “Assessorato al Divertimento”, che unisca Cultura, Turismo ed Ambiente, con lo scopo preciso di attirare il mercato turistico straniero sulla falsa riga dell’ industria dell’intrattenimento della riviera romagnola?

Questa è una domanda che a me piace molto. Da qualche mese sono Assessore al Turismo e all’Agricoltura e a ogni occasione cerco sempre di ribadire che non si può fare Turismo se non si lavora contestualmente in sinergia con Cultura, Ambiente ed Agricoltura. Quello che propongo, per un recupero del territorio, è un lavoro che coinvolge questi quattro aspetti; e l’idea, ottima, di un “Assessorato al Divertimento” dovrebbe essere un po’ la sintesi di questi quattro settori che, dialogando, si propongono proprio come “Assessorato all’Intrattenimento” e sopratutto all’Intrattenimento Giovanile.

Per formulare proposte, per dare risposte, per stabilire compiti, mansioni, finalità, sia per il mondo del divertimento ma anche per quello del Turismo e della Cultura, in genere, si vocifera di una prossima Conferenza Provinciale dei Servizi. Una Conferenza che coinvolga non solo i soggetti turistici, ma anche quelli culturali di tutti i quaranta Comuni della Provincia. E’ un’iniziativa concreta o è soltanto un auspicio?

La funzione del Tavolo Azzurro è un po’ questa qui, perché comunque sta mettendo insieme cinquanta rappresentanti di altrettante sigle di Associazioni che si occupano di Turismo e di Cultura come gli Istituti Superiori a Indirizzo Turistico, l’Università di Fermo, l’Assessorato alla Cultura e tutti i vari soggetti interessati; poi c’è anche un Tavolo Verde per l’Agricoltura che è già stato costituito, che è già operante e che funge chiaramente da supporto a quello turistico. All’interno del Tavolo Azzurro anche l’ambiente è ampiamente rappresentato da tutte le più importanti Associazioni ambientali da Italia Nostra al WWF, perciò la si potrebbe chiamare già Conferenza dei Servizi, questo non esclude però l’organizzazione di un vero e proprio congresso, che faremo sicuramente non appena il Tavolo Azzurro sarà operativo. Operativo significa che, dopo essere stato approvato dai cinquanta rappresentanti all’unanimità, domani (29 aprile) sarà approvato in Giunta. Dopodiché, al prossimo Consiglio, ci sarà il passaggio per l’approvazione del Consiglio Provinciale, passaggio che, a questo punto sarebbe pure superfluo, ma il nostro Presidente vuole la massima trasparenza e la massima condivisione con il territorio. Una volta arrivati a questo punto, si programmerà anche questa Conferenza dei Servizi.

Il Tavolo Azzurro, come mai questo nome?

Io ho già costituito il Tavolo Verde per l’Agricoltura, il colore azzurro, in questo caso ci ricorda il mare e quindi il Turismo, ciò nonostante, durante la prima riunione ho sottolineato che lo chiameremo così solo momentaneamente, fino a quando non ci sarà la costituzione ufficiale e poi l’assemblea ne deciderà il nome definitivo, lo potranno confermare oppure cambiare. Tavolo Azzurro è un nome provvisorio.

Il Tavolo Azzurro per il Turismo potrebbe essere il riferimento strutturale e organizzativo per chi volesse far conoscere della nostra Regione anche quelle eccellenze professionali che operano nel mondo delle mostre e degli eventi culturali? ...mi vengono alla mente le figure professionali quali: restauratori di affreschi e decori, oppure il recupero e il restauro d’importanti scritti antichi su carta prodotta a Fabriano, da sempre nell'Olimpo della produzione cartaria mondiale. Queste figure professionali, oltre ad essere un eventuale futuro per i nostri giovani, come potrebbero diventare "Evento" nel panorama turistico nazionale?

Io gradirei molto che queste figure diventassero evento nel panorama nazionale, perché il mio mestiere è quello di restauratore, lo faccio per le Sopraintendenze e lo faccio da una vita. Certo, lavorare sul recupero dei nostri beni più importanti e farlo diventare un avvenimento nazionale a me piacerebbe moltissimo. Nel Tavolo Azzurro sono rappresentate tutte le Associazioni degli Artigiani e sono sicuro che ogni Associazione proporrà il meglio per essa stessa e per gli stessi membri del Tavolo Azzurro. Questa idea non l’avevo presa in considerazione, ti ringrazio molto e accetto volentieri l’input che è veramente positivo e che ri-proporrò ai rappresentanti degli Artigiani che fanno parte del Tavolo Azzurro e speriamo di farne nascere qualcosa.
Proprio in questo momento, per esempio, c’è in atto - non perché lo sto facendo io, ma perché è una cosa straordinaria - il restauro della villa napoleonica di Porto San Giorgio, la Villa Bonaparte e tra poco diventerà operativa nell’ambiente del turismo. Si tratta di una struttura architettonica straordinaria con pitture di valore eccezionale e questo potrebbe diventare un evento, credo che già ad Agosto questa struttura potrebbe funzionare e si dovrebbe aprire ai turisti e al pubblico. Sarà un luogo che porterà tanto valore aggiunto al nostro territorio e dobbiamo ringraziare l’attuale proprietario, perché bisogna credere nel proprio territorio per sostenere uno sforzo economico del genere; bisogna credere nell’arte e capire la preziosità che la villa napoleonica rappresenta per la sua specificità. A me fa paura solo pensare a quanto hanno investito i proprietari …

Raffaello Sanzio è il nostro portabandiera universale per la pittura, ma da sempre le Marche hanno avuto un legame stretto e molto particolare con Roma, sia come capitale sia come centro di potere. Dal suo punto di vista questo scambio è tuttora presente oppure i flussi culturali delle Marche si stanno spostando verso altre direzioni e per tanto anche il Turismo deve cambiare target e non puntare più sui "romani"?può esistere una "Via Marchigiana" circa il Turismo di nuova generazione?

Sostengo che, come Regione Marche, e soprattutto come Provincia di Fermo, dobbiamo ancora credere nei flussi turistici provenienti da Roma e provincia. I marchigiani sono ampiamente rappresentati nel Lazio e soprattutto a Roma, pertanto questo scambio turistico oramai è molto consolidato: noi andiamo spesso nel Lazio e a Roma per le nostre vacanze e viceversa i romani arrivano nelle nostre zone. Credo anzi che il rapporto con Roma vada ulteriormente consolidato e stiamo cercando di rafforzarlo preparando un incontro presso la Biblioteca del Ministero dell’Agricoltura, dove, con un’iniziativa mirata presenteremo i nostri prodotti locali e una nostra pubblicazione, che riguarda il nostro Turismo e la nostra Agricoltura. Inoltre, stiamo dando adesione a una manifestazione che si terrà sempre a Roma, a Piazza Venezia, con le Pro Loco dei Comuni della Provincia di Roma, dei Comuni della Provincia di Fermo e dei Comuni della Sabina proprio per promuovere il territorio e le nostre eccellenze agro-alimentari e consolidare questi antichi legami.

Come vive Lei la sua sera, è all’insegna della produzione ulteriore di responsabilità, oppure è impostata sullo “staccare la spina” per fare cose che gratificano l’uomo? Come si “diverte” l’Assessore Massucci?

Con una premessa: l’Assessore oramai è vecchio e ha i suoi vizi. Le serate di norma sono occupate da impegni politici, ma quando io non ho obblighi, “stacco la spina”, vado al bar e mi faccio una “briscola” e un “tressette” e guai a chi me le tocca, perché un’ora passata al bar con gli amici -con i quali ci sfottiamo e ce ne diciamo di tutti i colori- per me è un’esigenza! Poi chiaramente rientro a casa e dedico un paio di ore alla lettura dei giornali e alla televisione. Di norma seguo tutto il Tg3 di mezzanotte e poi magari vedo se ho qualcosa da preparare per la giornata successiva. Dedico poco tempo alla lettura di libri, comunque la mia lettura è rivolta soprattutto alle cose che sono a me più congeniali, leggo soprattutto di antiquariato, di restauro e di arte.

Quello del restauro è il principale lavoro rispetto a quello della politica oppure è solo un grande hobby?

E’ difficile da decidere, ha sempre fatto l’insegnante, anche se ora sono in pensione, ed ho sempre fatto il Sindaco di un piccolo paese, l’ho fatto per trent’anni e ho sempre svolto seriamente il mestiere di restauratore per le due Sopraintendenze di Ancona e di Urbino. Il lavoro di restauratore, oltre ad essere una grande passione però è anche una fonte di guadagno, perché “fare il politico” è costoso. Quello della politica è un hobby, un hobby che costa caro e se non ci aiutassimo con un altro lavoro non ce lo potremmo permettere.

Come era il divertimento quando era ragazzo, che cosa faceva?

Il divertimento c’era sempre, anche a letto noi ci divertivamo: nei nostri sogni c’erano le cose più belle! E’ stato un bel periodo, io non rimpiango niente. Il divertimento era andare a ballare, nella balera, più che in discoteca … andavamo negli chalet al mare …. frequentavamo Riva Fiorita a Porto San Giorgio, poi c’era un altro posto a Grottammare … di cui non ricordo il nome … da Monte Vidon Combatte ci spostavamo sempre sulla costa oppure ci organizzavamo per conto nostro, con un registratore in un cortile, di notte, un qualsiasi posto poteva diventare un ritrovo. A noi bastava poco, un po’ di musica e ci organizzavamo.

Il cinema?

Il cinema era un appuntamento settimanale, si andava a Fermo ed a San Benedetto del Tronto, in qualche caso straordinario si arrivava anche a Civitanova Marche. Il teatro invece, molto poco. Io ho cominciato a seguire il teatro spostandomi da Fermo a Roma dove ho frequentato l’Accademia delle Belle Arti.

… a Roma come si divertiva?

In modo diverso da qui. A Roma ci s’incontrava sempre. L’Accademia, più che un luogo di studio, era un punto d’incontro per noi, che poi eravamo considerati artisti, e se eravamo troppo preparati e studiosi … diciamo che il secchione non si confaceva all’artista, quindi studiavamo poco (ride). Ci incontravamo di continuo, dappertutto, all’interno della scuola, poi io ho fatto il 67,68,69 il 70, il periodo delle occupazioni. Ero un attivista! Allora avevamo a disposizione tutta Roma, eravamo i “padroni”, si occupava Architettura, rimanevamo all’interno per mesi, si occupava l’Accademia … insomma, non avevamo problemi! E poi c’era sempre il ballo nei locali per ragazzi, un po’ li conoscevamo tutti. Durante il giorno invece, c’erano Porta Portese e Via Sannio, i mercati dove ci ritrovavamo. Eravamo degli habitué di queste cose, ci spostavamo con moto e motorini, avevamo vari punti di ritrovo ed a tutto pensavamo meno che allo studio!

Quindi è stato sempre un attivista della politica?

Sì, ma diciamo sempre a livelli molto bassi, infimi …

In che senso?

Beh, l’ho fatto sempre per hobby, non ho mai pensato a una carriera, non l’ho mai fatto a tempo pieno e perciò con una preparazione sempre limitata, perché si eccelle quando queste cose si fanno a tempo pieno … mentre io a tempo pieno ho sempre svolto almeno tre mestieri...l’insegnante, il restauratore ed il Sindaco.

Il “teatro” della politica, oltre ad essere quindi una passione, e per alcuni solo un palco per esibirsi, potrebbe diventare una forma di “divertimento” per quei giovani che non ne hanno subito il fascino in epoche passate senza però le contrapposizioni violente che abbiamo registrato nei decenni scorsi? Penso a conferenze politiche tenute da filosofi o comici, e non solo dai politici di professione.

Io dico continuamente che un giovane dovrebbe sempre interessarsi di politica, anche se non in modo attivo, dovrebbe comunque partecipare agli incontri e agli eventi politici, perché intanto è formazione ed è una formazione seria e chi lo farà se lo ritroverà sicuramente come credito, come background culturale per il futuro. Poi, se c’è anche passione e si entra un po’ nel meccanismo politico, credo che per un ragazzo sia un grosso aiuto oltre che per la sua formazione ideologica e culturale anche per quella professionale, qualunque essa sia. I giovani dovrebbero credere di più nella politica e noi, allo stesso tempo, dovremmo agevolarli in questo senso; spesso invece non lo facciamo. Io, per esempio, sono uno di quelli che predica bene ma razzola male, infatti, ho sessantacinque anni e mi trovo ancora a fare politica, quando a posto mio ci potrebbe essere benissimo un giovane.
Ovviamente, poi, è difficile trovare il politico che si fa “infilzare” sullo spiedo, io darei la mia disponibilità anche perché non mi sono mai considerato un politico. Quando facevo il Sindaco, mi paragonavo sempre ad un amministratore di condominio, perché il mio è un piccolo paese. Poi ho fatto il Consigliere Provinciale e ora l’Assessore, ma, come ho già ripetuto, non posso considerarmi un politico. Il vero politico è quello che vive con le sole risorse della politica. Bisogna arrivare ad un livello più alto per essere veri e propri politici. Ripeto, questo è un hobby, e dobbiamo lavorare sodo per potercelo permettere. Uno come me sarebbe pronto a discutere con i giovani, anche perché riconosco che gli stiamo togliendo spazio, e sono sempre il primo a dirlo, così evito che mi aggrediscano. Indubbiamente, per noi, è importante pensare e tentare qualcosa di nuovo; la tua proposta infatti, sarebbe ottima per dare ai giovani la possibilità di ritrovare un feeling in positivo con la politica.

La Regione Marche ha usato un famoso attore americano per divenire il testimonial di una campagna pubblicitaria molto discussa, secondo lei che tipo di personaggio, o personaggi, e con quale messaggio, potrebbero essere idonei per diventare i testimonial della Provincia Fermana?

La Regione Marche ha questo obiettivo: si riserva di fare la promozione del territorio, noi, come Provincia, siamo preposti all’accoglienza e dobbiamo lavorare sulle strutture ricettive. Ritengo giusto questo progetto: ho piena fiducia in quello spot, e nel suo modo di associare i nostri paesaggi infiniti, Leopardi ed Hoffman. La Regione Marche ha fatto una cosa veramente importante per promuovere il nostro territorio regionale e le singole realtà locali: è stato un connubio ideale e non ne vedrei altri migliori. E’ la prima volta che la Regione si “sprovincializza” per proiettarsi su una dimensione europea e mondiale. Lo ha fatto molto bene e con pochissima spesa. Nella stessa cifra, infatti, circa un milione e settecento mila euro, se non ricordo male, è tutto compreso: il compenso dell’attore, il costo dello spot e di tutti i vari passaggi sulla televisione nazionale e sui principali canali europei.
Noi dobbiamo ora focalizzarci sull’accoglienza, perché fare singolarmente la promozione di Ascoli Piceno, di Fermo, di Recanati e di tutte le altre città, non avrebbe senso.

Nota del Segretario di Federazione

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Leggo sul Corriere Adriatico di oggi che il Segretario di Federazione di Rifondazione Comunista di Fermo apre una polemica nei confronti del nostro Partito.
La colpa addebitata: aver autonomamente, e senza consultare l'alleato della Federazione della Sinistra, espresso la propria opinione sul prospettato allargamento della Giunta della Provincia di Fermo.
Inutile asserire che, per fortuna, esiste ancora una libertà di pensiero a prescindere dall'appartenenza partitica.
Inutile asserire che detta opinione è stata espressa in qualità di segretario dei Comunisti Italiani.
Inutile affermare che la deontologia della politica ha alcune regole che, secondo noi, debbono sempre essere rispettate se non si vuole soccombere come certa parte del centro sinistra, ahimé, vorrebbe.
Peccato che alle riunioni di maggioranza in cui si discusse dell'eventuale allargamento, nessuno dei compagni di Rifondazione sia intervenuto, essendo tale partito in fase di riflessione.
Peccato che in occasione di una delle dette riunioni, lo scrivente apprendeva per bocca del Presidente Cesetti (e non dal segretario) che RC non gradiva l'allargamento e che tale partito stava riflettendo sia sul fatto di continuare la collaborazione con il centro sinistra, sia sul fatto di rimanere uniti (uniti?) ai Comunisti Italiani...
Peccato che la demagogia sia la base di certe riflessioni posto che, mentre i cugini riflettevano, i Comunisti Italiani ottenevano che l'Amministrazione Provinciale passasse dalla cd Fase 1 (o della istituzione della Provincia), alla Fase 2 con un piano straordinario per l'occupazione ed il miglioramento delle infrastrutture.
Ancora una volta si confrontano la politica della concretezza con quella dei dogmi, ma a questi atteggiamenti siamo abituati al punto da volere ancora di più l'unità dei comunisti (almeno si potrà avere una linea unitaria di azione).
Abbiamo scelto di chiedere il rispetto degli accordi assunti in occasione della composizione originaria della Giunta, perché siamo persone serie e crediamo ancora nella lealtà in politica; d'altra parte le competenze della Provincia sono molteplici e non sarebbe scandaloso aumentare il numero di assessori al fine di migliorare il servizio amministrativo, né ciò comporterebbe un aumento dei costi (SEL ha addirittura chiesto un allargamento a parità di emolumenti, quindi senza costi aggiuntivi).
SEL ha garantito alla Federazione della Sinistra di partecipare con un candidato di RC alla competizione elettorale regionale, rifiutando incarichi da parte del partito di Ucchielli; SEL non ha ceduto alle offerte di Spacca ed ha solidarizzato con i comunisti. Correttezza politica vuole che occorra battersi anche affinché i compagni di SEL abbiano una rappresentanza in Giunta, anche alla luce del fatto che a livello regionale, oramai si tenta in ogni dove di emarginare le forze comuniste e della sinistra.
L'atteggiamento tenuto da RC è, come troppo spesso accade, autoreferenziale, di autosufficienza e, purtroppo, sterile.
Non basta dare giudizi del tutto gratuiti o pagelle all'operato di questa istituzione o di quel partito, occorre lavorare costantemente per il raggiungimento degli obiettivi.
RC plaude alla scelta del Presidente di non allargare la Giunta, con un atto di estrema sudditanza nei confronti dello stesso; poi lo critica affermando che, ad oggi, il programma sarebbe restato inattuato: entrambe le asserzioni sono errate. Il Presidente ha solamente chiesto un rinvio per l'allargamento, legandolo all'inizio della sopra citata Fase 2 (quindi prima o poi lo farà); non è vero che il programma sia rimasto inattuato: molti sono gli obiettivi ad oggi raggiunti ma se i compagni di RC si limiteranno a criticare senza mai partecipare attivamente alla vita dell'amministrazione (delegando ad altri tale compito), non sapranno mai quali risultati siano stati ottenuti (approvazione dello Statuto quale atto indispensabile; approvazione di tutti i regolamenti necessari al funzionamento dell'istituzione; divisione dalla provincia di Ascoli Piceno con ben sei mesi di anticipo; intestazione di tutti i beni immobili e divisione del personale; inizio delle attività di work experience; ottenimento di diversi milioni di euro quali FSE; individuazione dell'area per la costruzione del prossimo ospedale di rete; stanziamento di svariate centinaia di migliaia di euro per la sistemazione della viabilità; tutela ambientale in occasione dello straripamento del fiume Ete con salvaguardia del patrimonio e delle persone; presa di posizione netta nei confronti delle centrali a biomasse; ecc...).
Vorrei ricordare ai cugini che è trascorso solamente un anno dalla istituzione della nuova Giunta.

Non so cosa possano avere in mente Piergentili e compagni, ma ritengo che la sinistra, compatta, è stata in grado di spiegare un'egemonia nella Provincia e noi siamo sempre più convinti dell'importanza dell'unità. Ogni altro atteggiamento separatista non ha più ragione di esistere e, stante l'attuale stato delle cose, sarà sempre più perdente, proprio ciò che non vorrebbero mai i lavoratori, i pensionati, i giovani, i disoccupati, gli studenti e tutti coloro che, invece, chiedono maggiore sobrietà e modernità, anche nel linguaggio.

Renzo Interlenghi
Segretario di Federazione del PdCI - Fermo

Sag(r)a canigoliana, ultima puntata

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Arriva più o meno puntuale l’ennesima arrampicata sugli specchi della Sig.ra Canigola che stavolta mi tira direttamente in ballo.
Cercando di razionalizzare i suoi fumosi guazzabugli retorici presenta alla stampa alcuni punti.
Rispondo a quelli di “mio interesse”:

- La citazione dello Statuto è alquanto maldestra, in quanto l’art. 9 comma 4 recita: “Tutti gli organismi e i singoli dirigenti hanno l'obbligo di riferire periodicamente circa la loro attività agli iscritti al Partito, nelle organizzazioni da essi dirette”. C’entra quindi ben poco con la questione elettorale di cui stiamo discutendo e con la preparazione delle liste che vede coinvolti anche candidati non iscritti.

- La decisione di allontanare la Canigola dal PdCI è stata presa in una riunione della Direzione, alla presenza del Segretario regionale. E non è stata la sola riunione sull’argomento, quindi il dibattito è stato ampio (anzi alla prima riunione parteciparono dei simpatizzanti e altri candidati alle provinciali, anche quelli non iscritti). Nello Statuto del PdCI non si fa menzione dei probi viri: forse, avendo ultimamente frequentato vari partiti, la Canigola confonde anche gli statuti. Il principio che regola la vita del partito comunista è quello del centralismo democratico: “terminata la discussione e assunta una decisione da parte di ciascuno degli organismi dirigenti, questa è vincolante per tutti gli iscritti e per tutti gli organismi dirigenti. La minoranza deve accettare e applicare le decisioni democraticamente assunte a maggioranza ed è fatto espresso divieto di rappresentare all’esterno posizioni politiche difformi”. Probabilmente, secondo Canigola & c. questo principio deve essere accettato solo quando se ne traggono dei benefici, e non quando viene chiesto loro di fare un passo indietro.
Per quanto riguarda il discorso sull’autorevolezza stendiamo un velo pietoso: quando il PdCI propose la Canigola a Rossi come assessore non lo fece certo in base all’autorevolezza “conferita dalla gente” (visto il modesto risultato elettorale ottenuto dalla Canigola nel 2004) ma in base alle competenze che le venivano attribuite. All’epoca non ero nel Partito, rimando quindi ad una recente intervista di Interlenghi. E faccio notare che nonostante la carica di assessore (e quindi con visibilità massima a livello provinciale) la Canigola non è stata eletta in consiglio: allora tanto vale non alzare la pietra per farsela ricadere sui piedi (diceva Mao...) parlando di autorevolezza “data dalla gente” vs. le “nomine di partito”.

- Del passaggio, anzi, del transito della Canigola in SeL non ce ne può certo importare più di tanto: d’altronde ne hanno scritto i diretti interessati (rimando alla “toccante” corrispondenza pubblicata dal sito Puntofermo, poi saranno i lettori a giudicare). In precedenza, ho fatto notare alla stampa questo transito aeroportuale perché sembrava che la Canigola fosse “con sofferenza” passata dal PdCI all’IdV... invece c’è stato un altro “sofferente” intermezzo che, almeno giornalisticamente, andava evidenziato... in onore di quella “verità” che la stessa Canigola sembra voler svelare ad ogni proclama inviato ai media.
Mi resta però una curiosità: mi piacerebbe sapere come mai, dopo aver tentato l’approdo (respinto) al partito di Vendola, la Canigola abbia presentato (con altri consiglieri dell’IdV) un ordine del giorno sull’acqua a nome PdCI - PRC (almeno così abbiamo appreso dalla stampa). Un semplice “errore di stampa”, oppure la consigliera è stata colta, tra un salto della quaglia e l’altro, da una crisi di identità?

Per quanto mi riguarda, queste puntualizzazioni, come le precedenti, non servono ”a togliermi i sassolini dalle scarpe”, come scrive la Canigola. E credo pure che i fermani abbiano cose ben più serie a cui pensare: niente a che vedere con le smanie di posti al sole di questo o quel politicante. Però ritengo che queste precisazioni servano a fare chiarezza ai 4500 elettori che hanno votato la Lista Comunista alle provinciali e ora si ritrovano senza rappresentanza in consiglio.

Aggiungo che, politicamente ed eticamente, il comportamento della Canigola è ancora più grave e sprezzante nei confronti degli elettori della lista PdCI-PRC in quanto non solo non è rimasta nell’area comunista o comunque a sinistra, ma è andata a finire in un partito liberale, che a livello regionale fa parte di una coalizione che ha escluso la sinistra per allearsi con l’UDC (partito clericale e di imbarazzanti frequentazioni).
Perché la Canigola non spiega questo, invece di fare le pulci, incappando in errori a raffica, citando a casaccio articoli statutari e fatterelli? Se anche la Costituzione Italiana contempla il divieto di mandato imperativo (come mi ricordava “ironicamente” un altro transfuga finito anche lui, guarda un po’, nell’Italia dei Voltagabbana) ciò non significa che gli eletti debbano sentirsi al di sopra di tutto e tutti senza rispondere a nessuno delle proprie scelte. Altrimenti, come in questo caso, le chiacchiere spese per affermare di non essere “attaccati alle poltrone” suonano davvero grottesche (e sono comunque smentite dai fatti).

Flavio Pettinari, 17 marzo 2010

Intervista a Renzo Interlenghi

Dalla testata online Metonimia del 3 marzo 2010

FERMO - Abbiamo incontrato il segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani, Avvocato Renzo Interlenghi nel suo studio di Fermo e, dati i fatti di cronaca, la prima domanda che gli abbiamo posto è stata obbligata.

D - Che cosa ci può dire sui due passaggi dal suo partito all’Italia dei Valori: quello del presidente del Consiglio Comunale di Ancona, Andrea Filippini e quello del consigliere della Provincia di Fermo, Licia Canigola?

Sorride, guarda in basso e poi, alzando gli occhi, ci appare sereno nella sua analisi, come a significare: “Che si può dire, se ne prende atto”.

R - Addirittura Andrea Filippini fu eletto una prima volta e poi riconfermato, proprio nel ruolo istituzionale di presidente del Consiglio Comunale di Ancona. Licia Canigola, invece, era candidata nella lista del PDCI nella tornata elettorale per la provincia di Ascoli Piceno che vide la vittoria della coalizione che appoggiava Massimo Rossi. Il risultato che ottenne fu mediocre. Questo, però non ci impedì di indicarla come persona adatta a ricoprire il ruolo di assessore nella giunta Rossi, il quale le affidò un incarico importante e delicato, quello dei Servizi Sociali. Noi non abbiamo voluto seguire la logica dei numeri, ma quella di dare spazio ai giovani.

D - Poi fu eletta nel nuovo consiglio provinciale di Fermo.

R - Sì, infatti risultò la prima dei non eletti. Poi Guglielmo Massucci fu nominato assessore e il seggio provinciale toccava di regola a lei. Noi le chiedemmo di farsi da parte per dare la possibilità ad un altro giovane di fare un’importate esperienza amministrativa.

D - Dunque quest’invito a dimettersi fu vissuto come un sopruso da parte della dirigenza del partito.

R - Credo di sì, ma va detto che il buon risultato delle provinciali 2009 fu innegabilmente raggiunto anche grazie alla visibilità che Licia Canigola aveva acquisito in virtù di quell’assessorato che aveva ricoperto nella precedente giunta. Dunque il partito aveva deciso di investire su persone nuove che considerava capaci. Con la stessa logica che ci aveva spinto ad indicare lei come assessore, le avevamo chiesto di lasciare il seggio provinciale ad un altro giovane.

D - Perché pensa che ci siano tanti casi di passaggi da un partito all’altro?

R - Credo che il problema sia da un lato la personalizzazione della politica e dall’altro il considerare la politica come privilegio. Bisogna capire che facendo politica si diventa un punto di riferimento e quindi ci si deve come “spersonalizzare”, perché ogni scelta che viene fatta dal singolo ha una ricaduta sul gruppo. Deve tornare ad emergere il concetto di “servizio”. Il futuro va progettato imparando a superare gli ostacoli, non ad aggirarli.

D - Al di là di questi casi locali che riguardano direttamente il suo partito, non crede che ogni volta che c’è un passaggio da un partito all’altro i cittadini si sentano traditi? Soprattutto quando questi passaggi avvengono durante un mandato elettorale ancora in atto? Il concetto su cui si basa l’elezione, quello della rappresentatitività, non viene completamente stravolto? Non crede che questi amministratori dovrebbero lasciare il loro incarico?

R - Non c’è un vincolo di mandato che obblighi a rimanere legato al partito nel quale si viene eletti. Quindi chiunque può cambiare gruppo o partito senza nessun obbligo di dimettersi. La ratio è che il rappresentante viene eletto dal popolo e non dal partito, anche se il partito ha lavorato ed investito sulla persona, la quale viene eletta anche grazie ad una organizzazione. Nulla vieta i passaggi da una parte all’all’altra, se non una morale interna.

D - Che cosa ci può dire riguardo alle prossime elezioni regionali? Quali sono le sue riflessioni sulla scelta del governatore uscente di allearsi con l’UDC rinunciando ad un’alleanza ormai collaudata con le forze di sinistra?

R - E’ vero che per l’accordo l’UDC aveva posto la regola “fuori i comunisti della falce e martello”. E’ vero anche che per noi un eventuale accordo con l’UDC sarebbe stato nefasto. Però io credo che alla base di questa scelta ci siano ben altre motivazioni.

D - Quindi non motivazioni puramente ideologiche.

R - Certamente no. Vede, la politica dovrebbe lavorare per stemperare lo scontro tra le parti e con l’unico scopo di fare il bene dei cittadini. E questo paese ha chiare tendenze centriste e moderate, quindi le motivazioni vanno ricercate altrove. Alla base di tutto c’è il federalismo.

D - Che cosa intende esattamente?

R - Federalismo non significa stare soli, bensì significa che le regioni gestiranno un enorme potere. Oggi il problema chiave sta nella gestione delle risorse. Oggi, qui nelle Marche, il “padrone delle ferriere” è Merloni, che non a caso ha una sua presenza anche nella NED. Questo gruppo si è dunque inserito nella gestione delle risorse, sia delle rinnovabili sia dell’eventuale nucleare. Io non sono contro il nucleare a priori, ma sono contro il nucleare in una terra ad elevato rischio sismico, con tutte le possibili conseguenze che questo fatto porta con sé. Dunque, si è preferito inserire nella coalizione una forza come l’UDC che su questi temi non assumerebbe posizioni forti o di eventuale contrasto. Si è preferito invece escludere quelle forze che avrebbero fatto sentire la propria voce, che avrebbero sicuramente avuto qualcosa da dire. Vede, il grande capitale si crede l’unico legittimato a gestire il potere e le risorse ed i cittadini dovrebbero accodarsi a decisioni prese da altri perché ritenuti non capaci di decidere cosa è meglio per loro. E questo è anche un errore di certa sinistra.

D - Tornando al discorso col quale siamo partiti, crede che l’uscita di alcuni esponenti dal suo partito possa configurarsi come fatto lesivo per la vostra campagna elettorale?

R - Se fosse uscito Diliberto, sì.

Comunicato stampa

In merito a quanto apparso sulla stampa domenica 28 febbraio, abbiamo la necessità di fare luce su alcune inesattezze.
La sig.ra Licia Canigola non è un "autorevole esponente del PdCI", né si può affermare che dal PdCI abbia "preso le distanze", in quanto fu la Direzione Provinciale del Partito, riunitasi il 24 luglio scorso, ad allontanare la sig.ra Canigola. Nel documento, diffuso anche alla stampa il 25 luglio, si leggeva a chiare lettere che "Licia Canigola, prima dei non eletti subentrata in seguito alla nomina di Guglielmo Massucci ad assessore, non rappresenta il Partito dei Comunisti Italiani e quindi non ne fa più parte".
Ci risulta inoltre che lo scorso autunno la sig.ra Canigola abbia tentato (senza successo) la scalata alla direzione regionale di Sinistra e Libertà: almeno così si evince dalle lettere scambiate tra alcuni dei protagonisti della vicenda e pubblicate integralmente sul sito PUNTOFERMO, nell'edizione del 7 novembre.
Non comprendiamo quindi la sofferenza e il dolore espressi dalla Canigola, se in così pochi mesi arriva alla corte di Favia dopo un doppio salto della quaglia. Semmai ci preoccupa il rammarico di oltre 4500 elettori della lista unitaria PdCI-PRC che, nonostante il 5,24% ottenuto alle provinciali del 2009, non hanno alcuna rappresentanza in consiglio per via di quei comportamenti che evidentemente a ragione avevamo definito come "operazioni trasformistiche ed opportunistiche".
Fermo, 28 febbraio 2010

Il compagno Massucci a Radio Fermo Uno

Dal sito Informazione.TV, 27/02/2010

L'assessore provinciale Guglielmo Massucci ai microfoni di Radio Fermo Uno per un resoconto sulla BIT
di Mery Pieragostini

Tornato dalla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, alla quale ha partecipato insieme allo staff della nuova Provincia fermana, l'assessore al turismo e all'agricoltura Massucci parla dei consensi riscossi e dei progetti per il prossimo futuro.
La rappresentanza fermana ha presenziato alla conferenza stampa delle cinque province marchigiane, dove, circondato dai tanti giornalisti e preso dalle loro numerose domande, è stato trattenuto per circa due ore; contemporaneamente si svolgeva la presentazione del prossimo grande evento fermano: Tipicità.
La novità della quale parla Massucci è il progetto di creare un paniere di prodotti tipici con il marchio QM, Qualità Marche. Servirà a far conoscere la Provincia, porterà un reddito maggiore ai nostri agricoltori e al nostro turismo.
Belli i nostri paesaggi e le nostre città, bella la nostra gente e buoni i nostri prodotti tradizionali. La promessa che abbiamo strappato all'assessore è quella di fare di questi occasionali incontri un appuntamento fisso per aggiornarvi sugli sviluppi di agricoltura e turismo.

Comunicato dell'assessore G. Massucci

Con il primo Tavolo Azzurro, l’assessorato al Turismo incontra gli operatori
Massucci: “a fine settembre un progetto condiviso di area vasta”. Giovedì incontro con le Pro Loco.

Convegno 311008
Subito al lavoro il nuovo Assessorato al Turismo della Provincia di Fermo il quale, senza perder tempo, ha già fissato una serie di incontri con le realtà territoriali turistiche al fine di porre in essere una campagna di ascolto volta anche a conoscere più approfonditamente chi opera già con profitto ed in quale maniera. Buona la partecipazione e una promessa finale: risentirsi nelle prossime settimane per far sì che entro la fine di settembre la Provincia di Fermo e gli operatori del turismo ufficializzino il progetto di area vasta, un progetto che mira a restituire al territorio fermano un ruolo di primo livello nel turismo.

Nell’incontro di lunedì 27 luglio, l’assessore Guglielmo Massicci ed il suo staff, hanno dialogato con associazioni di categoria, albergatori, campeggiatori, con la presenza di alcuni sindaci - tra cui quello di Fermo in veste di presidente dell’STL Marca Fermana con l’obiettivo di mettere sul tavolo le criticità e i problemi, condividerli e impegnarsi affinché tutti insieme si riesca a dare al Fermano (e in parte anche al Piceno visto il ruolo della Valdaso come area di confine) una rinnovata identità, uno slancio e un impulso diversi per far sì che la forte difficoltà che sta attraversando il settore si trasformi in proposte e in esempi positivi.

«Abbiamo deciso di dare un nome – sottolineava l’assessore Massucci – a queste tavole rotonde che si suggeranno nel tempo con gli operatori del settore turistico e cioè quello di “Tavolo Azzurro” il quale avrà il compito di lavorare per e sul territorio al fine di creare una identità unica ed un progetto condiviso, che partendo dalla base e cioè da chi opera sul campo, possa alla fine rilanciare il settore turistico nella nuova Provincia di Fermo il quale soffre di mancanza di politiche di destagionalizzazione integrate».

Un turismo strettamente stagionale infatti, come lamentano gli operatori, non porta veri benefici al territorio. Fare sistema è stata la parola più ricorrente della prima riunione del tavolo azzurro e par far ciò occorre la massima trasparenza ed operatività: per tale ragione, anche se in questa primissima fase le risorse a disposizione della nuova Provincia sono limitate, ha concluso Massucci, quelle dell’assessorato al turismo saranno sempre di pubblico dominio da parte degli operatori del tavolo i quali in ogni momento potranno verificare ed concordare insieme come impegnare quanto a disposizione.

Naturalmente, non son mancate le idee già messe sul tavolo: dall'albergo al museo diffuso, dal coinvolgimento dell'Università a quello con il mondo della cultura; senza tralasciare la partecipazione alle fiere internazionali presentandosi non solo con le calzature, ma esportando tutte le eccellenze del territorio, passando dai cappelli all'enogastronomia. In primis, per far ciò sarà necessario fare una ricognizione di ciò che si ha a disposizione, evitando di duplicare il lavoro già posto in essere da altre realtà già operanti. Necessaria sarà la collaborazione con la Regione Marche e naturalmente con la Provincia di Ascoli Piceno, soprattutto per l’area di confine della Valdaso sul quale da tempo si sta lavorando per un progetto molto importante che rilancerà l’intera area.

Direzione Provinciale del 24 luglio

La Direzione Provinciale di Fermo del Partito dei Comunisti Italiani, riunita alla presenza del Segretario Regionale per una valutazione sulla questione relativa alla rappresentanza in Consiglio Provinciale, prende atto che Licia Canigola, prima dei non eletti subentrata in seguito alla nomina di Guglielmo Massucci ad assessore, non rappresenta il Partito dei Comunisti Italiani e quindi non ne fa più parte.
Il processo unitario, declinato attraverso le liste unitarie in molte realtà, presuppone una rappresentanza istituzionale di pari dignità tra i due partiti comunisti, a prescindere dagli eletti.
L’atteggiamento di chi è contrario a questa impostazione che risponde all’interesse più generale dell’unità dei comunisti e della sinistra non può in nessun modo rappresentare i comunisti.
La Direzione Provinciale del PdCI mantiene fermo l’impegno unitario, col PRC e insieme al resto della maggioranza, lavorerà per l’attuazione del programma elettorale e a sostegno della Giunta presieduta da Fabrizio Cesetti.
In questo senso i Comunisti Italiani contrasteranno con forza qualsiasi operazione trasformistica ed opportunistica, da qualunque parte provenga.
Il PdCI è impegnato con il tesseramento 2009 a rafforzare il Partito e per costruire la Federazione con il PRC e altre organizzazioni di sinistra.

Fermo, 24 luglio 2009

Fabrizio Cesetti Presidente!

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Fabrizio Cesetti è il primo presidente della Provincia di Fermo, un successo per il centrosinistra e per il fermano, un doppio successo per noi comunisti, ottenuto attraverso la campagna d’ascolto dello scorso autunno, le elezioni primarie e infine attraverso questa magnifica campagna elettorale. Il centrosinistra unito vince: una lezione da cui trarre insegnamento in tutto il Paese.
Di Ruscio, sconfitto per la seconda volta a Fermo, viene superato anche a Montegranaro, nonostante l’accordo con Basso: a dimostrazione che il popolo non crede ai trucchi, e non cede a chi pensa sia necessario mostrare i muscoli per prevalere sugli avversari.
Grazie a tutti i compagni che c’erano già all’inizio di questa marcia, grazie a quanti si sono uniti e a tutti coloro che fino alla fine ci hanno creduto! (foto dal Corriere Adriatico del 23 giugno 2009)

Vedi i risultati definitivi.

a Licia e Guglielmo: grazie!

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Comunicato della Segreteria di Federazione del PdCI

A conclusione della legislatura provinciale, la Segreteria di Federazione del P.d.C.I. ringrazia per il grande lavoro svolto l'assessore Licia Canigola e il consigliere capogruppo Guglielmo Massucci.
In una legislatura non facile in cui ha pesato, soprattutto nell'ultima fase, la divisione della provincia che ha generato problemi, tensioni e dispute anche molto al di là del lecito e del buon senso, il nostro assessore e il nostro capogruppo hanno profuso un impegno totale per raggiungere gli obiettivi programmatici che la coalizione aveva sottoscritto e che gli elettori avevano premiato facendoci vincere le elezioni.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti e noi comunisti con i nostri due rappresentanti nell'amministrazione provinciale siamo orgogliosi del grande lavoro svolto dall'amministrazione guidata dal Presidente Massimo Rossi.
Licia Canigola e Guglielmo Massucci saranno per noi comunisti due punti di forza nelle candidature per la tornata elettorale di giugno ed in generale saranno risorse a disposizione del territorio della nuova Provincia di Fermo per cui molto hanno già fatto e tanto altro possono, vogliono e devono fare.

Fermo, 11 febbraio 2009